Il silenzio addosso

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martedì 26 giugno 2018

Numero 309 - Cercando il Sole - 26 Giugno 2018


Cercando il Sole


Cercando il Sole in questa estate improbabile, l’ho trovato negli occhi dei calabresi.
Mi ero già accorta di questo durante la presentazione del romanzo “Il silenzio addosso”, ospite del Circolo Kalabrian, dove ho conosciuto persone fantastiche tra le quali la Prof.ssa Patrizia Spaccaferro che mi ha fatto dono di un volume prezioso “L’alba della Tonnina” e mi ha invitata a visitare il Museo del Mare di Catanzaro Lido.



Questa perla nasce da un’idea della stessa Patrizia, idea che ha potuto concretizzare grazie alla Prof.ssa Maria Levato, Dirigente scolastico, e con il contributo in primis dell’Avvocato Gianluca Bellacoscia.

Ma non solo.

A questo miracolo di museo nato in tempi record, hanno partecipato svariati volontari che hanno dato il loro contributo pratico, tecnico,  donando tempo, materiale e documenti dal grande valore storico.






Al mio arrivo ho trovato Patrizia che dialogava con il Signor Vito, un pimpantissimo novantaduenne che ha energia più di tre trentenni messi insieme! E anche nei suoi occhi ho visto la medesima cosa: il Sole di questa terra.


Mi colpisce molto questo leitmotiv che trovo negli occhi di questi nuovi amici calabresi: una passione, un calore, un bontà d’animo elargita a piene mani dai loro sguardi.
E tutto questo si ritrova in questo Museo.

Il Museo del Mare.

Due sono le cose che hanno richiamato la mia attenzione all’istante: la barca in mezzo al salone, una vecchia barca dei pescatori, che con le sue reti, le travi turchesi e consunte, la lampara, evocava la musica del mare e le voci di quei pescatori stessi…


E poi una foto, una vecchia foto donata al museo, un’immagine di una macchina da scrivere tra le macerie dopo un bombardamento. 



Le parole che uscivano da quello scatto raccontavano della devastazione della guerra, ma anche della forza della scrittura che nessuna bomba potrà mai sotterrare.



Un’esperienza particolare, questa visita, che urla la voglia di questa terra di affermarsi, di portare alla luce le origini e di gridare al mondo, con il garbo di chi possiede un forte “credo”, la forza delle proprie radici che la sanno lunga in termini di sofferenza e umanità.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle



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