mercoledì 25 marzo 2026

Numero 499 - "Nel sangue di Garlasco" e "Il ragionevole dubbio di Garlasco" - Recensioni - 25 Marzo 2026


Cominciamo da qui, dal libro di Gianluca Zanella.
Ma prima una piccola introduzione.

Il giallo di Garlasco è seguito da tante persone da un anno a questa parte. Io stessa mi sono "appassionata" al caso per lo spettro di un terribile errore giudiziario che potrebbe essersi verificato, ma non è del mio pensiero che voglio parlare, in quanto sono una semplice spettatrice di quanto avviene.

Mi sono però interessata ad alcune pubblicazioni in merito.

Ho letto "Nel sangue di Garlasco" di Gianluca Zanella perché lo seguo e lo ritengo un giornalista preparato, posato e serio, mai sopra le righe. Il suo canale su You Tube, Dark Side - Storia Segreta d'Italia - offre sempre spunti di riflessioni interessanti.

Nel suo libro propone al lettore una sorta di "riassunto" su quanto avvenuto in questi anni in merito alla triste vicenda. Il giornalista espone il tutto in modo molto chiaro e lineare, senza lasciarsi andare a opinioni personali, e quindi molto obiettivo. Ho trovato il suo modo di scrivere fluido e schematico, dato l'argomento, approfondendo parti della storia - o a esse collegate - senza eccessi, ma solo con l'intenzione di fornire al lettore un'esposizione di fatti, e lasciando a noi lettori lo spazio per personali riflessioni.

Una lettura che consiglio a chi è interessato all'argomento e desidera mettere ordine tra le tante notizie o suggestioni circolate in questi mesi/anni.



Ma non è l'unica opera che ho letto in merito.

Quando ho avuto modo di vedere e ascoltare un altro protagonista - il Giudice Vitelli - di questa storia, sono rimasta molto colpita dal suo ruolo e dall'uomo che ha dimostrato di essere.
Lui è stato il primo Giudice che assolse Alberto Stasi e il libro che ha pubblicato recentemente ha suscitato la mia curiosità.


In questa opera la cosa che mi ha colpito di più è stato lo "spogliarsi" del Giudice, che ha mostrato il lato umano della vicenda e ha condiviso con il lettore i dubbi, le riflessioni, la ricerca della verità e la responsabilità di essere colui che ha nelle proprie mani il destino dell'imputato. 
Nel fare questo, ha generosamente intrecciato le riflessioni nell'ambito della vita privata, come se la responsabilità della decisione da prendere entrasse nella vita di tutti i giorni e andasse ben oltre il lavoro stesso, ma diventasse un qualcosa che non molla mai la presa.
Il concetto sui cui si basa è quello sacrosanto di una eventuale condanna oltre ogni ragionevole dubbio, perché sbagliare potrebbe significare il togliere la libertà a un individuo.
Oltre ogni ragionevole dubbio, il Giudice lo ha ben presente e ne è quasi tormentato, al fine di non commettere errori.
Nelle interviste che ho potuto ascoltare, mi ha sempre favorevolmente impressionato l'atteggiamento umano, ma allo stesso tempo solido ed equilibrato, come quello che ogni Giudice - secondo me - dovrebbe avere, per ridurre al massimo i possibili errori giudiziari che possono rovinare una vita.
Il libro racchiude aneddoti - a tratti commoventi - come quelli legati alla madre e a un caro amico, che fanno venire voglia, con tutto il rispetto, di abbracciare l'uomo-giudice. 

Un libro che consiglio per entrare ancora di più nei meandri di questo crimine che ha toccato il cuore di tanti di noi.

Una citazione dall'opera:
"Il dubbio ragionevole non vuole distruggere, vuole anzi costruire, favorendo soluzioni solide, ponderate. Poco importa se occorre più tempo, più fatica. Poca importa se alla fine l'esito non è bianco o nero: sarà meno spettacolare, ma più giusto."



Mentre scrivo questo numero del Blog, ancora non si sa come andrà a finire tutto questo, ma tutti si augurano che la povera Chiara trovi presto la pace e che se c'è stato un errore giudiziario si ponga rimedio al più presto.

Nel frattempo, leggete queste due opere che recano anche osservazioni sulla vita e sul mondo che ci circonda.

Grazie a Gianluca Zanella e al Giudice Vitelli per averle scritte.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle
 

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