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giovedì 27 ottobre 2016

Numero 245 - Il tempo che va, ma è vero: gli occhi non invecchiano mai - 27 Ottobre 2016


Quanta acqua sotto i ponti, da quella serata, 
30 Ottobre 2010.
Il primo riconoscimento effettivo per il mio lavoro di scrittrice, un secondo posto al Premio Letterario "Il Poeta e il Narratore", i primi soldi guadagnati attraverso la scrittura. Ricordo che quella sera toccavo il cielo con un dito.

La strada era già imboccata, mi aspettava tutto un percorso fatto di salite e discese, ma pieno di soddisfazioni, di piccoli e grandi risultati che mi hanno portata fino a qui, a credere davvero con tutta me stessa di essere nata per scrivere...

Voglio riproporvi il racconto che mi regalò il piazzamento al Premio. L'ho letto a ogni presentazione, decine di volte, che ho fatto da allora... Lo leggo e lo dedico a tutte le persone "grandi", augurandomi di diventare, se mai ci arriverò, una vecchietta come quella di...



GLI OCCHI NON INVECCHIANO MAI
di
Stefania Convalle


Ho ottant’anni.
Li sento nelle ossa consumate, nelle ginocchia che scricchiolano, sulla pelle rugosa, ma non negli occhi.

L’altro giorno mi guardavo allo specchio e ho visto lo stesso sguardo di me ragazzina. Sarà proprio vero che gli occhi sono la porta dell’anima? Certo, la vecchiaia è una gran fregatura. Ti porta via il corpo, ma ti lascia la testa per capire il tempo che passa. Anche le persone che si hanno intorno contribuiscono a farti sentire più di là che di qua! L’ho notato in occasione degli ultimi compleanni, a Natale, nelle ricorrenze varie, insomma quando si presenta il momento di ricevere un regalo. Da un po’ di tempo a questa parte sono cominciati ad arrivare cioccolatini, biscotti, dolcetti, come se avessi poco tempo davanti e quindi mi regalano qualcosa che io possa “consumare” subito, alimenti con una “scadenza” vicina. Pare mi vogliano dire “mangia in fretta, non si sa mai”.

È da qualche anno che non ricevo più un libro, forse pensano che non abbia più la testa per leggere, per capire. Ma avete notato come la gente talvolta si rivolge ai vecchi? Manca solo che si mettano a sillabare, è come se parlassero con qualcuno che non capisce la loro lingua. Oppure, quelli che ti chiamano “nonna”.
Ma perché?
Improvvisamente si perde la propria identità, si diventa genericamente nonne e nonni.

Non sapete che mi è capitato, questa ve la voglio raccontare. Ero all’ospedale, dovevo sottopormi a un esame per cui chiedevano di togliersi, tra le altre cose, eventuali dentiere. Anche se può apparire strano, alla mia veneranda età i denti sono ancora tutti miei, ma all’infermiera questo sembrava impossibile.
– Se mi dice ancora una volta dai nonna togliti i denti giuro la pesto – pensai in quel momento. Per convincerla e farla contenta le dissi che se era proprio necessario avrei potuto abbattermi l’arcata dentale a colpi di martello. Alla fine mi ha creduta, ma che fatica!
La cosa mi diverte in fondo, non me la prendo, anzi, alle volte fingo di essere sorda se non mi va di parlare o preferisco stare per conto mio. Allora li vedo che si guardano tra loro come se non avessi nemmeno più gli occhi, e dicono – poverina, non c’è più con la testa –
Si dimenticano che ottant’anni di vita sono carichi di esperienza, vita vissuta, gioie, dolori, la saggezza dei vecchi. E chi ne tiene più conto ormai. Quanta tenerezza mi fanno certi giovani, pensano che l’amore sia il teorema di Pitagora, magari hanno avuto qualche delusione e dicono “basta”, decidono che gestiranno le loro emozioni, i loro sentimenti. Vogliono razionalizzare l’amore. Li guardo e sorrido, perché so che si perderanno in tante di quelle passioni nella loro vita,  che loro nemmeno possono immaginarselo.
E quelli che pianificano tutto? Quelli che dicono: “Mi voglio sposare e avere due figli, un maschio e una femmina”. Un maschio e una femmina? Mica siamo al supermercato, forse non sanno che ogni volta che inizia una vita è un vero miracolo della Natura, e nemmeno così scontato. Figuratevi se si possono fare ordinazioni sul sesso del nascituro… Sorrido!

E poi, quanto mi fanno arrabbiare i vecchi come me che esordiscono dicendo “ai miei tempi”. Di quali tempi parlano?!? Cosa significa? Qualcuno un giorno me lo dovrà spiegare questo mistero. Non sono forse anche quelli che stiamo vivendo i “nostri tempi”? Loro parlano come se la vita non ci appartenesse più e invece io la sento, eccome se la sento! Ora che dormo di meno, mi alzo e vedo l’alba che non ho visto da giovane. Ora che non ho più fretta mi accorgo anche delle piccole cose, come la magnolia davanti alla mia finestra; guardo la sua fioritura, la sua meraviglia, la vedo, la vivo. E mi entra negli occhi. Questi occhi che sono quelli di quando ero bambina; sì, forse un po’ appannati, forse con le palpebre cadenti, le rughe, ma dentro, dentro ci sono ancora i miei sogni, i miei desideri. Non più le paure, quelle no, le ho lasciate andare già qualche anno fa. Che strano, alle volte mi
sorprendo a pensare che non posso più fare programmi a lungo termine, non riesco più a dire “l’anno prossimo farò, andrò…”
Ma sapete che c’è? Ora esco, mi vesto, mi agghindo, voglio essere una bella vecchietta.
Vado qui di fronte, c’è un’agenzia di viaggio, tra due mesi sarà il mio compleanno e io, io voglio prenotare un viaggio bellissimo, magari quello che non ho mai fatto. 
Ecco, sono pronta, ho messo anche un velo di cipria, un po’ di rossetto. Vicino a quell’agenzia c’è un Caffè e vedo sempre un signore più o meno della mia età. è sempre ben vestito, la barba curata, legge il giornale e quando mi ha vista altre volte passare di lì, mi ha sorriso. E sapete una cosa? Ho visto nei suoi occhi la mia stessa voglia di vivere, lo stesso entusiasmo.

È proprio vero, gli occhi non invecchiano mai.

https://youtu.be/lodKSiWlgrg (colonna sonora)


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