Il silenzio addosso

Il silenzio addosso
nuovo romanzo ordinabile sul sito Edizioni Convalle e su Amazon

sabato 18 maggio 2019

Numero 313 - Il mistero delle sette frecce - 18 Maggio 2019



In un cassetto ho ritrovato questa fiaba che avevo scritto tanti anni fa insieme a White Buffalo. Era stato un esperimento, anche perché sapete che scrivo romanzi, racconti e poesie per grandi. 
Oggi, però, mi fa piacere farvela leggere e credo che White Buffalo non avrà niente in contrario. :-)


IL MISTERO DELLE SETTE FRECCE  

Una fiaba scritta a quattro mani
 da
 Stefania Convalle e White Buffalo

C’era una volta una bambina di nome Chiaro di Luna. Si chiamava così perché era nata in una notte di plenilunio, ma non era la luna del pianeta Terra, bensì quella di un piccolo pianeta sperduto vicino alla Via Lattea.

Un giorno, i suoi genitori le parlarono delle sue origini; le dissero che facevano parte di un popolo che viveva in immense praterie, talmente grandi che lo sguardo poteva correre lungo l’orizzonte senza scorgerne la fine.
La loro tribù dimorava vicino a un fiume e i loro teepee  erano nei pressi di vecchie querce, ma quello non era un posto fisso poiché si dovevano spostare per cacciare i bisonti e procurarsi tutto ciò di cui avevano bisogno per stare al mondo.
Le spiegarono che i Sioux erano pacifici, ma ora stavano lottando per non perdere la loro Terra…

Suo padre, Freccia d’Argento, non riuscì a proseguire, sembrava rattristato al pensiero dei difficili momenti che il suo popolo stava attraversando.
Chiaro di Luna chiese loro più volte come mai si trovassero su un altro pianeta, ma questo era un mistero, qualcosa di inspiegabile, una sorta di incantesimo.
Aveva sorpreso suo padre mentre pregava il Grande Spirito di farli tornare tra la loro gente, ma fino ad allora ciò non era accaduto.

La bambina trascorreva molto tempo a giocare con la sua bambola e un piccolo teepee che le aveva fatto la madre. Suo fratello, Penna Gialla, invece, era sempre con il padre che gli raccontava tutte le usanze dei Sioux. Gli aveva costruito un piccolo arco con delle frecce e, mentre il ragazzino tirava verso le stelle, Freccia d’Argento gli prometteva che quando fossero tornati al loro villaggio, avrebbero trovato lo zio, Lupo Grigio, un grande guerriero; lui gli avrebbe insegnato tutto quello che un giovane deve sapere.

Nel frattempo, sulla Terra, Lupo Grigio si dava un gran da fare per trovare il modo di far tornare i suoi parenti. Purtroppo quella non era la sola preoccupazione; le battaglie infuriavano e per gli indiani le cose non si stavano mettendo al meglio. Presto sarebbero stati cacciati dalle loro Terre e obbligati a vivere nelle Riserve.
Anche se Lupo Grigio non si voleva rassegnare a questa realtà, sapeva che quello era il destino che li attendeva.
Dopo aver a lungo riflettuto sulla situazione, decise di andare a parlare con il capo del villaggio, un uomo molto anziano e incredibilmente saggio.
Si sedettero insieme nel suo teepee e fumarono la sacra pipa in silenzio. Lupo Grigio cominciò a esporre i suoi pensieri al vecchio capo che lo ascoltava attentamente. Gli disse che non sapeva più se fosse giusto cercare di far tornare suo fratello, Freccia d’Argento, con la sua famiglia; forse era meglio essere liberi su un altro pianeta che chiusi in  una Riserva nella propria Terra.
Rimasero entrambi in silenzio a meditare sulla situazione.

Dopo un tempo indefinito, il capo indiano cominciò a parlare:
«Qualche tempo fa ho fatto un sogno. Volavo alto nel cielo come nostra sorella aquila e mi trovavo in una valle meravigliosa, dove i ruscelli scorrevano impetuosi, gli animali nei boschi vivevano felici, prati immensi colorati delle più belle varietà di fiori tappezzavano i fianchi delle montagne che svettavano fino a toccare il cielo; ed ecco che in cima alla vetta più alta un bagliore illuminava una stella caduta dal cielo, fissata al terreno da sette frecce dipinte coi colori sacri alla nostra gente: nero per l’Ovest, rosso per il Nord, giallo per l’Est, bianco per il Sud, verde per Nonna Terra, azzurro per Padre Cielo e marrone per le sacre Rocce.
Tutto era talmente bello e armonioso che il mio volo durò per molto tempo e mi sentivo felice e al sicuro.»

Lupo Grigio domandò al vecchio capo cosa mai significasse tutto ciò ed egli rispose: «Una sola persona può interpretare i sogni tra la nostra gente, il grande sciamano Gufo Parlante.»

In men che non si dica il vecchio stregone venne messo al corrente della visione affinché potesse esprimere  un parere.

Dopo alcuni giorni tutta la tribù venne chiamata al cospetto di Gufo Parlante che uscì dal suo teepee indossando il vestito più bello, ornato da bellissime perline colorate e così parlò nel silenzio più assoluto: «Ascoltate, mio popolo! Il Grande Spirito ci manda a dire che una difficile prova ci attende. La famiglia di Penna Gialla che vive lassù, tra le stelle, potrà tornare sulla Terra, lontano da qui e al sicuro, dove tutti gli uomini conosceranno il valore delle nostre usanze, e i sacri riti potranno continuare.»

Un vociare scomposto si levò tra la tribù e qualcuno chiese a gran voce, Come? Qualcun altro, Quando? Ed ancora, Dove?

«Ascoltatemi!» tuonò Gufo Parlante. «Il Grande Spirito ha parlato di un luogo selvaggio e divino. Entro sette soli da oggi, se la stella più bella nel cielo verrà colpita dalle frecce colorate di Penna Gialla, tutto sarà compiuto! Danzeremo tutta la notte affinché i nostri fratelli su, in cielo, possano sentire le preghiere del grande popolo Sioux.»

Ecco che quella notte, ogni guerriero, ogni donna e bambino, ballò al suono dei tamburi, senza sosta, in modo che il sogno di Alce Rosso, il grande capo, potesse realizzarsi.

Nel lontano pianeta, intanto, la famigliola dormiva tranquilla quando il grande baccano che veniva dalla Terra svegliò tutti, uno a uno. Ben presto il messaggio fu chiaro e Freccia d’Argento preparò le frecce per il figlio Penna Gialla.
Quando, quella notte, tutti i Sioux guardarono il cielo, videro sette frecce colorate colpire la stella più bella del firmamento che cadde in una valle lontana, in un luogo selvaggio e divino, da allora chiamato Monte dell’Orso.

Così ancora oggi tutti i figli più buoni della Nonna Terra possono godere delle meraviglie di questa valle, dove il cuore di ognuno è pieno di felicità, grazie all’armonia che lì vi regna.

E ai bambini più attenti, di notte, quando la luna e le stelle brillano in cielo, sembrerà di sentire un canto che invita ad amare e rispettare la Natura, a essere più buoni, a guardare al futuro facendo tesoro delle antiche tradizioni.




venerdì 1 febbraio 2019

Numero 312 - Cerca di non mancarmi troppo - 1° Febbraio 2019



CERCA DI NON MANCARMI TROPPO

Ritorno dopo un bel po' di tempo nel Blog 
per parlarvi di un romanzo speciale.

Speciale perché scritto in due.
Stefania Convalle & Riccardo Simoncini.
Ci hanno definito Fred Astaire e Ginger Rogers 
della scrittura.
Quale complimento più bello?
Lo stesso swing dentro.
Sì.



Ed è questo che ci ha permesso di scrivere un romanzo dove le parti scritte da ognuno si fondono fino a diventare una cosa sola. Una sintonia che profuma di perfezione, con tutte le sue imperfezioni insite che la rendono unica al mondo.

E lui? 
Riccardo Simoncini, come descrive questa esperienza?

Così.

Scrivere in due

 Mi è sembrato doveroso comporre questa premessa
alla lettura perché la domanda che tutti, nessuno
escluso, mi hanno posto sentendomi parlare di questo
nuovo romanzo è: 
“Com’è scrivere in due?”. 
E la mia risposta è sempre stata la stessa: bellissimo.
E non lo dico soltanto perché la compagna è
d’eccezione, 
trattandosi di Stefania Convalle, 
maperché questa esperienza si è rivelata esattamente come
un’avventura.
Io e Stefania, sebbene nella vita andiamo d’amore e
d’accordo, ci siamo scontrati ben più di una volta
durante la stesura delle pagine che vi accingete a
leggere per alcuni, semplici motivi dettati dal metodo
che abbiamo utilizzato: non ci siamo messi d’accordo.
“Ho scritto il primo capitolo di un romanzo, 
ti va di essere tu la voce maschile 
e continuarlo insieme a me?”. 
Come potete immaginare, ho accettato e da quel
momento i capitoli si sono susseguiti nello stile
narrativo che vedete 
ma senza alcun accordo tra le parti.
È diventato una sorta di gara stimolante, una continua
sfida con l’altro, oltre che con noi stessi, per dare vita
a una storia avvincente e cercando di mettere in
difficoltà il compagno di scrittura lasciandogli da
sbrogliare matasse intricate in capitoli sospesi.
E ognuno dei due ha preso le parti del suo pupillo. 
In conversazioni telefoniche, in chat, a un tavolino del bar
di Andrea Baratti ci siamo accesi, accaniti, scontrati su
ipotesi, caratteri e situazioni di quei personaggi che si
facevano spazio tra le punte delle penne piene di
inchiostro mia e di Stefania. Opposte per condizione eppure
così simili per stile (e questo, concedetemelo, è un
complimento per me).
Dunque questo è stato.
Un’idea di Stefania.
Un capitolo a testa.
Nessun accordo da ambo le parti.
Con un unico inciso di Stefania: 
il primo capitolo è mio,
l’ultimo capitolo è tuo.

 Riccardo Simoncini

Eccoci qui insieme al battesimo del romanzo.

Che altro aggiungere...
Volete avere un'idea di cosa abbiamo raccontato 
in questo romanzo?
Ecco qui sotto ;-) il book trailer realizzato dallo stesso Riccardo Simoncini, che ne ha curato la scelta delle immagini, delle frasi estrapolate dall'opera, della musica e del montaggio. 
Insomma: ha fatto tutto lui ;-)

Buona visione e se vi avrò, avremo, incuriosito, 
non vi resta che leggerlo!

CERCA DI NON MANCARMI TROPPO
Stefania Convalle e Riccardo Simoncini
Edizioni Convalle



ALLA PROSSIMA
DALLA VOSTRA
STEFANIA CONVALLE


domenica 26 agosto 2018

Numero 311 - Bando di Concorso Quarta Edizione "Dentro l'amore" 2019 - 26 agosto 2018



Non c'è tempo da perdere!

Di seguito il bando
preceduto da alcune parole dell'Assessore alla Cultura 
del Comune di Monza
Massimiliano Longo
Presidente di Giuria di questo Premio





«Aderisco con entusiasmo alla quarta edizione del premio letterario “Dentro l’amore” perché da iniziative di questo tipo può partire un messaggio: promuovere la lettura e la scrittura attraverso la condivisione del piacere di leggere, scrivere e conoscere. Investire nel sapere e nella cultura è anche uno strumento importante per conoscere e far conoscere il territorio», ha dichiarato Massimiliano Longo, Assessore alla Cultura del Comune di Monza.


EDIZIONI CONVALLE

ORGANIZZA

la quarta edizione del Premio Letterario

“DENTRO L’AMORE”

Il premio letterario è 
APERTO A TUTTI


TEMA LIBERO



REGOLAMENTO

Gli elaborati dovranno essere INEDITI


SEZIONE A
POESIA
 Si potrà partecipare con una poesia  
senza limiti di lunghezza.

 SEZIONE B
NARRATIVA
 Si potrà partecipare con un racconto,
lunghezza massima 1000 parole.

 SEZIONE C
RITRATTI DI MONZA
 Si potrà partecipare con una poesia o un breve racconto,
 anche in dialetto brianzolo,
ispirato alla città di Monza.

SEZIONE D
ROMANZO INEDITO
 Si potrà partecipare con un romanzo inedito, tema libero.


GLI ELABORATI DELLE SEZIONI A – B – C DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL 
10 Marzo 2019

GLI ELABORATI DELLA SEZIONE D DOVRANNO PERVENIRE
ENTRO IL
28 Febbraio 2019



GIURIA DEL PREMIO

Sezioni A – B

Massimiliano Longo – Assessore alla Cultura del Comune di Monza
Presidente di Giuria

Emma Barberis – Poetessa
Cheikh Tidiane Gaye – Poeta e Fondatore del Premio Letterario Città di Arcore e del Premio Internazionale di Poesia L.S.Senghor
Nello Evangelisti – Assessore alla Cultura del Comune di Asso
Paola Malcangio – Blogger e Operatrice Culturale
Francesco Meccariello – Autore
Virginia Villa – Blogger e Operatrice Culturale


Sezione C

Cav. Felice Camesasca – Autore e Giornalista
con il supporto di Stefania Convalle



Sezione D

Stefania Convalle – Editrice e Scrittrice


QUOTE DI PARTECIPAZIONE

A copertura delle spese di segreteria i partecipanti dovranno versare una quota di euro 15 (quindici).
Tale quota permetterà di partecipare a una o più sezioni 
A – B – C

Per la sezione D la quota sarà di euro 25 (venticinque).

Il versamento dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario:
IBAN       IT 15 X 05584 20403 00 00 00 00 2826
BPM – Conto intestato a Edizioni Convalle di Stefania Convalle
Causale versamento: Premio Letterario Dentro l’amore 2019.


COME INVIARE GLI ELABORATI

Prestare molta attenzione alle modalità di invio, in modo tale da agevolare il lavoro della Segreteria.

Tutti gli elaborati dovranno essere inviati all'indirizzo:
segreteria.dentrolamore@gmail.com

Nell'OGGETTO dovrà essere indicata la SEZIONE alla quale si partecipa.

In ALLEGATO si dovrà inviare il proprio testo (formato word.doc) dove NON dovrà comparire il vostro nome.

In ALLEGATO si dovrà inviare il modulo compilato e firmato.

Per scaricare il modulo entrare nel sito
www.edizioniconvalle.com

 Ogni partecipante riceverà una e-mail di conferma all'arrivo degli elaborati.

...

I PREMI

La Giuria delle sezioni A – B – C   selezioneranno 10 testi finalisti per categoria che riceveranno un diploma durante la serata finale.

Premi per la sezione A
Poesie

1° classificato 
€ 250,00 + Pergamena

2° classificato
Pergamena + Libri

3° classificato Targa
Pergamena + Libri



Premi per la sezione B
Narrativa

1° classificato 
€ 250,00 + Pergamena

2° classificato
Pergamena + Libri

3° classificato
Pergamena + Libri



Premi per la sezione C
Ritratti di Monza

1° classificato
€ 250,00 + Pergamena

2° classificato
 Pergamena + Libri

3° classificato
Pergamena + Libri



Premio per la sezione D
 Romanzo inedito

Unico vincitore:
Contratto di pubblicazione



La Giuria e la casa editrice Edizioni Convalle nella persona di Stefania Convalle, si riservano il diritto di assegnare eventuali menzioni d’onore e speciali.




Un’antologia del Premio Edizione 2019, a cura della Edizioni Convalle, raccoglierà i testi finalisti, i testi che avranno ricevuto menzioni d’onore e speciali, ulteriori testi che saranno ritenuti meritevoli.



SERATA FINALE
6 aprile 2019
h. 20.30

Teatro Triante
Via Duca D’Aosta
Monza


La serata sarà ricca di spettacolo che comprenderà spazi dedicati a professionisti della musica, del ballo, del canto, della recitazione.

E soprattutto: GRANDI EMOZIONI.


La direzione artistica sarà a cura di Stefania Convalle.


...

DIRITTI D'AUTORE

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al premio letterario, cedono il diritto di pubblicazione al promotore del concorso, senza aver nulla a pretendere come diritto d'autore.
I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.
La partecipazione al concorso costituisce espressa autorizzazione alla pubblicazione antologica.

...

INFORMATIVA

In relazione agli artt. 13 e 23 del Dlg numero 193/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, vi informiamo che i vostri dati anagrafici, personali ed identificativi, saranno utilizzati ai fini del concorso. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi.






mercoledì 27 giugno 2018

Numero 310 - Il gioco letterario dell'estate - 27 Giugno 2018



IL GIOCO LETTERARIO DELL'ESTATE

Poteva mancare la garetta dell'estate? Certo che no!

E allora partiamo.

GIURIA

5 Blogger giudicheranno gli elaborati che arriveranno.

Simona Coppero
http://luoghidilibri.it/

Serena Donvito
http://www.ladoppiavitadeilibri.it/

Loredana Gasparri
http://delfurorediaverlibri.blogspot.com/

Rosanna Lia
https://lanarratricedisogni.altervista.org/

Virginia Villa
https://www.leggindipendente.com/

Leggeranno i testi man mano che arriveranno e che posterò qui nel Blog, e alla scadenza dei termini mi trasmetteranno i loro punteggi.
Attribuiranno ad ogni testo un voto da 1 a 5

A conti chiusi verranno comunicati i 
tre testi che avranno ricevuto più voti.


COSA SI VINCE?

I tre testi che saliranno su podio
saranno letti sul palco durante la serata finale della 
quarta edizione del Premio Letterario "Dentro l'amore" 
- a breve lancerò il bando -
e quindi il premio sarà
visibilità 
durante un evento importante.


COME SI PARTECIPA

Bisogna inviare il proprio testo in 
formato word
 allegandolo alla mail che invierete a:
steficonvalle@gmail.com
Oggetto: IL GIOCO LETTERARIO DELL'ESTATE

Sarà gradita una piccola presentazione di sé nella mail 
e il 
MI PIACE 
alle Pagine di Fb:

Dentro l'amore
https://www.facebook.com/DentroLamore/

Edizioni Convalle
https://www.facebook.com/solobelleopere/


TEMA DEL CONCORSO

Il tema è libero.

MA
e qui viene il bello
dovrete scrivere un racconto di massimo
CENTO PAROLE.

Chi mi conosce come guida dei laboratori di scrittura, sa che amo la sintesi e la porto avanti a spada tratta.
Saper raccontare una piccola storia 
- coinvolgendo ed emozionando il lettore -
 è una grande prova di abilità.

Non una parola di troppo, non una parola di meno.

Scegliere accuratamente ogni vocabolo.

Vediamo cosa saprete fare ;-)

Per farvi capire meglio, vi faccio un paio di esempi.
Così sapete cosa intendo.


CENTO PAROLE: UNA STORIA
Stefania Convalle
(Tratto dalla raccolta di racconti "Dentro l'amore")


Chiudo il gas. La valigia è pronta.
Me ne vado. Dove? Via.
Un ultimo sguardo. Tornerò? Non lo so.

Chiudo la porta, non giro a chiave. Venite pure, ladri, ciò che conta è con me: la mia anima, il mio cuore.

Salgo in auto. Dio, che sensazione di libertà! Magnifica. L’autostrada è libera. Velocità di crociera. Il braccio appoggiato al finestrino abbassato. La musica a tutto volume. Canto. è questa la felicità?

Guardo il sedile a fianco. No, non  è questa la felicità.
Tu non ci sei più.

...

D.J. NELLA NOTTE
Stefania Convalle

Un piccolo studio dalle pareti verdi, il mio vestito di questa notte. Lo indosso volentieri, amo questo lavoro fatto di parole sussurrate a un microfono, radioascoltatori nottambuli che chiedono attenzione.

Notte stellata a tutti, cari amici che mi seguite, chi c’è in linea?

La telefonata arriva e rimbalza sulle pareti. La voce roca e impastata di alcool trascina parole di solitudine e disperazione.
Come ti chiami?
«No» risponde lento «chiedimi come mi chiamavo.»

Off-line.


SCADENZA PER L'INVIO DEI TESTI

15 SETTEMBRE

...

Tutto chiaro?

Direi che allora possiamo partire!
Buona scrittura a tutti e non cercate di corrompere le blogger perché anche se conosceranno la paternità  dei testi in gara, saranno obbiettive e incorruttibili! :-D



TESTO IN GARA 
NUMERO 1

Non se ne ricorderà più nessuno…
di
Francesco Meccariello


Che idea balzana! Come ho potuto fare una cosa tanto insensata? In quel catino, in presenza di tutta quella gente… Non so, mi dispiaceva per quel giovane, non ricordo neanche il suo nome… non sembrava un cattivo diavolo! Ho provato a salvarlo, ma poi hanno voluto quel farabutto di Barabba! Così, mi sono fatto portare dell’acqua e mi sono lavato le mani davanti a tutti! Che cosa ridicola, più ci penso, più mi pare assurda. Ho visto che anche il centurione ridacchiava. Pazienza! Non è il caso di preoccuparsi: già domani, non se ne ricorderà più nessuno…


TESTO IN GARA
NUMERO 2

La giornata dei bambini
di
Melissa Zaninetti

È ora di andare al mare! Lì c'è sempre da fare! Si nuota, si corre e si mangia il gelato... E ci si diverte a perdifiato.
Guarda che bello, il mare è agitato... Ma attenzione, il bagno non si fa, altrimenti il bagnino si arrabbierà! Ma domani il sole ci sarà e il bagno si farà.. tuffandosi nel mare blu e facendo a tutti CUCÙ.
Ma ecco la sera che divertire ci fa, con la giostra e il teatrino... Ma che bello sarà!
È vero, al mare c'è sempre da fare. Per noi bambini è un gran lavorare.

TESTO IN GARA
NUMERO 3

Monotonia
di
Valeria Dolmark

Apro gli occhi, allungo il braccio, spengo la sveglia.
Mi alzo.
Vado in bagno, faccio la pipì, mi lavo le mani, i denti, la faccia.
Mi osservo allo specchio.
Sono sempre io, con una ruga in più, e un grammo di sorriso in meno.
Mi trucco, ammicco, mi pettino.
Indosso un vestito.
Esco.
Guido nel traffico, arrivo in ufficio.
Bevo il caffè, accendo il computer, faccio una telefonata e vado in riunione.
Pranzo veloce, caffè e sigaretta. Dovrei smettere. Inizio domani. Sì, domani.
Lo dico tutti i giorni.
La monotonia mi ucciderà presto, più del fumo.
Devo trovare una soluzione.



TESTO IN GARA
NUMERO 4

Depression, Redemption
di
Jojo Nadine

L’infrangersi delle onde. Un eterno tramonto. Il silenzio assordante di una macabra danza di anime.
Dormire continuando a star svegli. Un petto vuoto ancora ritmico. Affogare continuando a respirare. Essere vivi… non esserlo davvero.
Dita che affondano tra i granelli di sabbia. Pugni che si serrano. Uno sguardo, perdersi; un altro, ritrovarsi.
Sollevarsi.
Un passo.
Un altro.
L’orizzonte alle spalle, un silenzio infranto da uno strusciare cadenzato. Una morte perpetua, una resurrezione continua. Un destino diverso. Scegliere.
Camminare decidendo l’inizio, spostarsi dalla fine. Un cielo aranciato che sfocia nel lilla. Il mare immenso alle spalle.
Un sorriso.
Vivere.   


TESTO IN GARA
NUMERO 5

Un gioco di cento parole
di 
Laura Sala

Cento parole, un tema a scelta! Questo è il compito, e un foglio bianco davanti a me.
Un gioco, una prova, una sfida! Ansia!
Ce la farò ad essere all’altezza? E chi lo sa! Sono stata coinvolta e ci provo! Poi vada come vada!
Tanto cosa avrei da perdere? Avrei solo da guadagnare. La fiducia in me stessa in primis e un arricchimento letterario in aggiunta.
Ma quante parole ho già scritto con tutti questi pensieri?  Sono al limite ma l’essere stata coinvolta mi ha fatto sentire importate e quindi al di là di tutto forse ho già vinto! Dovevo giocare con te ma ho sfidato me!



TESTO IN GARA 
NUMERO 6

La storia in una foto
di
Costanza Trotti

«Forza con quella cassettiera, è l’ultimo mobile da portar via.» Non ascolta Georg, intento ad aprire i cassetti dove sua nonna, una vita da maestra, conservava lettere, disegni, righe di pensieri.
Come mai questo cassetto non si apre, pensa mentre continua a tirare, finché con uno strattone salta fuori un rotolo di fogli.
È un quaderno di altri tempi, con la copertina nera e le pagine dai bordi rossi.
Una foto in bianco e nero scivola dalla prima pagina, dove ghirlande di fiori racchiudono il nome di Gerda Taro.
La storia del mondo in un barlume di luce.



TESTO IN GARA 
NUMERO 7


L’Altalena
di
Michele Fierro

Quel lento oscillare sotto la spinta del mio braccio.
La falda della tua gonnellina rossa illuminata dal sole di primavera. E la primavera è vita, lo è sempre stata.
Da un estremo all’altro dell’arco che descrivi, vedo svolazzare i tuoi capelli, prima davanti ai tuoi occhi e poi oltre le tue spalle. Quegli stessi capelli che stasera spazzoleremo cento volte insieme, prima di andare a letto.
Mentre ti guardo, sto già pensando alla fiaba che ti racconterò.
E ce la metterò tutta.

La voce del buon padre che cerco di essere e il cuore di madre che non potrò mai.



TESTO IN GARA
NUMERO 8

Nero assoluto
di
Carmen Gulino


“Come quando la luna si nasconde  dietro una coltre di nubi tumultuose e la notte, che già era buia, diventa un tutt'uno con gli abissi  del mare. Ecco oggi mi sento  come un naufrago perso in quel nero assoluto”.
Elena, assorta in questi tristi pensieri, guardava la pioggia che cadeva a dirotto in quella notte di fine estate. I temporali estivi le erano sempre piaciuti, era come se, con la loro impetuosità, potessero lavare i mali del mondo.
Ma quella sera no, ci sarebbe voluto un tornado per sciogliere la tristezza che aveva dentro. 
O forse sarebbe bastato un Amore?


TESTO IN GARA
NUMERO 9

Il guerriero inconsapevole
di
Riccardo Simoncini

La manina stringe forte la mia.
È quella di un bambino, ma è un guerriero inconsapevole.
Lui il nemico non lo sa.

Siediti qua, dice picchiettando sul materasso bianco accanto a sé. Non cerca alleati. Cerca ciò che dovrebbe essere, l’amore che soltanto conosce.
Non si spiega il perché di questi giorni.
Resta qua, mi dice. Giochiamo. Io di guerre non ne so.

Stringe ancora la mia mano.
Sorride alla vita che, bastarda, ha sferrato il primo colpo.

Così piccolo da stare in un abbraccio.
Interamente contenuto in un bacio.
Gentile come l’innocenza.

È già guerriero e non lo sa.


TESTO IN GARA
NUMERO 10

L'Amore che non avrò più
di
Veronica

Ho suonato. Sento il lento cadenzare dei tuoi passi dietro la porta e fra un po' apparirà il tuo viso.
Mi porti in cucina, dove stai esaminando dei documenti.
Stai perdendo completamente la vista, ma non demordi, gli occhiali inforcati e una lente d'ingrandimento nelle tue mani, osservi attento ogni riga, inclinando un po' il capo.
Quanta tenerezza!
Nessun lamento per la tua condizione, invece tanto coraggio e voglia di vivere sempre e comunque.
O forse era quello che volevi farmi credere per non darmi dispiacere, per darmi forza, la forza dell'amore.
Quello vero.
Hai lasciato un vuoto incolmabile.




TESTO IN GARA 
NUMERO 11

Tempesta di stelle
di
Emma Barberis


Sara posa il bicchiere di vino rosso sul tavolo, si alza e lentamente si avvia verso la porta di casa. Dalle scale un alito di aria fresca, i pensieri ondeggiano liberi. 
È  incredibilmente felice adesso e vorrebbe gridarlo alle stelle.
Basta ordine, basta equilibrio. 
Basta con la meticolosa ricerca di un amore concreto e affidabile.
Lui è l’amore, lui l’unica inesauribile fonte di progetti e sospiri che tormentano e inebriano la vita fin dall’alba.    

Perché la notte finirà di sicuro e con lei la fuga di una fanciulla che non sarà più Sara, ma Suor Maria Sara.      



TESTO IN GARA
NUMERO 12

Ultimo capello
di
Claudio Fulin

Da quanto tempo non vedo più un pettine! Mamma mia!
Anni fa ogni giorno ne incontravo qualcuno.
Avanti... poi indietro, a destra… a sinistra, poi di nuovo indietro… Era come fare ginnastica, anzi meglio, era come fare l’amore!
Un mese fa ho perso l’ultimo compagno di cranio; era dall’altra parte, non l’avevo mai visto fino a quando non è rimasto lì sul cuscino; poveraccio...
Era anche un po’ grigio.
Ormai non riesco più a parlare con nessuno.
Con i capelli degli altri non c’è dialogo, ti prendono solo per i fondelli: «Robinson Crusoe, quando abbandoni l’isola?»
Solo.
Ultimo capello!

TESTO IN GARA
NUMERO 13

La colonna sonora della nostra vita
di
Silvana Carolla


Estate 1989.
Sole. Mare. I Bee Gees suonavano: "Stayin’ Alive".
Incontro lui: Biondo, fisico asciutto.
Io, ragazza acqua e sapone: mora, pelle dorata.
Trovo il modo per avvicinarmi a lui; ma a lui già è scattato il colpo di fulmine. Con passo felpato si avvicina. Mi prende per mano. Scatta il primo bacio sotto il tramonto di quando il cielo diventa arte.
Un anno dopo: Sposi.
Anni dopo: tre figli. Un amore incondizionato.
Morale della favola? Nostra figlia sta scrivendo di noi e del nostro amore.
2018. Ancora ascoltiamo i Bee Gees: ‘How deep is your Love’.
Fine. 



TESTO IN GARA
NUMERO 14

Sul tee di partenza di una buca da golf
di
Simona Riva


La palla è davanti a te, tra i tuoi piedi, in posa sul tee aspetta solo di essere colpita.
Uno sguardo in fondo al green, alla bandiera, semplice vessillo di gloria.
Lo spazio ti invita a percorrerlo.
Ricorda il ritmo: uno e due … Lento il back, fluido il down- swing.
Rilassati, nella discesa guida il braccio sinistro, dimenticati la spalla destra. Fidati, solo così puoi volare.
Bang!
Vola, vola, sta’ su…  È impagabile il transfert che ottieni da un colpo alto e profondo che copre un’ampia distanza tra te e la bandiera. Voli insieme alla palla, per davvero!


TESTO IN GARA
NUMERO 15

Solo un ricordo di noi
di 
Vincenzo Gammone


1996, scuole elementari. Amicizia puerile. Io, vittima di bullismo.
Inizio 2001 scuole medie, il destino volle riunirci.
Lunghissime serate a guardare serie televisive. Week-end organizzati nel centro di Napoli.
2012 conobbi lui, colui che adesso, è la mia metà. Da lì ti iniziai a sentire di rado. Ultimo ricordo di te: il mio diploma di danza.
Dopo cinque anni il mio cuore si frantumò, scoprendo il tuo trasferimento in una nuova città.
Sogni che mi turbano la notte su di te, e mi chiedo il perché?
Spero che in noi c'è ancora una piccola fiamma.



TESTO IN GARA
NUMERO 16

Brucia l'amore
di
Maria Rita Sanna

Ecco, arriva colei che ha cura di me, le sue mani mi sfiorano, mi nutrono, mi danno la vita. Col mio calore la scaldo nelle lunghe sere d'inverno, le offro il cibo dorato e profumato.
Soffia l'alito, la sua fede mi infiamma, è forte il suo desiderio di vedere il mio furore; le sfioro le guance, ma stavolta non si allontana, accetta sorridente le mie effusioni. E mi appassiono, vedo i suoi occhi lucenti, le bacio i capelli, lambisco il collo, avvolgo il suo corpo, inizia la favola. Brucia l'amore.
Io sono fuoco, saremo insieme per sempre.


TESTO IN GARA
NUMERO 17

Dentro la luna
di
Elisa Calabretta

«Da quassù è tutto diverso» disse Erick spalancando i suoi occhi grandi, seduto comodamente sulla luna.
«Come ci sei arrivato fin qui?» chiese stupito David, svegliandosi dal torpore al suono di quella voce. 
«Ho chiuso forte gli occhi. E tu invece?» 
«Quando avevo la tua età feci la stessa identica cosa.»
«E cosa ci fai ancora qui?» 
«Guardo il mondo con gli stessi occhi di allora. Mi piace sedermi sulla luna e dondolare lontano dai pensieri immerso come te nella fantasia che profuma di realtà.» 
Si guardarono e si strinsero forte senza toccarsi. 



TESTO IN GARA
NUMERO 18

Mittente sconosciuto
di 
Lucrezia Medici

Sorseggio una tisana dal gusto menta e cioccolato.  Fuori piove: la melodia delle gocce mi accompagna nella notte.
Cerco un film sul computer,  sperando di riuscire a dormire.
Compare un messaggio in chat.
Lo apro: mittente sconosciuto.
«Come stai?»
Ignoro il messaggio.
«Luana, tutto bene?»
Sa il mio nome. Ma in chat uso uno pseudonimo.
Ansia. La conosco bene: arriva ogni sera, dopo la notte dell’aggressione.
«Che film hai scelto?»
Ora rispondo.
«Chi sei?»
«Uno che ti conosce bene.»
«Tu sai il mio nome. Voglio sapere il tuo.»
«Roberto.»
L’incubo era tornato. 



TESTO IN GARA
NUMERO 19

Le parole raccolte nel bosco
di
Silvia Messa

Cripta. Conosci il significato? Nascosta, eppure piena di luce. Come l’intesa tra anime e corpi. Addormentarsi alla morte, tornare fanciulli alla vita. Qui possiamo. Per questo segreto tastiamo pietre erranti, seguiamo sentieri di ere remote, fantasmi di glaciazioni. Tu le chiami per nome. Io conosco solo il gusto delle fontane, delle mandorle, delle rose vecchie, seguo vanesse, lucertole...
Meditiamo su un prato, illuminati dai girasoli, dal passaggio delle nuvole in cielo.
La Bestia della leggenda, il drago pernicioso, le sue corna sono un’inutile fesseria, abbandonata alle soglie del bosco come una teleferica arrugginita.
Cielo e terra si confondono, piove.
Scendiamo.


TESTO IN GARA
NUMERO 20

Il tesoro più grande
di
Casey Thompson

«Fammi vedere cosa c’è dentro.» disse elettrizzato Michele.
«Giù le mani!» intimò Alice «L’ho trovato io, e poi sono la più grande.»
I due fratelli non riuscivano a credere di aver trovato quello scrigno nella soffitta dei nonni, e cercavano d’immaginare quali tesori potesse nascondere.
Mentre la polvere, illuminata dal chiarore che entrava dal piccolo abbaino, danzava intorno a loro, Alice passò le dita lungo la fessura e, lentamente, sollevò il coperchio.
«Ma è solo un libro.» sbuffò Michele deluso.
«No…» lo riprese la voce della mamma, arrivata di soppiatto alle loro spalle «quella è la porta verso nuove avventure.»


TESTO IN GARA
NUMERO 21


Cosa chiede un libro
di
DanielaNicoletti

Vivo su questa mensola impolverata, tra oggetti ormai dimenticati.
Prendimi un’altra volta. Saprò risvegliare in te forti emozioni.
Solleva la copertina rigida e sbiadita, tra i fogli ruvidi e ingialliti, sentirai il profumo di una rosa che hai riposto molto tempo fa.
Vorrei che sfiorassi con le dita ogni riga soffermandoti su virgole e punti; forse la storia che ho da raccontare non la ricordi più.
Sono invecchiato con te, non abbandonarmi. Portami ovunque andrai, saprò farti compagnia.
Aspetta non avere fretta, vai avanti…
Leggi fino all’ultima parola… Fino a quando scoprirai antiche memorie avvizzite dal tempo.



TESTO IN GARA
NUMERO 22

Apollo e Dafne 
di 
Stefania Castiglione


Una mano cinge stretta il fianco che sfugge alla sua presa.
Piedi che sfidano il vento e vorrebbero essere trascinati via, mentre lentamente tutto si trasforma in fiori profumati.
Gambe che non sostengono più il corpo, ma diventano un tronco dal profumo di resina e braccia che si allunga verso il cielo, divenendo alloro.
La pelle è diventata corteccia dove serrare ogni battito di cuore.
Il giovane, colto da brama d’amore, stenta a credere a ciò vede, non potrà mai più stringerla tra le sue braccia.
Occhi negli occhi per l’ultima volta, prima di restare solo un ricordo.


TESTO IN GARA
NUMERO 23

L’orizzonte
 di
Annamaria Blogna

Al di là di quella linea dove il mare si tuffa per rinascere, c’è la libertà. La libertà si chiama Grecia o Italia, si chiama mare e a volte anche morte.
Lei sapeva che non era sempre stato così, sua madre glielo ricordava tutti i giorni. Quella sera l’aveva portata sulla spiaggia per giocare, aveva detto. Poi erano arrivate altre persone. Lei l’aveva abbracciata, le aveva messo una borsetta al collo  dicendole: «Devi andare via da qui, via da me: devi vivere». Due baci sulle guance salate e si era allontanata.
Per lei ora, cullata dalle onde, c’era solo l’orizzonte.


TESTO IN GARA
NUMERO 24

 Sad waters
di
Tania Mignani

Lei, senza forza di opporsi, si era lasciata trascinare dalle colleghe; non fosse stato altro che per sfuggire a quattro fette di bresaola plastificata e al rumore assordante di un telefono che, da tempo, non suonava più.
Lui metteva dischi per passione in quel chiosco al confine tra cemento e solitudine.
Lei sollevò lo sguardo dalla fetta di anguria e lo incontrò.
Lui riconobbe nei suoi occhi le note di una canzone, l’unica che lei desiderasse ascoltare.
Interruppe il tormentone dell’estate fra le proteste dei presenti e le regalò quella melodia.
Lei gliene sarebbe stata grata per tutta la vita.


TESTO IN GARA 
NUMERO 25

Nel tuo sguardo
di
Nadia La Pira

Indosso impotente il camice bianco.
Tu sei lì. Stanza 10.
Stringi in mano un cuore rosso.
Rosa profumata su un letto di spine.
Ossigeno, flebo, sondini.
«È nostra figlia… aiutatela».
Un padre, una madre, inermi.
Agosto 2016, crudele sentenza!
Lotta cruenta.
Fotografie tutt'intorno, testimoni d'eterna Bellezza.
Entro piano nel tuo sguardo, tu nel mio.
Sacro istante senza tempo.
«Posso perdere una battaglia ma MAI un minuto della mia VITA!» dicesti un giorno.
VITA...Tutta piena! Tutta bella! Tutta tua!
29 anni. 25 Luglio 2018.
Ultimo tramonto.
Scende il sipario.
Signori, si chiude!
Il Cielo è di nuovo mio!

(Buon viaggio Giuliana - Grande Guerriera)


TESTO IN GARA
NUMERO 26

L’alba della vita
di 
Elisa Giovene

Risveglio. L’alba. Un’alba, da godere nella sua totale intensità. Già rivista, probabilmente, ma del tutto nuova nella sua particolare veste giornaliera. Un nuovo giorno, un misterioso percorso da seguire, talvolta amaro, talvolta carico di quella fragranza che la vita offre. Gioie condivise, forse no, ma ugualmente ricche di forti sentimenti. L’alba della vita, quale incantevole alchimia, quale meraviglioso evolvere, non si rimanga indifferenti dinnanzi a tale divenire e nell’intraprendere il nostro cammino, si abbia consapevolezza che il miracolo della vita ancora una volta è stato realizzato. Risveglio. L’alba. Resto ancora a guardarla, anche da lontano.


TESTO IN GARA

NUMERO 27


Il temporale
di
Tiziana Mazza

Lampi di luce squarciano il buio della notte. Tutto intorno è silenzio. Un rombo di tuono riecheggia potente nell’aria risvegliando la gente che resta in attesa.
All’inizio è solo un leggero ticchettio, poi diviene sempre più intenso: gli Dei in cielo piangono tutte le loro lacrime, all’unisono, fino a prosciugarsi.

È ormai mattino, all’orizzonte compare l’arcobaleno: è nato un nuovo giorno, promessa di speranza e di felicità.


TESTO IN GARA
NUMERO 28


Il Terremoto
di
Marcella Manca

Tutto trema: la terra, l’acqua, l’aria... i nostri vecchi cuori. Il terrore ci entra nelle viscere e ci ferisce, facendoci sanguinare dentro.
Non possiamo più scappare: le scale, già rovinate dallo terremoto precedente, traballano, come la nostra vita.
«Nasconditi sotto al tavolo, Maria. È un posto sicuro.»
Mia moglie si accuccia con me: l’abbraccio, proteggendole la testa con le mie grosse e rugose mani, le accarezzo i capelli grigi e le sussurro il mio amore eterno.

Un vuoto nella pancia, un boato e le nostre anime chiedono perdono a Dio. Ma il terremoto inghiotte, famelico, corpi e preghiere.



TESTO IN GARA

NUMERO 29

Verbena e gelsomino
di
Giovanna Lucenti


Fu una decisione presa solo per stanchezza.
Una settimana al mare, noi due soli,unicamente, per rendere più respirabile, ai nostri figli, l'aria di casa.
Un viaggio fatto di silenzi,sguardi assenti, parole non dette.
La casetta era lì, immersa nel verde e nell'odore del mare vicino.
Entrando, un profumo inaspettato mi accolse, come  ricordo che improvviso ti assale, vagava per le stanze, soffermandosi più intenso, nella penombra di una camera.
Com'era lontano il rumore del mondo, com'era vicina la tua mano... chiedeva  un po' di tregua.

Fu una meravigliosa vacanza, complice, chissà... un mazzetto di fiori raccolti di fresco: verbena e gelsomino.



TESTO IN GARA

NUMERO 30

Assenza
di
Marilena Mascarello
Sai, non so più chi sono, ma  so quanta sofferenza  c’è tra questi muri con il vuoto dentro.

Basterebbe volgere lo sguardo a quella fessura verso il prato e tornare a esistere, ma non sono abituata ai colori e la luce mi fa paura.

Sento rumori lontani, assordanti, non più l’allegria e la dolcezza dei suoni che amavo.

C’è stato un tempo che il mio cammino era luminoso e correvo!

Poi mi sono fermata e c’eri tu, ma non c’era più la strada.

Sai, ora abbatterò questi muri e, nel sole e tra i colori, tornerò a correre nella luce.



TESTO IN GARA


NUMERO 31

Loquacità
di
Maria Grazia Pozzo

Mare, in questi giorni ho chiacchierato:
- con il barista ogni dopo pranzo: «Due caffè, per favore!»
- con la cameriera una volta al giorno: «Una bottiglia di acqua»
- con il giornalaio per ben due volte: «Un biglietto del bus»,«Un giornale, qualsiasi»
- con la vicina di ombrellone: «Oggi il mare è sporco…»
- con uno sconosciuto sulla passeggiata, la sua nipotina con un grande sorriso sdentato: «È felice, questa bimba!», «Sì, ma dorme poco»
- con mio marito, qualche volta.
E poi finalmente arriva lei, signora settantottenne seduta sugli scogli con  gran  voglia di parlare: minuti di pura gioia.
Viva  le vacanze!


TESTO IN GARA
NUMERO 32
L’ultimo esame
di
Giancarla Peduzzi

Il nonno era ormai quasi sordo. Tifoso del Milan, la domenica pomeriggio ascoltava le partite alla radio. Nella mia stanza arrivava l’eco della telecronaca e quando c’era un gol un boato mi faceva sobbalzare. Dovevo studiare, ma non riuscivo a concentrarmi.


Quella domenica ero nervoso, il giorno dopo avrei dovuto sostenere il mio ultimo esame. E quel rumore che proveniva dalla sala mi infastidiva sempre di più. Andai di là arrabbiato, ma vedere il nonno seduto sulla poltrona mezzo addormentato mi fece tenerezza. Perché scuoterlo? Perché urlargli addosso? Afferrai un cuscino. Poi spensi la radio. 
Il giorno dopo presi 30.



TESTO IN GARA
NUMERO 33

Addio
 di 
Giusy Sciacca

Quello sarebbe stato il loro ultimo incontro.
Un muto fotogramma sbuffante rabbia e traboccante di lacrime.
Il fischio di un treno, pronti via.
Mozzicò qualche parola oramai lacera a pugni stretti.
Inutile qualsiasi tentativo di inversione dei flussi emotivi, dunque. E’ il non ritorno.
La sua vita si disciolse sotto una fitta pioggia di promesse infrante.
Spesso amare significa scoprire il fianco al proprio carnefice.
Voltò le spalle e andò via in silenzio.
Dietro di sé una scia di zagara profumata, un fazzoletto stropicciato e l’eco dei suoi tacchi rossi sul bagnato.
 Addio.
E’ ora di ripartire.


Da se stessi.