Dipende da dove vuoi andare

Dipende da dove vuoi andare
nuovo romanzo ordinabile su Amazon

giovedì 2 maggio 2013

Numero 67 - La prima poesia - 2 Maggio 2013


So che questo Blog è frequentato anche da poetesse e poeti, e per ognuno di loro ci sarà stata la "prima poesia".
Oggi ho ripensato alla mia, la prima che ho scritto in assoluto. Risale a qualche anno fa, quando al mio attivo avevo solo un romanzo e qualche racconto e pensavo che la poesia fosse per me una strada impraticabile; invece, un mio amico poeta, mi fece notare che alcune righe di una mia mail a lui indirizzata, conteneva dei passaggi a suo dire "poetici" e mi mostrò come farne diventare dei versi.

E' una piccola poesia acerba, molto semplice e fa quasi tenerezza, ma la ricordo con piacere e voglio farvela leggere. E naturalmente mi piacerebbe leggere la vostra prima poesia in assoluto:-)

OGGI SONO FELICE

C'è un bellissimo sole
una giornata limpida.

Si vedono le montagne
nitide come blu accucciato
per vedere il mare però
mi devo alzare in punta dei piedi.

Ho visto anche delle piccole margherite
nel prato del mio giardino
e in mezzo a loro
un ranuncolo
simpatico e scanzonato.

Cammino per strada
sguardi curiosi negli occhi degli altri
loro non sanno.

Ho il cielo nel cuore
da quando tu
con un gesto l'hai afferrato
per donarmelo, 
teneramente
mi hai lasciata senza respiro.

La temperatura è perfetta
ho voglia di sorridere
il cuore è leggero
aperto.
Oggi sono felice.

Mi sento bene.
Vivo la vita
adesso.

(Stefania Convalle)





28 commenti:

  1. Per rispondere a queste domande, vi ricordo come si fa ad inserire il commento: sopra lo spazio dove dovreste scrivere il testo c'è una scritta che dice COMMENTA COME e sulla stessa riga trovate una piccola freccia sulla quale dovete cliccare; uscirà un elenco e cliccate su NOME/URL, si aprirà una nuova finestra e dovete scrivere il vs nome o nick dove c'è scritto NOME; poi cliccate su CONTINUA, inserite il testo e cliccate su PUBBLICA. Più facile di così!!!

    RispondiElimina
  2. Fresca, dolce, espressiva, proprio bella Stefania!

    RispondiElimina
  3. marilena mascarello2 maggio 2013 18:45

    La mia prima poesia:


    I CONFINI DEL CUORE

    Se guardo lontano
    vedo mani pianti sorrisi.
    Oltre il sole
    posso solo immaginare,
    ma lassù
    vedo un unico cielo
    e l’ultima stella
    porta il mio pianto
    e il mio sorriso.

    Marilena Mascarello

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tenera, anche se un po' triste e malinconica...

      Elimina
    2. Poche righe...ma toccanti brava Marilena!!!

      Elimina
  4. cinzia chiaretta2 maggio 2013 18:56

    questa è stata la mia prima , anche messa in vetrina.....

    NOTTE

    Mi siedo ed aspetto
    non so ancora cosa,ma aspetto.
    Che una foglia si muova
    che la sera muoia...aspetto.
    Di veder sparire i colori
    di sentir nuovi rumori
    nuovi odori...aspetto.
    Che il mio corpo si arrenda
    al soffiar del vento
    dimenticando il tempo.
    Che la mia anima smetta di tremare
    e si innalzi a volare.
    Aspetto la notte,questa mia lunga notte
    per sentire il mio cuore battere ancora
    per chiudere gli occhi un momento
    e diventar fruscio di cespuglio,
    frinir di cicala o rana dei fossi.
    Notte mistero che mi celi il tuo volto
    di polvere fosforescente è il tuo mantello.
    Copri le mie spalle nude
    ed avvolta dal tuo alito caldo
    dimenticherò di aver pianto.
    Resterò cosi...
    abbracciata alle mie ginocchia
    fino a che nascerà il nuovo giorno.

    Cinzia Chiaretta 1988

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per essere la prima, conteneva già un seme di progetto interessante;-)

      Elimina
  5. Sai Stefania,

    il tuo "amico-poeta" ha avuto una grandissima intuizione ad indirizzarti sulla strada della poesia: ricordati di lui, quando diventerai famosa, perchè è anche merito suo se ora stai camminando in modo così spedito.

    ###

    In uno dei miei tanti quadernini, quello più 'antico', c'è la mia prima poesia, datata 2 febbraio 1985, tieni conto che stavo passando un periodo un pò confuso e tormentato, scrivevo cose 'aggrovigliate', non che ora sia molto diverso, ma allora molto di più.

    - Seta rossa frusciante
    che scivola sulla pelle,
    pizzi antichi
    che danno un'aria vagamente demodé,
    costumi di carta colorata
    avanguardia della moda,
    stile elettrico
    di un'eccentrica festa
    dai toni post-moderni,
    ricordo di un sogno ambiguo
    opacizzato nel risveglio.'


    Non c'è bisogno di fare commenti, Stefi, ero un pò intricata...ma tu hai chiesto la nostra prima poesia... eccola qui.


    un bacio

    cinzia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che è incredibile come nella prima poesia di ognuno di noi, ci sia già quella particolarità che la caratterizzerà anche nelle successive, una sorta di "stile personale":-) Non la trovo così aggrovigliata, ma già in linea con il tuo modo di scrivere sviluppato, poi, negli anni:-) Non male, sai?;-)

      Per la mia prima, è vero, se non fosse stato per l'incoraggiamento di quel poeta, non avrei mai scritto poesie (non che l'Universo ci avrebbe perso così tanto;-)...)Gli manderò in regalo una copia di Dentro l'amore:-)anche se sono racconti...

      Elimina
  6. Armida Bottini3 maggio 2013 07:55

    Io non me la ricordo, ma certo parlava d'amore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente era per il Man;-)

      Elimina
    2. Scrivici quella che mi piaceva tanto, quella che parla del Man, la prima che mettesti al club (se non ricordo male)...

      Elimina
  7. La mia prima poesia:

    Pensiero stupendo

    Nuvole si rincorrono
    su questo mare silenzioso
    giocando con la mia fantasia.

    Ed il tuo abbraccio leggero
    svela al mio cuore
    che pensiero stupendo tu sei.


    (Jesolo, Aprile 1983)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La "grazia" era già presente nei tuoi versi, fin dagli esordi. Aspettiamo ancora "Fino in fondo":-)

      Elimina
  8. Me la ricordo bene questa tua poesia, Stefi.

    Un esordio in punta di piedi, un'alba che promette ore liete in compagnia di quelle sorprese che solo la vita e la poesia sanno donare. Accoglierle dipende solo da noi alla fine !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vecchi tempi, cara Emma:-) rimane il ricordo di un momento magico:-)

      Elimina
  9. la mia prima poesia in realtà è la trascrizione di un dialogo
    brevissimo dialogo
    fatto con mia figlia quando aveva 6 o 7 anni
    un bel mattino prima di andare a scuola.
    eccolo:

    Francesca Andrea un mattino prima di andare a scuola

    cosa vuoi per colazione amore?
    …voglio non andare a scuola per colazione.
    e che gusto ha non andare a scuola?
    …non andare a scuola papà
    oggi
    ha gusto di ciliegia.

    ...da quel giorno tutto quello che mi passa per la mente io lo scrivo
    poi se è o meno "poesia" non mi preoccupa
    faccio sempre in tempo a cestinarlo ...dopo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...scusa l'intrusione, indio, ma... che
      meraviglia!!!...è un'idea geniale!!!

      ...proverò anche io... grazie!

      cinzia

      Elimina
    2. Davvero, Indio! (Concordo con Cinzia;-)...) Quel dialogo è poesia, del resto i bambini sono i Re della poesia con la loro spontaneità, con le loro intuizioni!

      Elimina
    3. nessuna intrusione cinzia...anzi!
      grazie

      sì è una piccola poesia grazie all'intuito di una semplice domanda
      e da lì è iniziata la mia "...storia"

      Elimina
  10. siete speciali,tutti

    RispondiElimina
  11. Prima di postare la mia prima poesia voglio fare i complimenti a tutti, davvero. Per essere prime poesie sono ottime: si capisce che il dopo potrà far scintille...

    In realtà io la prima poesia penso di averla scritta a diciassette, diciotto anni. Da qualche avrò la prima, la seconda e poi la terza. Cercarle mi risulterebbe non proprio semplice.
    Da allora, però, poesie non ne ho scritte più fino a cinque anni fa.
    Ecco, quella che posto è la prima scritta cinque anni fa. Vale lo stesso?


    RICCIOLI RIBELLI

    Nel silenzio
    di un’adolescente solitudine
    mi rivedo.

    Diapositive offuscate
    nella consumata penombra
    a percorrere con la musica
    i sofferti sentieri del cuore.

    E mi sorprendo
    nel cogliere i tuoi occhi
    a denudare i miei pensieri.

    Il freddo mi penetra
    mentre avverto il bisogno
    di sentire ancora le tue mani
    tra i miei riccioli ribelli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Va beh, ma non vale, Dany!!! Questa tua poesia è già "ricercata";-) Si capisce che non è il primo esperimento!!! :-D o forse...già dalla prima si capisce quanto tu sia talentuosa! :-))

      Elimina
    2. Ma no, scherzi? E' proprio la prima, di cinque anni fa, ripeto. Te ne accorgi da immagini come "comsumata penombra" o "sofferti sentieri del cuore".
      Dai, oggi roba così non la scriverei più. E poi non mi piace barare...

      Elimina
    3. Uè, scherzavo neh, era un modo per dirti che già agli esordi eri brava!;-)

      Elimina
    4. Ma certo che lo so che scherzavi!
      Però, hai ragione. Rileggendo, dal tono che ho usato sembrava l'avessi presa seriamente.
      Colpa del poco tempo...
      Comunque andrò a cercare anche quelle scritte in giovane età. Sono curiosa anch'io perché non le ricordo più.
      Un abbraccio

      Elimina