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giovedì 7 novembre 2024

Numero 456 - Aspettando "Seduti allo stesso tavolo" - 7 Novembre 2024


 

Oggi vi racconto una storia che è la mia storia. E lo faccio quando mancano pochi giorni all'uscita del mio nuovo romanzo: "Seduti allo stesso tavolo". 
Questo romanzo è nato in un momento in cui ho messo tutto in discussione, è stato quasi una terapia ;-) Ho ragionato a voce alta, insieme al lettore, affidando i miei pensieri, le mie esperienze e le mie considerazioni ai protagonisti: Penelope, la scrittrice disillusa che sceglie la solitudine; Anastasia, una donna misteriosa, ambigua; Pietro, lo scrittore famoso che rappresenta il sogno mai raggiunto di Penelope, ma poi, questo sogno è davvero qualcosa per cui lottare o alla fine se diventasse realtà non sarebbe così appagante? 
E poi c'è lei, Mara, l'agente letteraria famosa. Mara che dall'alto dei suoi anni, esperta della vita e del mondo editoriale che conosce in ogni suo più nascosto angolo, saprà traghettare Penelope verso la riva della saggezza.
Insomma, in poche parole scrivere questo romanzo è servito a darmi anche delle risposte.

Mi fa piacere - e spero anche a voi - ripercorrere alcune delle opere precedenti, quelle che ho pubblicato con Edizioni Convalle.
Ne approfitto per sottolineare che la mia carriera parte molto prima rispetto al 2 Febbraio del 2017, data della nascita della mia casa editrice. Lo dico perché le malelingue - che sono sempre all'opera - hanno insinuato che pubblico perché ho la casa editrice. Non è proprio così ;-)
Allora vi spiego: la mia prima pubblicazione risale a Gennaio 2012, quando non avevo nemmeno per l'anticamera del cervello di fondare una casa editrice. Nel corso della mia carriera, quando ero solo autrice, ho pubblicato diverse opere con alcune CE. Inoltre "Dipende da dove vuoi andare" era stato acquisito dalla famosa Agenzia Thesis che poi l'ha pubblicato con la sua CE. E vi dico anche che mentre ero in parola con loro, una editor che mi seguiva, mi telefonò per chiedermi se avessi già firmato con loro perché aveva ottenuto la possibilità di far leggere il mio manoscritto presso una grande casa editrice, di quelle che tutti gli aspiranti scrittori sognano. Ebbene, ricordo di averle risposto che, anche se non avevo ancora firmato il contratto, avevo dato la mia parola alla Thesis e quindi non mi sentivo di rimangiarmela. 
Forse ho perso un'occasione, chissà...
Però, vedete, per me la parola lealtà e rispetto verso chi dà un'occasione ha un valore. 
Comunque, questo aneddoto l'ho raccontato per tutti coloro che non hanno rispetto per la mia carriera che parte da lontano e con grande orgoglio posso dire che mi sono sudata tutto, e la penso esattamente come la Penelope del romanzo ;-)
Ma torniamo alla carrellata di alcune delle mie pubblicazioni precedenti, non le metterò tutte - sono 21, compresa l'ultima - e quindi ho fatto una selezione, scegliendo tra le opere pubblicate da Edizioni Convalle.

Andiamo a ritroso.


"Volevo solo avere più tempo" 

In tutti i miei romanzi c'è l'amore, perché fa parte della vita, e quindi come potrebbe non esserci?
Antonio, il quasi ottantenne protagonista, è un personaggio di cui quasi tutti i lettori si sono innamorati e gli hanno voluto bene da subito; i più giovani avranno rivisto in lui il proprio nonno. I meno giovani avranno rivisto il loro padre, e i coetanei si saranno identificati. Secondo me Antonio è stato tanto amato perché lui stesso è capace di grande amore, sia come sentimento per una donna, sia per una ragazza che diventa come una nipote, sia per i suoi sogni e soprattutto per la Vita. Credo sia proprio questo che ha colpito al cuore i numerosi lettori, che ringrazio sempre.

Ma andiamo avanti, e vediamo quello che lo ha preceduto.


"Ti affido i miei pensieri. Abbine cura"

Questo è un volumetto al quale tengo davvero tanto perché contiene, come dice il titolo, i miei pensieri più intimi e profondi. Non so trovare le parole giuste per descriverlo, non si può raccontare, ma solo leggere. 



"A Nord del destino"

In questo romanzo la scrittura mi ha portato - sapete che è la scrittura stessa che mi guida e non il ragionamento o un progetto preordinato - a entrare nel cuore di una famiglia e delle persone più vicine, come un'amica del cuore o un vecchio amore, e scoprire gli scheletri negli armadi: chi non ne ha? 
Aurora, Amelia, Andrea (oddio! Tutti con la stessa iniziale! Giuro che non lo farò più...) e Giovanni, si dovranno spogliare e mettersi a nudo davanti a sé stessi e ai loro segreti, perché alla fine i conti devono tornare. 

Continuiamo questo cammino a ritroso e troviamo "Una straordinaria solitudine".



Questo romanzo, ambientato nel Golfo dei Poeti, dove ho abitato per diversi anni, è una storia d'amore che non conosce confini, di nessun genere. E quando dico di nessun genere intendo proprio che va oltre, perché l'amore è questo, un grande regista nella vita di ognuno di noi. Victor, Sophie, Maryanne. Italia, New York. La loro straordinaria solitudine assume un significato diverso per ognuno di loro.


"Il Manoscritto"

Eh, questo romanzo, quante cose ho da dire...
Partiamo dalle belle. Un romanzo ambientato a Trieste, città che conosco bene e tanti sono i ricordi dell'infanzia che mi legano a lei. Li ho voluti mettere nel romanzo e affidare a Emilia, la protagonista, un'agente letteraria milanese che si trasferisce a Trieste, dove troverà l'amore e tante risposte sulla sua vita. 
Dovete sapere che questo romanzo era stato scelto da una piccola casa di produzione cinematografica indipendente per realizzarne un film. Potete immaginare come ne ero stata felice! Però qualcosa è andato storto e pur essendo iniziate le riprese, con la presenza di attori importanti, tra l'altro, il tutto si è arenato, come spesso accade. 
Eh va beh, dopo la delusione, ci ho bevuto sopra: che potevo fare?
Ma rimane sempre un romanzo che, come tutto ciò che scrivo, contiene tanto di me.


"Lo specchio macchiato dal tempo"

Questo romanzo è stato un po' una scommessa. Dovete sapere che a me piace scrivere anche di dimensioni diverse, parlare di quel filo sottile che lega il mondo dei vivi a quello di chi non c'è più. Qui ho voluto stare ben salda alla realtà, anche se all'inizio non sembra ;-) Ma lo scoprirete leggendo. La cornice è la mia Milano alla quale ho voluto rendere un omaggio, facendo muovere i miei personaggi - Alice, Minerva, il Messaggero, Tommaso, Gabriel - nelle strade e le piazze simbolo, ma anche piccoli angoli conosciuti solo ai milanesi. La storia vede due mondi a confronto, che andranno a intrecciarsi per poi sciogliersi con tutte le soluzioni in mano. Sono ermetica? Un po' sì;-)

Ma adesso entriamo per un attimo nel mondo della Poesia.


"In ordine sparso. Come la vita"

Nella mia carriera ho scritto anche poesie, ma non mi ritengo una poetessa, penso di essere più una romanziera. Questa opera racchiude il mio percorso poetico, che comprende tutte le poesie scritte fino al momento della sua uscita. Qui troverete quella parte di me che osserva la Natura, l'essere umano nelle parti più intime a livello di emozioni. Credo si possa definire una poetica moderna, dal verso libero ma - a tratti - con una punta di ermetismo. Insomma, giudicate voi che è meglio ;-)


"SCRIVERE. Alla ricerca di sé e del proprio stile"

Qui troverete pillole di tecnica di scrittura e suggerimenti per approcciarsi alla scrittura creativa, ripercorrendo il percorso che faccio nei laboratori di scrittura che conduco da diversi anni e che ha formato tanti autori poi pubblicati. Un manuale molto semplice, alla portata di tutti coloro che si avvicinano a questo mondo.


"Anime Antiche"
 
Eh... Anime antiche... Qui ho voluto addentrarmi nel mondo delle vite precedenti, argomento a me caro. Troverete Muriel, una milanese innamorata dell'amore che però non trova l'anima gemella, per così dire. Incontrerà per caso Greg, un ragazzo carismatico che le dirà di essere un'anima antica, affermazione che farà sorridere Muriel, ma allo stesso tempo nascerà un rapporto particolare tra loro. In mezzo, un amore sofferto, quello tra la donna e Lorenzo, e poi un libro antico e un anello che diventeranno parte della storia in modo importante. Insomma, una grande storia d'amore, di quelle che viaggiano nel tempo. 

Andiamo avanti. Ma quanti sono? Direte voi. Eh, un bel po'. Com vi ho detto, con l'ultima opera siamo a quota 21 pubblicazioni. Ma tranquilli, non vi parlerò di tutte!


"Il silenzio addosso"

Cos'è quel silenzio addosso di cui si parla? Si tratta di quella parte di noi che teniamo nascosta sotto una metaforico cappotto che indossiamo. A volte è un cappottino leggero, a volte è pesante e spesso, come quello che s'indossa nel più freddo degli inverni interiori. Un cappottino pesante, come quello che indossa Chiara, una giovane donna che si porta dietro un grande dolore che però non vuole mostrare, ma cerca con le unghie e con i denti di rimettersi in piedi, trovando una stampella in Giulia, una chef milanese di mezza età. E poi troveremo Alessandro, il marito di Chiara; Fabio, chef milanese con le sue frustrazioni e Edoardo, libraio eremita. Le loro vite si incontreranno, portando quel raggio di sole che aiuterà a uscire dalle tenebre individuali. E poi troverete la Sciamana, una figura importante per Chiara: la saggezza incarnata.


"Dipende da dove vuoi andare"

Con questo romanzo entriamo nelle opere che sono state ripubblicate in una nuova edizione con Edizioni Convalle,  ma che avevano iniziato il loro cammino prima che io decidessi di diventare anche editrice.
Questo romanzo tratta un argomento purtroppo attuale, quello del femminicidio, ma lo fa da un punto di vista molto spirituale. 
Anna, la vittima, uccisa dal marito Luca, entrerà in contatto con Maria, giovane donna che conoscerà Luca, ignorando il suo vero essere. Un lotta contro il tempo per salvare Maria, dove Anna sarà una presenza fondamentale, ma dove anche troverete la mamma di Maria, Stefano e Laura (la sensitiva) che saranno al fianco della ragazza in questo percorso a metà tra il thriller e il noir.




"Una calda tazza di caffè americano"

Questo romanzo ha segnato il punto di svolta della mia scrittura, quando ho cominciato a lasciarmi andare e scrivere di pancia. 
C'è tanto di me, qui dentro, proprio per la struttura stessa del romanzo.
Molly mi assomiglia parecchio ;-) e Alan sarà l'amore della sua vita. Emily, la vecchia donna che la ospiterà negli Stati Uniti, sarà per lei quella mano delicata che assomiglia a quella di una madre. E Gabriella? Eh, Gabriella vi sorprenderà.



"Dentro l'amore"

Questa raccolta di racconti ha visto la luce nella la primavera nel 2013, e rieditata da me negli anni successivi con Edizioni Convalle.
In questa raccolta c'è il seme della scrittura che poi si sarebbe sviluppata ed evoluta negli anni successivi. Un titolo che esprime esattamente il mio modo di vedere la scrittura e la vita, perché è così che scrivo e vivo. Dentro l'amore.

Mi fermo qui perché non voglio andare oltre. Ci sono tante opere che non sono in questa carrellata: sono quelle scritte negli anni con altri autori, e anche la prima in assoluto che ancora non ho rieditato con Edizioni Convalle, però chissà, magari ci penso.
Vi risparmio di dirvi i riconoscimenti ottenuti negli anni, per me importanti, ma non voglio annoiarvi. Vi dico solo che quasi tutte le opere hanno ricevuto almeno un premio o riconoscimento, e questo mi rende orgogliosa perché, come a volte mi hanno detto, sono una donna che si è fatta da sola, e scusate se me lo dico da sola, ma ne vado fiera.

Ho voluto fare questo piccolo album virtuale da sfogliare per ricordarvi le opere principali prima che la prossima veda l'uscita imminente e quindi... Se qualche opera manca dalla vostra libreria, potrete provvedere, se avrete voglia di conoscermi a 360° attraverso i miei scritti. :-)

Insomma, grazie a tutti i lettori che mi hanno seguito negli anni e che continueranno a farlo, ma anche a quelli che arriveranno.

Grazie!

Potrete trovare ulteriori informazioni nel sito www.edizioniconvalle.com 
e nella Pagina Edizioni Convalle su Facebook, come anche su Instagram nel profilo Stefania Convalle



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

lunedì 2 gennaio 2023

Numero 426 - Voglia di Gialli, Thriller o parenti prossimi - 2 Gennaio 2023


Anno nuovo, idee nuove.

Dedicherò alcuni numeri di questo Blog alle opere della mia casa editrice: Edizioni Convalle.
Cerco sempre di arricchire il catalogo con opere di vari generi, anche se non sono suddivisioni nette.
Sono dell'idea che un'opera, se incasellata in quelli che vengono definiti generi, diventi vittima del genere stesso. Quante volte leggiamo, per esempio, gialli perché ci piace il genere, ma troviamo romanzi che sembrano fatti con lo stampino! E non sono neppure d'accordo che i thriller o parenti stretti debbano per forza avere modalità obbligate. 
Dove la metteremmo, in questo caso, la creatività? 

Ecco che, quindi, le opere colorate di giallo, che scelgo di pubblicare hanno sempre qualcosa in più, a livello di contenuto psicologico, per esempio, che arricchiscono il tutto.

E allora vediamo un po' cosa vi offro, cari lettori, amanti del brivido o dell'alta tensione narrativa.

Comincerei proprio da un mio romanzo che potrei definire un thriller-noir-psicologico. Ma c'è anche una bella dose di spiritualità. Quindi, cosa diventa? Ditemelo voi. 


"Dipende da dove vuoi andare" affronta la piaga sociale del femminicidio, ma lo fa in modo completamente diverso da ciò che circola in questo senso. L'indagine psicologica dei personaggi è molto profonda, ho cercato di calarmi nei panni dell'assassino: cosa può spingere un uomo a fare un gesto del genere? Ho indossato i panni di chi, nella trama, viene a contatto con lui e che non sa - fino a un certo punto - quello che lui ha commesso. Ma sono stata anche la voce della vittima, nel limbo in sui si trova, che diventa protagonista fondamentale della storia narrata. 
Questo romanzo mi ha regalato una bella soddisfazione: il "Premio Giovani" 2017, un premio assegnato da una giuria di studenti liceali. 

Ma andiamo avanti.

C'è un'autrice in Edizioni Convalle, Tiziana Mazza, che ha scritto due opere in tal senso. Vediamole.



Un giallo-rosa che coniuga il mistero e il giallo da risolvere, parallelamente a parti ironiche e rosa dove i protagonisti si muovono. Un'opera che si legge con un sorriso, ma anche con momenti di apprensione tipiche del genere giallo. 
Questo romanzo si è aggiudicato anche il Marchio di Qualità all'interno della Rassegna della Microeditoria 2022!

Ma Tiziana ha pubblicato anche una raccolta di racconti: tre storie che virano in maniera più decisa verso il thriller e giallo-noir. 


Tre racconti lunghi che hanno una tensione alta, dove il lettore viene catturato dalle vicende narrate. Ma anche qui, ci sono altri ingredienti, quali l'ironia, che caratterizza il carattere di alcuni personaggi, o la presenza di altri ingredienti che arricchiscono la narrazione.

Per chi ama il thriller psicologico classico, ecco che troviamo l'opera di Cinzia Zerba: "Rosso tulipano".


Qui troverete uno schema classico, per chi ama opere di genere che non facciano divagazioni, ma a mio parere l'arricchimento proviene dall'indagine psicologica del personaggio principale e il suo excursus personale in risvolti misteriosi a livello spirituale: lì c'è il valore alto dell'opera.

Ma torniamo a Gialli che possono anche strappare un sorriso: è il caso di "Delitti nell'orto" di Anna Maria Castoldi e Miriam Donati.
 


Qui troverete una simpatica "banda" di vecchietti coinvolti in indagini varie su omicidi vari. Non manca una vivace ironia, come anche qualche pennellata rosa dell'amore!

Ma abbiamo anche Thriller che esulano dal comune, come quelli che si muovono nei meandri finanziari.
"Alla luce dell'ombra" di Alessandro Bolasco.


Anche qui grande ritmo, grande tensione, ma spazio ai pensieri e ai conflitti dei personaggi, con un finale suggestivo. Inoltre aggiungo che pur essendo un thriller ambientato in ambienti finanziari, è comprensibile anche per chi non li bazzica, cosa molto importante.

Altra penna interessante, che chi ci frequenta conosce bene, è quella di Tania Mignani, che con la sua raccolta "Nessuno è innocente. Nemmeno tu" si è immersa nelle atmosfere noir e gialle che le vengono proprio bene.


Qui troverete racconti di varia lunghezza, che vi sapranno trascinare dentro le pagine come Tania sa fare bene, regalando una prosa di carattere, pungente e ironica, ma con quel retrogusto di dolcezza che fa capolino in alcune storie. 

Infine, chiudo questa carrellata con un Giallo tenerissimo, anche se questa definizione può apparire un ossimoro.
"Anna" di Barbara Galimberti.


Una postina, un infortunio che sarà il tramite per venire a conoscenza di una storia molto particolare, dai risvolti gialli, ma dall'umanità profonda. Non manca la sua ironia che caratterizza la protagonista. 

Insomma, come vedete non c'è che l'imbarazzo della scelta!
Nei prossimi numeri del blog, potrete rivedere alcune di queste opere proposte in ambiti diversi, proprio perché sono poliedriche e questo, per me, è il valore aggiunto di ogni opera di Edizioni Convalle.

Ora, però, prima di salutarvi, qualche domanda per voi lettori, così ci aiutate a capire e a fare sempre meglio.
Se avrete voglia di rispondere, mi farete un bel regalo e sentirete anche più "vostra" la mia casa editrice.

1) Se siete amanti di Thriller, Gialli e Noir, potete raccontarmi cosa vi attrae di questi genere?

2) Nello specifico, quali amate di più (Thriller, Gialli o Noir) e perché?

3) Cosa vi aspettate da letture di questo genere?

4) Nei vostri acquisti scegliete solo i grandi nomi o andate in cerca di autori esordienti e/o emergenti che trattano questi generi?

M'interessa il vostro parere, mi raccomando! E vi ricordo che se volete approfondire la conoscenza di qualche opera qui proposta, potete andare nel sito www.edizioniconvalle.com e/o seguire la Pagina Facebook di Edizioni Convalle dove potrete trovare un Album con tutte le pubblicazioni in catalogo e informazioni approfondite su ognuna.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle




venerdì 1 febbraio 2019

Numero 312 - Cerca di non mancarmi troppo - 1° Febbraio 2019



CERCA DI NON MANCARMI TROPPO

Ritorno dopo un bel po' di tempo nel Blog 
per parlarvi di un romanzo speciale.

Speciale perché scritto in due.
Stefania Convalle & Riccardo Simoncini.
Ci hanno definito Fred Astaire e Ginger Rogers 
della scrittura.
Quale complimento più bello?
Lo stesso swing dentro.
Sì.



Ed è questo che ci ha permesso di scrivere un romanzo dove le parti scritte da ognuno si fondono fino a diventare una cosa sola. Una sintonia che profuma di perfezione, con tutte le sue imperfezioni insite che la rendono unica al mondo.

E lui? 
Riccardo Simoncini, come descrive questa esperienza?

Così.

Scrivere in due

 Mi è sembrato doveroso comporre questa premessa
alla lettura perché la domanda che tutti, nessuno
escluso, mi hanno posto sentendomi parlare di questo
nuovo romanzo è: 
“Com’è scrivere in due?”. 
E la mia risposta è sempre stata la stessa: bellissimo.
E non lo dico soltanto perché la compagna è
d’eccezione, 
trattandosi di Stefania Convalle, 
maperché questa esperienza si è rivelata esattamente come
un’avventura.
Io e Stefania, sebbene nella vita andiamo d’amore e
d’accordo, ci siamo scontrati ben più di una volta
durante la stesura delle pagine che vi accingete a
leggere per alcuni, semplici motivi dettati dal metodo
che abbiamo utilizzato: non ci siamo messi d’accordo.
“Ho scritto il primo capitolo di un romanzo, 
ti va di essere tu la voce maschile 
e continuarlo insieme a me?”. 
Come potete immaginare, ho accettato e da quel
momento i capitoli si sono susseguiti nello stile
narrativo che vedete 
ma senza alcun accordo tra le parti.
È diventato una sorta di gara stimolante, una continua
sfida con l’altro, oltre che con noi stessi, per dare vita
a una storia avvincente e cercando di mettere in
difficoltà il compagno di scrittura lasciandogli da
sbrogliare matasse intricate in capitoli sospesi.
E ognuno dei due ha preso le parti del suo pupillo. 
In conversazioni telefoniche, in chat, a un tavolino del bar
di Andrea Baratti ci siamo accesi, accaniti, scontrati su
ipotesi, caratteri e situazioni di quei personaggi che si
facevano spazio tra le punte delle penne piene di
inchiostro mia e di Stefania. Opposte per condizione eppure
così simili per stile (e questo, concedetemelo, è un
complimento per me).
Dunque questo è stato.
Un’idea di Stefania.
Un capitolo a testa.
Nessun accordo da ambo le parti.
Con un unico inciso di Stefania: 
il primo capitolo è mio,
l’ultimo capitolo è tuo.

 Riccardo Simoncini

Eccoci qui insieme al battesimo del romanzo.

Che altro aggiungere...
Volete avere un'idea di cosa abbiamo raccontato 
in questo romanzo?
Ecco qui sotto ;-) il book trailer realizzato dallo stesso Riccardo Simoncini, che ne ha curato la scelta delle immagini, delle frasi estrapolate dall'opera, della musica e del montaggio. 
Insomma: ha fatto tutto lui ;-)

Buona visione e se vi avrò, avremo, incuriosito, 
non vi resta che leggerlo!

CERCA DI NON MANCARMI TROPPO
Stefania Convalle e Riccardo Simoncini
Edizioni Convalle



ALLA PROSSIMA
DALLA VOSTRA
STEFANIA CONVALLE


lunedì 11 dicembre 2017

Numero 300 - Vi regalo un'anticipazione - 11 Dicembre 2017


Vi faccio un regalo.

In un momento dove non riesco più
a trovare il tempo per scrivere.

E pare che non sia nemmeno molto chiaro 
quanto questo mi costi.

E pare che non sia molto chiaro proprio a chi, 
come me, 
dice di amare la scrittura. 

E invece chiedonochiedonochiedono.
E pretendonopretendonopretendono.
E prendonoprendonoprendono.

Ho bisogno di tempo.
Di pace.
Di tranquillità.
Di silenzio.

Di rispetto.

E così, almeno per condividere con voi una boccata di ossigeno, vi regalo quest'anticipazione del mio nuovo romanzo che, se Dio vuole, riuscirò a fnire nel 2018.

Il primo capitolo

nato ascoltando questa musica




È già domani

romanzo
 - il primo capitolo -

  Stefania Convalle

Chiara

   La pagina bianca è arrivata. Dritta, davanti ai miei occhi. Implacabile. Un vuoto tra le righe che attendono di essere scritte. Una valigia di cuoio, come quella di una volta, ottocentesca come i contorni di una storia che si è chiusa tra arabeschi colorati di nero.
   Anni scritti in un diario di pelle dato alle fiamme di una vita che ti prende alla sprovvista e ti toglie tutto quello che hai. Tranne la vita stessa. Tranne la capacità di respirare, di vedere e guardare occhi che si chiudono per non aprirsi mai più. Tranne una parete dove cercare un appiglio.
   Sfilare la mano dalla sua è stata la prova più dura della mia esistenza. Una mano inerte, dai pochi anni, giovane e liscia come un frutto ancora sull’albero. Carezzare quelle dita ormai immobili, cercare un minimo battito sotto la pelle, avvertirne il freddo che inesorabile arrivava, bruciare di un dolore che invadeva la testa… Dio, perché mi hai tolto una parte di me, quella più importante. Perché? Non riesco a non guardare il mondo attraverso i suoi giovani occhi, li ho sempre aperti dentro i miei, anche quando cerco di dormire un po’. Si può sopravvivere al proprio figlio?
   Non lo so.
   Ma il foglio bianco mi guarda, quasi arreso come me. Bianco come una distesa di neve incontaminata, dove le vette sono alte e l’azzurro del cielo pare voglia urlarti che non è finita. Anche se l’aria è rarefatta, l’ossigeno viene meno, il freddo si infila sotto la giacca e ti schiaffeggia lo stomaco.
   Non sono stata lì, in quella stanza che odorava di morte, mentre chiudevano l’ultima sua casa per poi darlo alle fiamme purificatrici che lo avrebbero portato fino in paradiso, perché è lì che è ora, lo so. Mi consolo pensando che non sarà per sempre, questo mio senso di smarrimento. Finirà quando non ci saranno più fogli vergini che mi aspettano. Non è la mia ora, mi ha detto un prete che cercava le parole per consolarmi, mi ha sussurrato quella frase che si dice sempre quando le parole sono finite: i disegni di Dio sono incomprensibili a noi uomini. L’ho guardato, rabbia e disperazione creavano un maremoto e non sapevo se sarei stata capace di arginare le acque torbide e impetuose della mia disperazione. Ma gli occhi parlano e quelli dell’uomo dal colletto bianco erano sinceri e pieni di comprensione. Cos’altro poteva dire, in fondo, a una madre che perde la sola cosa che conti nella sua vita?
   L’ho abbracciato.
   E me ne sono andata. Ho voltato le spalle a Dio. Sono uscita trascinando gambe e piedi fino alla porta che separa la preghiera dalla vita del più miserabile degli uomini. Sono uscita per non tornarci più.
   No, Dio, non ti perdono per quello che mi hai fatto. Non capisco i tuoi disegni. Sono troppo per me.
   Vado via, hai perso quest’anima che adesso brancola nel buio e cerca di trovare delle parole buone da scrivere su un foglio di una pagina voltata a caso. Le mie spalle lo potevano ancora vedere, lui, il parroco, impotente nella sua divisa. Il vento scompigliava le mie vesti e anche le sue, e tra me e lui si apriva un solco a ogni passo.
   Devo vivere, lo so.
   Devo vivere e lo farò anche per lui, mio figlio.

continua...
@Tutti i diritti riservati.

Numero 300 di questo Blog.
Dovevo mettere qualcosa di importante.
Di molto importante.

Un pezzo di me.






mercoledì 17 maggio 2017

Numero 275 - Anna e Maria - 17 Maggio 2017


Che strada dovrei prendere?
Dipende da dove vuoi andare.

Sembra una domanda facile. E forse lo è. 

Siamo noi che decidiamo della nostra vita?

Anna: è quello che cerco di spiegare a Maria durante tutto il romanzo. Sono solo un personaggio, frutto della fantasia di qualcuno che ama scrivere. 

Maria: sembra facile, ma è la vita che ci conduce verso strade già prestabilite o possiamo cambiare il corso delle cose? Io, ragazza quasi sfrontata nei confronti delle regole e che ama giocare col fuoco, dove sarei finita se non fossi venuta tu a salvarmi? Chi ha salvato "chi"?

Anna: non so "chi ha salvato chi", ma la vita mostra confini talmente sottili che è difficile rispondere alla tua domanda, Maria.

Maria: eppure senza di te, senza quel nostro incontro non casuale, forse e solo forse, non sarei qui a parlarne. Mi hai insegnato tante cose, Anna. A ritrovare mia madre, per esempio. O a capire cosa sia l'amore...

Anna: già, l'amore... Dipende da dove vuoi andare. Incontro a quale tipo di amore. Amore, una parola a tratti talmente astratta che ci sfugge tra le mani e che confondiamo spesso. Com'è successo a me...

Maria: chi siamo noi?

Anna: due donne, un destino simile, ma diverso alla stesso tempo, perché le strade che si possono scegliere finché c'è vita sono tante; a volte anche semplicemente solo due, ma possono condurci in direzioni opposte. La vita o la morte.

Maria: perché tu hai scelto la morte?

Anna: per amore.

Maria: per amore, quale amore? Un amore violento non può essere amore.

Anna: è vero, l'ho capito tardi. 

Maria: se tu potessi tornare indietro, andresti ancora a quell'appuntamento? 

Anna: no. E forse oggi potrei dire anch'io di nuovo, io.

Maria: di nuovo, io. Che belle parole. Una rinascita assoluta. Una nuova possibilità. Un risveglio dal torpore di una speranza mal riposta. 

Anna: Maria, servirà a qualcuno questa nostra storia? 

Maria: chissà, spero di sì, spero che la nostra storia possa far riflettere, possa mettere in guardia, possa accendere quella scintilla della salvaguardia di se stessi. Ma un semplice romanzo può fare questo? 

Anna: voglio credere che possa accadere, anche se servisse ad illuminare una sola vita, sì, spero proprio che possa servire a qualcuno. A qualche donna che si renda conta che non è normale, né giusto aver paura dell'uomo che si ha al proprio fianco.

Maria: dipende da dove vuoi andare, ha un senso?

Anna: sì. Adesso l'ho capito. Dipende sempre da noi.




Dipende da dove vuoi andare