Una straordinaria solitudine

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sabato 4 febbraio 2023

Numero 432 - Sperimentazioni di scrittura - 4 Febbraio 2023


Proseguiamo con l'esperimento di scrittura che sto facendo nei miei laboratori. 
Come avete visto nel numero 430 di questo Blog, ho proposto una simulazione di un numero di una rivista creata da un caporedattore che aveva il compito di decidere quale tipo di rivista si sarebbe inventato, creando poi il numero con articoli o altro, scritti dai redattori assegnati.
Vi ricordo e sottolineo che è un esercizio del laboratorio, NON è una rivista vera. Però sono stati così bravi che un po' alla volta ve li faccio leggere!
La foto che vedete in testa a questo numero è la copertina della rivista immaginaria che ha impostato Maria Rita Sanna, caporedattrice per questo esperimento. Un rivista musicale. E adesso che ci avviciniamo al Festival di Sanremo, mi sembra proprio che faccia al caso nostro.

Buona lettura!


LA MUSICA COME EVOLUZIONE DEL PENSIERO

Dalla musica si attingono fonti inesauribili di emozioni. Suoni, percussioni e vibrazioni hanno in dote un potere quasi magico: rinnovare il pensiero o muovere i ricordi, in una evoluzione di apertura mentale, costruzione di immagini e colori vividi.

Questo accade all'artista che si accinge alla creazione della musica e come per magia nasce un nuovo canto. Ce lo spiega bene Claudio Gurra artista estemporaneo che segue un ritmo fuori dagli schemi, sperimenta nuovi strumenti, rinnova le forme musicali. Infatti, ama definirsi spirito libero e il suo nuovo progetto musica Afonatonale ne è un esempio. L'ha intervistato per noi Graziella Braghiroli.

In ogni tempo si incontrano musicisti altrettanto vivaci e talentuosi come, per esempio, nel periodo della seconda metà dell’Ottocento: l'artista sognava un'arte senza confini, in cui la poesia diventasse anche pittura e musica. In questa interessante prospettiva Maria Grazia Conti ci fornisce vicende e aneddoti su come la parola scritta abbia influenzato il grande musicista Giuseppe Verdi. L'ideale di rivolta verso la convenzione si è evoluto in una grande amicizia.

Amicizia e Amore sono sempre stati esaltati nella musica in generale ma in particolare nella musica italiana. Stefano Buzzi ci offre un affresco della canzone italiana, nella storia del Festival di Sanremo, come costruzione di scenari idilliaci in cui ognuno può sognare l'amore e perché no progettare situazioni nella prospettiva di un futuro migliore. Le emozioni suscitate dalla canzone accomunano tutti e immaginare le famiglie raccolte intorno a una radio per ascoltare le canzoni di Modugno, della Zanicchi e della Pizzi sono una rappresentazione di quanto l'uomo abbia il desiderio di socializzare in nome dell'amore. Come, appunto, il Natale musicale invita a fare.

Maria Rita Sanna


LA MIA VITA È MUSICA

Intervista a Claudio Gurra


Non appena entro nello studio di Claudio Gurra mi sembra di essere stata catapultata nell’antro di Orfeo, il dio della musica, talmente la stanza è ricolma di strumenti di ogni genere e foggia. Alcuni mi sono del tutto sconosciuti.
Il Maestro è seduto al pianoforte con in testa il cappello che abbandona raramente. Mi sorride incoraggiante. So che non gli piace essere intervistato ma, questa volta, ha accettato di rispondere alle mie domande.
D. Iniziamo dalla domanda più ovvia: da quando ha iniziato ad amare la musica?
R. Penso di essere nato con la musica dentro. Forse perché la mia è una famiglia in cui la musica l'ha sempre fatta da padrone. Mia nonna era una melomane, appassionata di musica classica. Quindi erano sinfonie e opere a gogò tutte le volte che andavo a casa sua. E succedeva spesso. Mio padre e i suoi fratelli facevano parte di una band, un complesso come si diceva allora, e passavo ore seduto ad ascoltarli mentre provavano nel vecchio camper in fondo al giardino.
D.  Ma giocava, qualche volta?
R. Certo! (Sorride). Lei sta pensando che fossi un bambino solitario e introverso, vero? Per niente! In realtà avevo molti amici, e quando ero solo i Lego erano la mia passione ma è anche vero che costruivo strumenti con quello che trovavo. Una scatola di cartone senza coperchio, un bastone e delle corde ben tese bastavano a fare una meravigliosa chitarra. Il suono non era dei migliori ma a me bastava.
D. Davvero ingegnoso! Ma ha preso lezioni di musica o frequentato una scuola specifica?
R. Avevo più o meno sette anni quando ho iniziato a fare musica sul serio. Una cara amica di famiglia, tuttora bravissima pianista e cantante, veniva a casa mia per insegnarmi i primi rudimenti della musica. Ricordo ancora la soddisfazione di riuscire a leggere le note sul pentagramma e suonare poi sullo strumento. Probabilmente la mia passione per la composizione risale ad allora. Spesso le note mi frullavano in testa, prendevano forma e dovevo scriverle e suonare… e suonare… suonare. Andare a scuola mi sembrava una perdita di tempo quando c'era il mio pianoforte che mi aspettava. In realtà ho fatto il Conservatorio che dà sicuramente delle solide basi per chi vuole fare musica. Ma io mi sentivo imbrigliato, troppe regole da seguire. Come avrà già capito, sono un spirito libero, anarchico direi. (Ride)
D. Quindi verrebbe logico pensare che non abbia finito il Conservatorio.
R. Verissimo! L'ho abbandonato senza nessun rimpianto. In quel periodo avevo iniziato a cantare con la mia band nei locali della provincia. Il mio primo gruppo si chiamava Nylon food e Claudio Zamyski diventato in un secondo tempo Iconoclaste Ensemble. Da dove venissero questi nomi, non glielo so spiegare. Mi sembravano abbastanza strani e fuori dal comune per soddisfare la mia voglia di essere diverso, di non fare parte del gregge.
D. Mi risulta che lei insegni, ora. Ha dovuto adeguarsi o è stata una sua scelta?
R. Diciamo tutt'e due le cose. Non potevo cantare per le piazze in eterno. Anche se io l'avrei fatto volentieri. Ma il successo, quello vero, che ti decreta idolo delle folle non è mai arrivato.  I sogni di gloria sono sfumati e sono diventato maestro. (Sorride). In realtà adoro il mio lavoro. Riuscire a trasmettere agli alunni la mia passione per la musica è un gran bel traguardo.
D. Immagino. E progetti per il futuro, ne ha?
R. Certamente! Vorrei mettere in streaming tutte le mie canzoni, e sono veramente tante. Così chi vuole ascoltarmi può farlo tranquillamente. Poi vorrei portare avanti il mio progetto di musica afonatonale
D. Afonatonale? Mi faccia capire meglio.
R. Non basterebbe una settimana per spiegarglielo e non vorrei annoiare i suoi lettori con inutili tecnicismi. Diciamo che è uno studio che fonde e miscela melodia e armonia con afonia e atonalità. Un modo innovativo di fare musica con ritmi diversi.
D. So anche che ogni anno organizza una Festa della Musica nel paese in cui vive.
R. Sì. Da alcuni anni, in estate, c’è la giornata dei Buskers, i cosiddetti artisti di strada. Si ritrovano per suonare, cantare ed esibirsi per le vie dell'antico borgo in cui vivo. Fino a notte fonda, la musica la fa da padrone. La manifestazione richiama sempre molta gente ed è bellissimo vedere come le persone si lascino andare al ritmo della musica. Mi creda: la musica è vita!
L'intervista è terminata. Due bambini irrompono nello studio. Sono i figli dell'artista che lo reclamano a gran voce. Pare che debbano, tutti insieme, preparare il sushi. Che il nostro Claudio Gurra sia anche un valente cuoco?

Graziella Braghiroli



RIVOLUZIONE DELLO SPIRITO
Rapporto tra letteratura e musica

Già da quando apparvero le prime manifestazioni letterarie orali è sempre esistito un rapporto tra musica e poesia, tant'è che, per esempio, le prime forme letterarie greche e latine nacquero dalla combinazione di parole ripetute e poi cantate secondo un ritmo.
L'arte parte sempre dal cuore e tocca il cuore, ma per fare ciò richiede un linguaggio specifico e originale, che va conosciuto e padroneggiato dall'artista perché esso diventi veicolo di emozioni e sentimenti.
Al di là delle differenze, esistono però correlazioni profonde tra le diverse arti, come si è ben visto nell'età dell'Umanesimo e soprattutto del Rinascimento, periodi in cui uno stesso artista era capace di esprimere la propria creatività nella pittura, ma anche nella scultura, architettura e poesia.
Inizierà successivamente una specializzazione che segnerà la fine del genio trasversale e darà origine a una frammentazione del sapere e delle tecniche tipiche di ogni forma d'arte, che proseguiranno su strade autonome.
Mi piace però ricordare un movimento, la Scapigliatura, in cui avvenne una specie di osmosi tra pittura, musica e poesia: in esso l'artista sognava un'arte senza confini, in cui la poesia diventasse anche pittura e musica.
Prima di soffermarmi sul rapporto tra musica e letteratura vorrei però dare alcune delucidazioni su tale movimento, nato a Milano nel 1863. Il nome Scapigliatura fu dato da Cletto Arrighi, pseudonimo di Carlo Righetti nel romanzo La Scapigliatura e il 6 febbraio. Un dramma di famiglia, dedicato a una rivolta mazziniana avvenuta a Milano nel 1853. In esso si precisa che il termine indica la rivolta dei giovani d'ingegno contro tutti gli ordini stabiliti. La parola è l'equivalente del francese bohémien. Gli scapigliati sono i primi ad avvertire il disagio della caduta dell'aureola del poeta tradizionale e la nuova condizione di emarginazione o addirittura d'inutilità della letteratura.
Non accettando il manzonismo dominante e rifiutandone sia le soluzioni linguistiche sia gli atteggiamenti paternalistici e pedagogici, gli scapigliati optano invece per soluzioni linguistiche sperimentali, espressionistiche, capaci di legare insieme musica e pittura.
Ricordiamo tra i più autorevoli esponenti i fratelli Arrigo e Camillo Boito, Iginio Ugo Tarchetti, Carlo Dossi e, in Piemonte, Emilio Camerana.
Il letterato più appassionato di musica e impegnato a fare sentire l'impronta di una musica diversa, influenzata anche dalle innovatrici idee letterarie della Scapigliatura sarà Arrigo Boito (Milano 1842-1918).
Boito è poeta, narratore e musicista: nota è la favola di Re Orso e ancora più famosi i racconti, che anticipano il gusto horror e noir.
In questa poliedricità di interessi si nasconde il suo amore per la ricerca di un'arte organica, capace di unire in un'espressione unitaria le singole peculiarità.
Non tutti sanno del suo sodalizio artistico e umano con Giuseppe Verdi, iniziato nel 1880, che permise al grande musicista di aggiungere tre aurei tasselli alla storia della musica e della cultura: il rifacimento di Simon Boccanegra, Otello e Falstaff.
Non correva buon sangue tra i due artisti prima che iniziasse la loro collaborazione. Nel periodo in cui era uno scapigliato militante, Boito aveva offeso Verdi: in un'ode goliardica lo accusava di aver imbrattato con le sue opere l'altare dell'arte. Il riavvicinamento, complice l'astutissima Peppina, Giuseppina Streppoli, seconda moglie di Verdi, avvenne quando Ricordi propose a Verdi di musicare Otello. L'editore disse chiaro e tondo a Verdi che non vi era in Italia un letterato che conoscesse Shakespeare come Boito. E Boito, che nel frattempo era passato dal disprezzo alla stima sconfinata per Verdi, accantonò la partitura della sua seconda opera Nerone, pur di servire il Maestro nel modo migliore, diventandone il librettista.
Ma anche Falstaff, se esiste, lo dobbiamo ad Arrigo Boito: egli era convinto che Verdi, nonostante stesse per raggiungere gli ottant'anni, potesse ancora creare una partitura scintillante. Esiste un carteggio interessantissimo, pubblicato dall'Istituto Nazionale degli Studi Verdiani nel 2015, da cui si vede come l'influenza di Boito su Verdi abbia prodotto un capolavoro.
Il Falstaff di Verdi nacque il 9 febbraio 1893 alla Scala. Tra il pubblico, molto elitario, anche Puccini e Mascagni, letteralmente increduli dinanzi a un tale prodigio musicale. Questa commedia lirica entusiasmò anche musicisti di formazione tedesca come Richard Strauss, il quale scrisse a Verdi: «Il Falstaff ha suscitato in me una tale rivoluzione dello spirito e del sentimento, che con pieno diritto posso datare da questo momento un'epoca nuova della mia vita artistica.»
Tale prodigio musicale si può quindi ben capire se si osserva più da vicino la poetica di Boito, che pur non ben definita, rivendica un ruolo importante alla musica.
L'interesse per la musica vale anche agli altri artisti della Scapigliatura Milanese, tutti accomunati più dal rifiuto di determinate regole del perbenismo borghese e della tradizione letteraria che impegnati nella definizione di una poetica nuova; ma in nessun altro la musica raggiunse potenza ed efficacia paragonabili all'arte di Boito.
 
Maria Grazia Conti




BUON FESTIVAL E FELICE SANREMO
 
Anche quest’anno è già Natale.
E no, non state leggendo questo pezzo con un mese di ritardo, anzi, a volerla dire tutta, siete addirittura quasi in anticipo: siamo infatti alle porte della settimana più bella e più magica per tutti gli amanti della musica italiana e in particolare del Festival di Sanremo.
Ebbene sì, ci siamo! Sanremo 2023 sta per cominciare.
Come dite? State pensando che paragonare Sanremo a Natale sia un po’ troppo esagerato? Forse sì, lo ammetto. O forse no.
Da più di settant'anni il Festival catalizza la nostra attenzione e ci fa vivere una settimana da favola. Certo, per respirarne la magia bisogna essere amanti della musica, dello spettacolo, della televisione, della cultura, della moda, delle storie e chi più ne ha più ne metta... Insomma, bisogna essere innamorati della kermesse musicale più importante dell'anno.
Un evento che da sempre sforna canzoni che poi diventano la colonna sonora delle nostre vite e del racconto del nostro paese. Un evento che va di pari passo con la storia della nostra amata Italia e che ne evidenzia il costume e la società con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. 
Pensateci bene. Siamo partiti nel 1951 con Grazie dei fiori cantata da Nilla Pizzi e siamo finiti lo scorso anno con Brividi cantata da Mahmood e Blanco, passando per Vola colomba, Nel blu dipinto di blu, Zingara, Adesso tu, Occidentali’s Karma e Soldi, solo per citare qualche titolo delle canzoni che hanno vinto. Titoli che messi uno in fila all'altro segnano un percorso, una evoluzione della musica che va a braccetto coi tempi che cambiano e che passano.
E qual è l'unico comune denominatore? Qual è la costante che tiene insieme un Gino Latilla che canta della bellezza di tutte le mamme del mondo con i Maneskin che invece riversano tutta la loro rabbia verso la gente che parla senza sapere di che ca… Diavolo parla?
È il Festival di Sanremo.
Il Natale della musica italiana.
Sul palco dell’Ariston - e su quello del Casinò di Sanremo per le prime edizioni - è sempre andata in scena la rappresentazione della nostra società. Idee, tendenze, rappresaglie, rivoluzioni culturali, messaggi politicizzati e, soprattutto, per fortuna, musica e canzoni.
Se la canzone italiana è arrivata a toccare ogni angolo del mondo è anche merito del Festival, di quello che è stato negli anni cinquanta e sessanta. A me affascina e suggestiona immaginare le famiglie raccolte intorno a una radio per ascoltare le canzoni di Modugno, della Zanicchi e della Pizzi; trovo sia un affresco meraviglioso di ciò che è stato il nostro bel paese.
Che poi è un po’ quello che succede anche oggi: chi di voi, amanti del Festival, non crea gruppi d'ascolto davanti alla TV almeno per la serata finale? In questo periodo dell'anno, per me, le parole che suonano meglio - messe una vicina all’altra - sono: pizza, birra e Sanremo.
Sembra o non sembra una serata bella come la vigilia di Natale?
Se invece ancora siete titubanti, se ancora non riuscite a vestire con la fantasia Amadeus da Babbo Natale, il mio consiglio è quello di prendervi qualche giorno di vacanza e andare a toccare con mano la Festa. Sì, con la effe maiuscola.
Siete mai stati a Sanremo durante la settimana del Festival?
Prendete il carnevale di Rio, le luci di Las Vegas, la magia natalizia di New York e mettetele insieme. Mischiate, salate a vostro piacimento e ancora non avrete raggiunto la realtà che si respira per le strada della cittadina ligure.
Le poche centinaia di metri che uniscono Piazza Colombo all'Ariston sembrano davvero il centro del mondo. Sembra di essere in una bolla, una di quelle che quando la giri cade la neve. Basta sostituire i fiocchi con i coriandoli e l'effetto è quello.
Si cammina lasciandosi trascinare dall'euforia della gente. Tutto quello che succede nel mondo si mette in pausa, anzi, tutto quello che accade nella vita di ognuna di quelle persone che vogliono essere parte della festa si prende un momento di tregua.
E parlo della gente comune, di noi. Di noi che sgomitiamo per riuscire a vedere un cantante da vicino, oppure che esultiamo per una performance seguita in diretta in uno dei tanti maxischermi, o ancora che aspettiamo per ore, mangiando sublimi tranci di focaccia, di ascoltare i nostri idoli durante una delle tante interviste che fanno per radio e televisioni dislocate in ogni angolo della città.
E poi, scusate, non dimenticate che a contorno di tutto questo circo c'è anche il mare.
Viste le temperature già gradevoli a febbraio non potrei certo paragonare Sanremo alla Lapponia, ma al paese dei balocchi sì, eccome.
Dunque non ci resta che metterci comodi e sentirci come in avvento.
Io per sicurezza ho scritto anche la letterina: caro Ama Natale, portaci tante belle canzoni da ricordare per tutta la vita. 

Stefano Buzzi


The end 

 
Il mio commento da coach alla rivista (simulata):
Maria Rita Sanna ha svolto con precisione il compito di immedesimiamoci in un caporedattore. La sua Rivista musicale si diversifica tra passato, presente e imminente futuro, facendo una passeggiata nel mondo musicale a 360 gradi. Un quadro davvero interessante e poliedrico.
Le redattrici Graziella Braghiroli, Maria Grazia Conti e il redattore Stefano Buzzi,  sono stati bravi a rispondere alle direttive di Maria Rita, scrivendo pezzi pertinenti alla tipologia di rivista scelta.
Complimenti a Maria Rita e alla sua squadra per l'esperimento riuscitissimo! 
A voi lettori di questo blog il giudizio, un pensiero, una critica nel bene e nel male serve a crescere.
Nei prossimi giorni posterò nel Blog (uno alla volta) gli altri esperimenti.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle



 

 

venerdì 3 febbraio 2023

Numero 431 - Una lettera speciale per il compleanno della mia creatura: Edizioni Convalle - 2 Febbraio 2023


Sei anni di Edizioni Convalle. 
Ho scritto una lettera che ho letto nella diretta Facebook dedicata a celebrare questo giorno. 

Per chi volesse vedere il video, dove faccio anche alcuni ringraziamenti e poi leggo la lettera (ascoltarla, secondo me, è più bello!) potrà rivederla selezionando questo link: 

https://www.facebook.com/solobelleopere/videos/696042598860359

Però ho deciso di riportare qui il testo della lettera. 
Una lettera scritta a cuore aperto, esattamente come vivo io.
Eccola qui.


Cara Edizioni Convalle,

mi pare strano rivolgermi così  a te, un po’ come dare del Lei a un proprio figlio, ma questo è il nome che ho scelto per te.
Sei nata da un’idea di una sera d’autunno, complice un bicchiere di Amarone. Il vino rosso fa passare le paure e ci rende più coraggiosi, e così sei diventata realtà qualche mese dopo.
Sei nata il 2 febbraio di sei anni fa. Ero emozionata, sai? Come una mamma che vede per la prima volta la sua bambina, quella sera ho brindato perché eri entrata ufficialmente nel mio mondo e in quello dell’editoria.
Avevo paura. Paura di non essere all’altezza di farti crescere e diventare forte e grande, ma non è andata così male se oggi siamo qui a parlare di te.
All’inizio ero piuttosto imbranata, mi imbarazzavo quando mi chiamavano editrice, mi sembrava strano e ridevo di me.
Insieme abbiamo cominciato a muovere i primi passi, non ero da sola, c’era Giuseppe al mio fianco, e in punta di piedi siamo entrati in questo complicato pianeta. Mentre mi addentravo nel mondo dell’editoria, da questo lato della scrivania, scoprivo che c’era una miriade di cose da imparare, di faccende burocratiche da sbrigare, di autori pronti a saltare sulla nostra barca piena di idee e di entusiasmo.
Ricordo ancora quando è arrivata la prima opera pubblicata, non mi sembrava vero di stringere tra le mani un libro in carne e ossa portato alla luce dal nostro lavoro. E abbiamo brindato anche quella sera, Giuseppe e io. Penserai che hai due genitori ubriaconi, ma non è così. Ci piace celebrare ogni piccolo o grande traguardo, perché la vita è così, bisogna essere capaci di dirsi "bravo!" a ogni gradino che si sale.
Un gradino alla volta, senza fermarci mai. Questo abbiamo fatto. A volte siamo rotolati giù per un piede in fallo, magari ci siamo fatti un po’ male, abbiamo versato qualche lacrima – soprattutto io, Giuseppe no, lui è un duro – ma ci siamo sempre rialzati e abbiamo guardato verso l’alto.
Non abbiamo permesso a qualche sbucciatura alle ginocchia di piegarci e farci mettere all’angolo.
Ti ricordi quando siamo andati per la prima volta al Salone di Torino? Solo l’idea ci faceva paura. Ma che orgoglio vedere il tuo nome scritto in grande sullo stand a noi riservato. Le persone chiedevano informazioni su di te, chi fossi, da quando tempo esistessi, da dove venissi.
Da dove venissi… Da un sogno, rispondevo io.
In questi anni abbiamo incontrato migliaia di persone, abbiamo detto il tuo nome innumerevoli volte, ti abbiamo difeso quando ti guardavano con aria di sufficienza, come se fossi talmente piccola da non essere presa in considerazione. Non eri una Big, per loro.
Non è stato facile, tu lo sai perché sei stata sempre presente ogni istante, e hai vissuto ogni difficoltà incontrata. Hai visto le ore spese per portarti avanti, hai condiviso i nostri sacrifici, il tempo rubato al sonno e a una passeggiata al parco: c’erano le opere da leggere, correggere, impaginare, e tutto ciò che si deve fare prima che l’opera arrivi sul tavolo, pronta per i lettori.
C’eri anche quando le ombre attraversano i miei occhi mentre pensavo che forse eri un ostacolo per la mia carriera di scrittrice. Sai dei bocconi amari che ho dovuto digerire, quando capivo che alcuni addetti ai lavori o lettori non prendevano in considerazione le mie personali opere perché sembrava che me le fossi autopubblicate… è vero, ero diventata l’editrice di me stessa, come dar loro torto. Ho capito che a loro nulla importava se avevo iniziato a scrivere e pubblicare tanti anni prima e avevo avuto editori che mi avevano scelta; e nemmeno tenevano in considerazione i premi e i riconoscimenti ricevuti prima e dopo. Sono arrivata quasi a provare imbarazzo per il tuo nome sulle copertine dei miei libri, come se valessero di meno. Sono arrivata anche a pensare di farmi pubblicare da altri, solo per zittire menti piene di pregiudizi, ma poi mi sono fermata a riflettere: davvero ero disposta a privarti del sostegno che la vendita delle mie opere davano alla tua crescita? Ho messo via il mio narcisismo e l’ho chiuso in una scatola. L’amore per te era più forte e ho pensato che... chissenefrega di coloro che non lo capiscono!
È stato ed è impegnativo esserti "madre", lo ammetto, ma quando la stanchezza e qualche delusione di troppo sembrano prendere il sopravvento, penso a tutti gli occhi che noi – insieme – abbiamo fatto brillare!
A quanti sogni abbiamo realizzato.
Ogni volta che arriva una nuova opera dal tipografo e arriva nelle mani dell’autore, non mi perdo mai quella luce negli occhi. È la soddisfazione più grossa per noi, quello che ci ripaga di tutto, ci sentiamo fieri, orgogliosi, importanti per il lavoro che facciamo.
Ora cominci a essere grande, le radici affondano nel terreno che è fertile di idee, progetti, alberi che stanno crescendo e dai cui rami sbocciano fiori profumati pieni di colori.
Il cielo è azzurro e se si affaccia qualche nuvoletta grigia, la scaccio con la mano. Ogni tanto piove, ma la Natura c’insegna che serve anche questo, giusto?
L’altro giorno, in occasione del tuo compleanno, ho messo uno sull’altro tutti i libri che abbiamo pubblicato per scattare una fotografia. Lo sai che la pila è alta più di me? Beh, sei alta solo un metro e 53 centimetri, non ci vuole tanto, penserai. Però sai anche quanta passione abbiamo messo in ogni centimetro che forma una colonna composta di quasi 110 opere. E tante sono già lì, quasi pronte per andare ad aggiungersi.
Ho imparato tanto in questi anni, insieme a te. Che cosa? mi chiedi. A leggere dentro le persone, tra le righe delle opere e guardandole negli occhi. Ho imparato a smussare gli angoli del mio carattere, quello impetuoso che a volte mi rema contro, ma forse qui tu non c’entri, dipende dall’età: sessant’anni tondi tondi: hai una mamma anziana!
Eh sì, la grinta c’è sempre, le idee nascono come funghi nella mia testa e i progetti sono molteplici, ma a volte la stanchezza mi pesa sulle ossa. Vorrei rallentare, ma poi penso che il tempo corre, come la vita, e tu hai tanta strada davanti a te: ti devo aiutare a diventare sempre più grande e forte.
La mia – nostra – forza è che questo cammino non lo stiamo facendo da soli: hai tanti zie e zii, che sono le nostre autrici, i nostri autori. Ti vogliono bene, lo sai? E per me è una gioia quando parlano di te e dicono la "nostra" casa editrice.
Voglio dirti ancora un paio di cose in questo giorno così importante.
La prima è che i miei genitori, "i tuoi nonni", sarebbero orgogliosi di te e di quello che sei diventata. È grazie a loro se tu sei potuta nascere. Non lo dimentico.
La seconda è una piccola riflessione relativa alle case editrici che definiscono piccole, come te.
Chi scrive sogna le BIG, i grandi nomi, perché pensano che possano realizzare tutti i loro desideri. E a volte librerie e lettori, per fortuna pochi, non ci considerano perché non hai un nome altisonante.
Sai cosa penso?
Penso che le BIG sono le case editrici come te, che nascono da una passione, che si sudano pezzo per pezzo questa realtà che stiamo costruendo. Penso che le BIG siano quelle come te perché hanno un cuore.
E col cuore, lo sai, si può andare lontano.
E noi ci andremo, te lo prometto.
 
Stefania Convalle

Il resto è storia...

                                        


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

 

lunedì 30 gennaio 2023

Numero 430 - Sperimentazioni di scrittura - 30 Gennaio 2023


Vi chiederete cosa rappresenti questa foto, sembra la copertina di una rivista, vero? 
Tranquilli, non mi sono messa a fare anche la giornalista ;-) ma insieme a coloro che seguono i miei laboratori di scrittura abbiamo giocato. 
Ho creato dei piccoli gruppi, come quando andavamo a scuola e facevamo "Il giornalino della scuola", vi ricordate? 
Nel nostro caso, ogni piccolo gruppo era costituito da un caporedattore che aveva il compito di decidere quale tipo di rivista si sarebbe inventato, creando poi il numero con articoli o altro, scritti dai redattori assegnati.
Una simulazione alla buona di quello che potrebbe essere parente lontanissimo di una redazione di un giornale.
Quindi, tornando alla foto che vedete, che apre questo numero del Blog, è la copertina scelta da Tiziana Mazza, caporedattore per finta ;-) , e a seguire la sua costruzione di un ipotetico numero con un suo contributo iniziale e tre articoli che lei ha assegnato ai suoi collaboratori.
Quindi buona lettura e a voi il giudizio, un commento è sempre gradito!

ESPERIMENTO DI SCRITTURA
Facciamo finta di essere una redazione.

Questa è la rivista immaginata e realizzata nel laboratorio di scrittura da Tiziana Mazza e le sue collaboratrici.

Almanacco di Gennaio
a cura di 
Tiziana Mazza
 
 
Il mese di Gennaio deve il suo nome a Ianus, il dio romano Giano protettore della porta celeste, è il primo dei dodici mesi dell'anno, secondo il calendario gregoriano, ed è costituito da trentun giorni. Come Giano aveva la funzione di aprire la porta della vita, Gennaio apre la porta all'anno nuovo.
 
1 Gennaio 2002 - In Italia e in altri undici Paesi entra in circolazione l'Euro, la moneta unica europea che sostituisce le vecchie valute nazionali. Si conclude così il processo di unificazione economica-monetaria sottoscritto il 7 febbraio 1992 con il Trattato di Maastricht ed entrato in vigore il 1° novembre 1993.
 
2 Gennaio 1920 - Nasce Isaac Asimov, biochimico e scrittore sovietico che ha formulato le tre leggi della robotica: un robot non può recare danno agli esseri umani - un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani - un robot deve salvaguardare la propria esistenza.

3 Gennaio 1954 - Nasce la televisione italiana. A seguire l'evento, migliaia di telespettatori sparsi su tutto il territorio italiano, radunati davanti a quindicimila apparecchi, per lo più ubicati in locali pubblici. Il costo di un televisore è pari a cinque volte lo stipendio medio di un operaio. 
 
4 Gennaio 1967 - I Doors pubblicano il loro album d'esordio, intitolato come la loro band: The Doors. Una musica dalla potente carica rivoluzionaria, esaltata dalla voce dell'indimenticabile Jim Morrison. Nel 2017, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'uscita del disco, la città di Los Angeles proclama il 4 gennaio il Doors Day.

5 Gennaio 1932 - Nasce Umberto Eco, scrittore, saggista e intellettuale. Il suo romanzo d'esordio, Il nome della rosa, è diventato in poco tempo un best-seller internazionale, tradotto in quarantasette lingue e portato al cinema, nel 1986, dal regista Jean-Jacques Annaud. A vestire i panni di Guglielmo da Baskerville, l'attore Sean Connery.
 
6 Gennaio - Epifania. Una leggenda narra che i Re Magi, mentre si recavano verso la grotta di Betlemme, chiesero a una vecchietta di accompagnarli, ma questa si rifiutò. In seguito, però, si pentì e si mise in cammino per cercarli. Bussò a ogni porta e donò dei dolcetti a tutti i bimbi, nel dubbio che potessero essere Gesù.
 
7 Gennaio 1797 - Il Tricolore viene adottato per la prima volta. È la bandiera ufficiale della Repubblica Cispadana. Inizialmente si presentava divisa in tre fasce orizzontali. Con la nascita della Repubblica Cisalpina, si passò alla disposizione a fasce verticali, partendo dall'asta con il colore verde. All'inizio del XIX secolo si optò per un quadrato rosso contenente un rombo bianco che, a sua volta, racchiudeva un quadrato verde. La versione definitiva arrivò con la Costituzione, che stabilì l'ordine e la tonalità dei colori.
 
8 Gennaio 1928 - Nasce Domenico Modugno, famosissimo interprete della canzone Nel blu dipinto di blu, con la quale il cantante ottenne un successo planetario dopo aver vinto il Festival di Sanremo nel 1958. Questo brano conosciuto ai più con la parola che apre il ritornello, Volare, è diventato in breve tempo una delle canzoni italiane più famose nel mondo e con il maggiore riscontro commerciale.
 
9 Gennaio 2007 - Steve Jobs, durante la conferenza di apertura del Macworld, presenta il primo iPhone.  Da quel momento Apple ha rilasciato ogni anno nuovi modelli di iPhone e aggiornamenti di iOS con nuove caratteristiche, funzionalità e miglioramenti grafici.
 
10 Gennaio 1863 - Inaugurazione della metropolitana di Londra, la prima ferrovia sotterranea al mondo, anche se inizialmente lo era solo in parte. Nel ventesimo secolo la linea cominciò a prendere la forma attuale, the tube, soprannome ancora in uso, per la caratteristica forma tubolare dei tunnel. Attualmente la metropolitana di Londra, con i suoi 402 Km di linea autonoma collegati a 274 stazioni, è la più estesa d'Europa e seconda al mondo, dopo quella di Shangai.
 
11 Gennaio 1999 - Muore Fabrizio De André, uno dei più grandi cantautori di sempre, noto come il poeta degli emarginati, della libertà e dell'ironia dissacrante. Quarant'anni di carriera artistica, vissuta all'insegna dell'anticonformismo e dei temi del pacifismo e della nonviolenza.  Fra i suoi brani più noti e più cantati: La canzone di Marinella, Il pescatore, La guerra di Piero.

12 Gennaio 1976 - Muore Agatha Christie, regina incontrastata del romanzo giallo. Nel 1920, con il suo romanzo d'esordio Poirot e il mistero di Styles Court, inaugurò la fortunatissima saga dell'investigatore belga Hercule Poirot, a cui fecero seguito le avventure di Miss Marple, l'acuta vecchietta in grado di risolvere i casi più difficili della Polizia inglese. Agatha Christie è, dopo Shakespeare, la scrittrice inglese più tradotta di sempre.
 
13 Gennaio 1970 - Nasce Marco Pantani, a tutti noto come il pirata. Grande scalatore, vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali in linea del 1995 e un Giro d'Italia e un Tour de France nello stesso anno, il 1998. La sua carriera consta di ben 46 vittorie.

14 Gennaio 1690 - A Norimberga, in Germania, viene inventato il clarinetto. Il termine, derivato da clarino, appare per la prima volta nel 1732 e indica uno strumento appartenente alla famiglia delle trombe.
 
15 Gennaio 2001 - Inizia l'era di Wikipedia. Nel messaggio pubblicato sul frontespizio s'invita il visitatore a spendere cinque-dieci minuti del proprio tempo per inserire un articolo, o meglio, una voce. Nasce così la più grande enciclopedia al mondo che cambia radicalmente l'approccio alla conoscenza.

16 Gennaio 1957 - Muore Arturo Toscanini, stimato come uno dei più valenti direttori d'orchestra di sempre e uno dei più rigorosi interpreti di Verdi, Beethoven e Wagner. Divenne un simbolo della cultura italiana nel mondo, anche grazie alle prime trasmissioni radiofoniche e televisive che lo videro protagonista.
 
17 Gennaio 1929 - Nasce Braccio di ferro, il marinaio più famoso dei fumetti, Popeye, nella versione originale. Nel 1933 arrivò il debutto al cinema a cui seguirono numerose serie di cartoni animati. Nel 1980 Braccio di ferro ispirò un film diretto da Robert Altman con protagonista un giovanissimo Robin Williams.
 
18 Gennaio 1904 - Nasce Cary Grant, premiato dalla rivista Premiere come la più grande stella del cinema maschile di sempre. Il suo indubbio fascino contribuì a consacrarlo nello star system accanto alle più belle attrici dell’epoca, da Marlene Dietrich in Venere Bionda a Ingrid Bergman in Notorius, passando per Grace Kelly in Caccia al ladro di Alfred Hitchcock.
 
19 Gennaio 1984 - Moser stabilisce il record dell'ora grazie a una bicicletta con ruote lenticolari, che permette di migliorare l'aerodinamicità del mezzo. Il suo utilizzo, dopo il record di Moser e l'oro dell'Italia nella 100 km alle Olimpiadi di Los Angeles, è consentito dall'Unione Ciclistica Internazionale solo nelle gare a cronometro e nel ciclismo su pista.
 
20 Gennaio 1993 - Muore Audrey Hepburn, diva leggendaria dall'innata eleganza del portamento. Indimenticabili le sue interpretazioni nei film Vacanze romane, accanto a Gregory Peck; Sabrina, accanto a Humphrey Bogart e William Holden; e Colazione da Tiffany, accanto a George Peppard.
 
21 Gennaio 1951 - Arriva il 13 al Totocalcio. Ideato nel 1946, il sogno di riscatto sociale e di una vita migliore sono legati al numero 12, fino a che gli organizzatori pensano a una modifica, introdurre il tredicesimo risultato, si vince con il 13 e con il 12. Le probabilità di ottenere la vincita massima salgono a 1 su 1.594.323.
 
22 Gennaio 1775 - Nasce André-Marie Ampère, un nome legato alla storia dell'elettromagnetismo e inciso sul ferro della celebre Torre Eiffel. A lui si deve il nome ampère all'unità di misura della corrente elettrica.
 
23 Gennaio 1932 - Esce il primo numero della Settimana Enigmistica. Un giornale in bianco e nero di sedici pagine con parole crociate, rebus, passatempi, vignette e spazi umoristici. Arricchita di qualche gioco, La settimana enigmistica è rimasta pressoché immutata fino a oggi.
 
24 Gennaio 1977 - Nasce Michelle Hunziker. Svizzera di nascita, ma italiana d'adozione, arriva in Italia nel 1995, dove trova l’amore e la fama in TV. Spesso, sui rotocalchi, per vicende personali, Michelle Hunziker ha saputo conquistare il pubblico con una grande carica di simpatia.
 
25 Gennaio 1924 - Vengono disputati i primi Giochi Olimpici Invernali a Chamonix-Mont-Blanc. Sedici gare in sei discipline: Biathlon, Bob, Curling, Hockey su ghiaccio, Sci, Pattinaggio. L'Italia non vince nessuna medaglia.
 
26 Gennaio 1925 - Nasce Paul Newman, uno degli attori più affascinanti della storia del cinema. Innumerevoli le sue pellicole di successo, tra cui La gatta sul tetto che scotta, Lo spaccone, Exodus, Intrigo a Stoccolma e Nick mano fredda. Appassionato di automobilismo, giunse secondo alla 47ª edizione della 24 ore di Le Mans.
 
27 Gennaio - Giorno della Memoria.  La scelta del 27 gennaio si riferisce al giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i pochi sopravvissuti allo sterminio, rivelando al mondo intero la follia del genocidio nazista.

28 Gennaio 1958 - Nasce il Lego. Nel 2008, in occasione dei cinquant'anni di vita del mattoncino in plastica colorata, sono stati organizzati eventi, mostre ed edizioni speciali di quello che resta uno dei giocattoli più amati in assoluto.
 
29 Gennaio 1951 - Dal Salone delle feste del Casinò di Sanremo, Nunzio Filogamo annuncia l'inizio della prima edizione del Festival della canzone italiana. Gli spettatori in sala, che hanno pagato 500 lire per sedersi ai tavolini, sono più interessati a consumare che ad ascoltare i cantanti. Vince questa prima edizione Grazie dei fiori, cantata da Nilla Pizzi.
 
30 Gennaio 1873 - Jules Verne pubblica Il Giro del mondo in 80 giorni, uno dei romanzi più celebri nella storia della letteratura d'avventura, da cui ebbe origine una nuova concezione del viaggio, antesignana del moderno concetto di turismo.
 
31 Gennaio 1865 - Muore Don Bosco. Viste le drammatiche condizioni dei giovani dell'epoca, molti dei quali impiegati per lavori pesanti ancor prima dei dieci anni, Don Bosco fondò l'opera dei Salesiani, ispirata all'insegnamento di San Francesco di Sales, che in poco tempo si diffuse in tutto il mondo. Il 1º aprile 1934 Don Bosco venne dichiarato santo da papa Pio XI.

Tiziana Mazza




NON SOLO SCI

Alla scoperta della montagna e dei suoi divertimenti

Le Dolomiti di Brenta

 a cura di

Laura Scartabelli


Parlare delle Dolomiti di Brenta è un po' come addentrarsi in un mondo magico e non solo per gli scenari mozzafiato che offrono, ma proprio per l'incanto che avvolge queste montagne, facendo da sempre sognare adulti e bambini.

Il Brenta è un gruppo montuoso di eccezionale valore naturalistico, anche per il fatto che si trova distante dai grandi centri abitati e dalle principali vie di comunicazione e quindi, proprio per questo, è sinonimo di relax.  Per gli amanti dello sci, le Dolomiti di Brenta rappresentano un vero e proprio teatro di discese spettacolari e molte sono le offerte dei vari comprensori sciistici. Le proposte degli albergatori si rivolgono a chiunque voglia sperimentare le meraviglie della zona, con particolare riguardo verso le famiglie; molte infatti sono le strutture turistiche che organizzano i Family festival, cioè percorsi di vacanza, nei quali sia gli adulti che i bambini hanno il loro personale coinvolgimento.

Ma queste montagne non sono solo piste innevate sulle quali sciare. Chiunque vi soggiorni, viene avvolto dall'aura magica della leggenda del Salvanèl, un folletto dispettoso il cui scopo era quello di proteggere la natura e che non tollerava gli uomini che non la rispettavano. Nessuno sa di preciso quanti anni visse il Salvanèl. La leggenda narra, addirittura, che non invecchiò mai e c'è chi giura di vederlo ancora vagare per i boschi della Val di Non.

Questa e altre leggende similari sono spesso oggetto di storytelling, intrattenimenti letterari per bambini, che catapultano i piccoli ospiti in un bellissimo e fantastico viaggio, con conseguente soddisfazione dei genitori che possono così rilassarsi in una delle tante attività offerte dai centri benessere degli alberghi presenti sul territorio.

Se la domanda è perché scegliere di soggiornare nelle Dolomiti di Brenta, la risposta è semplice: per respirare aria pulita e dare al tempo una dimensione diversa. Ecco quindi che trascorrere una vacanza in questi luoghi fa dimenticare l'attimo in più che tutti noi cerchiamo quotidianamente. Qui si può, perché il trascorrere delle ore ha una dimensione così accogliente che i lunghi attimi, dei quali sono composte, hanno la capacità di rigenerare corpo e mente.

E se la domanda è perché scegliere proprio il mese di gennaio per una vacanza in montagna, la risposta è altrettanto semplice: perché gennaio è il gradino che si affaccia sul nuovo anno e iniziarlo con la visione e la percezione della bellezza di questi paesaggi è certamente benaugurante per i restanti mesi a venire.  

La magia di questi luoghi, però, non è solo sinonimo di leggende per bambini, è anche molto altro. Gli Ski sunrise, per esempio, sono magiche esperienze mozzafiato che vale la pena di sperimentare. Si tratta di godere l'alba attraverso un percorso fra i boschi e le piste del paesaggio dolomitico. Il tutto abbinato a una ricca colazione dolce e salata con i sapori tradizionali locali.

E se per caso questa esperienza, unitamente alla giornata sugli sci, non bastasse, c'è qualcosa di più esclusivo e romantico: il tramonto in quota con sci e fiaccole. Al momento della chiusura degli impianti, si può salire in telecabina e godersi lo spettacolo delle Dolomiti di Brenta al tramonto, dopodiché, consumata un’apericena nei rifugi più romantici, sci ai piedi e fiaccola in mano, si scende accompagnati dai maestri di sci.

Se tutto questo ancora non fosse abbastanza convincente per prenotare la prossima vacanza in questi luoghi paradisiaci, ecco un ulteriore suggerimento, forse il migliore: le Dolomiti di Brenta parlano al cuore. E sono parole d’amore.

Laura Scartabelli



ANNO NUOVO, MODA NUOVA

a cura di

Pamela Pirola

 

Saranno i saldi imminenti, sarà la sensazione di potersi concedere quel capo tanto desiderato ma anche inaccessibile come costo, fatto è che il cosa andrà di moda nella prossima stagione? è ormai la domanda che tutte le donne si pongono. E noi della redazione di A.D. 2023 siamo qui per rispondere dopo aver preso parte a tutte le passerelle di Milano, Parigi, Londra e New York degli stilisti più influenti e anche di quelli emergenti.
 
Colore di tendenza
A spopolare ci sarà un colore ben preciso l’azzurro - celeste in tutte le sue tonalità.
Basta nero e grigi. Ormai si fa spazio a romantici giochi di sfumature dei colori pastello e di stampe degradé di grande effetto.
Vivono un momento di rinascita anche tutte le tinte neutre, rubate alla sabbia e ai boschi autunnali, soprattutto se applicate ad abiti e outfit all'insegna del minimalismo.
 
Must have secondo le sfilate
In passerella abbiamo visto capispalla che non possono non essere presenti nel nostro armadio, anzi che diventeranno un must have.
Il classico cappotto color cammello, un capo intramontabile, realizzato in materiali diversi e con sfumature che vanno da quelle più calde e avvolgenti fino ad arrivare a quelle più tenui. Lasciato aperto per un effetto più leggiadro o chiuso con una cintura a vita alta. Un capo che non passa mai di moda e che è soprattutto versatile. Lo si può indossare con jeans e sneakers oppure con un completo giacca-pantalone.
Altro must have della prossima stagione sono i pantaloni cargo, ricchi di tasche. Pantaloni resi celebri da icone come British Spears o Christina Aguilera. Rigorosamente indossati con gilet, giacche di pelle o maxi cardigan.
 
Tinte fluo e altre tendenze
Le tinte fluo troveranno spazio nei nostri armadi. Verde, arancio, blu elettrico, rosa shocking e giallo. La primavera sarà un'esplosione di colori. Usati a piccole dosi o in total look, le tinte fluo porteranno una ventata di freschezza e buonumore, spazzando via ogni traccia del grigiore invernale. Via libera ai colori!
In ascesa anche l'intramontabile camicia bianca in stile minimal e soprattutto abbinata al denim in versione used, impreziosito da borchie, tulle o sfilacciato.
Per finire non smettono di affascinare le frange su vestiti e accessori per un ritorno al romanticismo.
 
Le ballerine: nuova tendenza per la primavera – estate
La moda ci riporta letteralmente con i piedi per terra - dopo anni di tacchi vertiginosi e stravaganti - proponendo le ballerine e modelli ultra flat. Che siano di raso, di pelle o ricoperte di cristalli, saranno le it shoes che ci accompagneranno con passo deciso nella nuova stagione. Perfette per un colloquio di lavoro ma anche per una gita fuori porta: insomma all'insegna della comodità.
Il nostro modello preferito? Quelle iconiche di Chanel color crema con la punta di vernice nera. Un acquisto impegnativo ma che non passerà mai di moda.
 
Borse: le big bag
Dopo interminabili stagioni caratterizzate da tiny bag, adesso brand e fashion designer puntano sui volumi extra large. A prender posto nelle wishlist saranno borse maxi a spalla in tinta unita o con stampe esagerate. Modelli realizzati con svariati materiali o in vernice lucidissima, con manici di pelle o di catene. Tutte a prova di Mary Poppins. E voi, care fashion addicted, avete già deciso quale sfoggiare? Se le avete già nel vostro armadio è ora di usarle. Perché si sa, nella moda prima o poi tutto ritorna. E sono sicura che anche voi avrete una tiny bag!
Il nostro modello preferito? La Neverfull di Louis Vuitton. Una borsa intramontabile ed estremamente capiente tanto da poter essere usata come bagaglio a mano.
 
E ora non ci resta che augurarvi buon fashion shopping!

Pamela Pirola



LA BELLEZZA RINASCE A GENNAIO: 

PAROLA ALL’ESPERTO

I consigli di Linda Silvia Scarpenti, Beauty Specialist della linea di prodotti di skincare naturali e innovativi, del brand tedesco Schönheit in der Apotheke

a cura di

Linda Silvia Scarpenti

 

Gennaio, il mese dei buoni propositi, dove la voglia di rinascita la fa da padrona.
Dopo aver detto stop a bagordi, abbuffate e svogliatezza, e aver ingranato la marcia giusta, prenderci cura di noi stessi sarà un gioco da ragazzi.
È arrivato il momento di riprendere in mano la situazione e tornare a seguire una sana e corretta alimentazione, non solo per preservare la forma fisica ma anche la salute dell'intero organismo.
Cibi sani e antiossidanti, ricchi di minerali e vitamine; sette o otto bicchieri di acqua al giorno; minore consumo di alcol e caffeina. Tutte buone regole che andrebbero seguite sempre.
Anche il riposo è importante: dormire almeno otto ore al giorno aiuta il corpo a mantenersi idratato, proprio perché durante il riposo notturno le cellule si rinnovano, dando quindi giovamento anche alla pelle.
E, allora, perché non prendersi cura anche di quest'ultima in un momento di rinascita?
Prima, però, ognuno deve fare i conti con il proprio tipo di pelle, per quanto idratare sia la parola d'ordine.
Se avete una pelle grassa, un aumento della produzione di sebo contribuisce infatti ad alterare il naturale equilibrio cutaneo. Scegliete prodotti a basa acquosa.
Perché in inverno si raggiunga un'idratazione di massima efficacia, occorre esfoliare delicatamente la pelle, rimuovendo così quelle cellule morte che impediscono all'epidermide di respirare e alla crema idratante di fare il suo lavoro. La vostra pelle apparirà, quindi, più luminosa e vitale.
Se il tipo di pelle è secca o mista, invece, utilizzate prodotti adatti che non rischino di seccarla ulteriormente come il sapone, per esempio, soprattutto quello non specifico per il viso.
Occorre prediligere le alternative cremose, che non contengano alcol isopropilico o denaturato, soprattutto se la vostra pelle è di tipo sensibile.
Un segreto per idratare la cute in inverno è applicare la crema sul viso e sul corpo con la pelle leggermente umida.
La dispersione dell'umidità è anche dovuta ai prodotti eccessivamente profumati; quindi, la scelta della crema deve essere fatta sui prodotti idratanti ed emollienti come quelli a base di aloe vera o vitamina E.
A chi mi chiede, poi, quale sia la crema protettiva più idonea per chi va in montagna, rispondo che anche in questo caso per proteggere la pelle dal freddo è necessario tenere presente innanzitutto le caratteristiche della propria epidermide: quelle più esposte sono le pelli secche, proprio perché caratterizzate da un film idrolipidico cutaneo meno consistente e, per questo, più soggetto all'azione di vento e gelo. Più si sale con la latitudine, maggiore deve essere l'effetto protettivo. Importante, comunque, è che abbia un alto fattore di protezione (SPF50), oltre a contenere vitamine - ricavate da frutta e verdura o prodotte in laboratorio - che sono indispensabili per nutrire i tessuti del nostro corpo.
La vitamina C, con le sue proprietà anti-invecchiamento per le cellule, si trova alla base di numerosi sieri cosmetici e creme.
Di pari importanza la vitamina A, indispensabile per la rigenerazione e la crescita dei tessuti, e quella di tipo E, con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.
Bene! Siamo arrivati fin qui, parlando di voglia di trasformazione, di rinascita, di buoni propositi. Di piccoli sforzi per il raggiungimento di grandi mete. Che ne dite, dunque, se adesso parlassimo di make-up e ci regalassimo una nota di maggior spensieratezza?
Spesso mi si chiede quale sia il trucco più adatto nei mesi invernali e se gli accorgimenti utilizzati differiscano tra pelli giovani e mature. Beh, le peculiarità di un bel trucco sono due: la prima è quella che duri tutta la giornata, la seconda che abbia un effetto naturale. E per ottenere un make-up perfetto, la base è fondamentale.
I prodotti di questa nostra nuova linea sono adatti a tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili, e sono formulati per migliorarle attivamente, senza occludere i pori di quelle più giovani o appesantire quelle più mature.
Per gli occhi, il marrone è un colore che è tornato in auge, come tutti i colori nude, grazie ai look make-up no make-up. Anche per gennaio il trend non cambia: essenziale avere con sé una palette dai toni nude, per creare smokey eyes naturali e accattivanti.
Per le labbra, il rossetto rosso è un must-have, da aggiungere a tutti i vostri beauty di gennaio, anche per le più titubanti. A differenza di quanto si pensi, il rossetto rosso sta bene a tutte, essendo indicato per tutte le tipologie di incarnato.
Sì, è vero. Quando parlo di bellezza, mi piace pensare a una missione impeccabile, e non impossibile.
N.B. Il nome del brand tedesco è di fantasia.

Linda Silvia Scarpenti

The end 

Il mio commento da coach alla rivista (simulata):
Tiziana Mazza ha svolto bene il compito di immedesimiamoci in un caporedattore. Ha scelto una tipologia di rivista al femminile, proponendo articoli su bellezza e moda, ma aggiungendo come proprio contributo un delizioso e istruttivo almanacco di Gennaio; ma anche uno spazio dedicato alla montagna, intesa come turismo e tempo libero. 
Le redattrici Pamela Pirola,  Linda Silvia Scarpenti e Laura Scartabelli, sono state brave a rispondere alle direttive di Tiziana, scrivendo pezzi pertinenti alla tipologia di rivista scelta.
Suggerimento: secondo me rivista di moda e bellezza  non dovrebbe significare solo restare in superficie, dedicando articoli e attenzione esclusivamente all'apparire. Uno spazio per un approfondimento (in tema) che regalasse anche uno spazio culturale (il trucco nella storia, per esempio, o quanto conti l'apparire e seguire le mode, o cose così) avrebbe dato quel valore aggiunto alla "rivista", quella profondità che attrae donne che, sì, sono interessate alla moda etc etc, ma non solo a quello. 
Detto questo, complimenti a Tiziana e alla sua squadra per l'esperimento realizzato con cura e passione! 
A voi lettori di questo blog il giudizio, un pensiero, una critica nel bene e nel male serve a crescere.
Nei prossimi giorni posterò nel Blog (uno alla volta) gli altri esperimenti.


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle