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lunedì 28 novembre 2016

Numero 254 - I sogni - 28 Novembre 2016



I SOGNI
di
Stefania Convalle

C'era una volta una bambina timida, schiva, sempre attaccata alle gonne della mamma.
Una mamma molto particolare, una donna che la bambina ha imparato a conoscere davvero dopo averla persa. Una mamma che amava la musica e che trovava pace e  armonia interiore solo davanti al suo pianoforte. Una mamma-artista che poteva avere il mondo ai suoi piedi per come suonava, ma che aveva chiuso il suo sogno in un cassetto per amore della famiglia e delle figlie. Però quella mamma/donna aveva un mondo dentro di sé pieno di amore, generosità verso l'essere umano, che non aveva confini. Una mamma che aveva insegnato alla bambina ad amare l'arte e, a modo suo, i suoi sogni accantonati. 
Altri tempi, altre realtà, altre responsabilità. Ma la bambina aveva imparato la lezione che attraverso un semino era entrato dentro di lei.

E quella bambina aveva anche un padre che con l'arte c'entrava poco, molto pratico, concreto, ma che allo stesso modo della donna che aveva sposato, possedeva determinazione e voglia di realizzare quello che per la propria famiglia sarebbe stato il meglio.

Quella bambina è cresciuta, ha fatto la sua vita all'insegna della rottura di qualsiasi schema, coltivando dentro di sé quello che sentiva appartenerle: un mondo artistico, un mondo fatto di muri da scavalcare, di scelte scomode.

Okay, sono io quella bambina. La mia vita è stata una continua ricerca: dell'amore, di una famiglia da creare, di una realizzazione personale. Non sempre le cose sono andate come volevo, diciamo quasi mai.
Sulla mia strada ho trovato muri altissimi, persone che mi hanno guardata come se fossi un'aliena perché sognavo, sognavo in grande, sognavo "l'impossibile".
Fallimenti? Tanti.
Sogni infranti? Parecchi.
Momenti bui? Ho perso il conto.

Credere in me stessa è stata, a volte, impresa titanica. E ci sono stati giorni, lo confesso, nei quali guardandomi allo specchio, mi sentivo una fallita.

Però è vero che il colpo di reni esiste. Ed è vero che non bisogna mai mollare. Mai. Perché la Vita è una scuola, frase scontata? Sì, ma niente di più rispondente al vero. 
Siamo nati per giocare una partita e anche se ci capita, nell'arco degli anni, più di una "mano" sbagliata, c'è sempre la possibilità di cambiare le carte. Il banco non vince sempre, no.

Oggi, cinquantaquattro anni, il giro di boa è fatto, i bilanci...chi li conta più... 
Non sono più giovane, e mai come oggi lo so. Nel pomeriggio ero con Rebecca, la piccola/grande Rebecca che oggi ha quasi otto anni, e guardando un film insieme a lei, dove due ragazzi correvano su una spiaggia e giocavano agli innamorati con tutta la vita davanti, ho pensato che lei non ha ancora conosciuto l'amore di un uomo, né le delusioni, tutto è ancora sul piatto, mentre io ho già sperimentato gli scherzi del Destino... 
Ma i sogni non mollano, e mi sento forte come un leone! 

Oggi ho un amore maturo e forte accanto a me. Ho la forza e anche l'incoscienza di puntare tutto sul tavolo da gioco, la consapevolezza che non è mai finita finché abbiamo voglia di realizzare qualsiasi cosa sia nel nostro cuore.
Perché ciò che conta è che i nostri sogni abbiano battiti forti e decisi, qualche extrasistole ce la possiamo anche concedere, ma la corsa non finisce finché non ci arrendiamo noi.

La legge della Vita.

Ho vissuto più di metà della mia vita, ma so che è ORA che la quadratura del cerchio è possibile.

Alla fine, non più bambina, porto ancora con me i sogni e le aspirazioni, insieme agli insegnamenti, dei miei genitori. E grazie a loro, grazie ai loro sacrifici dei quali io godo i frutti e i mezzi per realizzare ambiziosi progetti; grazie alle persone che ho saputo richiamare intorno a me; grazie al concetto di Amore e Ricerca della Via giusta; grazie a tutto questo so che posso farcela.

La vita è sempre pronta a mostrarti che... è possibile. E non importa quanti anni si abbia. 
Fino all'ultimo secondo, è possibile.

Credeteci. E provateci.
Non mollate mai.
Mai.





11 commenti:

  1. Insomma Stefania, anche stasera ce l'hai fatta, mi hai fatto venire un bel magone, sei stata bravissima a descriverti a descrivere la tua vita e i tuoi genitori, grandi genitori, saranno orgogliosi di quello che sei diventata, lo sono un pochino anche io, che ho avuto la gioia di conoscerti. Il tuo racconto della Buona Notte mi rimarrà nel cuore, si una grande e bella donna, sia fuori che dentro. Grazie della tua amicizia <3

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  2. Giovanna, tu saresti piaciuta un sacco a mia mamma :-)
    Grazie per le tue parole! E sappi che è reciproco!

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  3. Nella foto la strada è piena di sole e porta al mare. Sicura che la percorro arrivo e mi tuffo :)
    Grazie della tua testimonianza i tuoi genitori saranno orgogliosi :)

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    1. Questo racconto è dedicato anche a te, perché voglio che tu creda ai tuoi sogni e che non molli mai!
      E sappi che quel mare che vedi nella foto, è quello della tua Sardegna;-)

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  4. E adesso chi dorme più? Con tutta l'adrenalina che hai fatto scorrere in questo racconto c'è solo la "voglia di fare" che hai sprigionato contagiosa. Tanta determinazione, volontà e tenacia mista ai ricordi più dolci, quelli dedicati ai genitori che hanno forgiato una persona dall'animo romantico e sognatore ma dal carattere forte e deciso che crede molto in se stessa.
    Una bella lezione anche stasera. Mista alla commozione per il ricordo di quella bambina attaccata alle gonne della sua mamma...e la mamma è sempre la mamma...(lo so bene).

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    1. Dormi che dobbiamo occuparci della casa editrice, tu devi scrivere il romanzo della collana SENTIMENTI, dobbiamo programmare fiere ed eventi: insomma, riposati finché puoi! :-D bacio

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    2. Hai ragione....buonanotte e sogni d'oro.

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  5. Letto ieri sera, era tardi e non ho commentato. Mi sono commossa! L'ho letto e riletto ora. Mi ritrovo nei tuoi sentimenti,.. nel pensiero ai miei genitori, nelle difficoltà, nelle delusioni! Come tutti credo. Ma a volte pensi di non farcela. Aiuta tantissimo leggere questi pensieri. Sto attraversando un periodo che dovrebbe essere felice, la tanto sospirata pensione, dopo quarantadue anni di un lavoro in cui ho messo tutta l'anima e che ho amato tanto! Negli ultimi tempi era diventato troppo faticoso ,quindi va bene così. In ogni caso è stata la mia vita, ho donato e ricevuto molto. Ora voglio gestire il tempo diversamente, pensare me stessa, ma le difficoltà sono sempre dietro l'angolo e pure altre delusioni....Però, come dici tu, posso farcela, posso non mollare e ancora inseguire i miei sogni!

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    1. Certo che la puoi fare! E ce la farai!! Ne sono stra-sicura.
      I momenti di passaggio, come quello che stai attraversando, sono delicati, ma anche importanti per imparare qualcosa su se stessi :-)

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  6. Vero Stefania. Si comincia a guardare ciò che ci circonda e se stessi sotto una prospettiva diversa e questo insegna.

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