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domenica 23 marzo 2025

Numero 467 - Parliamo di libri: tra opere della letteratura e opere di Edizioni Convalle - Anne Tyler e Tania Mignani - 23 Marzo 2025


 

Amo ricevere libri come regalo, quando c'è qualche ricorrenza. Mi piace anche perché mi fa piacere osservare quale opera è l'oggetto del regalo, se è frutto di un pensiero relativo a ciò che potrebbe piacermi. 
In questo caso, qualche mese fa, un'amica cara, nonché autrice della mia casa editrice, mi ha fatto arrivare un romanzo che è tra i suoi preferiti: "Per puro caso" di Anne Tyler. Me ne aveva parlato e mi aveva incuriosito la storia. E dopo qualche giorno è arrivata la sorpresa!
Naturalmente l'ho iniziato subito.
Intanto, per chi non sapesse chi è Anne Tyler, vi dico che è una scrittrice americana, ha scritto una miriade di romanzi, alcuni sono diventati anche film famosi. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa  nel 1989.
Oggi ha più di ottant'anni e vive a Baltimora. Sono andata, per curiosità, a cercare una sua foto e ho trovato un bel sorriso e simpatico. Un po' come ho trovato il suo romanzo: con un bel sorriso e simpatico.
"Per puro caso" è un romanzo corposo, ma pur non amando i romanzi di questa mole, la lettura è stata una pillola quotidiana di piacevolezza. Qualche pagina al giorno e sono arrivata alla fine oggi.
Ma vi chiederete: cosa c'entra la foto scelta per questo numero, perché il romanzo della Tyler fotografato accanto a quello di Tania Mignani?
Ve lo spiego subito!
Quando ho iniziato a leggere il romanzo, dopo qualche pagina ho detto a Tania che mi sembrava di leggere una sua opera: due stili che viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda, come anche la modalità di raccontare storie normali (o quasi), stando dentro la quotidianità. Una sorta di cronaca familiare con tutte le dinamiche di coppia, o tra genitori e figli.
Quindi ho detto a Tania: ma sembri tu!
Lei mi ha risposto: seeeeeeeeeeeeeeeeeee (e ha riso).
Insomma, il romanzo di Tania, "In perfetto disordine" potrebbe essere stato scritto da Anne Tyler e il romanzo di Anne Tyler potrebbe essere stato scritto da Tania Mignani.
Ma torniamo al romanzo in questione.
La storia si potrebbe riassumere in poche parole: casalinga e madre di tre figli, dentro una comune famiglia americana degli anni novanta, sentendosi poco valorizzata e quasi invisibile davanti ai figli adolescenti e al marito concentrato sul suo lavoro di veterinario, decide all'improvviso di andarsene. Non lo fa con un programma organizzato, ma durante una passeggiata lungo il mare, nel bel mezzo di una vacanza, cammina cammina cammina, fino ad allontanarsi concretamente e mentalmente dalla vecchia vita. 
Fino al finale che non vi svelo.
Ma non è che tra evento scatenante e finale, succedano miriadi di fatti, direi proprio di no. C'è il piacere di raccontare, come davanti a un caffè in compagnia di un'amica, la propria vita, attraverso aneddoti, emozioni, pensieri.
Insomma, la protagonista - Delia - diventa quasi un'amica e il lettore vuole essere partecipe di ciò che le succede ogni giorno nel suo quotidiano.
Devo dire anche che Delia è un personaggio che procura sentimenti ambivalenti nel lettore, almeno nel mio caso.
Da una parte si appoggia la sua decisione di andarsene e si comprende lo stato d'animo che scatena tutto ciò perché da donna posso dire che il sentire di Delia è comune a tante di noi. Nello stesso tempo, a volte ci si chiede come faccia, una madre di famiglia, ad andarsene così, d'un tratto, facendo perdere le tracce di sé al marito, figli e tutto il parentado.
Una storia che si legge con la piacevolezza di un tè caldo in un pomeriggio freddo d'inverno, con la curiosità di sapere come andrà a finire: cosa farà, alla fine, Delia? Un romanzo che lascia una scia piacevole, anche perché tutta la narrazione è condita da una buona dose di ironia.
E "In perfetto disordine"? 
Mi sorprende pensare che la B è qualcosa che le due scrittrici hanno in comune.
"Per puro caso" è ambientato tra Baltimora e Bay Borough; "In perfetto disordine", tra Bologna e una puntatina a Berlino.
Ma a parte questo particolare curioso, riporto una parte della prefazione che scrissi all'epoca per il suo romanzo:
Leggere le opere di Tania Mignani è come ritrovarsi seduti insieme a lei in un bel giardino, in una sera di fine estate, quando l’aria è più fresca, le luci si avvicinano all’autunno e davanti a un tramonto si sente la sua voce morbida e accogliente parlare d’amore, l’amore che tutti conosciamo, quello tra un uomo e una donna, quello che è attraversato da una miriade di emozioni.
Si resta affascinati dalla sua penna con la quale, ancora una volta, riesce a porgere al lettore storie di vita dove ognuno può ritrovare un pezzetto di sé.
Una mano, quella di Tania, autentica e sincera. Una penna che non si atteggia, ma che asseconda la sensibilità dell’autrice regalando pagine e pagine di profondità e conoscenza dell’animo umano.
Un cammino tra momenti di felicità dei protagonisti, ma anche di disperazione descritta alla perfezione, dove fa capolino l’ironia pungente di colei che narra, un’ironia amara che arriva a essere dissacrante proprio perché inserita in passaggi dove sarebbe così facile calcare la mano e virare verso il melodramma… Ma lei non lo fa. 

In conclusione mi chiedo: ma non è che Tania Mignani è Ann Tyler in incognito? :-D 
In tutti i casi, la sintesi è che la penna di Tania è di un alto livello e le auguriamo di vincere il Pulitzer per la Narrativa. Chissà... 

E poi, aggiungo, osservando la foto della copertina di questo numero, che ritrae le due opere a fianco: non si direbbe che si tratta di due copertine di case editrici di dimensioni così diverse! Che ne dite? 
Io dico che Edizioni Convalle è un gioiellino, eh lo so, sono l'editrice, cos'altro potrei dire... Però chi mi conosce sa che sono obiettiva e autocritica, non me la canto e me la suono, per intenderci... E sono più che orgogliosa di quello che è Edizioni Convalle, dentro e fuori. E non è cosa da poco.
A questo punto non mi resta che salutarvi, invitandovi a lasciare un commento a questo numero del blog, per dire la vostra. E se non avete letto i romanzi di cui vi ho parlato, fatelo! Leggete entrambi e poi ditemi se avrete avuto la mia stessa impressione.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle


martedì 14 luglio 2015

Numero 222 - Libri da portarsi in vacanza;-) - 14 Luglio 2015



Tempo di vacanze, tempo di scegliere i libri da leggere sotto l'ombrellone, ma anche in piscina, o sul cucuzzolo della montagna, o in riva al lago, o anche, perché no, a casa propria;-) Insomma: dove vi pare!


 Sicuramente nella vostra valigia ci starà anche il mio e poi... pesa solo 180 grammi!!!
Ragazzi, se viaggiate in aereo, non vi creerà alcun problema millimetrico del peso-bagaglio;-)

Che dire dell'ultima mia creatura?
Mi sta dando tante soddisfazioni! Non passa giorno che io non riceva un commento da voi che lo leggete, che sia sotto forma di recensione, che sia sotto forma di post o messaggio sulla mia Pagina di Facebook "Dentro l'amore", che sia per sms, email o whatsApp!

Insomma, mi state riempiendo di gioia e lo state facendo camminare alla grande!

La mia editrice lo ha definito un libro con l'anima perché scritto con l'anima...


Mi sento come Pollicino che cerca di farsi strada in un mondo, quello letterario, dove ogni passo avanti è una conquista verso la Luna che voglio raggiungere.
Il mondo letterario è il mio mondo e oggi più che mai ne sono convinta, ma siete voi con le vostre conferme quotidiane che mi spingete ad andare avanti anche quando le cose sono difficili e a tratti sembrano IMPOSSIBILI, ma bisogna crederci sempre e io...
io ci credo!

E come non crederci un po' di più ascoltando le parole del Prof. Manrico Zoli durante una serata di presentazione del libro?
Una nota critica che voglio farvi leggere, perché mi ha commossa! Certo, dal vivo era meglio, perché aggiungeva delle postille (e che postille!), ma accontentiamoci del canovaccio. Mettetevi comodi perché è lunghetta;-)

NOTA CRITICA DEL ROMANZO
"Una calda tazza di Caffè Americano"
di Stefania Convalle
(Ed. Rapsodia)
ospite del circolo culturale Dialogo
a cura di
Manrico Zoli

Non è impresa facile aggiungere commenti personali dopo aver letto l'acuta ed esauriente prefazione di Francesco Meccariello  a "Una calda tazza di Caffè Americano" ma, comunque, ci proveremo ugualmente sperando di fare cosa gradita ai presenti e soprattutto alla nostra ospite Stefania Convalle.

Gratificare uno scrittore non significa di certo lasciarsi andare a lodi sperticate e generiche ma, dopo un'attenta lettura, cercare di cogliere elementi che possano risultare utili ai possibili lettori, ma anche all'autrice che sicuramente sa che quando un'opera viene stampata diventa di proprietà dei lettori e miglior regalo che possano farle è dimostrare di esserne stati coinvolti e pronti a discuterne confermando di averla fatta propria.

La protagonista di questo romanzo si confessa in prima persona in modo così coinvolgente, intimo e sincero da indurre il lettore a chiedersi se "Una calda tazza di Caffè Americano" sia poi un romanzo o piuttosto un diario in cui l'autrice ha voluto, più o meno consciamente, trasmetterci frammenti della sua personalità e soprattutto la sua visione di una vita, più desiderata che vissuta, a cui si aggiunge anche una realtà oltremondana palingenetica.

Questa l'impressione globale che ho tratto alla fine di una storia che mi ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina e poiché oggi l'impresa più importante è farsi leggere, è questo il complimento iniziale e sostanziale che mi sento di rivolgere  a Stefania Convalle prima di entrare in una disamina riguardante il suo stile, un giudizio che, premetto, risulterà comunque riduttivo in quanto non ho avuto la ventura di leggere i suoi precedenti lavori!

La narrazione in prima persona mi ha spinto a queste considerazioni e ha destato in me una curiosità generica ed una serie di domande specifiche che, grazie alla presenza dell'autrice tra di noi, potrebbero avere anche una risposta.

Resta il fatto inconfutabile che lo stile dell'autrice, sincero e oltremodo accattivante, spinge a simpatizzare immediatamente con la protagonista di una storia speciale, che si ritrova nel suo vissuto trascorso abbastanza doloroso e comune a molte donne (la paura della solitudine, la morte dei genitori e la mancata maternità a causa di incontri sentimentali fallimentari o comunque non in grado di appagare la sua sensibilità e il suo intenso desiderio di ricevere e dare amore) ma soprattutto per la svolta improvvisa e quasi incredibile che la protagonista si trova a vivere, quasi travolta da una forza misteriosa, che darà finalmente un senso non solo al suo futuro ma renderà ragione anche della sua vita passata. 
Ritengo che la forza del romanzo sia proprio questo duplice vissuto esistenziale della protagonista, un "prima" accettato quasi fatalisticamente e un "dopo" sperato, atteso anche dal lettore che pagina dopo pagina è stato preparato dall'abile lavoro  psicologico dell'autrice. 

Ed infatti si arriva alla svolta, la decisione di intraprendere un viaggio da parte della protagonista stimolata all'impresa da forze misteriose alle quali si stenta a credere mentre, a rifletterci bene e le neuroscienze lo stanno scoprendo, è proprio il credere fortemente nell'improbabile, se sorretti da fedi e ideali positivi, a trasformare personaggi anonimi in eroi o eroine da romanzo! E i lettori, come ben si sa, da tempo immemorabile preferiscono ascoltare storie in cui i protagonisti riscattano le loro vite anonime con azioni o, nel caso  della nostra protagonista, attraverso un amore improvviso e fatale, per non dire romantico! 
L'intervento di una figura misteriosa sotto le spoglie di un'amica e un insieme di concomitanze che potrebbero sembrare un poco eccessive, potrebbero alienare le simpatie di una parte dei lettori amanti della razionalità, ma grazie all'abilità compositiva dell'autrice, anche gli incontri, le coincidenze e le atmosfere più strane e quasi incredibili vengono a trovare una plausibilità tale da convincere anche i lettori più scettici a seguire sino in fondo le vicissitudini della protagonista! 
Non per nulla l'autrice accortamente fa precedere la sua opera da una frase di Dostoevskij: "Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso." 
Ed infatti si entra giorno dopo giorno, anzi, di dieci minuti in dieci minuti di scrittura diaristica, nel vissuto e nell'intimità della protagonista e gradualmente ci si affeziona a questa donna intelligente, sensibile e coraggiosa che affronta la sua routine quotidiana ponendosi molte domande di stampo filosofico esistenziale senza soccombere a una rassegnazione che sarebbe preludio di un inaridimento fisico e psichico senza speranza! 
Mi sbaglierò, ma non posso fare a meno di sovrapporre la personalità dell'autrice a quella della protagonista che si apre indifesa ai lettori attraverso il rito liberatorio della scrittura!

Un escamotage, quello dei dieci minuti, che mi pare geniale all'interno di una scrittura narrativa congeniale al gusto dei lettori! Sono flussi di coscienza (streams of consciousness), pensieri che si susseguono, apparentemente senza un disegno prestabilito, quasi fossero ispirati da una volontà superiore che a un certo punto spingono l'autrice, come dicevo, ad un viaggio mai immaginato prima, un viaggio negli Stati Uniti, una cultura e paesaggi vissuti sino ad allora solo attraverso i romanzi ed i films hollywoodiani! Ed ecco perché sorge il dubbio che tutto quanto viene narrato dal momento della sua partenza sino all'epilogo sia solo frutto di sogni e fantasie che, più reali della vita reale precedente, hanno la funzione terapeutica di rimarginare ferite e ricomporre tasselli di un'esistenza ritenuta sino ad allora inappagante a livello affettivo!

Un puzzle da completare al fine di aprire nuovi orizzonti e rendere ragione di tutte le esperienze di vita passate dalla protagonista, donna apparentemente comune ad un esame superficiale, , ma che sin dalle prime pagine del suo diario, rivelando un desiderio di ricerca interiore (lo yoga, la musica, l'influsso degli astri, il considerare tutto l'universo, compreso le vite più umili soggette ad un'unica  forma di energia, la reincarnazione e altro), 
diventa agli occhi del lettore creatura affascinante, una natura che ha compreso che la vita può avere solo senso se dà e riceve amore, la vera forza che regge e dà spiegazione dell'intero universo! 

Molti i personaggi  e tutti descritti in modo incisivo: si va dalla bambina Rebecca al fedele anziano cane e poi, trasversalmente, si viene sapere di una vita attiva, desiderosa di conoscere attraverso pratiche orientali, un accenno al desiderio inconscio della reincarnazione, un senso religioso della vita, ma staccato dalle solite pratiche che spesso affossano il meglio della religiosità, il senso della famiglia anche se ora l'incipiente rischio della solitudine e dell'avanzare degli anni fa vivere la famiglia solo nei ricordi del padre e della madre e rivivere anche qualche rimorso come sempre accade alle persone dall'animo sensibile e generoso pensando che si sarebbero potuti amare in modo diverso e ai momenti sprecati... 

Poco si accenna e con pudore alle passioni amorose trascorse... forse deludenti al punto da voler essere cancellate dalla memoria e sostituite da un vago desiderio di sognare un amore perfetto ed allora anche il lettore si augura che il sogno si realizzi e l'autrice abilmente accontenta sia la protagonista che il lettore, infatti il romanzo ha una svolta imprevedibile ed il sogno realizzato attraverso un'amica misteriosa che quasi costringe la protagonista ad un viaggio in USA, il viaggio come metafora della vita vera:
l'incontro apparentemente fortuito con una donna anziana dalla vita romanzesca e drammatica, e soprattutto attraverso il ballo, utilizzato infinite volte in letteratura e pittura, in questo caso il tango (le magistrali pagine di Jorge Luis Borges sulla milonga) ballato in una milonga-fienile in cui avviene l'incontro con l'uomo sognato da una vita e l'interessante è che con  costoro non vi è possibilità di utilizzare a fondo le rispettive lingue materne e questo mi pare, da parte di una scrittrice, un importante segnale di modestia e controverso insegnamento, come dire che per trasmettere sentimenti e affetti forti non occorre conoscere a fondo i segreti di una lingua, ma misteri d'altro genere che vanno bel oltre gli artefici della letteratura!

A un certo punto della storia l'autrice scioglie gli enigmi della protagonista e del lettore: il mistero pare si dissolva... il viaggio rivela uno scopo preciso, completare una vita che non pareva conclusa, il ridare fiamma a una vita che rischiava di restare incompleta  e forse in futuro schiava della deludente routine quotidiana... Non solo vivere un amore intenso in una terra lontana che sembra di avere sempre conosciuto (ben diversa da quella dei romanzi o dei film statunitensi) ma molto altro di cui non si può parlare per non togliere suspance ai futuri lettori.



Signori e Signore, se siete arrivati in fondo a questo numero, meritereste il libro in regalo! ;-) 
Ma al momento potete solo comprarvelo!:-D
Come?
Andando nella vostra libreria e ordinandolo!
Oppure usando i canali on line, tipo Amazon!
Oppure scrivendo alla casa editrice Rapsodia Edizioni!
Oppure venendo alle mie presentazione su e giù per l'Italia;-)
Oppure scrivendomi all'indirizzo email steficonvalle@gmail.com 
e lo avrete con dedica personalizzata.

Insomma, in qualche modo LEGGETELO!!

E poi, naturalmente, ditemi "la vostra".




Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle






mercoledì 24 luglio 2013

Numero 120 - Libri da portarsi in vacanza;-) - 24 Luglio 2013


Oggi voglio proporvi un libro uscito da poco: "Sotto la pelle" di Annalisa Seveso (Ed. Demian).
Siamo in Estate e tante persone approfittano della tranquillità sotto l'ombrellone per potersi dedicare alla lettura;-) e quindi ecco per voi qualche suggerimento, anche perché Annalisa ed io condividiamo la stessa Casa Editrice e quindi, già che vi trovate ad ordinare il mio "Dentro l'amore", aggiungete anche "Sotto la pelle" e in un colpo solo vi sarete riforniti  per le vacanze;-) 
Ma vediamo di entrare nel dettaglio di questo romanzo che mi pare davvero interessante!

"Sotto la pelle" è un romanzo storico ambientato prima e durante la guerra di secessione. 
La giovane Alicia Stein è figlia di un grande proprietario terriero della Virginia, ma quando il padre si risposa, non riuscendo ad instaurare un buon rapporto con la matrigna, decide di trasferirsi dalla nonna in Ohio. 
Due terre confinanti, divise solo dal fiume Mississipi, ma con idee profondamente diverse tra loro e così Alicia modifica radicalmente le idee con le quali era cresciuta e inizia a vedere lo schiavismo come una piaga. 
Per la prima volta la Storia viene raccontata dal punto di vista nordista, e quindi a favore dell'uguaglianza e della libertà.

Dice l'autrice, che è alla sua quarta pubblicazione: "La parte più difficoltosa è stata certamente la ricerca storica, la voglia di trovare particolari che rendessero la narrazione quanto più simile all'epoca in cui è ambientata, ma senza mai perdere di vista il desiderio di rendere il racconto attuale e vicino a noi, trattando l'argomento del razzismo anche in chiave moderna."

Insomma, direi che trattasi di un "romanzone" da non perdere!
Avete domande per l'autrice? Qualche curiosità che volete sapere? Chiedete e lei vi risponderà da questo Blog!