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mercoledì 9 aprile 2014

Numero 201 - La gentilezza - 9 Aprile 2014


OGNI GIORNO PROVA A DIRE ALMENO A UNA PERSONA CHE IN LEI TROVI QUALCOSA CHE TI PIACE, AMMIRI O APPREZZI

Quante volte ti ricordi (o trovi il tempo) di dire agli altri che li ami, li ammiri o li stimi? Per molte persone, non è mai abbastanza. Quando infatti chiedo a qualche mio paziente quante volte gli capiti di ricevere da parte degli altri un complimento sincero, mi sento rispondere: "Non ricordo quando sia stata l'ultima volta che ho ricevuto un complimento." Oppure: "Quasi mai." O anche, un po' tristemente: "Non ne ricevo mai."

Sono molte le ragioni per cui in genere non esprimiamo verbalmente agli altri i sentimenti positivi che proviamo nei loro confronti. Ho sentito gente accampare scuse come: "Non hanno bisogno di sentirmi dire che li stimo - tanto già lo sanno." Oppure: "Ammiro molto quella donna, ma mi vergogno di dirglielo." Però se si prova a chiedere all'eventuale destinatario se sarebbe contento di ricevere qualche complimento sincero o comunque di suscitare negli altri una reazione positiva, nove volte su dieci la risposta è: "Ne sarei felice." Se il motivo per cui in genere non fai mai complimenti alla gente che ti circonda, è che non sai cosa dire, o che ti senti in imbarazzo o che hai la sensazione che gli altri già conoscano le proprie qualità, o ancora che semplicemente non hai l'abitudine a farlo, allora sappi che è il momento di cambiare rotta.

Dire agli altri che in loro apprezzi o ammiri qualcosa in particolare, è un "casuale atto di gentilezza". Non ti costa praticamente nulla (una volta che ci hai fatto l'abitudine) eppure ti ripaga con dei dividendi altissimi.

Molta gente passa tutta la vita a desiderare l'approvazione e la stima degli altri, specie dei genitori, mariti (o mogli), figli e amici. Tuttavia anche i complimenti che vengono dagli estranei possono essere molto graditi, se sono sinceri. Del resto a provare piacere non è solo la persona che riceve il complimento, ma anche la persona che lo fa. E' un gesto di affettuosa cortesia. Significa che i tuoi pensieri sono positivi nei confronti di qualcuno. E quando i tuoi pensieri sono ingranati in questa direzione, ti senti in pace con te stesso.

L'altro giorno ero dal droghiere e ho assistito a una incredibile dimostrazione di pazienza. La cassiera era appena stata aspramente redarguita senza alcun motivo da un cliente arrabbiato. Invece di reagire, la cassiera ha disinnescato la rabbia del cliente mantenendo la calma e la cortesia. Quando è arrivato il mio turno di pagare alla cassa, le ho detto: "Sa signora, sono rimasto molto impressionato da come ha saputo comportarsi con quel cliente." Lei allora mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto: "Grazie, signore. Ma lo sa che qui dentro lei è la prima persona che mi abbia mai fatto un complimento?" 

Ci avevo messo meno di due secondi a dirle quella piccola frase gentile, eppure è stato il momento più gratificante della giornata non solo per lei, ma anche per me.



Tratto da "Non perderti in un bicchier d'acqua - Cento regole per vivere meglio" di Richard Carlson 


5 commenti:

  1. Per rispondere a queste domande o per lasciare un proprio pensiero, vi ricordo come si fa ad inserire il commento: sopra lo spazio dove dovreste scrivere il testo c'è una scritta che dice COMMENTA COME e sulla stessa riga trovate una piccola freccia sulla quale dovete cliccare; uscirà un elenco e cliccate su NOME/URL, si aprirà una nuova finestra e dovete scrivere il vs nome o nick dove c'è scritto NOME; poi cliccate su CONTINUA, inserite il testo e cliccate su PUBBLICA. Più facile di così!!!

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  2. Ciao Stefi, mi ci sono voluti quasi quarant'anni per capirlo ma è vero: la gentilezza apre molto porte soprattutto quella del nostro cuore.

    E la cosa curiosa è che se ti scopri paziente, attenta e per l'appunto gentile, ecco che ogni tanto viene per magia l'abitudine di scoprire nel nostro prossimo lati inaspettati e sorprendenti.

    Provare per credere !
    Emma

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  3. questo passo che hai pubblicato lo rileggerei cento volte,viviamo tutti nella quasi indifferenza o nella difficoltà a fare un complimento.anch' io in negozio,come la droghiera del passo che hai citato,non credo alle mie orecchie quando ricevo un complimento,un elogio.è tutto così raro....

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  4. Cara Emma, cara Michela,

    credo siano proprio le cose semplici che si siano perse di vista in questo "benessere" generale nel quale viviamo; abbiamo tutto ciò che di materiale possiamo desiderare, ma abbiamo perso il senso dei rapporti umani.

    Mi fa piacere che vi sia piaciuto il pezzo proposto, il libro è interessante e ve ne proporrò altri. In passato, un altro ti aveva colpito, cara Michela, "Quando sei di malumore, tutto ti sembra nero", ricordo che l'avevi molto apprezzato.

    Devo dire che l'autore scrive cose "normali", o almeno che dovrebbero esserlo, ma le abbiamo perse di vista, quindi ben venga "un ripasso";-))

    Bacione ad entrambe!

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  5. Mi è sempre risultato spontaneo trovare il lato bello in ogni persona, anzi, direi che difficilmente mi saltano all'occhio delle negatività; inoltre, mi piace molto esternare all'interessata/o il mio pensiero favorevole riguardante tratti caratteriali, comportamenti nobili o semplicemente beltà esteriori della stessa/o che mi colpiscono.

    Devo anche dire che provo una grande soddisfazione nel farlo, perché di riflesso, provo un grande senso di benessere che mi accompagna costantemente; c'è chi mi dice di essere ingenua o sprovveduta, ma ritengo che rispetto a molte altre persone, io sia sempre stata piuttosto bene interiormente, equilibrata, intendo dire, ed anche molto felice di vivere, nonostante i colpi contrari che, come chiunque, ho dovuto subire.

    Il consiglio odierno di questo post è molto prezioso, direi proprio uno dei tanti piccoli "segreti" per vivere meglio.

    cinzia

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