Meglio tardi che mai!
Ecco i risultati finali della Gara Lampo che si è svolta durante le vacanze natalizie 2024/2025. Nella diretta del giovedì, nella Pagina di Edizioni Convalle su Facebook, avevo già annunciato i vincitori e chi ha ottenuto il premio della critica, ma - come promesso - dovevo dedicare un numero del Blog ai premiati.
Ed eccomi qui!
Cominciamo dai vincitori, coloro che sono saliti sul podio.
Al primo posto, sia per il voto popolare, sia per il premio della critica: TANIA MIGNANI.
E allora rileggiamo il suo racconto, qui di seguito.
RACCOLTA DIFFERENZIATA
Tania Mignani
La mattina che te ne sei andato hai
pensato bene di dirmelo mentre mi stavo lavando i denti.
Tipico da parte tua, almeno non ti avrei interrotto, sai quanto ci tenga alla
mia igiene orale. Hai elencato una serie di motivazioni, peraltro sensate, alle
quali avevi pensato per tutta la notte. Sarebbe bastato dire scopo con
un'altra e avresti risparmiato molte ore di sonno.
La mattina che te ne sei andato ho svegliato i bambini come ogni giorno e tu ti
sei offerto di accompagnarli a scuola e di preparare loro la colazione. Ne sono
rimasta piacevolmente colpita.
Ho aperto Facebook, una coppia che conosciamo aveva pubblicato una foto
annunciando a tutti la fine del loro rapporto rassicurandoci che il loro amore
non era finito, si era solo trasformato. Avevano già ricevuto
centotrentadue like e molti commenti, la maggior parte dei quali
diceva “siete speciali, vi lovvo”.
La mattina che te ne sei andato mi sono chiesta, in tutta sincerità, come fanno
quelle coppie a capire quando è il momento giusto e, contemporaneamente, essere
così fotogenici.
C'era un sole stupendo, quella mattina, mai successo quando si decideva di fare
una gita al mare…
I bambini hanno fatto colazione diligentemente e io ho provato un gran
tristezza.
Prima di uscire hai detto: Vabbè, allora ciao.
Ho portato la spazzatura in giardino, ma i recipienti non riuscivano a
contenere tutto quello che avevo bisogno di smaltire.
Sarebbe servito un contenitore per le delusioni, uno per le giornate storte,
uno enorme per la rabbia, da svuotare almeno tre volte al giorno. Un altro per
gli sbagli e per le frasi taglienti, uno per i rospi ingoiati, per i nodi alla
gola, per certi ricordi che non mi lasciavano in pace.
La mattina che te ne sei andato ho cominciato ad aspettare che arrivasse la
sera.
LA MIA NOTA CRITICA
Un racconto che racchiude tutto ciò che cerco nella scrittura: linguaggio moderno e corretto, perfetta sintesi, incipit che porta subito dentro la storia, stile semplice ma personale, cura della forma, immagini al passo coi tempi e originali.
Significato profondo: uno sguardo sugli amori che giungono al capolinea. Tutto raccontato senza cadere mai nella banalità o nel già sentito, e soprattutto con grande eleganza e raffinatezza.
Ho rivolto qualche domanda a Tania in merito a questa gara.
- Mi
racconti le emozioni provate in seguito al risultato finale della Gara Lampo?
- Ogni volta in cui un mio racconto raggiunge il lettore,
ovvero le emozioni che ho cercato di descrivere e riportare su un foglio
vengono percepite da chi legge, per me è sempre una vittoria, significa che le
ho descritte nel modo giusto. La soddisfazione di essere capiti attraverso
quanto scriviamo è impagabile.
- Cosa
ti ha spinto a partecipare?
- È sempre importante mettersi alla prova e, qualunque
risultato si raggiunga, sia esso positivo o negativo, è un’utilissima cartina
tornasole per capire se quanto ho scritto sia stato efficace. È un’ulteriore
spinta a migliorarsi e a raggiungere sempre più lettori.
- Cosa
vuoi dire a chi ha votato per te nel Blog?
- Innanzitutto, grazie per aver apprezzato il mio racconto. Se
è stato votato significa che i lettori ne hanno capito il significato tramite
le emozioni che sono riuscita a trasmettere e questo, per me, è un grandissimo
risultato.
Complimenti ancora a Tania Mignani che ha vinto su due fronti: quello popolare e quello tecnico (cosa più unica che rara!)
Ma passiamo a Barbara Fabbri che si è classifica al secondo posto secondo la giuria popolare.
Ecco qui di seguito il suo racconto.
DIALOGO TRA S-CONOSCIUTI
Barbara Fabbri
ALLA FERMATA DEL BUS
1- «Buongiorno, mi scusi se la importuno, ma sono sue le scarpe che indossa?»
2- «Ma parla con me?»
1- «Certo che parlo con lei, le ho chiesto se sono sue le scarpe.»
2- «Ma certo che sono mie, ma a lei cosa interessa?»
1- «Va beh, ma non si arrabbi, era una semplice curiosità. Sa le ho anche io quelle
scarpe.»
2- «Eh quindi? Sa quante scarpe uguali a queste ci sono in giro?»
1- «Certo, ha perfettamente ragione, mi scusi se le sembro invadente.»
2- «Ma roba da matti, tutti io li trovo quelli strani. Senta non ho tempo da
perdere io, vada a rompere le scatole a qualcun altro.»
1- «Ma gli altri non hanno le mie scarpe.»
2- «Ancora con questa storia, ma la vuole capire che queste scarpe sono mie,
perché dovrei indossare le sue scarpe?»
1- «Ah, non lo so me lo dica lei?»
2- «Senta adesso mi ha proprio stufato, non ha nient'altro da fare?»
1- «No, a dire il vero non ho proprio nulla da fare, tranne cercare le mie
scarpe che non trovo più da una settimana.»
2- «Beh, provi a cercarle altrove. Vada, vada!»
Il bus arriva e la gente si accalca
per salire. L'uomo che cerca le sue scarpe rimane fermo a osservare i suoi
mocassini allontanarsi nella calca. Mentre guarda con malinconia e dolore il
baffo di vernice verde, che segna il retro del tacco. Ripensa a quando aveva
sistemato quel vecchio cassettone e il colore era colato sulle scarpe. Sua
moglie ne aveva riso. Lo aveva chiamato imbranato e lo aveva baciato. Lui aveva
pensato di togliere quella macchia, ma rappresentava un momento felice della
sua vita. Adesso non era più così, era da un po' di tempo, che le cose non
andavano più bene tra lui e sua moglie.
Aveva pensato che lei avesse cancellato quel segno dalle scarpe come per
cancellare la loro storia d'amore oramai agli sgoccioli. Invece “l'altro” si
era sbagliato, nella fretta aveva preso le scarpe macchiate, e aveva lasciato
le sue, perfettamente identiche, ma senza quella traccia d'amore che ora era il
segno del tradimento.
Si tirò su il bavero della giacca si avviò a piedi verso il centro, Non sarebbe
tornato a casa. Voleva andare in un negozio a comperarsi un paio di mocassini.
Quelli che aveva ai piedi li avrebbe buttati via, come avrebbe fatto con il suo
matrimonio. Guardò il cielo che stava scurendosi, e sollevando le spalle penso
che, comunque quel cassettone verde, a lui non era mai piaciuto.
LA MIA NOTA CRITICA
Uno sguardo originale sull'argomento del tradimento, ben condotto, che assume un colore giallo, dove le scarpe assumono il ruolo di prova delle malefatte del coniuge. Una modalità personale, con un velo di ironia che non guasta mai.
Al terzo posto, secondo la giuria popolare, si sono classificate due autrici: Valentina Ciocca e Laura Scartabelli.Cominciamo da racconto di Valentina, che potete leggere qui di seguito.
LA PANCHINA DEI SOGNATORI
Valentina Ciocca
Osservo la panchina vuota. Non sono
pronto a rinunciare al nostro rituale, a quel momento dolce e confortante che
ci ha accompagnati per tanto tempo.
Prendo il bastone, mi fa sentire più sicuro e procedo lento verso la spiaggia.
Il cuore è sempre un passo avanti, ma le gambe, beh, le gambe sono tutta
un'altra storia, mi rallentano, ma io non demordo. Proseguo fingendo di sentire
ancora il tepore del tuo braccio accostato al mio.
Ma tu non ci sei più.
Assaporo l'odore del mare e vado a pesca di ricordi. Il mio sguardo si perde
tra il blu dell'acqua e la linea infinita dell'orizzonte e i pensieri si fanno
pesanti, difficili da ascoltare, quando un rumore improvviso mi riporta alla
realtà.
Una ragazzina coi pattini a rotelle ha urtato la nostra panchina. Quella
panchina che è stata testimone dei nostri sogni fino a pochi giorni fa, quando
te ne sei andata.
«Ehi, tutto bene?»
La piccola, distesa a terra, alza lo sguardo velato di lacrime.
«Ti aiuterei ad alzarti, ma non vorrei trovarmi a gambe all'aria come una vecchia
tartaruga.»
«Mi scusi, non è un bel modo di presentarsi a un colloquio, ma volevo fare
presto così ho pensato di usare i pattini.»
«Colloquio? Non sei un po' giovane per lavorare?»
«Ma lei non è il signor Adriano? Nell'annuncio c'era scritto di presentarmi qui
domenica mattina e che l'avrei riconosciuta per via del giornale e del bastone.
Io sono Greta, piacere.»
«Quale annuncio? Io sono in pensione e non ho idea di cosa tu stia dicendo.»
Greta mi porge un foglietto. Riconosco subito la calligrafia: Cercasi anima
gentile disposta ad accompagnare il signor Adriano durante la passeggiata della
domenica mattina e a trascorrere del tempo con lui. Il signor Adriano avrà con
sé un giornale e un bastone da passeggio. Compenso da concordare.
Stringo il prezioso pezzetto di carta tra le mani e avverto la fragranza a me
più cara, una impercettibile nota di gelsomino e per un istante mi sembra di
averti di nuovo qui.
«La prego, la mamma mi ha promesso di comprarmi la bicicletta se per l'estate
avessi trovato un piccolo lavoretto, anche gratis. Non so cosa potrei fare, con
le faccende di casa sono un disastro ma mi piace chiacchierare, adoro leggere e
so anche stare zitta quando serve.»
«Beh, non sarò certo io a impedirti di avere di avere quella bicicletta! Vieni,
facciamo due passi.»
«Grazie, signor Adriano, grazie mille. Prima di andare possiamo aspettare la
mamma? Sarà qui nei paraggi per accertarsi che lei sia un uomo per bene, ma io
già lo sapevo. La signora che mi ha consegnato il biglietto era tanto bella e
gentile anche se sembrava affaticata.»
«Andiamo a conoscere la tua mamma, nel frattempo se ti piacciono le storie e
gli intrighi d'amore ti racconterò di quella incantevole signora che si
chiamava Agnese.»
Ecco, un altro ricordo che bussa, ma questa volta prendo Greta sotto il braccio
e sorrido, pensando che, anche da lassù, hai trovato il modo di prenderti cura
di me.
LA MIA NOTA CRITICA
Un racconto suggestivo che affronta il delicato argomento della solitudine che deriva dall'età, quando dopo una vita insieme, due coniugi vengono divisi dalla morte di uno dei due. L'autrice si addentra, però, in un narrare poetico che si addentra in un'atmosfera eterea, perché coloro che se ne vanno sono sempre vicini con il loro spirito e continuano a badare a noi. Ben condotto, riesce a toccare le corde dell'emozione di ognuno di noi.
Valentina mi ha poi inviato un pensiero relativo a questa esperienza:
Mi chiamo Valentina Ciocca e mi
sono affacciata al mondo della scrittura grazie al laboratorio di Stefania.
Sono un’appassionata lettrice e attraverso le parole provo a tirar fuori quella
parte di me che di solito rimane un po' in ombra perché sono timida.
Il risultato della Gara Lampo è
stato una grande soddisfazione ed è arrivato in un momento un po' difficile, un
raggio di luce in mezzo a giorni bui per la malattia della mia mamma. A dire la verità non ero sicura di
partecipare perché presa da tanti pensieri, ma alla fine la voglia di mettersi
in gioco ha prevalso e così, senza aspettative, mi sono buttata.
È stata una piacevole sorpresa
sapere di essere arrivata terza e di essermi confrontata con tante penne
esperte e di qualità.
Ringrazio chi ha speso il proprio
tempo per leggere il mio racconto e chi lo ha apprezzato, ma soprattutto
Stefania che ha inventato questo particolare format di gara che ci ha permesso
di farci conoscere.
Ma passiamo a Laura Scartabelli, anche lei classificatasi al terzo posto col suo racconto, che potete rileggere qui di seguito.
LA BICICLETTA ROSSA
Laura Scartabelli
Certe volte ho sperato di vederti
nel mare, altre nel cielo. Magari in una nuvola che, nel suo trasformarsi,
potesse assumere una sembianza che mi parlasse di te.
Perché avevo paura, sai. Una grande paura che quel buco nero ti avesse
inghiottito in via definitiva, senza lasciare alcuna traccia di te. Così
cercavo, cercavo… Ma non vedevo mai niente che mi facesse pensare alla tua
presenza qui, accanto a me.
Così, alla fine, ho creduto che tutto ciò che desideravo vedere nella natura
fosse solo una speranza costruita dalla mente per non rassegnarsi al fatto che
tu non c'eri più e ho lasciato, purtroppo, che la rabbia si impossessasse di
me.
Quel giorno eri uscito di casa allegro come sempre e, come sempre, avevi
inforcato la tua bicicletta rossa. Era la stessa strada, lo stesso percorso, la
stessa ordinaria quotidianità. Ma in fondo alla strada non c'era il come
sempre perché quell'itinerario così conosciuto, quel giorno, si era
interrotto. Un enorme automezzo lo aveva fermato senza preavviso, insieme alla
tua vita.
Perché quel gigantesco furgone è passato di lì?
Questa era la domanda che mi batteva in testa in continuazione poiché dalle
nostre parti non avevo mai visto veicoli di quelle dimensioni.
Poi qualcuno mi disse essere appartenente alla ditta di trasporti che si stava
occupando del trasloco della famiglia americana; gli acquirenti dell'imponente
villa degli Smith, da anni disabitata.
Li ho odiati con ferocia e ho desiderato il peggio per loro. Fanculo i loro
soldi e la loro smania di grandezza. Erano solo tre persone. Che cazzo ci
facevano in una casa così grande? Loro potevano avere tutto mentre io non avevo
più niente, nemmeno gli occhi per piangere. L'unico sentimento che riuscivo a
provare era la rabbia che si tramutava in urla aggressive verso chiunque
tentasse di rivolgermi la parola.
Tua madre, per contro, era inerme. Io urlavo, lei taceva. Non so dove la nostra
sofferenza trovava più accoglienza, se nella mia ira oppure nel suo doloroso
silenzio.
Un tempo non quantificabile trascorso in balia del nulla.
Fino a ieri.
Ieri è successo qualcosa di speciale.
Uscendo da casa, per raccogliere il giornale lasciato dal portalettere, ho
visto una bicicletta rossa. Allora il mio cuore, in letargo forzato da anni, mi
ha ricordato della sua esistenza. Quella bicicletta, identica alla tua, era
appoggiata alla struttura che sorregge la cassetta della posta. Ho pensato di
sognare e impazzire nello stesso momento. Poi una voce, che con tutta
probabilità tentava un contatto già da alcuni secondi, mi ha riportato nel
presente.
«Signore, signore. Mi scusi…»
Davanti a me, una ragazzina bionda. Gioiosa e piena di vita.
«Sì, dimmi.»
«Mi si è rotta la catena della bicicletta. Può aiutarmi, per favore?»
Allora ho capito che la speranza non è un'invenzione della mente, ma il
doloroso cammino di un'anima che chiede il permesso di tornare a casa.
LA MIA NOTA CRITICA
L'autrice racconta di un evento che sconvolge la vita di due genitori: la perdita di un figlio in seguito a un incidente.
Senza falsi buonismi, analizza gli stati d'animo del padre; lo fa senza mettersi i guanti nel mostrare sentimenti di rabbia e di incapacità di perdonare i colpevoli: uomini o destino?
Però mostra anche - attraverso il personaggio della bambina che incarna l'innocenza - che l'essere umano può arrivare al perdono, o almeno all'accettazione di quanto accaduto, trovando una spiegazione, seppur eterea, che conduce verso la la luce in fondo al tunnel della disperazione.
Anche a Laura ho rivolto qualche domanda.
- Mi racconti le emozioni provate in
seguito al risultato finale della Gara Lampo?
- Beh, avete presente quando si dice:
quando sei felice facci caso? Ecco, diciamo che le emozioni si sono concentrate
tutte insieme per sfociare nella felicità.
- Cosa ti ha spinto a
partecipare?
- La voglia di mettermi in gioco.
Ormai ho sperimentato che quella, a prescindere dal risultato, è sempre
positiva.
- Cosa vuoi dire a chi ha votato per
te nel Blog?
- Prima di tutto li ringrazio molto,
anche perché scegliere non era facile dato che i pezzi degni di nota erano
davvero tanti e poi, visto che hanno apprezzato il mio brano, vorrei suggerire
loro di… leggere la mia raccolta di racconti! 😊
Complimenti anche a Laura Scartabelli.
Complimenti anche alle due autrici Costanza Trotti, autrice della poesia "Lunga è la notte", e Sandra Morara autrice del racconto "Gli asini volano", che hanno ricevuto da me una menzione speciale per la bellezza dei loro testi, meritevoli di segnalazione. Ma aggiungo due parole nello specifico, per ognuna delle due opere, che potete rileggere qui:
https://st62co.blogspot.com/2024/12/numero-459-gara-lampo-seconda-edizione.html
LA MIA NOTA CRITICA
"Lunga è la notte", poesia di Costanza Trotti
Una poesia che trasmette in modo perfetto la notte dal punto di vista di un insonne. Lunga è la notte in tali frangenti e l'autrice riesce a farci sentire stati d'animo, inquietudini, quasi sensazioni di panico, con immagini poetiche suggestive. Si avverte la mano ispirata e capace della poetessa, non una virgola fuori posto, l'equilibrio è perfetto.
LA MIA NOTA CRITICA
"Gli asini volano", racconto di Sandra Morara
Una scrittura originale e fuori dal comune. Uno stile diverso e fortemente personale. La storia di un tradimento raccontato in modo ironico. Una scrittura intelligente e libera da preconcetti.
Non ci resta, adesso, che attendere come si concludere il Masterbook, il Torneo di scrittura online.
Ma di questo parleremo quando avremo il vincitore!
dalla vostra
Stefania Convalle