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lunedì 14 dicembre 2015

Numero 228 - L'intervista sul balcone ;-) - 14 Dicembre 2015


Sono talmente tante le cose che voglio  dire su quest'ultimo romanzo letto che non so da dove cominciare!

Cerchiamo di fare ordine;-)

TITOLO
Le stelle di Srebrenica

AUTORE
Daniela Quadri

EDITORE
Leucotea

Questo romanzo è stato una vera e propria rivelazione!
Le prime pagine, pur essendo scritte bene senza perdersi in inutili dettagli ed entrando subito nella storia, non mi avevano dato però l'idea di quello che avrei trovato dopo: una penna, quella di Daniela, assai talentuosa! 

La storia è ricca, procede in modo accattivante, tenendo viva l'attenzione del lettore che, pagina dopo pagina, conosce le protagoniste principali, Marta ed Elma, due donne che si conoscono casualmente e che diventano subito amiche e complici nel risolvere situazioni, difficili e di tensione, che si presenteranno nel manifestarsi degli eventi.

Marta, una giornalista free-lance, definita Miss Marple della Brianza dal simpatico carabiniere Nardone, personaggio che ispira simpatia dal primo istante, forse comparsa nella struttura del romanzo, ma ugualmente incisivo; Elma, bosniaca, ex moglie di un pericoloso criminale e mamma di Nadia, bimba affetta dalla Sindrome di Down, bimba alla quale il lettore si affeziona subito e quasi si vorrebbe entrare tra le pagine del libro per proteggerla;
e poi Rina, mamma di Marta, anziana donna che deve fare i conti con il terribile Alzheimer.

Le prime pagine del romanzo introducono questi temi importanti e non si riesce a capire quale strada la scrittrice sia intenzionata a percorrere, sembra quasi che cerchi di sviare la nostra attenzione con deviazioni che si rivelano, poi, il cuore e il nocciolo della storia.

Un romanzo non certo prevedibile e questo, per me, è un grande pregio. Niente è scontato, niente è come ci si aspetta. Si girano le pagine, una dopo l'altra, percorrendo strade principali o piccoli vicoli, tutti affascinanti e pieni di contenuto. 
Niente è superfluo: non una parola, non un pensiero.

L'autrice sa tenerci bene sul filo del rasoio, districandosi tra eventi piccoli e grandi, che andranno poi a definire il grande disegno della storia nella sua interezza.

La storia accende i riflettori su tanti temi importanti e ci spinge a porgere attenzioni a problemi seri quali le patologie che affliggono Rina e Nadia, ma lo fa in modo trasversale, quasi un accenno che non diventa il protagonista, ma un suggerimento a fermarsi un attimo intorno a queste tematiche verso le quali, a volte, porgiamo uno sguardo distratto, se noi o chi ci è intorno non ne è toccato.

Ma Daniela, autrice dalla grande sensibilità, ci suggerisce di non dimenticare che questi problemi esistono, lo fa con garbo, per scuotere con dolcezza le nostre coscienze.

Ma non sono queste tematiche, di nuovo, ad essere le protagoniste.

L'amicizia e la solidarietà tra Marta ed Elma, invece, è sicuramente il motore della storia, ma non il nucleo, a mio modesto parere.
E' interessante osservare le due donne, provenienti da culture diverse, l'una cristiana, l'altra musulmana, interagire in perfetta armonia, pronte all'ascolto delle reciproche confidenze relative ad infanzia e adolescenza. 
Ed è forse a questo punto della narrazione che cominciamo ad entrare nel cuore del romanzo. Le storie delle due donne, i ricordi, sono molto diversi... Se per Marta, ricordare la giovinezza la riporta a momenti piacevoli insieme alla madre e alla nonna, con suggestivi riferimenti alla vita di qualche decennio fa in una Brianza genuina e piena di colore... per Elma, invece, l'adolescenza è segnata da un evento tragico, quello della guerra della Bosnia -Erzegovina, e dei conseguenti orrori che molti di noi ricordano dai telegiornali che abbiamo, purtroppo, visto. Ma ascoltare un notiziario è una cosa, essere stati là, come Elma e la sua famiglia, è ben altra faccenda. 
I passaggi relativi a questi momenti della vita di Elma sono duri e faticosi da leggere, per una donna soprattutto, ma inducono a forti considerazioni sulle guerre, tutte le guerre, dove forse, alla fine, non vince nessuno, ma prevale solo la crudeltà degli uomini. 

Ma Daniela è brava a farci respirare e cambia registro in fretta, per darci la possibilità di metabolizzare pagine difficili; ci riporta al presente delle due donne, che seppur pesante da sopportare per certe vicende che non vi svelo per non togliervi la suspance, è accompagnato in ogni momento dalla speranza.

La guerra, forse è lei protagonista trasversale di questo romanzo.

La guerra dei Balcani, attraverso i ricordi di Elma.
Ma anche la seconda guerra mondiale. 

E qui, per conto mio, entriamo davvero nella parte più bella, più ispirata, una pagina d'autore, una pagina da scrittore affermato.

La storia di Gustavo.

Non voglio dirvi troppo, perché secondo me queste pagine che non a caso sono posizionate nel cuore del libro, sono imperdibili e "Le stelle di Srebrenica" varrebbe la lettura anche solo per questo magnifico esempio di letteratura vera e destinata, a mio giudizio, a restare nel profondo intimo di chi leggerà. 
Mi sono commossa: devo dirlo.
Da scrittrice dico - e non mi capita spesso di farlo;-) - che sono pagine che vorrei aver scritto io stessa!

Leggetele e mi darete ragione. Ne sono convinta.

Gustavo è il vero protagonista, per me.

La guerra, due esempi nel romanzo, poche pagine, ma incisive. Quante riflessioni attraversano la mente! E quante domande, in automatico, si affacciano nei pensieri...

Forse era questo l'obiettivo di Daniela Quadri?

Ma nel suo libro, c'è posto anche per la leggerezza, pagine e parole dedicate ai sogni di Marta, all'amore, ai sorrisi dei bambini, alle cose che vanno bene, alle sorprese della vita.

E l'occhio che dedica alla sua Brianza, che è un po' anche mia, essendo io monzese di adozione, è stata una piacevole sorpresa; ritrovare luoghi, vie e ponti, vecchi negozi ed angoli,  posti dove vivo ormai da più di vent'anni, fa di questo libro, almeno per me, una piccola chicca.

Un romanzo perfettamente equilibrato.

Ma vogliamo conoscere un po' meglio questa autrice?



Daniela Quadri. 
Si definisce esordiente, ma è già al suo terzo romanzo.
Nella nostra "intervista sul balcone" :-D mi ha spiegato che, secondo lei, le lezioni non finiscono mai, e quindi preferisce tenere un profilo basso e sentirsi come se stesse scrivendo il suo primo lavoro! Atteggiamento umile, che le fa onore, anche se le ho detto che esordiente è ben altra cosa, e lei mi pare proprio una scrittrice navigata, che ben conosce trucchi e segreti del mestiere!

Sogna di diventare una scrittrice di professione, e di ritirarsi in qualche casetta in riva al mare per dedicarsi alle sue creazioni... Beh, secondo me ce la può fare! 
E vi dirò: se lo meriterebbe tutto.

Gemelli ascendente Toro, riservata ma sicura di sé; ho avuto il piacere di conoscerla personalmente ad una mia presentazione dove lei, con mio immenso piacere, ha ricoperto il ruolo di intervistatrice. E anche qui è stata una bellissima sorpresa!


Preparata e attentissima al mio romanzo, mi ha rivolto domande intelligenti, acute, piene di spunti per scatenare un dibattito tra il pubblico senza precedenti!

Insomma, cara Daniela, scrittrice, amante della natura, laureata in lingue, fotografa, intervistatrice doc:  ma c'è qualcosa che non sai fare??

Leggere e recensire il tuo romanzo è stato un grande piacere, un onore e se posso darti un consiglio, che è una brutta parola perché non è che tu ne abbia bisogno, mi sento però di dirti una cosa:

se riuscirai a scrivere sempre come hai scritto la storia di Gustavo, dove è evidente e salta all'occhio con forza (almeno all'occhio esperto di chi nella scrittura ci vive), l'abbandono alla forza della tua penna, facendo cadere muri e barriere, beh, guarda, sono sicura che potresti davvero entrare nell'Olimpo;-)

Io tifo per te!

...

Alla prossima 
dalla vostra

Stefania Convalle





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