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sabato 28 novembre 2015

Numero 227 - Il terremoto di Loredana Limone - 28 Novembre 2015


IL TERREMOTO DI LOREDANA LIMONE


Proprio ieri ho terminato di leggere l'ultimo romanzo di Loredana Limone, una scrittrice che ho avuto il piacere di conoscere, anche se solo virtualmente, quest'estate; mi ha talmente colpita la sua gentilezza, che non è poi così scontata al giorno d'oggi, e la sua disponibilità nell'elargire consigli e suggerimenti (da scrittrice a scrittrice) che ho voluto conoscerla meglio; e quale modo migliore se non leggere una delle sue opere?

E così mi sono recata alla libreria Hemingway & Co., a Monza, e ho acquistato "Un terremoto a Borgo Propizio" (Ed. Salani).

383 pagine, tutte da gustare, una ad una. 

E così ho fatto. 
Agevolata dalla scelta di Loredana di procedere per brevi capitoli, mi sono somministrata una piccola dose - prima e dopo i pasti;-) - di questo romanzo, centellinandolo, come fosse una fiction di quelle che ci accompagnano ogni giorno, e alle quali ci si affeziona, sia alla storia che ai personaggi, parteggiando per l'uno o per l'altro. E così è successo.

Voglio sottolineare subito, relativamente al romanzo,  che Loredana Limone sa scrivere! E anche bene, con un lessico vario ed articolato. Sembra una cosa scontata, ma non lo è, perché, diciamocelo: ci sono tante persone che scrivono, ma i veri  scrittori meritevoli di questa definizione, si contano sulla punta della dita. E lei lo è.

"Un terremoto a Borgo Propizio" è un romanzo che definirei corale, perché i personaggi sono tanti, più o meno importanti ai fini della storia di base, la storia di un paese che si confronta con una calamità naturale come un terremoto. Tutto gira intorno a questo evento e ad un omicidio avvenuto simultaneamente; però, protagonista vera, secondo me, è la dinamica di sentimenti, positivi e negativi, ed emozioni che abbracciano tutta la sfera umana. 

L'autrice è brava a portare avanti i suoi personaggi, animandoli ed analizzando i più svariati comportamenti di fronte ai drammi della vita, ma anche al chiacchiericcio di paese, alle malignità, alle passioni espresse e inespresse, alle delusioni e alle soddisfazioni, alle aspettative e ai dietro-front che c'impone, a volte, la vita.

E' brava, Loredana, a non farci perdere l'orientamento nel narrarci  le vicende che s'intrecciano, ci consegna un virtuale filo di Arianna per condurci fuori dal labirinto senza che il lettore si senta mai perduto!

Mentre leggevo questo romanzo, mi è venuta in mente la lettura dei Tarocchi. Chi li conosce, sa che esistono gli Arcani Maggiori  e quelli Minori; i primi servono a definire gli eventi ai massimi sistemi, usando archetipi che rappresentano i simboli della vita; i secondi sono quelli che si addentrano nel dettaglio, nella vita di tutti i giorni, nella definizione fisica ed intellettuale delle persone che viviamo nel quotidiano, scoprendone il fianco e i talloni d'Achille. 
Ecco, Loredana, per me, è come se avesse scritto questo romanzo usando gli Arcani nella loro completezza, dandoci attraverso l'uso dei Minori, anche la visione di quei lati, forse meno nobili dell'essere umano, ma assolutamente veri.

Una bella prova d'autore, un romanzo che consiglio ad un pubblico di ogni età ed estrazione, un libro al quale ogni persona si può affezionare, lasciandosi avvincere dagli eventi narrati, e lasciandosi trasportare, comunque, dal  "profumo di buono" che si avverte pagina dopo pagina.

Ma vogliamo conoscere meglio questa scrittrice che, dopo tanta gavetta, è approdata ad un pubblico più vasto, fuori e dentro l'Italia, come risultato di tanto impegno e, soprattutto, bravura?



Ho rivolto alcune domande a Loredana, simpatica e disponibile come sempre:-)

Come nasce la passione per la scrittura in Loredana Limone?
Per esprimermi. Da bambina mi sentivo incompresa e inascoltata.

Ho notato che nel romanzo, tra i vari personaggi, ci sono ben tre scrittori che si approcciano a quest'arte in modi differenti: un numero alto, in percentuale, rispetto al numero dei personaggi stessi. Come mai questa scelta?
Trattandosi dell'ambiente nel quale ruoto, scrivo di ciò che conosco. Tuttavia non è esattamente una scelta. I personaggi mi si presentano e mi raccontano. Io semplicemente ascolto e scrivo.

Ci vuoi raccontare, in poche parole, cosa significhi essere scrittori al giorno d'oggi, soprattutto in un mondo editoriale dove è difficile districarsi?
Ho lasciato un impiego per dedicarmi a tempo pieno alla scrittura. Dunque, secondo me, significa essere un po' folli, molto convinti e tenaci, ma anche precostituirsi, per quanto è possibile, una solidità economica che copra le spalle almeno nel primo periodo... la famosa "stanza tutta per sé" di Virginia Woolf.

Hai qualche consiglio per chi si approccia a questo mondo?
Come sempre quando mi viene posta questa domanda, rispondo con lo stesso consiglio ricevuto dal compianto Giuseppe Pederiali in un per me fortunato incontro: avere pronto un romanzo inedito su cui puntare e affidarsi a un serio agente letterario. Mi sconsigliò i racconti, che definì poco amati dagli editori.

Cosa significa, per te, essere una scrittrice?
Anziché "cosa costituisce" direi "cosa rappresenta": un privilegio.

Cosa sogni per la tua carriera?
Borgo Propizio è nato come terapia per evadere dalla realtà in un periodo terribile, poi è diventato romanzo, poi trilogia; ha addirittura varcato le Alpi. Non ho da sognare, ho da essere grata.

Cosa ti ha dato, fino a questo momento?
Tante soddisfazioni ed emozioni, la possibilità di visitare luoghi che non conoscevo e moltissimo affetto da parte di lettori che sono diventati amici e non solo virtuali.


Cara Loredana, 
stai pur certa che ne troverai  tanti e tanti altri ancora di amici/ammiratori!
Sei all'inizio di una carriera che ti porterà lontano, perché te lo meriti per l'impegno, la costanza, il tuo modo di essere e soprattutto per la tua capacità di scrittura!

Questo Blog è con te;-)

...

Alla prossima, 
dalla vostra
Stefania Convalle ;-)


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