Lo specchio macchiato dal tempo

Lo specchio macchiato dal tempo
nuovo romanzo ordinabile sul sito Edizioni Convalle e su Amazon

domenica 2 gennaio 2022

Numero 396 - Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole. Quarta puntata - 2 Gennaio 2022


 Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole

Quarta puntata


Riassunto delle puntate precedenti :-D

Se volete partire dall'inizio ;-) ecco i link dei numeri del blog dove, un passo alla volta, vi sto raccontando tutto (o quasi) di me, nel mondo delle parole e delle emozioni.

https://st62co.blogspot.com/2021/05/numero-376-ripercorrendo-la-mia.html

https://st62co.blogspot.com/2021/05/numero-378-ripercorrendo-la-mia.html

https://st62co.blogspot.com/2021/05/numero-379-ripercorrendo-la-mia.html


Questa quarta puntata potrebbe diventare lunga, mettetevi comodi :-D In effetti l'accelerazione è stata costante e sempre più intensa.

Nel 2015 pubblicai per la prima volta, con una casa editrice di Roma, il romanzo "Una calda tazza di caffè americano".


                                                        La copertina della  prima edizione

Ma facciamo un passo indietro: com'era nato questo romanzo?

Ricordo che ero nella mia Milano e passeggiavo in Galleria Vittorio Emanuele, finendo come sempre alla libreria Rizzoli. Entrai. Lo sguardo mi cadde su un blocco, un notes che si chiamava, in uno strano gioco di parole, "Il blocco dello scrittore". Potete immaginare la mia curiosità, non tanto perché avessi quel blocco lì - dello scrittore - che non ho mai sperimentato perché starei sempre a scrivere e le idee non mancano, ma perché parlava di scrittura. Così lo comprai. Dentro conteneva un po' di consigli vari, tra i quali uno in particolare: scrivere per dieci minuti al giorno senza fermarsi. 

Facile, no?

Ci volli provare.

E così entrai dritta dritta nella scrittura di pancia.

Qualsiasi cosa stessi facendo, una volta al giorno mi fermavo, andavo al computer, sceglievo la musica e mettevo la sveglia. Dieci minuti di scrittura senza fermarsi.

E così è nato il romanzo.

Chi l'ha letto lo sa: è in due parti. Nella prima, il risultato di questo esperimento, dove c'è molto, direi tutto di quei giorni, della mia vita. Quel "tutto di me" che poi è diventato il "tutto di Molly", la protagonista di quello che poi si è trasformato in un romanzo vero e proprio.

"Una calda tazza di caffè americano", un romanzo che segna il passaggio in modo netto verso quella scrittura che è diventata la mia modalità: scrivere senza un progetto, scrivere di pancia, scrivere lasciandosi guidare dalle emozioni in una forte immedesimazione nei personaggi. Ero Molly, ma ero anche Alan. 

La svolta. Ecco.

Ma prima di proporvi un passo del romanzo, voglio anche ricordare che in quell'anno decisi di dare vita al premio letterario Dentro l'amore.

Come sempre, quando le idee mi frullano in testa, le metto in pratica e mi butto. E così feci anche quella volta, senza particolari aspettative, anzi, pensavo che sarebbe stata la prima e unica edizione, e invece fu un successo. Una serata finale in un locale gremito, dove cominciai a mettere in pratica un'altra idea: quella di dare vita a una serata finale che fosse anche spettacolo, non solo premiazioni.

Indimenticabile.


Stava per cominciare la serata. In prima fila vedete anche Cinzia Zerba, vincitrice per la sezione racconti. Fu proprio in quell'occasione che ci conoscemmo e questo diede il via al nostro sodalizio artistico che ancora oggi prosegue con tanti progetti.


Qui si giocava a fare le interviste ;-) Da sinistra: Rebecca Martinez, Madrina del Premio e modella; me medesima ;-) e Anna Quartiroli, giornalista.


La prima giuria del Premio


Il tango


E per finire, alla fine di tutto, avevamo festeggiato il compleanno di Giuseppe, a sorpresa! 
Bei ricordi :-)

Fu un anno pieno di eventi importanti, ricco di esperienze come quella di Voghera, l'Iria Castle Festival.



Eventi da condividere sempre con amici artisti. Qui con me Renata Vismara, la ballerina, e Carola Nadal, artista argentina professionista che mi aveva concesso l'onore di averla nel mio Poe-Tango.






In questa foto anche Cinzia Zerba che era una delle voci narranti, brava come sempre.



E poi, ancora a Voghera, un'altra esperienza molto particolare, un Poe-Tango in un centro commerciale. 








Le voci narranti: Cinzia Zerba e Simona Saglimbeni. Insieme mi hanno accompagnato in tanti eventi.


Quante esperienze in quell'anno, il tutto stava diventando impegnativo ed entusiasmante.

Quanta gavetta, ma cosa c'è di più bello?

Eh, quante cose ci sarebbero da raccontare... 

"Una calda tazza di caffè americano" è poi stato ripubblicato in una nuova veste nel 2017, con Edizioni Convalle. Dopo sei anni, ad oggi, dalla sua nascita, conquista ancora lettori e prosegue il suo cammino insieme a tutte le mie opere, quelle uscite prima e quelle che sarebbero uscite dopo, in questa straordinaria avventura.


Per voi ho scelto un brano particolare. Non è l'inizio, non è la fine, è la vita che scorre.


Da "Una calda tazza di caffè americano"

Come si fa a dire grazie alla Vita quando ti tradisce così? Non so dire se la rabbia che sento è la maschera di un dolore che non oso attraversare. Ho paura.

Lui non sapeva che, ogni volta che salvava uno scritto dei nostri “dieci minuti”, io ero lì a leggere i suoi pensieri, le sue parole, il suo ricordare, il suo raccontare del passato e di quel nuovo oggi che sembrava appartenerci. Eravamo due PC collegati e, di clic in clic, ero stata nella sua mente e avevo osservato in silenzio quello che maturava nel cuore di quell’uomo apparentemente duro.

E quando il silenzio si è fatto più forte ho capito, senza che nessuno me lo dicesse, che quell’aereo di cui parlava il telegiornale era quello sul quale si trovava lui, quello che aveva preso per venire qui, a prendermi.

È difficile spiegare. Ma ho chiuso tutte le persiane e poi le finestre, cercavo il buio, la notte perenne, l’assenza di rumore. In quei momenti si fanno le cose più strane e non so perché ho mangiato anche se non avevo fame, ho preso una pentola, l’ho riempita d’acqua, ho acceso il fuoco, l’ho fissata aspettando che bollisse e ho buttato gli spaghetti, ho preparato un sugo come se lui fosse a cena con me, ho riempito un bicchiere di vino, ho bevuto tutto d’un fiato senza farmi domande, senza perché, senza ma né come, ho affondato la forchetta nel piatto e l’ho girata, girata, girata, fino a quando il boccone era pronto. E ho mangiato, tutto, fissando una lavagnetta davanti a me dove scrivo le cose che non devo dimenticare e dove avevo segnato con un gessetto polveroso, solo pochi giorni fa, Alan sta per arrivare, disegnando una faccina col sorriso, come fanno i bambini. Ero felice.

Il vino rimane quello che mi può consolare, anestetizza i pensieri, offusca lo sguardo e stordisce le orecchie, non sento il telefono che squilla, squilla, squilla. Ma io non voglio sentire, parlare, piangere o urlare. Voglio stare qui e mi sento un felino ammaccato in mezzo alla savana, cerco un riparo, mi lecco le ferite e aspetto, aspetto che passi, aspetto che il tempo, come dicono, mi faccia dimenticare.

Ma come si fa a dimenticare?

Forse gli amori giovani e ancora non radicati sono quelli che passano prima? Che follia! Non è vero. Non lo è stato in passato, per me, e non lo è ora.

L’amore è l’amore e non conta da quanto ami.

Alan, sei stato il mio ultimo amore, lo so. L’ultima occasione che mi ha dato la Vita. Sei stato un sorriso che ha squarciato il mio cielo, e ora, ora, dove sei?

So che sei con Emily e, se ci penso, mi sembra tutto talmente assurdo! Un anno fa non conoscevo nessuno dei due, me ne stavo tranquilla qui a galleggiare dentro a un mare di equilibrio, ma com’è facile trovarsi dove non si tocca più, in balia delle profondità e sentirsi di nuovo in pericolo, fragili e vulnerabili; e quella sensazione di essere invincibili, come fa presto a trasformarsi in una sensazione di sconfitta e di perdita, di nuovo. Ma questa è la Vita, la lezione l’ho imparata tanto tempo fa, prende e dà, prende e dà, e a me ha dato qualcosa di inaspettato. Volevo dirtelo appena fossi arrivato qui. E invece non lo saprai mai. O forse sì, lo saprai da dove sei.

E allora, Alan, mio amore, dimmi tu cosa devo fare. Ti ascolto. Sono seduta tranquilla su questa poltrona, le mani lungo il corpo, mi guardo intorno, cerco nelle ombre, non ho paura, fatti vedere, mostrati, lo so che sei qui, dicono che le persone amate non se ne vanno subito, ma restano fino a quando sono necessarie. E tu lo sei. Adesso più che mai.

Dimmelo tu cosa devo fare. Ora.

Le ombre si muovono mute, persino i pensieri attraversano la mia mente al rallentatore. Sembra tutto annacquato come i miei occhi e mi ricordo di Alan quando spaccava la legna al funerale di Emily; forse anch’io dovrei fare qualcosa del genere, non so, spostare i mobili, fare fatica, sudare, sfinire i miei muscoli: anche il cuore lo è.

Mi viene in mente Rebecca e una mattina d’inverno quando lei, ancora piccola, sui tre anni, mentre giocava e sembrava assorta in quello che stava facendo, senza neppure alzare lo sguardo mi chiedeva: Tata, cosa c’è? Si era accorta di come mi ero incantata, guardando nel vuoto per qualche mio momento difficile di allora. Piccola adulta, aveva colto questo frammento di me e, come se fosse grande, se ne interessava. Chissà perché questo episodio attraversa la mia mente. Piccola grande Rebecca. Ti ho voluto così bene da averne paura. Ma perché dico così? Non sto per morire, anche se la morte m’insegue attraverso gli altri. Mi accorgo di pensare alla morte. Un pensiero che non mi piace mi attraversa. Forse la vita non m’interessa più, pensiero inquietante che allontano subito, quasi con un gesto delle mani. Ma lui, pensiero ostinato, insiste e sembra sussurrarmi che al di là di questa vita ci sono le persone a me più care, e poi c’è Alan…

Alan – Alan – Alan – Alan – Alan – Alan – Alan.

Sto perdendo il controllo. Devo uscire. Mi alzo, non mi curo di quello che indosso, afferro le chiavi della macchina ed esco.

E guido, guido, guido, guido, chilometri, chilometri, chilometri, non so dove vado, autostrada, per dove? Non guardo, non m’interessa. E non so come mi ritrovo nei pressi del mare, è notte, non c’è anima viva in giro, solo qualche pescatore che prepara la barca, lascio l’auto in qualche modo, non m’importa, c’è vento, mi colpisce il viso, mi accorgo che non ho una giacca, le braccia nude, ma non sento freddo. Cammino lungo la battigia. Tolgo le scarpe, i piedi nell’acqua e cammino. Il mare è nero, ma la Luna è piena e luminosa. Qualcosa mi chiama, qualcuno mi chiama, non tra le onde, no, sarebbe la morte e ho deciso che devo vivere. Tra quelle barche, là, verso un molo deserto. Una figura. Metto a fuoco.

Alan, ecco, ti riconosco, sei arrivato. Sì, corro, so che hai risposto al mio richiamo, le barriere non esistono, tutto fa parte del Tutto. Non c’è Vita, non c’è Morte.

C’è solo l’Amore.

E allora eccomi, ti abbraccio. Sei qui per me e capisco che non sarò mai sola. Senza voce mi dici “vai avanti, niente ti può fermare, non guardarti indietro perché io sono solo un passo avanti a te, ma ti aspetto per quando sarà il nostro tempo. Intanto vivi. Respira. Sogna. E ama ancora.”



Alla prossima puntata

dalla vostra 

Stefania Convalle





giovedì 16 dicembre 2021

Numero 395 - Per voce tua - 16 Dicembre 2021


Eh...

Non è facile scrivere questa recensione.

Un romanzo, quello di Daniela Montanari, "Per voce tua" (Phasar Edizioni), che ha suscitato in me osservazioni positive e altre meno.

Sarò sincera, come sempre faccio, e sono certa che l'autrice - che ritengo brava ed è pure simpatica - mi perdonerà.

Tutta la vicenda ruota intorno alla vita di una donna che a un certo punto della sua esistenza opera una sorta di bilancio il cui fulcro è la decisione, di quando era ragazza, di abortire.

Da qui si evincono sensi di colpa che si intrecciano con la quotidianità e che si concentrano in una sorta di groppo in gola, il boccone amaro che non si riesce a buttare giù, anche se in effetti la protagonista dovrà affrontare un intervento alle corde vocali.

Per taluni aspetti mi sono ritrovata nella vita della protagonista, in questa ricerca di risoluzione-assoluzione attraverso strade alternative che coinvolgono la sfera del mistero e delle terapie psicologiche alternative. Si citano le costellazioni familiari; si fa riferimento a Louise Hay e a Igor Sibaldi, che conosco; si racconta di una sorta di comunicazione con gli Angeli. Tutte pratiche che ho conosciuto e che mi hanno fatto pensare: "Caspita, l'autrice e io siamo sulla stessa lunghezza d'onda".

Come anche il lavoro stesso della protagonista, che è stato anche il mio in passato per lunghi anni; o anche la vita nella sfera amorosa con scelte sbagliate, ma anche con una raggiunta consapevolezza. 

Insomma, ho trovato tanti punti in comune tra la protagonista e me che hanno sviluppato una sorta di empatia verso la sua storia.

Ma c'è un "ma". Un ma un po' difficile da digerire. E vi spiego perché, anche se è un tema parecchio delicato.

La protagonista, come ho detto prima, decide di abortire quando è ventenne, non se la sente di portare avanti la gravidanza. Però negli anni a seguire questa decisione diventa un tarlo che le fa pensare a quanti anni avrebbe il figlio se fosse nato, arriva a dargli anche un nome. 

Ebbene, posto che ogni decisione va rispettata e ritengo anche giusto che chi decide di abortire possa farlo in sicurezza, questa vicenda narrata mi ha proiettato con forza verso la mia esperienza di tanti anni fa. E qui scendo nel mio privato, nel mio personale più profondo, ma lo spiego per far capire da dove nasce il mio disagio.

Ho sempre desiderato dei figli. Sempre. Ho cercato di fare cure per arrivare a diventare mamma, ma è andata male. Mi ero rassegnata quando, inaspettatamente, sono rimasta incinta. Avevo 38 anni e mi ero sembrato un miracolo! 

Però l'ho perso. 

Ai due mesi e mezzo di gestazione l'ecografia non dava scampo. Però ho sentito il suo cuore battere - lento - ma l'ho sentito.

Il mio aborto non è stata una scelta, l'ho subito.

Ho sperato che potesse riaccadere di nuovo, di restare incinta. Mi dicevo: se è successo una volta, può succedere ancora, e andrà bene. 

Ma non è stato così.

Ci ho messo tanto tempo, tantissimo tempo, per accettare questo brutto scherzo del destino. Ce l'avevo con Dio, mi chiedevo perché mi avesse regalato ciò che io desideravo di più, oltretutto quando ormai non ci pensavo più, per poi portarmelo via e non darmi una nuova occasione.

Facevo fatica a rapportarmi con le donne incinte, anche se ovviamente capivo che loro non c'entravano. Ce l'avevo con le donne che abbandonavano i figli in un cassonetto, o con chi interrompeva la gravidanza; pensavo, cavolo, ma con tutti i sistemi di contraccezione che si hanno a disposizione, perché non ci si pensa prima? Mi dicevo che era tutto molto ingiusto. Soffrivo, mi sentivo una donna incapace di procreare, mi sentivo una mamma senza il suo cucciolo. Mi sentivo male. Punto.

Poi ho metabolizzato e ho  capito che evidentemente il mio destino era un altro e ho avuto modo di essere mamma in tanti modi diversi.

Ecco. Il mio groppo in gola leggendo questo romanzo è stato questo. Non sono riuscita a provare empatia per la protagonista del romanzo per il motivo che ho spiegato. 

Posto - e lo sottolineo - che ogni scelta, in questo caso difficile, va rispettata e non giudicata, trovo difficoltà a condividere un passaggio nelle ultime pagine che dice: "[...] Ma ormai siamo talmente tante, e siamo talmente forti dopo quello che ci è successo, che andiamo avanti unite, [...]"

Ecco (di nuovo), non credo che una donna che decide di abortire possa dire quello che mi è successo, perché è stata una scelta, anche se forzata o obbligata per circostanze della vita, per età e per qualsiasi altro motivo, ma pur sempre di scelta si tratta. 

Le donne che invece hanno perso i propri bambini, vittime di aborti spontanei, allora sì che possono dire quello che ci è successo, perché non è dipeso da loro, l'hanno subito, e non senza dolore. Anzi, un dolore - un lutto - che pochi capiscono. 

Io, più di vent'anni fa, quel cuoricino l'ho sentito battere e non lo dimenticherò mai.

Detto questo, so che l'autrice, da donne sensibile qual è, capirà il mio stato d'animo e questa sorta di critica che rivolgo alla protagonista del suo romanzo.

La penna di Daniela è bella, scrive benissimo, e ci racconta la storia di una rinascita. Un libro che vi consiglio di leggere perché, come vedete, offre tanti spunti di riflessione.

E voglio chiudere così.

Non ho mai dato un nome al mio bambino mai nato, che non so se fosse maschio o femmina, e di cui conservo solo il ricordo del suo cuoricino. Però, per lui ho scritto una poesia, tanto tempo fa. Una poesia che dice così...


CERCAMI

 

Nell’indaco dei miei pensieri

si fa strada la risposta

del fiore mai nato.

 

Vive negli spazi siderali

tra il bianco di un petalo lunare

e il soffio di un atomo spaiato.

 

Vite mai nate

palpiti universali

diventano immortali.

 

Comunque,

sei qui.




Alla prossima

dalla vostra

Stefania Convalle









domenica 5 dicembre 2021

Numero 394 - Parlo di me, Alessandro Bolasco - 4 Dicembre 2021


 

Potrei dire niente e tutto, tante sono le sfumature che l'immagine di uno scrittore, esordiente o stagionato che sia, può assumere agli occhi del suo pubblico. La faccia di una persona è come gli altri la dipingono nel loro immaginario ma è pur sempre plasmata alla maschera che si porta appresso.

Che cosa posso raccontare, allora, che non sia fin troppo soggettivo o autoreferenziale? Parlo di me, dunque?

Ci proverò, ma limitando al minimo i convenevoli e i luoghi comuni. Non interessano a nessuno, a me per primo.

Razionale e attento ai dettagli per via della mia formazione economico-aziendale e del lavoro, sognatore nell’animo, forse è questo connubio caratteriale che mi ha portato a scrivere un thriller finanziario. O forse sono stati l’indole metodica e posata di mio padre, commercialista in pensione, peraltro apprezzato nel suo ambiente, e la natura artistica di mia madre, ex insegnante di musica. Difficile stabilirlo, ma nell’infinità di combinazioni possibili oggi sono diventato quello che sono.

Avrei potuto mandare avanti lo studio di mio padre insieme a mio fratello, ma sentivo che non risiedeva lì il mio destino.

Nato e cresciuto a Cagliari, all’età di 26 anni ho lasciato tutto e, alla ricerca della mia strada, mi sono trasferito a Londra, dove a oggi ho maturato la maggior parte della mia esperienza lavorativa. Non sorprenderà che anche qui in Inghilterra trovai impiego in un settore, quello societario, similare a quello di partenza.

Ho provato a rifarmi una vita a Cagliari dopo qualche anno, ma sono rientrato definitivamente a Londra nel 2015 insieme a mia moglie e a nostro figlio, il quale allora aveva tre anni e mezzo. Oggi ne ha dieci di anni e pian piano sta diventando grande. A volte, lo ammetto, sento un pizzico di malinconia al rendermi conto che non è più il bambinello di una volta ma cresce e mette su carattere; e presto, col subentrare dell’adolescenza, forse non vorrà più avere i genitori intorno. Ma è una cosa che posso solo accettare, e da genitore è giusto accettare.

Che cos’è quel qualcosa che mi ha spinto a scrivere un libro?

"Alla luce dell'ombra" è il mio primo romanzo e nasce dall'idea di raccontare un mondo tanto poco conosciuto quanto controverso, vissuto sulla pelle di tre personaggi. Là dove il sistema consentiva a capitali di qualsivoglia origine di filtrare dalle sue stesse falle e il confine del lecito rimaneva poco marcato.

Non era un gioco di parole, “Alla luce dell’ombra”, ma la realtà nella quale dovevano rassegnarsi a esistere. Per sempre. Senza mai esporsi e senza mai scappare.
Da fuggitivi potevano solo vivere nel silenzio, nell’oscurità, scrutando il mondo da un’intercapedine, camminando lungo il sentiero senza avventurarsi dove non potessero vedere, mimetizzandosi tra le fronde del sottobosco.

Questo era il clima di suspense e incertezza che ho voluto trasmettere. Il tutto segnato talvolta da situazioni che, pur essendo parte della storia, allentano la tensione, così come capita nella vita.

Arrivare al traguardo della pubblicazione non è stato in alcun modo scontato né è stato un percorso lineare. Mi ha richiesto tanto lavoro interiore, tanta autocritica e accettazione di quelle che sono state, nel bene e nel male, le critiche degli altri. Ho elaborato e rielaborato la trama. Ho corretto e ricorretto tante volte. Tante volte mi sono perso d’animo, ho esaurito l’entusiasmo, ho lasciato perdere.

Ma poi ho sempre ripreso.

Così, dopo tante interruzioni, tanto lavoro e tanto desiderio di riuscire, ho portato agli occhi del mondo il mio romanzo, “Alla luce dell’ombra”, forte della speranza che possa rappresentare il primo capitolo di una lunga carriera da scrittore.

Credo che la scrittura non sia solo aggregante in quanto strumento per trovare affinità con i lettori ma abbia anche un effetto benefico, liberatorio.

Già! Perché attraverso la scrittura possiamo raggiungere angoli della mente spesso dimenticati, spolverare cassetti rimasti chiusi per troppo tempo, dar voce a quella parte di noi che spesso resta sopita nell’animo, mettere a nudo contraddizioni e conflittualità che ci contraddistinguono, al di là degli stereotipi in cui ci troviamo a vivere.

Attraverso di essa ho potuto viaggiare con la fantasia, evadere anche se momentaneamente dai problemi, reali e non, che mi hanno accompagnato negli anni, vivere una vita come qualche volta forse desidererei o avrei desiderato vivere, uscire da me stesso e dar vita ad altri personaggi, creare situazioni, creare vita.

Alessandro


E ora la parola all'editrice

Un bel giorno è arrivato alla casella di posta manoscritti.ediconvalle@gmail.com il romanzo di Alessandro Bolasco che si proponeva a Edizioni Convalle.
E così "Alla luce dell'ombra" è stato un romanzo letto e rivoltato come un calzino dal Team delle mie collaboratrici, le magnifiche sette donne che mi aiutano anche a leggere e valutare le opere. Le voglio citare perché sono davvero brave: Cinzia Baroni, Silvana Da Roit, Claudia Gabrieli, Giulia Landini, Tiziana Mazza, Tania Mignani e Maria Rita Sanna. Dopo i nostri consueti confronti, dove si scambiano impressioni a 360°, la decisione è stata di accettare l'opera. E così è nata l'opera prima di Alessandro Bolasco.


Cosa ci ha conquistato? 
La storia avvincente in un ambito, quello finanziario, poco conosciuto dal mondo editoriale di Edizioni Convalle. Il ritmo serrato e l'atmosfera internazionale che si respira. Un thriller nuovo per il nostro catalogo. 
Alessandro è entrato quindi in questo mondo editoriale così complicato e sconosciuto per chi si appresta a confrontarsi con esso "da dentro". Ma lui, sardo e quindi tostissimo ;-) (sapete che ho un debole per la Sardegna e per i suoi abitanti), non avrà problemi a comprendere quanto duro lavoro lo aspetti per farsi conoscere. Tempo e pazienza. 
Intanto gli auguro tanta fortuna e soprattutto di divertirsi sempre, perché sarà il motore con cui portare avanti la sua passione: la scrittura.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

 

 


 

 

 

mercoledì 24 novembre 2021

Numero 393 - Un libro sotto l'albero di Natale - 23 Novembre 2021


Tra poco più di un mese la notte più magica dell'anno tornerà nelle nostre vite: la notte di Natale.
Si comincia a pensare ai regali, al regalo perfetto.
E per me, il regalo perfetto è rappresentato da un libro.
Mi piace regalarli, mi piace riceverli. Perché regalare un libro è qualcosa che fa pensare che chi dona abbia speso del tempo per scegliere quello più giusto.
Per questo motivo ho deciso di darvi una mano nella scelta, tratteggiando i caratteri delle opere della mia casa editrice: Edizioni Convalle.

Siete pronti?


Avete amici e parenti che amano i Thriller, i gialli e i noir?
Ecco le nostre proposte!


Un delizioso Giallo-Rosa, per regalare un momento di svago a quattro stelle.
***


Un thriller che indaga la psicologia dei personaggi. Il lettore sa da subito chi è l'assassino, ma i protagonisti non conoscono le sue mosse. Suspense assicurata. 
***


Un Thriller finanziario che appassiona anche chi non è attratto da queste tematiche. 

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Tre racconti dove troverete le note del Giallo, del Noir e del Thriller, un concentrato di sfumature per gli amanti del genere.

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Un'idea brillante che diventa romanzo e al tempo stesso un tributo alla grande Agatha Christie e alla sua Miss Marple, che qui diventa la Sciura Marpol.

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Diciassette racconti che si addentrano nei territori misteriosi della psiche umana, affondando le mani nel genere Noir.

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In una Monza dei giorni nostri, la sparizione di una preziosa reliquia diventerà un mistero che finirà per infittirsi piuttosto che risolversi. Monza e la sua storia sono davvero in pericolo? 


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Proseguiamo con un'opera rivolta a chi ama la cucina, ma anche quattro chiacchiere davanti a un caffè.


Un'opera che mette insieme tanti elementi: l'amore per la cucina, per le cose semplici, per le ricette di famiglia. Un volumetto di cucina ricco di umanità, da tenere sempre pronto tra pentole e fornelli.

***

Amate le raccolte di racconti? Un bel pensiero per chi, magari, ha poco tempo per leggere e preferisce i racconti brevi che si leggono in poco tempo, magari quando aspettiamo alla fermata del tram. Troverete raccolte di racconti anche nel gruppo thriller-gialli-noir, non mi ripeto perché li ho già citati prima.


Racconti che sembrano piccoli romanzi, romanzi lampo. Racconti che toccano la gamma dei sentimenti che spaziano dall’amore, all’amicizia, alla solidarietà, alla complicità, alla paura... e tanto altro.

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Micro racconti che diventano un piccolo campionario di esperimenti che toccano tutti i generi letterari. Storie amare e ironiche allo stesso tempo.

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Storie di vita, con sfumature a tratti noir, dove l’ironia regna sovrana anche nella drammaticità degli eventi descritti. Uno sguardo disincantato, che ci parla d’amore in modo inusuale e assolutamente originale.

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Attraverso la lente dell’amore, cristallo purissimo perché privo di incrinature, le esistenze di uomini e donne sfilano ignari sul palcoscenico della vita. Storie di attesa e di nostalgia, bagliori di speranza o di incertezza, attimi di meditazione e di umorismo. 

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La cultura, le tradizioni, le superstizioni della Sardegna, raccontate in maniera coinvolgente. Racconti che parlano degli aspetti più duri, a volte crudeli. Ma la vera protagonista è la Natura; a volte Madre, a volte Matrigna, può punire o consolare, ma sarà sempre pronta ad accogliere l’uomo tra le sue braccia, fornendogli la vera forza per ricominciare.

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Storie brevi che, come lampi, illuminano “l’uomo” come essere umano, mostrandolo tra mille sfaccettature negli stati d’animo, nelle emozioni. Uno sguardo poetico che arricchisce alcuni “fotogrammi” dei racconti che prendono vita nello schermo mentale del lettore. 

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E se volete far un regalo mignon, eccolo qui!


Un libro folle nato da un'idea folle, scritto da quattro autori folli. Un volumetto super pocket, ma talmente intenso che leggendolo potreste caderci dentro! Un gioco con le parole, una follia, ma con piccole storie traboccanti di significato.

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Conoscete qualcuno che ama scrivere e vuole imparare tecniche e leggere un'opera che possa dare consigli, suggerimenti e motivazione?
Ecco il libro giusto!


Un manuale che ha l’obiettivo di far amare e rispettare la scrittura, prima di tutto da parte di chi la pratica. Un manuale dove si apprendono piccoli trucchi del mestiere, in modo ironico. Un manuale che, soprattutto, insegna allo scrittore a scavare dentro di sé per cercare la propria unicità e le emozioni più vere da posare sul foglio bianco.

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Vediamo qualche romanzo per chi è romantico, ma non disdegna storie d'amore con contenuti profondi.


Un romanzo ambientato, negli anni trenta, che parla d’amore, anche se a tratti con toni molto forti, quasi dissacranti, quando l’autrice descrive gli incontri tra il protagonista e le signorine delle case di tolleranza dell’epoca. Tanti i sentimenti di cui le pagine sono pregne, dalla rabbia, alla frustrazione, alla rassegnazione, per giungere ai più nobili, quali la comprensione, la condivisione di ricordi amari, fino ad arrivare all’amore: quello più profondo.

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Una grande metafora della vita, la ricerca del senso, la risposta alle domande che prima o poi tutti ci facciamo: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Attraverso le vicende dei protagonisti, si indaga il mondo della reincarnazione, senza cadere nell’esoterico, ma mantenendo un piede nella realtà, pur proiettandosi a tratti nella spiritualità. L’amore è il protagonista perché è l’amore, infine, quello universale, che avvolge tutte le risposte.

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Lei, lui, la vita. E gli altri. E i baci, gli incidenti, le difficoltà, i ritrovamenti. Anni, in fila ordinata, di una vita scompigliata. I venti che soffiano addosso, i sentimenti che scoppiano dentro, le corse del mattino e le carezze della sera. Nella storia di lei, di lui, dell’amore e della vita.

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Un romanzo suggestivo, che prende il lettore per mano e lo accompagna in una storia che attraversa l'amicizia, l'amore, il giallo e tanto altro ancora. Una storia appassionante in una cornice appassionante quale quella della Grecia e le sue isole.

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Una vicenda che non offre sconti ai due protagonisti, per le rispettive debolezze. Inganni, cattiverie, fino a un efferato omicidio rappresentano, appunto, le nubi che si stagliano sull’orizzonte dei protagonisti; però, la passione erotica che divampa fra queste due anime, per una strana piega del destino, offrirà loro un secondo giro sulla giostra delle possibilità dell’esistenza.

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Le conseguenze dei pensieri, delle decisioni e delle azioni di Iacopo si abbattono come una potente mareggiata sulle vite degli altri personaggi, coinvolti, volontariamente o loro malgrado, in questa tempesta. Le loro esistenze si intrecceranno fino all’epilogo, che risulterà disordinato e al contempo armonioso, come sono le imprevedibili onde del mare.

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La storia ambientata nello studio legale di un penalista descrive la vicenda della giovane praticante Elena Santini, determinata e passionale, la quale sceglie di rimanere accanto a un uomo enigmatico e volubile, Gianbattista Baroni. Su entrambi i protagonisti incombe un opprimente passato, che li fa oscillare su un’altalena di passione e senso di colpa, segreti e crepe che si aprono sulla vita quotidiana e sulla loro relazione. Ma come in un castello di carte, un flebile alito di vento può far crollare tutto. 

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L’amore è un mistero e deve trovare la sua strada. È quello che accade a Emilia, agente letterario milanese quando, dopo la fine di una lunga relazione, decide di dare una svolta alla sua vita trasferendosi a Trieste. Nella nuova abitazione troverà una busta dimenticata dal vecchio inquilino che in qualche modo collega Amedeo a Claudio, i due uomini che sono entrati a far parte della sua nuova vita. Un romanzo che indaga i sentimenti con i suoi nodi da sciogliere; ma anche una riflessione sul talento e il business. 

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Una storia d'amore molto diversa, perché l'amore non ha sesso, non ha genere, non ha età né religione. L'amore è amore. Punto. Un romanzo più che mai attuale e commovente.

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Ma vediamo un altra opera che viaggia da sola, nel mondo della musica. Per chi ama la saggistica.



Un testo coinvolgente, emozionante, composto da capitoli indipendenti e legati allo stesso filo conduttore: la Musica e il mondo che le gira intorno. La lettura trasporta la mente del lettore nello spazio e nel tempo, facendo rivivere ricordi, amori, emozioni, luoghi, eventi, riascoltando a ritroso la colonna sonora della propria vita. 

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E per coloro che amano i romanzi ambientati in altre epoche? Ecco le nostre proposte.


Sicilia, XVII secolo. La storia d’amore travolgente tra il figlio di un barone e la figlia della sua serva. Due amanti clandestini che dovranno battersi contro le ferree leggi delle famiglie nobiliari, la prepotenza dei dominatori e un destino beffardo. Un amore talmente forte da annebbiare la mente, fomentare il coraggio e schiacciare il disonore. Le vicende dei moti spagnoli (1674-1678), in una Messina spaccata in due fazioni contrapposte, fanno da cornice agli eventi della storia.

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Nel romanzo si intrecciano vicende ambientate in periodi storici diversi, fine Seicento e primi anni Sessanta, nel borgo di Domodossola. Denominatore comune, la ricerca e riscoperta di segreti passaggi sotterranei, dimenticati nel tempo e indicati ormai come fantasie popolari. I protagonisti, rispettivamente Joanna Francisca e Marco, vivranno quell’esperienza come una sorta di iniziazione, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, scoprendo il valore universale dell’amicizia.

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Un romanzo epistolare. Il fascino della narrazione attraverso uno scambio di lettere tra due sorelle nella seconda metà dell’Ottocento avvince il lettore che viene ammaliato da atmosfere avvolte dalla coltre del tempo.

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E per chi ama le saghe familiari


Sullo sfondo dell’isola di Pantelleria, si narra della saga di una famiglia dai primi del Novecento ai giorni nostri. Storie di uomini e donne che con semplicità d’animo ma forti e saldi nei valori umani si snodano in continuo divenire nella società che cambia. Saranno le nuove generazioni a riscoprire e dare nuova vita alle antiche radici isolane della famiglia.

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Romanzi per sorridere e riflettere


Giulia è una donna timorata di Dio, le cui scelte, nella vita, sono state dettate più dalle convenzioni che dalle convinzioni.  Franco, invece, conduce una vita al limite, in ogni settore della sua esistenza.  Franco e Giulia non s’incontrarono mai, ma si scontrarono una sola volta, sulla statale 299.

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Un romanzo a episodi che si sviluppa attorno ai ricordi della protagonista nel giorno prima del trasloco. Un elegante complesso condominiale fa da sfondo a personaggi comuni, strambi o evanescenti raccontati in maniera ironica, a volte celando riflessioni sulla vita e le sue implicazioni. 

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Romanzi dove la tematica principale è l'amicizia


Gloria, Alma e Sveva sono tre amiche, compagne di studi universitari, che si ritrovano dopo trent’anni. Raccontano le vicissitudini delle loro vite durante una cena, condividendo sapori, profumi e soprattutto le emozioni delle gioie e dei dolori di eventi protagonisti della memoria, in un alternarsi di flashback. Un romanzo che parla di amicizia, di amore e che trasmette un messaggio di forza quando la vita mette a dura prova.

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Romanzi dove le nonne sono le protagonista (e non solo)


Gigì e Sofia, nonna settantenne e nipote adolescente e complice. Insieme si sosterranno nei momenti difficili, quelli della crescita di Sofia, e quelli della nonna che dovrà confrontarsi col suo passato. Nonna e nipote, in un cammino che consoliderà il loro rapporto in uno scambio di saggezza ed entusiasmo per la vita.

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Viaggia sul filo della memoria, questo romanzo. Protagoniste: una nonna e sua nipote Matilde. Uniche vere interpreti di una storia piena d’intrecci, dove i sentimenti spaziano nel susseguirsi di azioni consegnate ad altrettanti personaggi importanti, pur se marginali. Il tutto condito da un’implacabile saggezza. Un finale che lascia spazio ai sogni, ma anche a una realtà tutta da costruire dove il passaggio del testimone tra generazioni a confronto dona al lettore il frutto dell’esperienza.

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Romanzi dove la rinascita è la protagonista.



Silvia è una donna come tante, che si divide tra famiglia e lavoro. E proprio perché uguale a tante altre donne, ogni lettrice potrà identificarsi nelle sue difficoltà, sgambetti della vita, mal di vivere e mal d’amore. Se la prima parte del romanzo narra della caduta libera di Silvia nella vita, la seconda rappresenta la capacità di rialzarsi, la presa di coscienza di sé stessa e la consapevolezza di ciò che si vuole diventare. 

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Cosa lega una colf dal passato burrascoso, una escort avvocato e un clochard ex manager? Nulla. Mai si sarebbero scelti come amici. Troppo diverse le estrazioni sociali e i caratteri di Maria, Ester e Fabio. Il caso, però, come succede spesso, li fa incontrare e, a partire dai fallimenti personali, sapranno dare una svolta alla propria vita accettando il passato e usandolo per rialzarsi. 

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Nina vaga tra follia e passato, alla ricerca della figlia Sara. Nina è una madre che non si rassegna a non sapere cosa sia successo alla figlia, perché per lei non c’è consolazione della morte – per quanto ingiusta – ma solo il limbo della scomparsa. Diego incontrerà Nina in una notte di Maggio. Sarà lei a trascinarlo nella sua storia in un disperato grido di aiuto.

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Un romanzo a più voci dove i protagonisti si raccontano, coinvolgendo il lettore nelle loro vicissitudini. Chiara, Giulia, la Sciamana, Alessandro, Edoardo e Fabio: sei personaggi che intrecceranno le loro vite, caso o Destino, e insieme sapranno trovare una nuova speranza di vita. Un romanzo avvincente che analizza le pieghe dell’anima con i suoi silenzi.

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Nell’Italia del dopoguerra, la vita riprende con fatica. In un paese del Salento si consuma il dramma di una madre che muore dando alla luce il quarto figlio, Angelo. Tommaso, il marito, non regge a tutto il dolore che la morte della moglie porta con sé. Il figlio che avrebbe dovuto portare gioia, diviene il nemico su cui riversare dolore e rabbia verso la vita che lo ha privato della sua donna. È intorno a questa vicenda, a quel bambino rifiutato, che la trama sottile tessuta dal Destino porterà i personaggi a indagare sui traffici misteriosi legati ai minori.

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Due donne, di età differente, dalla vita sociale opposta, si incontrano per caso, si riconoscono nei loro tormenti e scatta il desiderio di solidarietà. Il passato di una diventa il punto di forza per l’altra, mentre il presente sarà la leva per dissotterrare vecchie colpe. La città di Cagliari sarà testimone di ricordi, drammatiche confessioni, colpi di scena che le due protagoniste vivranno insieme fino alla liberazione delle loro coscienze.

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Per Ester Germani il viaggio nel Salento rappresenterà l’inizio di una storia inaspettata che, dalle trame del passato, arriverà sino a lei. Attraverso un manoscritto, Laura le narrerà la tragedia che sconvolse la sua vita. Laura risorgerà dalle pagine del suo scritto, con i suoi capelli rossi, con tutto il suo dolore e con la voglia di vivere e amare.

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Ilaria, ormai prossima al matrimonio, è una giovane donna con una vita modulata sulle ambizioni della madre; vive questo destino come l’unico possibile, sorda ai cambiamenti di costume che prendono piede agli inizi degli anni Settanta. L’accidentale incontro con Bianca, una strana bambina di cui si prenderà temporaneamente cura, l’accostarsi a una realtà umana lontana dalla sua, costringeranno Ilaria non solo a sviscerare segreti di famiglia, ma ad affrontare i nodi cruciali che l’hanno relegata al ruolo di ragazza per bene. 

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Tra i luoghi romantici della vecchia Milano, Minerva – attrice innamorata dell’amico regista – interpreta Alice che si muove e lavora in una trattoria insieme ai personaggi di un film di cassetta. Le loro vite, per uno strano e inspiegabile corso del Destino, arriveranno a toccarsi e confrontarsi. Insieme a Vittoria – in una storia fatta di silenzi e misteri sui quali fare luce – finiranno per trovare una precisa identità. 

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Martina, Anna e Sara. Tre bambine prima, tre donne poi,  che di fronte al dolore dell’abbandono reagiranno in modo diverso. Tre destini inconsapevolmente uniti fino alla fine.

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La storia del XX secolo riprende vita attraverso le vicende di sei protagonisti più uno, Maia, che ne traccia l’esistenza e li restituisce alla luce per mezzo dei ricordi. La memoria personale si trasforma in uno strumento efficace per indagare non soltanto il proprio vissuto familiare, anche i cambiamenti storici, sociali e culturali avvenuti tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto negli ultimi cento anni.

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Una calda tazza di caffè americano e dieci minuti al giorno dedicati alla scrittura. Dieci minuti durante i quali le vicende della vita si fondono con la ricerca di un senso, l’esistenza svela il suo tessuto di speranze, paure, amori. L’autrice interroga le sue inquietudini, sfida il destino, viaggia in America. Si muove in un mondo percorso da ricordi, misteri, intrecci inaspettati, trovando l’amore, la maternità, la disperazione, la capacità di rialzarsi. 

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Tante donne, tante voci, la maternità. È l’essenza stessa dell’essere madre il focus di questo romanzo. L’amore per i figli, l’amore per la vita; nonostante tutto. Un figlio. Le origini, la ricerca della propria storia, le orme lasciate nel passato. Il giorno dell’abbandono, quello in cui tutto finisce e allo stesso tempo comincia. Prospettive, dolore, incontri, verità taciute. Essere genitori ed essere figli; la magia di questo legame che trascende tempo e distanze.

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Totò De Luca è un ragazzo brillante, sensibile e di buona famiglia. Studia pianoforte al Conservatorio ed è al suo ottavo anno di corso. Tuttavia, studiare musica non è la sua passione ed è combattuto tra l’abbandonare gli studi. Nonostante i tanti tormenti decide di proseguirli. Ma il suo viaggio verso la maturità è soltanto alla prima di tante prove che il destino gli riserverà, e l’ingresso nell’età adulta arriverà solo dopo una lunga serie di errori, fallimenti e scoperte di scomode verità.

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Un romanzo che entra subito, fin dalle prime pagine, nella vita tormentata del Professor Mancato, insegnante e musicista del Conservatorio. Il ritrovamento di un taccuino perso da uno studente darà l’avvio a un percorso di consapevolezza di “un uomo alla deriva”. Un viaggio in quelli che sono i pensieri, i dubbi, le paure, le contrarietà e infine in quello che è un innamoramento di un uomo di mezza età. Un romanzo da gustare con calma, che arricchisce la propria personale cultura e l’anima stessa. 

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Fantasy ne abbiamo?


Egea convive da quasi tutta la vita con un cuore malato. È in attesa di un trapianto quando qualcosa si schianta nel bosco che circonda la sua casa. Si troverà davanti a qualcosa di stupefacente: una navicella aliena, dando così inizio a un’avventura che porterà la giovane terrestre su un altro pianeta dove lotterà per non perdere sé stessa e riavere indietro ciò che le è stato rubato.

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L’intraprendente Jason Monroe, uomo con potenti abilità, ha tra le mani le sorti del mondo e dovrà destreggiarsi nell’eterna lotta tra Bene e Male ricorrendo al massiccio uso di magie e poteri soprannaturali per poter sconfiggere il male in persona: il Diavolo! Jason cresce battaglia dopo battaglia, matura, mitiga la sua rabbia e trova l’amore. 

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Secondo capitolo della storia di Monroe. Cosa combinerà in questa puntata? E chi sono i quattri cavalieri?

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La poesia è sempre un bel regalo, e qui non avete che l'imbarazzo della scelta! Fatevi guidare dalle copertine che rappresentano il senso dell'opera.


Un pezzo di anima, di cuore,  dei pensieri più intimi e profondi. 

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Una serie di immagini che richiamano soprattutto la natura, il cielo, il sole, il paesaggio, coagulano ricordi nostalgici, memorie di vita e di amore. Una poesia sincera, autentica, commossa, con cui l’autore ci offre un affaccio diretto sul suo sentire.

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Poetessa dalle mille sfaccettature, sia nel verseggiare, sia nella vita, riesce a trasporre nella sua poetica la propria personalità che abbraccia il Sole e la Luna, Luci e Ombre, appunto. E Adelia Rossi dipinge con i versi le tele del suo stato d’animo.

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“Di profilo” è un prezioso scrigno di perle. Apre la raccolta, quasi un prologo, un ensamble di poesie e short stories dedicate a Ethel e Judith. Un volumetto da leggere assaporando una pagina alla volta, senza fretta, cercando quel momento di quiete che ci offre saggiamente Emma Barberis.

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“Poesie fatte in casa” è una raccolta fresca e moderna. Stefano Buzzi riesce a portare il lettore nel mondo poetico con leggerezza e ironia, rendendo accessibile a tutti un mondo, a volte, ostico. 

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Una silloge poetica che esprime la forza di una madre e il suo coraggio. Profonda ammirazione per la capacità di mettersi a nudo in ogni poesia, senza indugiare nell’enfasi. Il dolore che arriva dritto al cuore del lettore, provocando una sola reazione: quella di abbracciare una donna, una madre, che cerca conforto nei versi di liriche che esprimono il suo grande e infinito amore per il figlio.

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Sono le tematiche che affliggono l’essere umano – il senso di solitudine, il vuoto affettivo che ci colpisce in certi periodi della vita, la nostalgia – che Paolo Raimondi affronta e lo fa con spontaneità e genuinità, riuscendo dunque ad arrivare al cuore di chi legge.

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Christian Polli ci offre un ritratto di sé, delle sue paure, le riflessioni sull’esistenza, le ansie e le angosce di un animo sensibile. Per fare questo sposa una poetica che va indietro nel tempo, ma che – a tratti – mostra anche guizzi di modernità e di autoironia. 

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Una silloge poetica che descrive l’amore con la freschezza della giovane poetessa. Una poetica immediata, piena di batticuore che fanno sognare.

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Nello Evangelisti è un fine conoscitore dell’animo umano. La sua immensa sensibilità gli permette di cogliere tutte le sfaccettature della vita, dell’uomo, della natura; ciò si coniuga con lo sguardo acuto rivolto anche alle tematiche sociali. Una poetica moderna, coinvolgente, emozionante. La sua prosa, inoltre, pone l’accento sulla filosofia, che diventa un vestito perfettamente calzante ai suoi personaggi.

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Una silloge che possiede tutta la delicatezza d’animo di Giovanna Agata Lucenti, una poetessa dalla sensibilità profonda che ritroviamo nei suoi versi. L’amore è il protagonista delle sue liriche: quello per i genitori, quello di donna, ma anche quello per la sua terra, la Sicilia. Un verseggiare che incanta e commuove.

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“Un Soffio sul cuore” è una raccolta poetica dai toni delicati e soffusi di magia nella quale la poetessa, nell’affrontare diverse tematiche, mostra la sua anima irrequieta e malinconica. Scava e affiora dall’anima pregna di vivi sentimenti, di voci e di parole che soffiano sul cuore fino a toccare i pensieri, destando profonde emozioni.       

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E per finire questa lunga carrellata, un libro davvero speciale. Il regalo che va bene per tutti:  


Scrivere, a volte, diventa un mezzo per fare qualcosa per gli altri. Ed è questo lo scopo della raccolta di racconti: mettere la propria capacità di narrare al servizio di una buona causa. I diritti d’autore andranno all’associazione C.H.I.A.R.A. che sostiene le donne in difficoltà.

Sono molto orgogliosa che le autrici e gli autori che seguono il mio laboratorio di scrittura abbiano aderito a questa iniziativa dalla doppia valenza: quella di far parte di una bella opera che celebra il Natale da tanti punti di vista e quella di contribuire, attraverso la propria passione, a sostenere chi ha bisogno di una mano.

In questa raccolta troverete trenta penne diverse, sia per esperienza – tra loro c’è chi ha già pubblicato, ma anche chi ha iniziato questo percorso da meno tempo – che per stile narrativo. La varietà dei racconti offrirà, quindi, a voi lettori uno sguardo sul Natale a tutto tondo. Troverete gli aspetti che legano questa ricorrenza alle riunioni famigliari; a chi si trova costretto a festeggiarlo – invece – lontano da casa; chi lo ama e chi lo odia; chi lo lega a un aspetto esclusivamente religioso. Insomma, un insieme di racconti che soddisferà il gusto di ogni lettore, appagando ogni preferenza letteraria.


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Per concludere

- altri titoli sono in uscita prima di Natale e questo numero del Blog verrà aggiornato appena saranno disponibili.

- potete visitare il nostro sito www.edizioniconvalle.com per avere ulteriori informazioni sui titoli proposti nella carrellata.

- per ordinare potete usufruire del servizio e.commerce presente nel sito o potete scrivere a edizioniconvalle@gmail.com oppure potete rivolgervi alle librerie fisiche e on line.

Ordinando le opere di Edizioni Convalle sostenete anche alcune iniziative a scopo benefico legate a diversi titoli tra quelli elencati. Inoltre sostenete autori esordienti ed emergenti e una casa editrice indipendente. Quindi sareste degli eroi!



Alla prossima

dalla vostra 

Stefania Convalle