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venerdì 12 aprile 2013

Numero 47 - La meraviglia dei panni stesi al sole... 12 Aprile 2013


C'è stato un periodo della mia vita durante il quale abitavo in Liguria; la cucina della mia casa si affacciava sul cortile e c'erano i fili per stendere da palazzo a palazzo. Ricordo quanto era bello stendere (superato il problema del senso di vertigine;-)...) nelle giornate di sole e leggermente ventose,  vedere le lenzuola svolazzare in un dialogo immaginario col bucato di altri "fili";-)
Mi dava una sensazione di libertà e pulito.
E al ritiro profumava tutto di mare.

Stendere i panni da casa a casa, un' antica abitudine che però si è persa, specie nelle grandi città dove bisogna ripiegare su tristi stendini da appartamento. 

Eppure anche in un bucato steso c'è magia...


Pensate a come sarebbe bello poter stendere ammirando un simile panorama...


E la bellezza di poter vedere lenzuola asciugarsi al sole?


Anche questo panorama non è male, immaginiamo il profumo di quel bucato...

E poi...quante cose ci dicono indumenti stesi ad asciugare? Ci parlano delle persone che abitano nella casa...


E qui chi ci vivrà?
Chi sarà il proprietario di questi calzini spaiati?

C'è un senso di intimità persino in un bucato steso su un filo in casa...
Quest'ultima foto potrebbe essere l'incipit di un romanzo: racconta tantissime cose...

13 commenti:

  1. Per rispondere a queste domande, vi ricordo come si fa ad inserire il commento: sopra lo spazio dove dovreste scrivere il testo c'è una scritta che dice COMMENTA COME e sulla stessa riga trovate una piccola freccia sulla quale dovete cliccare; uscirà un elenco e cliccate su NOME/URL, si aprirà una nuova finestra e dovete scrivere il vs nome o nick dove c'è scritto NOME; poi cliccate su CONTINUA, inserite il testo e cliccate su PUBBLICA. Più facile di così!!!

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  2. I miei ricordi di biancheria stesa fuori si ritrovano nelle giornate passate da mia nonna, in Liguria. Stendere sul filo con le carrucole è tutt'altro che farlo sullo stendino di casa: si deve stare attenti a non far gocciolare sulla testa di chi passa sotto, a non perderti le mollette o peggio la biancheria... e quando piove o tira troppo vento, correre a levare tutto, magari con la persiana che ti sbatte addosso...
    Bei ricordi, anche stendere la biancheria più delicata nel bagnetto sulla gruccia...
    Odori, colori, sensazioni particolari che non ho più provato.
    Vado a stendere... Ciaooo

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    1. Avevi i nonni in Liguria? Che bello, e dove?
      Bei ricordi, è vero... Anche il cigolio delle carrucole e le persiane, che belle! Altro che tapparelle!!;-)
      E va beh, ci dobbiamo adeguare alla vita cittadina, ma chissà, magari un giorno vivrò in un casa vicino al mare, con le persiane e i fili per stendere;-) devo metterlo nell'elenco dei 101 desideri;-)
      Bacione! :-)

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  3. Ciao Stefania!

    Queste fotografie sono molto accattivanti, ispirano molte interpretazioni, ti offro la mia.

    - 1° PARTE -


    1° fotografia-
    Questo bellissimo scatto è stato fatto dal fotografo sudafricano, Nigel Copley, muto dalla nascita.
    Nel 1977 partì con una nave verso gli Stati Uniti, una borsa di studio gli permise di attraversare l'America per un anno.
    Diventò fotografo della strada che rappresenta il tema costante del suo percorso; dopo l'America, arrivò in Italia, molto richiesto, venne selezionato, nel 1995, tra i migliori 12 fotogiornalisti per partecipare al World Press Photo Masterclass.
    Nel 2003 uscì il suo capolavoro "Il sorriso della vittoria", nel quale, assemblò, in modo originale, foto del suo passato, degli anni in America, in Italia; infine, ricostruì la sua giovinezza attravero i suoi primi fotogrammi scattati nel paese natìo.
    L'immagine di copertina è questo bellissimo scatto ricolmo di energia, di colore, il suo sorriso muto al mondo.

    2° fotografia -
    Questo sguardo, un 125° di secondo di esistenza, fermo sul movimento, è figlio di una scelta nella mente del grande artista Glide Scott.
    Fotografo di scena, si trova in uno dei tanti set cinematografici con i quali collabora: oggi, ha pensato di ideare una serie di fotogrammi, con i quali raccontare il suo mondo interiore, attraverso la visione ravvicinata e mirata dei suoi provini a contatto.
    Si immagina, nella sua mente, una visione accompagnata da una voce fuori campo emotiva e condiscendente che guida la conoscenza dello spettatore dentro l'intimità della propria filosofia artistica, ancora prima che l'occhio si fossilizzi sull'inquadratura.
    E' un punto di vista confidenziale che svela aspetti sconosciuti della personalità del fotografo Scott.
    Il regista è conquistato dall'idea di Scott: il film si trasforma, a tratti si ferma il movimento ed iniziano gli scatti di Glide.
    Nasce un mito.

    3° fotografia:
    Marcello De Luca inizia a fotografare nei primi anni Ottanta, concentrando il proprio interesse sul paesaggio, diventando presto un maestro del "ritratto ambientato".
    I suoi paesaggi sono talvolta caratterizzati da un leggero senso di movimento, ottenuto, grazie ad un impercettibile spostamento dello zoom al momento dello scatto che conferisce al soggetto valenze emozionali.
    In questa immagine, si percepisce il suo pensiero solitario metafisico che sconfina nel mare, nonostante i panni stesi siano un simbolo eloquente alla sua appartenenza al quotidiano.

    4° fotografia -
    Nino Fiorio è un fotografo italiano che sfugge a tutte le etichette e categorie.
    Le sue fotografie sono sorprendenti, cattura l'attimo per strada, a bruciapelo, coglie il momento, cercando di farlo come potrebbe fare uno sguardo naturale.
    Talvolta, le sue inquadrature sono instabili, mosse.
    Il suo stile è molto vicino alla libertà dell'arte contemporanea, un volo libero, come questo scatto che fece, d'istinto, quel giorno che decise di partecipare ad un progetto a lungo termine, "Uomini", sulle comunità maschili nella società occidentale.
    Il progetto durò 10 anni, nei quali viaggiò attraverso l'America, la Russia, la Francia, la Spagna, la Scozia, l'Italia, il Portogallo, la Germania e la Norvegia.

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  4. - 2° PARTE -


    5° fotografia-
    Questa fotografia è stata scattata da Kamil Tugan, artista palestinese, nato in una famiglia poverissima, ha sempre privilegiato la fotografia di ricerca attraverso il concetto del ritmo e del movimento.
    Autodidatta, spesso accosta i suoi lavori fotografici a componimenti poetici: in questo caso, rimase colpito dall'armonia esistente in questa distesa di bucato, animato dal vento.
    Era il 1992, la poesia "Vento di forma e luce", accompagnata allo scatto, fece di lui uno dei maggiori interpreti d'immagine riconosciuto a livello internazionale.

    6° fotografia -
    Francesco Piombino nasce a Firenze nel 1956.
    Diventa fotografo professionista ed insegna in varie scuole di fotografia.
    Attento e curioso viaggiatore, un poeta dell'immagine in grado di fissare per sempre equilibri di perfetto rigore formale e di struggente bellezza.
    Qui, un esempio della sua fotografia poderosa, con un gioco di proporzioni bloccate in un frammento di realtà talmente perfetto nella combinazione di luci e forme, da diventare irripetibile, raro, prezioso.

    7°-8°-9°-10°-11° fotografie -
    Baldwin Oldanf, fotografo olandese, vero genio della fotografia di ritratto attraverso indumenti personali, scelti di persona e composti secondo la sua teoria ambientativa che rappresenta la caratteristica principale del personaggio simboleggiato dagli stessi.
    Qui, una serie di esempi dei suoi lavori, frutto di una creazione unica, di una viva intelligenza, in grado di progettare e realizzare per ogni fotografia una storia elaborata ed il più possibile veritiera.



    Ciao Stefania, meravigliose fotografie, piene di suggerimenti, che aiutano ad orientarsi tra le cose ed i pensieri degli altri.

    Un bacio colmo di affetto.

    cinzia

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    1. Col fatto che nei tuoi quadretti mescoli con maestria personaggi veri e personaggi inventati, questa volta mi hai mandata in confusione;-) sono talmente verosimili che sembrano tutti veri;-)Puoi illuminarmi?;-)
      E poi...all'ipotesi di commentare le foto soffermandosi su colui che aveva effettuato lo scatto, non avevo pensato (vedi?? Sei un passo avanti;-))...) Ora però ti lancio una nuova sfida e cioè quella di cambiare il punto di vista: non quello del fotografo, ma dell'attimo immortalato e di chi c'è dietro agli indumenti stesi in quel preciso luogo. Per esempio, l'ultima foto: di chi sono quegli indumenti stesi nella penombra dell'appartamento? E qual è la sua vita?
      :-D
      bacione;-)

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  5. ciao Stefania curiosissima,

    qui, ho inventato tutto, non c'è nulla di vero.

    Va bene, Stefania combattiva, accetto la sfida, vuoi sapere chi si nasconde dietro agli indumenti stesi in quel preciso luogo?
    Ti stupirò...ora, non ho tempo, perchè sono impegnata a cucinare il cinghiale in salmì, ma più tardi, al massimo questa sera, mi dedicherò a te.

    Buona domenica, tesoro, sei speciale.

    un bacio.

    cinzia

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  6. Ciao Stefania,

    come promesso, ora ti parlo un pò dell'ultima fotografia, quella nella quale si vedono indumenti femminili stesi nella penombra di un appartamento.


    ***

    Francia - Inizio '900 -
    Questa casa appartiene a Janine Dubois, sarta molto conosciuta nell'aristocrazia che confeziona abbigliamento intimo per le donne dell'epoca.
    In questo periodo sta sperimentando una sua intuizione: nella moda, la linea del busto comincia a diventare sempre più bassa, di conseguenza, il busto non offre più alcun sostegno al seno.
    Per questo, sente la necessità di introdurre un nuovo capo di abbigliamento: il reggiseno.
    Ecco perchè Janine ha steso molta biancheria intima, di ogni genere, nella sua stanza, per poter capire meglio quale tessuto utilizzare o sovrapporre: fa diversi tentativi, disfando corsetti, pizzi, camicie da notte, mutandoni e busti, cuce e taglia per mesi interi.
    Finalmente, riesce a confezionare qualcosa di molto simile al busto, nella sua struttura, ma innovativo: è chiuso sulla schiena da una stringatura e davanti, da ganci e bottoni.
    E' il 1907, nasce il primo reggiseno della storia!

    ***

    Et voilà! Au revoir!

    cinzia

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    1. :-OOO Miss Vulcano di idee, qualcuno ti dovrebbe "scoprire";-) Sei troppo forte;-)))

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  7. ciao Stefania,
    sono inciampata tra i fili stesi e sono stata molto lieta della scoperta

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    1. Ehilà, Nikita! Qual buon vento! Lo stesso dei panni stesi al sole?;-) Beh, sono felice e spero tornerai spesso qui:-)

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  8. Bellissimi ricordi....i lavatoi poi....grazie di cuore!!!!

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