Siamo arrivati all’ultima intervista ai concorrenti del Torneo di
Scrittura “800 Metri di Parole” e autori di Edizioni Convalle.
Chiude il cerchio Chiara De Mas, giovane autrice, entrata da poco a
far parte della mia casa editrice.
Chiara, in questa gara, si è dovuta confrontare con autori già esperti ma
se l’è cavata alla grande, facendo una bellissima rimonta in classifica.
Adesso mi fa piacere rivolgerle qualche domanda perché lei si possa
raccontare a me e a voi lettori che mi seguite in questo Blog.
Cara Chiara, non ci conosciamo ancora di persona e spero ci sia
presto l’occasione per farlo, intanto raccontaci qualcosa di te, dove vivi, di
cosa ti occupi, i tuoi amori…
Vivo con il mio compagno e il mio ometto di sei anni in un paesino sulle
rive del fiume Brenta di settecento persone, in cui tutti si conoscono. Qui c’è
un senso di comunità che altrove si è un po’ perso. Nonostante la vicinanza a
Bassano Del Grappa, che comunque è una cittadina movimentata, vivo immersa nel
verde, a due passi dal bosco e questa vicinanza alla natura mi ha sempre
stuzzicato la creatività. Una delle mie passioni più grandi, oltre alla
scrittura ovviamente, è la pittura. Quando inizia la primavera prendo
cavalletto e pennelli e inizio a creare, rigorosamente fuori in giardino;
quando arriva il freddo mi rifugio nel tepore della cucina e nel profumo di
torte e biscotti appena sfornati. Nella quotidianità, invece, lavoro in un
laboratorio orafo, dove mi occupo della preparazione e lucidatura di collane e
bracciali.
Come e quando sei venuta in contatto con il mondo delle parole scritte?
Come autrice, intendo.
Devo ammettere che quando andavo alle superiori ero la classica persona
che aspettava uscisse il film piuttosto che leggere, ma dopo una serie di
vicissitudini che racconto nel mio romanzo, mi balenò l’idea “dovrei scrivere
un libro!”, ma come fare? Così dopo una ricerca mi parve chiaro: la prima regola
per scrivere un buon romanzo è leggere tanto. E fu così che lessi il mio primo
romanzo che non fosse un obbligo scolastico ma un piacere, un thriller che mi
tenne incollata alle pagine. Il primo di una lunga serie e diciamo che prima di
dire “adesso scrivo io” mi ci sono voluti otto anni e, nel frattempo, la mia
casa si è trasformata in una biblioteca!
La tua scrittura è già “capace”, sai portare dentro le tue pagine il
lettore e hai una delicatezza che mi piace molto, ma anche una mano di
carattere quando serve tratteggiare personaggi e situazioni difficili dal punto
di vista emotivo. Questa premessa per dire che credo tu abbia una bella dose di
talento, che va – naturalmente – coltivato. Raccontaci allora il tuo rapporto
con la scrittura e quali sono i tuoi progetti in merito.
Nelle storie che creo tengo molto alla profondità dei personaggi. Cerco
di pensare al rapporto causa-effetto dal punto di vista psicologico e
comportamentale. Ho sempre trovato la psicologia e il funzionamento della mente
umana un argomento affascinante. Come per la maggior parte delle cose sono
autodidatta, spinta dalla voglia di mettermi in gioco, ma nella scrittura devo
molto sicuramente alla mia professoressa di italiano che ha saputo trasmettermi
la sua passione per quella materia. Mi considero all’inizio di questo percorso,
ma ho molti progetti per il futuro, tra cui la “rinascita” di Amelia e nuove
storie che esplorino ancora l’animo umano.
Il tuo romanzo d’esordio, “I silenzi che mi hai insegnato”, affronta
tematiche piuttosto dure: vuoi parlarcene?
“I silenzi che mi hai insegnato” è un romanzo di formazione a sfondo
psicologico. Racconta una relazione tossica dall’interno, dal punto di vista di
chi la vive senza accorgersi subito di esserne intrappolata.
Non è solo una storia di violenza, ma di consapevolezza. Parla di
manipolazione sottile e di dipendenza emotiva. È un libro che vuole dare parole
a chi fatica a riconoscere ciò che sta vivendo, e ricordare che andarsene non è
debolezza, ma sopravvivenza. Soprattutto credo che parlare di questo argomento
possa sensibilizzare e magari mettere in guardia, perché nessuno purtroppo è
immune alla manipolazione.
Tu vivi vicino a Bassano del Grappa. Raccontaci com’è la vita di tutti i
giorni da quelle parti che non ho mai visto, ma so essere bellissime.
Come ho accennato prima, Bassano è un piccolo centro
ricco di storia e vivere vicino a Bassano del Grappa significa avere la fortuna di muoversi
tra due dimensioni diverse. Da una parte c’è il mio piccolo paese, dove il
tempo sembra scorrere più lentamente, dove il fiume Brenta cambia colore a
seconda della stagione e il bosco è a pochi passi da casa. Dall’altra c’è
Bassano, con le sue iniziative, le librerie, le piazze sempre vive, oltre che
la sua ricca storia.
La vita quotidiana qui è semplice: il lavoro, la famiglia, le passeggiate
lungo il fiume, l’aperitivo in centro. È un equilibrio che mi rappresenta
molto, perché mi permette di avere silenzio quando ne ho bisogno e movimento
quando sento il desiderio di confrontarmi con il mondo.
Tornando alla scrittura, quali sono gli autori della letteratura
(contemporanea e non) che ti hanno aiutato e ti aiutano a trovare un tuo stile,
a formarti?
Il genere che prediligo è il thriller psicologico, ma devo dire che poi
spazio un po’ in tutto. Tra le autrici contemporanee che ammiro e sono Angela
Marsons e Brenda Novak, ma sul podio sale Ken Follet, che con tutta la serie de
“I pilastri della terra” ha saputo sconvolgermi, quanto stupirmi.
Ultima domanda: come ti vedi tra una decina d’anni?
Tra dieci anni mi vedo ancora qui, con le radici ben piantate nel mio
paese e lo sguardo un po’ più lontano. Mi piacerebbe aver pubblicato altri
romanzi, aver fatto crescere Amelia e magari aver dato vita a nuovi personaggi
capaci di parlare al cuore delle persone.
Mi immagino con più consapevolezza, sia come donna che come autrice. Con
più esperienza, forse meno timori, ma con la stessa voglia di raccontare storie
che facciano riflettere e sentire meno soli.
Spero di aver continuato a coltivare le mie passioni, di aver trovato un
equilibrio tra famiglia, lavoro e scrittura, e di poter dire di non aver smesso
di crederci, nemmeno nei momenti più difficili.
E, se posso aggiungere un desiderio, mi piacerebbe guardarmi indietro e
pensare che tutto è iniziato proprio da qui.
Grazie, Chiara, per averci raccontato un po' di te e di averlo fatto con il cuore aperto.
💖
Biografia di Chiara
Chiara De Mas nasce nel 1996 a
Bassano Del Grappa e attualmente vive in un piccolo paese della provincia di
Vicenza, con il compagno e il figlio, accanto al resto della sua famiglia. Ha
sempre scritto fin da bambina, riempiendo diari su diari e mantenendo viva nel
tempo anche la passione per la pittura e la pasticceria, nonostante le
vicissitudini della vita. Questo romanzo è il suo esordio narrativo, ma nasce
da una storia vera: la sua. “I silenzi che mi hai insegnato” non è solo una
testimonianza, ma il tentativo di dare voce a chi ha vissuto nell’ombra e ha
trovato la forza di risalire. Scrivere, per lei, è sempre stato un modo per
capire, guarire e restituire qualcosa agli altri.
https://edizioniconvalle.com/product/40635699/i-silenzi-che-mi-hai-insegnato
Alla prossimadalla vostra
Stefania Convalle
Nessun commento:
Posta un commento