Anime Antiche

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nuovo romanzo ordinabile sul sito Edizioni Convalle e su Amazon

giovedì 2 luglio 2020

Numero 340 - Per la Rubrica "Parlo di me": Edizioni Convalle - 2 Luglio 2020


Tutta colpa dell'Amarone se sono nata nella testa di Stefania Convalle che, devo dire, già da piccola sapeva il fatto suo ;-)


Calma, non pensate male, non beveva il vino in tenera età, ma da grande le piaceva - e le piace ancora - gustare un bel bicchiere di vino rosso insieme a Giuseppe Murru che la segue in tutte le sue disavventure, come l'idea di aprire una casa editrice.
E così il giorno 2 febbraio 2017 sono nata ufficialmente.
Mi hanno pure fatto la festa!


E la notizia non era passata inosservata sui giornali :-O 
Sia su Il Giorno, sia su Millionaire, avevano parlato di me: Edizioni Convalle.




Il primo anno è stato di rodaggio, per cominciare a muovere i primi passi. Ogni volta che usciva una nuova creatura, era tutto un festeggiare! Fino ad arrivare al primo compleanno. E anche qui, grande festa con un sacco di Autori e Lettori: mi volevano già bene!


E poi hanno cominciato a portarmi in giro!
La prima uscita importante è stata al Salone internazionale del Libro, a Torino, nel 2018.
Siamo arrivati con gli scatoloni pieni di libri, che fatica! Ma che emozione...


E che soddisfazione, alla fine, con lo stand pronto per affrontare la grande maratona!


E poi c'è stata Brescia, e poi Roma, e poi decine di presentazioni, articoli, eventi in tutta Italia. Eh sì, perché Stefania non dorme mai e sforna idee alla velocità della luce :-D e allora via di Christmas Book, Libri e Tarocchi, Juke Box Letterari, Indovina quanti ceci ci sono nella bottiglia :-O, Poetango, Poetry Slam, Premio Letterario,  Pillole di Libri, radio, televisione... Insomma, lei dorme così:


E intanto scrive (non so come fa) ma questo è un altro discorso.

Ogni tanto si lamenta: «Questa casa è un casino da quando c'è Edizioni Convalle!»
Come darle torto. Prima era tutto in ordine...


Ora è tutto pieno di me...


Ma mi vuole bene, lo so ;-) Anche se ogni tanto minaccia di chiudermi quando si arrabbia per qualche sgambetto inaspettato o quando è stanca, oppure quando subisce l'invidia di qualcuno che si traduce in colpi bassi... Però poi le passa;-) e so che non lo farebbe mai, e quando le vengono questi pensieri, pensa agli autori che le sono affezionati e allora tiene duro, anche per loro.

Oggi, 2 luglio, compio 3 anni e cinque mesi. Mi sa che stasera si festeggia ;-) e mi sa che se ci scappa il bicchiere di vino, partono nuove idee e chissà dove mi vorrà portare! 

Lontano... So che vuole portarmi lontano, in cima alla vetta dei sogni perché...


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle






















venerdì 19 giugno 2020

Numero 339 - Per la Rubrica "Parlo di me": Elisabetta Motta - 19 Giugno 2020



Sono calabrese e ho lasciato la mia città, Catanzaro, quando avevo 18 anni, per frequentare l’università a Roma. 
Le circostanze della vita mi hanno portato successivamente a Pavia, città che mi ha accolta a braccia aperte e dove ho vissuto per diversi anni. 
Oggi vivo a Roma, ma un giorno spero di tornare definitivamente nella mia Calabria. È lì che sento di appartenere. 
Il mio sogno, sin dai banchi del liceo, era quello di fare la traduttrice editoriale e ho avuto la fortuna di realizzarlo, grazie anche alla mia determinazione, forza di volontà e passione. Traduco romanzi rosa, ma ho affrontato anche opere di genere completamente diverso che mi hanno regalato grandi soddisfazioni. 
La scrittura invece è un qualcosa che è arrivato molto più tardi. A dirla con estrema sincerità, non sono nata con la penna in mano. Ma professionalmente forse sì, visto che tradurre è un po’ come un riscrivere. Ho pubblicato il mio primo romanzo sei anni fa, quasi per caso. In quel periodo avevo iniziato a buttare giù i primi capitoli di una storia, al rientro da un mio viaggio a Venezia, senza l’intenzione di volerla pubblicare. Avevo semplicemente sentito l’impulso di mettere nero su bianco le emozioni che la mia permanenza in quell’antica residenza nobiliare veneziana, aveva suscitato in me. Invece, da allora sono andata avanti a pubblicare altri romanzi. Se prima scrivevo tra una traduzione e l’altra, adesso posso dire che la scrittura occupa la maggior parte del mio tempo. Ma naturalmente, non ho abbandonato le traduzioni che restano il mio primo, grande amore.
Caratterialmente sono una persona paziente, riservata, estremamente precisa, puntuale e rigorosa. Tutte caratteristiche positive, certo, ma i miei figli aggiungerebbero che sono una rompiscatole. Forse è vero… pretendo il massimo rigore anche dagli altri e spesso ricevo delle grandi delusioni e arrabbiature. Ma non siamo tutti uguali e il mondo è bello perché è vario, no? 
Ho tanti hobby e mi piacerebbe avere maggior tempo per coltivarli. Adoro fare giardinaggio, andare in giro per mercatini dell’antiquariato e scovare libri, tazze da tè, coperchi di zuppiere che colleziono e vasi cinesi, la mia ultima passione. Mi piace molto cucinare e apparecchiare belle tavole. 
E viaggiare. Sono spesso i viaggi a ispirare ciò che scrivo. Sono molto creativa e mi diletto a realizzare centrotavola abbinando fiori freschi, frutta e ortaggi. E regalare dolci che preparo io, personalizzando le confezioni con scatole e nastri che cerco con ossessione spasmodica.
Ho un sogno nel cassetto: vedere diventare uno dei miei romanzi, magari “Vite”,  la trama di un film!
Lo so è un qualcosa di irrealizzabile ma… “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso” come sostiene Nelson Mandela.


E ora la parola all'editrice

Ho conosciuto Elisabetta alla Fiera di Roma "Più Libri Più Liberi". Ricordo che si è avvicinata con circospezione allo stand :-O e sfiorando un libro di qua e uno di là sul tavolo, mi ha detto che cercava una casa editrice con un'impostazione familiare.
Era capitata proprio allo stand giusto!
Mi ha parlato di un romanzo inedito, così le ho proposto di partecipare al Premio "Dentro l'amore".
L'ha fatto.
E ha pure vinto!
Ma la cosa curiosa è come l'ha saputo! Un aneddoto che rimarrà nella storia.
Dovete sapere che aveva ordinato alcune delle mie opere e già lì ho pensato che fosse una persona molto carina :-)
Così le ho preparato il pacchetto e su un libro, "La calda tazza di caffè americano", le ho scritto nella dedica una cosa tipo: "Tu non lo sai ancora, lo saprai alla serata del 4 aprile in diretta da Facebook, ma hai vinto!"
Ricordo che ho chiesto a Giuseppe: «Siamo sicuri che il pacchetto arriverà a Roma DOPO il  4 aprile?»
E Giuseppe: «Ma certo! Figurati se arriva in due giorni di questi tempi!»
Infatti.
Appunto.
Ecco.
Come volevasi dimostrare.
La mattina del 3 aprile il corriere di Roma, che evidentemente è innamorato di lei perché le arrivano i pacchi alla velocità della luce, ha consegnato il plico e mi sono vista arrivare il seguente messaggio da Elisabetta:
"Cara Stefania, ho appena ricevuto i libri, e con i libri una notizia meravigliosa!!!!!!!! E' stata una scena comica perché mi stavo togliendo il pantalone che avevo infilato velocemente per andare sotto dal corriere e sento mio marito che dice ai miei figli (che oltretutto stavano facendo lezione a distanza...): Ragazzi, preparatevi a brindare. La mamma ha vinto il premio letterario! Io pensavo che mi stesse prendendo in giro. NON CI CREDEVO!!! Ma che bella sorpresa mi hai fatto??? Grazie di cuore!!! Che dire... sono felicissima. Emozionata. Una soddisfazione enorme. Anche perché non me l'aspettavo!!! Adesso posso finalmente dirti due cose. 1) Sei una persona meravigliosa, cara Stefania. Davvero un'editrice con il cuore. Sono 25 anni che lavoro in editoria e di editori ne ho incontrati un po'. Ma mai ho trovato tanta disponibilità e soprattutto passione vera. Mi piace il tuo modo di condurre la casa editrice e il rapporto che sai instaurare con i tuoi autori. Volevo dirtelo da tempo, da quando ti seguo su fb, ma ero frenata perché non mi sembrava corretto, visto che era in corso la valutazione dei testi. 2) Ci ho pensato tanto, come ben sai, prima di inviarti il romanzo, perché credevo che non avesse tutti i requisiti per partecipare a un premio letterario. Inoltre "Vite" è un romanzo diverso dagli altri che ho scritto in precedenza che sono tutti dei romance. Quindi, diciamo che è stato un "esperimento". A questo punto ben riuscito dal momento che mi ritrovo a essere vincitrice della sezione romanzi inediti! Ti mando un caro abbraccio! Sono felicissima!!!"

Beh, di sicuro questo episodio ce lo ricorderemo sempre con gioia e un sorriso.
(Che poi, a parte il premio, a seguito delle parole scritte nel messaggio relativamente a me, mi sono sentita pure io come se avessi vinto! :-D)
Ed ecco qui, il romanzo vincitore per la sezione narrativa inedita, premio Dentro L'amore edizione 2020.


Un romanzo che ho scelto per la vittoria perché ha tutti gli ingredienti che cerco:
pulizia nella scrittura
emozioni
contenuti profondi
messaggi di speranza

Sono sicura che farà un bel cammino e sono altrettanto sicura che Elisabetta Motta ci regalerà altri romanzi belli come questo!
Sono molto contenta che Elisabetta sia entrata a fare parte di Edizioni Convalle perché oltre alla sua scrittura, ovviamente, mi piace la sua persona, la sua eleganza, la sua correttezza, la sua lealtà. Non è cosa così comune. Mi spiace non avere una foto insieme da postare in questo numero del blog, ma spero che presto l'avremo. Al momento, metto una foto della sua bella Calabria, precisamente Catanzaro Lido, dove sono stata in una vacanza memorabile perché ho conosciuto persone splendide.

Nella foto Stefania Convalle, Daniela Nicoletti, Giuseppe Murru... E il vento!

Alla prossima 
dalla vostra
Stefania Convalle










domenica 14 giugno 2020

Numero 338 - Per la Rubrica "Parlo di me": Maria Rita Sanna - 14 Giugno 2020




Quando ero piccola imitavo i grandi, affascinata dalle loro vite. 
Sognavo. 
Quando sono diventata grande ho capito che la vita bisognava viverla giorno dopo giorno essendo me stessa. 
I sogni, poveri loro, non avevano ali, però ho scoperto il punto del corpo da cui nascevano: tra stomaco e pancia. Ho cominciato, poco per volta, a ripercorrere alcune tradizioni culinarie, scrivere qualche pensierino, poesie in dialetto sardo, giocare a osservare la natura, finché le parole hanno preso il sopravvento e in quelle poche righe, posso parlarti di me?, ho messo le basi per costruire ali robuste per i miei sogni. E ringrazio il cielo che a quella domanda, un giorno d’inverno, Stefania Convalle, cacciatrice di sogni e amante delle belle parole, abbia risposto sì, certo; e sempre la ringrazierò per avermi dato fiducia in poche frasi. Una febbre eccezionale mi ha portato in pochi giorni a scrivere il racconto classificatosi in decima posizione alla seconda edizione del Premio letterario “Dentro l’amore”, nel 2016. Che gioia, provai! Fu la consapevolezza di aver trovato qualcuno che comprendesse il fuoco che mi bruciava dentro. Il laboratorio di scrittura di Stefania, che nel frattempo aprì la casa editrice omonima, unito al fondamentale confronto e condivisione con le compagne di scrittura, fu il trampolino di lancio, le ali le avevo proprio io, e in diciotto mesi ho costruito, disfatto e rifatto, trentasei racconti che parlano tutti della mia terra, la Sardegna, raccolti nel libro “Pane e Fragole”, edito da Edizioni Convalle nel 2018.


È stato come tornare bambina, ho perseguito quel sogno, ci sono salita sopra, senza tralasciare la successiva edizione del Premio letterario che, nell’Ottobre del 2017, mi ha vista sbandierare i Quattro Mori sul palco di Monza e abbracciare per la prima volta Stefania.


Scrivere, imparare a farlo, provando emozione ma soprattutto suscitarla nel lettore, trasmettere lo stesso fuoco che metto nella scrittura al lettore; perché scrivere non è solo un’evasione, ma è comunicazione muta di sentimenti. 
Avanti così, con determinazione e fatica, ho scritto il primo romanzo, forte di carattere, "Mandorla Amara", edito nel 2019. 


Ora sono davvero grande, ho consolidato le tradizioni culinarie, i pensierini sono diventati romanzi, il secondo è una fiammella, osservo ancora la natura. 
È meraviglioso scoprirsi bambina a cinquantacinque anni.

Maria Rita Sanna


E ora la parola all'editrice


Ho avuto la fortuna di vedere da vicino l’evoluzione nella scrittura di Maria Rita Sanna.
Si era timidamente affacciata a una mia Pagina di Facebook, "Dentro l'amore", con un messaggio dal quale si evinceva la sua grande voglia - quasi una necessità -  di comunicare.
È iniziato così, il rapporto tra noi, virtualmente, dove dialogavo con una voce senza volto ma ne sentivo il cuore. 
Un passo dopo l’altro, è nata un’amicizia e con essa un percorso che abbiamo affrontato insieme, Maria Rita e io, nell’ambito della scrittura.
Ha seguito, e ancora è così, i miei laboratori di scrittura, dove la sua tenacia, la sua volontà di ferro, il suo amore per le parole, sono emersi dapprima come lapilli da un vulcano, per poi esplodere in un’eruzione di creatività piena di pathos.
Maria Rita Sanna scrive così.
Col cuore, con la testa, con l’anima. Col sudore della fronte, con la determinazione di un guerriero.
E ti conquista.
La sua prima opera, la raccolta di racconti “Pane e Fragole”, è stata l’antipasto per quello che sarebbe arrivato dopo.
E il dopo è arrivato con “Mandorla amara”.
Le sue opere sono grondanti d'amore per la sua terra, per la vita, per il mare e per quella voglia di riscatto di talune donne meno fortunate di altre che devono tirare fuori le unghie e i denti per non soccombere alla vita.
Lei è così, una combattente. Lei è come una donna samurai.
Un concentrato di forza, lealtà, capacità di amare, capacità di amore.
Lei possiede il sacro fuoco della scrittura. Talento naturale.
La nostra amicizia, nata per uno strano caso del Destino, è cresciuta negli anni e sono davvero felice che faccia parte della mia creatura, Edizioni Convalle, perché voglio accanto a me persone come lei, soltanto persone come lei. 
Persone che sanno mettere in un abbraccio un sentimento vero. Come dimenticare il nostro incontro, la prima volta che venne a Monza, in occasione della finale del Premio, la sorpresa che le feci piombando all'improvviso al bar dove si trovava con Daniela Perego. 
Come dimenticare il nostro abbraccio.
Come. Impossibile.







E come dimenticare l'abbraccio nel suo giardino, in Sardegna.
Ma quello è un abbraccio senza foto, molto nostro.
Rimane uno scatto della scorsa mia vacanza in quella terra magnifica e qui, scusate, ma il protagonista è Pepe ;-)


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle




mercoledì 3 giugno 2020

Numero 337 - Per la Rubrica "Parlo di me": Tania Mignani - 3 Giugno 2020




La vita è ciò che ti accade 
quando sei intento a fare altri piani.

Inizio con questa citazione di John Lennon, una pura verità che può essere destinata a chiunque ma, in questo caso sarà il punto di partenza per raccontare qualcosa di me.
I miei piani, inizialmente, racchiudevano molte ambizioni come è giusto che sia in quell'età quando, la vita che ti accade sembra ancora promettere bene. Ho vissuto a una manciata di chilometri da Bologna dalla nascita, nel 1964, fino ai trent'anni. Un'infanzia tranquilla con la grandissima passione per la lettura, un'adolescenza un po' più turbolenta in cui coltivavo altre due grandi passioni: la musica (solo in forma passiva, però: sono stonatissima) e la scrittura. Erano gli anni del Liceo Linguistico, amavo studiare le lingue e le culture di altri paesi sperando che un giorno mi sarebbero tornate utili: il mio grande sogno era diventare giornalista, magari come la Fallaci o, chissà, una giornalista musicale, in giro per il mondo a seguire tutti i concerti. Nel dubbio, dopo la maturità, mi iscrissi al DAMS indirizzo spettacolo, hai visto mai? Magari divento regista di video musicali
Poi la vita accade e i piani si ridimensionano, abbandonai l'università e iniziai a lavorare come impiegata ma, in compenso, ebbi la fortuna di conoscere l'uomo che è ancora al mio fianco e con il quale non ho mai smesso di fare piani. Quelli meglio riusciti sono i nostri due punti fermi e rispondono ai nomi di Mattia e Giacomo. In quel periodo lasciammo la città prendendo la coraggiosa decisione di trasferirci in piccolo paesino dell'Appennino, quasi a cavallo tra Emilia e Toscana.
Così fra gioie, delusioni e dolori sono arrivata a quell'età in cui inizi a tirare qualche somma e a fare qualche timido bilancio. Inoltre, disponendo di un po' più di tempo, con i ragazzi ormai grandi, ho ricominciato a seguire quelle passioni (musica e scrittura) accantonate per molti anni. La scrittura, in particolare, con il suo benefico effetto di sciogliere alcuni nodi, e ho ricominciato a inventare storie.
Quando su Facebook vidi pubblicizzato un concorso letterario, "Dentro l’amore", decisi di spedire un mio pezzo, nonostante fosse l'ultimo giorno utile. Alcune settimane più tardi ricevetti la notifica che il mio racconto era tra i dieci finalisti, il vincitore sarebbe stato annunciato solo durante la serata finale a Monza. A quel punto decisi di non partecipare causa i gravi problemi di salute di mio padre e lo comunicai agli organizzatori. Una mattina, al lavoro, ricevetti una telefonata: era Stefania Convalle, la persona che aveva ideato e organizzato il premio. Era la prima volta che sentivo la sua voce e io, che sono notoriamente una persona schiva e poco propensa a confidarmi, dopo la telefonata avevo la netta sensazione di aver conosciuto una persona fidata e leale, insomma una vera amica. Partecipai alla serata del premio Dentro l’amore edizione 2016 e il mio racconta si qualificò al primo posto. Quando ripenso a quel palco sul quale sono salita con l'emozione a mille balbettando qualche ringraziamento, mentre Stefania mi chiedeva a chi volessi dedicare il premio perché sapeva che l'avrei dedicato a mio padre, non riesco a non commuovermi.


Da quel giorno, grazie a questa nuova e preziosa amicizia, ai consigli di Stefania che mi sprona e mi tira le orecchie quando ce n'è bisogno, a tutti gli stimoli che, instancabile, ci propone nel suo laboratorio di scrittura, ho continuato a scrivere racconti e con la nascita di Edizioni Convalle ho visto realizzato uno dei miei sogni. 
A fine 2017 è uscito "Dall’A alla Zeta"

una raccolta a "otto mani" realizzata insieme a Stefania Convalle, Riccardo Simoncini e Claudio Gurra e a febbraio 2018 è stata pubblicata la mia raccolta di racconti "L’Altra"
pubblicazioni che mi hanno riservato molte soddisfazioni.
Continuo a frequentare il laboratorio di Stefania, a scrivere racconti e a rinchiudere sogni nei cassetti, mentre la vita, come sempre accade e si intrufola nei piani che, imperterrita, continuo a fare.
Tania Mignani

Fiera di Roma, Più Libri Più Liberi

 E ora la parola all'editrice

Tania Mignani: un'amica. Prima di tutto.
La nostra amicizia è cresciuta col tempo; è nata, come vi ha raccontato, dalla sua partecipazione alla seconda edizione del Premio Letterario Dentro L'Amore. Ricordo bene quella telefonata che le feci. Sapevo che aveva vinto e mi dispiaceva che si perdesse quella emozione così speciale per chi scrive. Così decisi di telefonarle, osai insistere, anche se sapevo del momento che stava attraversando. 
Sono contenta di averlo fatto, perché quella vittoria che Tania ha potuto dedicare al suo papà, credo le abbia fatto bene allo spirito, in quel momento provato dagli eventi familiari.
Da lì è cresciuta, negli anni, la nostra amicizia, in tandem con il percorso della scrittura, dapprima con i laboratori e poi pubblicando con Edizioni Convalle, la casa editrice che lei ha visto nascere e crescere.
La sua sensibilità è dentro i suoi occhi che ti sorridono e ti capiscono, con grande delicatezza e senza essere mai invadenti. 
Lei è una di quelle autrici che si ricorda che sono anch'io autrice, e le parole che ha sempre riservato ai miei romanzi sono nel mio cuore, perché so che da lì, il suo, sono venute.
Grazie, Tania.
Ma parliamo di lei autrice. Una penna che ho sempre ritenuto talentuosa, non per niente le chiesi se volesse partecipare a quella follia di scrittura che è stata la stesura di "Dalla A alla Zeta"! E quali perle sono lì dentro! Una su tutte l'omaggio alla sua Bologna!
Ricordo ancora quando feci un week end d'inverno nella sua città e lei ci fece da Cicerone, concludendo la nostra giornata insieme in una trattoria che avrebbe fatto resuscitare i morti! 
Fu anche l'occasione per chiacchierare, per conoscerci meglio e cementare il nostro rapporto.
Ma che dire anche della bellissima presentazione doppia nel paese dove vive: ricordi magnifici! Quale maggior soddisfazione di presentare insieme le nostre opere, in un'atmosfera di grande condivisione e affetto. 


E anche lì, il giorno dopo, tortellini! 
Quando la spinsi a mettere insieme i suoi racconti per "L'altra", dovetti sudare un po' per convincerla che erano bellissimi, pungenti, ironici! E infatti non mi sbagliavo! Quella raccolta ha vinto la medaglia d'argento nel Premio Letterario Città di Arcore, per la narrativa edita: grande soddisfazione!
Tania è per me una persona sulla quale so poter contare, sia come amica, sia come autrice di Edizioni Convalle.
Grande stima e affetto.
Non so dove questa avventura ci porterà, chissà, ma sicuramente dovunque arriveremo, lo faremo insieme.
E queste sono le cose che contano.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle



sabato 30 maggio 2020

Numero 336 - Per la Rubrica "Parlo di me": Francesco Lisa - 30 Maggio 2020




Ciao a tutti.
Sono Francesco Lisa e sono qui per raccontarvi un po' del mio percorso nel mondo della scrittura.
Cresciuto in un piccolo borgo collinare della provincia di Messina mi sono da subito innamorato della natura aspra e incontaminata che ha fatto da cornice alle varie tappe della mia vita.
Dopo essermi diplomato come perito meccanico il lavoro mi ha portato giù verso valle facendomi innamorare dell’altra faccia della mia amata terra, il mare.
Ora che son un po' più cresciutello mi sono fatto una famiglia composta da una moglie eccezionale e due splendidi bambini; lavoro sodo, leggo a più non posso, scrivo in ogni dove e a ogni ora e soprattutto continuo a fare la spola tra mare e monti. È proprio a questo indissolubile legame con la Sicilia che devo la mia ispirazione letteraria.
È proprio dai luoghi in cui ho trascorso la mia infanzia che è venuto fuori inaspettatamente il mio primo romanzo, "L’anello del binidìciti" pubblicato con Youcanprint nel 2016, che ha dato inizio al mio percorso di scrittura.
L’anno successivo entro a far parte della famiglia Edizioni Convalle pubblicando il romanzo "Parlami di lei".

Nel 2018 per la stessa casa editrice pubblico "Camurrìa" che, tra le tante soddisfazioni, mi ha anche fatto ottenere il secondo posto al Premio Piazza Navona di Cava de Tirreni.


A gennaio 2020 esce il mio ultimo lavoro intitolato "La baronessa di Piano Campo" già secondo classificato al Premio Letterario “La forza dei sentimenti” di Roma.


In tutte le mie storie, come avrete avuto modo già di intuire, c’è sempre una protagonista assoluta che si pavoneggia mettendo in mostra ogni parte di sé, nel bene e nel male, la mia amata isola.
I progetti letterari per il futuro sono tanti e tutti ambiziosi, farò del mio meglio per raccontarvi ancora tante altre storie appassionanti, nella speranza di raggiungere e stuzzicare le corde delle vostre anime belle.

Francesco Lisa


E ora la parola all'editrice

Parlare di Francesco non è facile, perché lui è come un'isola (sarà l'influenza della Sicilia?) e forse per timidezza, forse per riservatezza, non ci sono molti approdi per arrivare a lui.
Lo dico con un sorriso, naturalmente. 
Francesco è stato tra i primi autori a proporsi quando Edizioni Convalle è nata, abbiamo lavorato gomito a gomito mentre facevo l'editing a "Parlami di lei", verso la cui copertina ho un debole, secondo me è bellissima e mi fa tenerezza pensare che il bambino che si vede sia il figlio.
Ho visto crescere la sua scrittura, in questi anni, attraverso i suoi romanzi. Il mio preferito, lo dico (tanto Francesco lo sa) è "Camurrìa", un romanzo che mi ha fatto piangere! 
Sono contenta di aver accolto, come editore, Francesco nella famiglia di Edizioni Convalle e di averlo avuto accanto nelle Fiere più importanti dove siamo stati, al Salone internazionale del libro, a Torino, nel 2018 e alla Fiera di Roma, lo scorso dicembre, Più Libri Più Liberi. 
Ogni volta che ci vediamo e abbiamo occasione di stare un po' insieme, aggiungo un pezzetto nel grande e immenso puzzle della nostra conoscenza. E chissà mai che prima o poi vada a trovarlo nella sua amata terra!
Concludo ricordando attraverso due scatti, la serata finale della terza edizione del Premio Letterario "Dentro l'amore", svoltasi in teatro e durante la quale si fece un'intervista agli autori presenti. Francesco andò sul palco col figlio e questa foto trovo rappresenti la spontaneità più totale del bambini :-) 

A parte gli scherzi, il primogenito di Francesco è davvero bellissimo e simpaticissimo!
Qui sotto era intervistato anche lui ;-)

Alla prossima 
dalla vostra
Stefania Convalle





mercoledì 27 maggio 2020

Numero 335 - Per la Rubrica "Parlo di me": Fortunata Barilaro - 27 Maggio 2020



Potrei iniziare parafrasando De Gregori: "Nata, sono nata nell’Africa d’Italia. In qualche posto e in qualche modo sono pure cresciuta…"
Potrei raccontare che la cicogna mi consegnò in una scatola per le scarpe, in un paese tra le Serre della Calabria, nel punto più stretto d’Italia. Forse stava volando tra Tirreno e Jonio e, a causa della tormenta di neve, mi lasciò cadere in quella che sarebbe stata la mia casa. In un paese che si chiama Sorianello, dove le case sono talmente arroccate l’una all’altra, da sembrare che si abbraccino.
Nella mia infanzia ci sono ginocchia sbucciate sui sassi neri che lastricavano la mia via, o ruga, come viene definita nel mio dialetto. Profumo di stoffe e il ticchettio della macchina da cucire di mia madre. C’era la mia stanza, in cui mi rifugiavo sempre con un gatto al mio fianco, che nascondevo di notte tra le coperte affinché mia madre non lo scoprisse. A primavera le fresie che crescevano sul mio balcone, inondavano di fragranza la strada. D’inverno c’era il silenzio della neve o il frastuono dei temporali. In autunno le castagne da tirare fuori dai ricci, che pungevano le dita e davano il gusto della conquista di quel prezioso frutto.
Ci sono i libri… Il primo che mi venne regalato da mia madre, quando ancora seguivo il rigo con il dito, "Il corsaro nero". C'è stata la scoperta della scrittura, nei componimenti in classe che la mia maestra leggeva e che portava con orgoglio anche agli altri insegnanti, affinché sapessero della sua alunna.
C'è l’adolescenza e la voglia di evadere. Il sogno della grande città che per me è stata Roma.
L'università, che si affacciava sulla splendida piazza Esedra; la musica di Baglioni, che suonava dallo stereo della macchina del mio amico Damiano, mentre percorrevamo le vie storiche nelle notti romane.
Ci sono i pub a San Lorenzo, le manifestazioni di piazza e la voglia di cambiare e conquistare il mondo.
Eventi della storia che rimangono indelebili dentro me. Il giorno in cui venne scarcerato Nelson Mandela, l’urlo di gioia e le lacrime che non riuscivo a trattenere. I colpi di piccone sul muro di Berlino. Gli studenti di piazza Tienanmen, a mani nude, davanti ai carri armati…

Poi, la decisione della mia vita. Fare l’infermiera. Appuntarsi la Croce Rossa, sul petto e nel cuore.
Letti candidi di ospedali. Pigiami che, come sudari, avvolgono corpi violati dalla malattia. Occhi, tanti occhi che incroci, sfiori, catturi, tra dolore, speranza e paura. La voglia di scappare perché non puoi, razionalmente, credere di voler vivere in tutto questo.
Poi uno sguardo tra gli altri, quello di un ragazzo, Vittorio, che non potrai mai più dimenticare, mentre la sua vita scorre verso un abisso di angoscia e sembra volere fuggire lontana.
Abbracciami, ti prego, mi disse in quel giorno che segnò la mia vita. Non lasciarmi solo. Ho paura…
E io abbracciai quelle spalle scarne, accarezzai quella pelle sottile, mentre un chirurgo infilava un ago tra le sue vertebre. Tenni la sua mano, quando tutto finì, sino a che il sonno non gli regalò un po’ di oblio.
Quel giorno compresi cosa volesse dire essere un’infermiera. Quel giorno decisi che quella sarebbe stata la mia vita.

Tutto questo peregrinare, senza mai smettere di leggere e scrivere. Racconti, che nessuno avrebbe letto, ma che riempivano i vuoti e le giornate, tra un esame e l’altro, tra un turno e l’altro.
L’uomo al mio fianco, che mi accompagnerà per quasi trent’anni che mi ripeteva: "Ma perché non scrivi un romanzo?" 
E la mia risposta di sempre: "Perché non ne sono capace."

Poi tutto tace. La sua voce scompare in un addio che non voglio accettare e ritorna come un sussurro a riempire il silenzio. Ma perché non scrivi un romanzo?

Così nasce il mio primo romanzo "La casa sulla scogliera". Inviato, come coriandoli che si lanciano in aria e che sai che il loro destino sarà quello di cadere per terra, a vari editori.
Mentre faccio la notte in ospedale, mi arriva il messaggio di Stefania Convalle
Penso che sarà, ancora una volta, un’illusione che si frantumerà per terra, come le altre. 
Chi è quella donna? Quando le ho inviato il romanzo? Quanto mi chiederà per la pubblicazione?
Questi i dubbi. 
Sino al giorno che io e lei ci incontriamo e scopro che non chiede soldi, che il romanzo le piace, che lo vuole pubblicare. Urlo di gioia, saltello, e mi faccio un grappino brindando a me e mio marito.
L’avventura inizia così a fine 2018, e nel 2019 le invio il mio secondo romanzo, Là dove finisce il fiume, aspettando il suo rifiuto. 
Miracolo! Le piace anche questo!
Pubblicato appena in tempo, per andare alla Fiera dell’Editoria a Roma.
E ancora, il sogno continua…

Fortunata Barilaro


§§§

E ora la parola all'editrice

Fortunata mi è piaciuta fin dal primo momento.
Una donna di quelle vere, spontanee, solide nei sentimenti, capace di amare l'essere umano e gli amici pelosi; d'altronde, il lavoro che ha scelto lo dimostra.
È arrivata a Edizioni Convalle per caso: ma esiste il Caso?
Come sapete, per me non esiste. Credo sia stato il Destino a guidarla sulla mia strada. 
Ricordo che avevo affidato il suo manoscritto per la prima lettura a Tiziana Mazza, che è tra le persone che mi aiutano a fare una prima scrematura tra le opere che vengono proposte a Edizioni Convalle; lei l'aveva letto tutto e me ne aveva  parlato con entusiasmo, relativamente alla storia narrata. E così "La casa sulla scogliera" è arrivato nelle mie mani e dopo averlo letto, ho deciso di pubblicarlo senza se e senza ma perché Fortunata ha la capacità di trascinarti dentro le storie che racconta ed emozionarti: quello che cerco io.


Prima opera, primi risultati eccellenti! I suoi romanzi sono tra le opere più vendute di Edizioni Convalle. 

Dopo un po' Fortunata mi ha proposto, tra mille titubanze e dicendomi, te lo mando ma se fa schifo, cestinalo, mah, boh, chissà :-D, un nuovo manoscritto.
Quando ho terminato di leggere il secondo romanzo, che poi è stato pubblicato, ricordo di averle fatto un vocale WhatsApp di venti minuti (!) per esprimerle tutte le emozioni provate, volevo che sentisse dalla mia voce l'effetto di quella storia che mi aveva profondamente commossa. 
E così nacque anche lui.


Poi è arrivato il gran giorno in cui avrei potuto abbracciare dal vivo Fortunata: alla Fiera "Più libri più liberi" di Roma, a dicembre 2019.
Beh, che dire... 
Abbracciare Fortunata è stata una di quelle emozioni che ti dicono, ué, ma dove sei stata fino ad ora? Ci siamo conosciute in un'altra vita? (Sapete che credo a queste cose)
Ho sentito il suo cuore. Punto. E con questo, ho detto tutto.
Ho visto quanto è amata dalle persone che sono entrate nella sua vita. Lo stand di Edizioni Convalle, quando c'è stata Fortunata, è diventato una festa, mezza Roma era venuta a trovarla, a salutarla, ad acquistare i suoi libri. 
Insomma: un assembramento coi fiocchi :-D Adesso ci farebbero la multa! :-D

A parte gli scherzi, conoscere Fortunata di persona è stato uno dei momenti più belli di Roma, quelli che ricorderò per sempre con piacere.
Lei è bella. Lei è vera. Lei è coi piedi per terra, anche se vola lo stesso: straordinario equilibrio. Piedi radicati al suolo per non perdere il contatto con la realtà, braccia protese verso il cielo per far volare i sogni.
Ecco: Fortunata è così.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle