Visualizzazione post con etichetta Chiacchierando.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiacchierando.... Mostra tutti i post

domenica 31 dicembre 2017

Numero 302 - Strane conversazioni :-D - 31 Dicembre 2017


- Sono il 2017, vorrei parlarti prima di andarmene.


- Dimmi, sono tutta orecchi! ;-)

- Questi 12 mesi sono stati impegnativi...

- Sì, se penso a tutto ciò che è successo mi rendo conto che tu, caro 2017, rimarrai tra gli anni da ricordare.
La casa editrice, caspita, e chi l'avrebbe mai detto che avrei trovato il coraggio di farlo davvero! E poi l'uscita del romanzo, la sua strada! Le tante persone con cui ho condiviso queste gioie, mie e loro! 
Anche se non è stato tutto rose e fiori! Qualche rompipalle cattivello l'ho trovato anche quest'anno ;-)

- Eh... lo so, ma mica potevi pensarla di scamparla! Ne troverai altri anche quest'anno, ma forse sarai più attenta a chi dai la tua fiducia.

- Mah, non ci giurerei, non so se ho ancora imparato la lezione;-) però sicuramente sono diventata più forte e so dare il giusto valore a cose e persone.

- Brava! Posso regalarti qualche consiglio, anche se non è niente di nuovo?

- Certamente! Un ripassino serve sempre! ;-)

- Bene, allora partiamo:
1) Ricordati più di te stessa, non dare tutto il tempo agli altri, ma solo un po' e soprattutto a chi lo merita.
2) Recupera i tuoi spazi, è della tua vita che si tratta e la disponibilità deve avere un "orario d'ufficio" ;-)
3) Circondati di persone che ti rispettano e che ti apprezzano.
4) Scrivi.
5) Scrivi.
6) Riscopri il concetto di lentezza. 
7) Cura i tuoi progetti, le tue creature e difendile da tutto e da tutti. 
8) Vai sul tapis roulant almeno tre volte alla settimana! ;-)
9) Non farti usare!
10) Alla fine, goditi ogni minuto, giorno, mese di questo tempo nuovo. Lascia andare quello che ti disturba, ignora  la cattiveria, concentrati su quello che ti fa stare bene. 
Fregatene degli idioti.
Vivi la tua vita, i tuoi sogni e guarda solo avanti.

- Grazie, 2017, farò tesoro delle tue parole! E tra poche ore, goditi il riposo! :-)


A parte gli scherzi, care amiche e amici di questo Blog, vi voglio augurare un anno bellissimo.
Un anno da ricordare, come per me è stato l'anno che si sta per chiudere.
Ho toccato tutta la gamma delle emozioni che fanno parte della vita di tutti noi.
Ricordo ancora i primi mesi dell'anno che hanno visto nascere la casa editrice, e la gioia, mese dopo mese, nel vederla crescere come mai avrei pensato in tempi così brevi!

Ho gioito quando è uscito il mio ultimo romanzo "Dipende da dove vuoi andare" con goWare e ho vissuto l'emozione di parlarne davanti a una telecamera della Rai, in un programma di libri dove mai avrei pensato di arrivare! Come nemmeno di vincere un premio! Ma anche come andare nelle scuole in veste di scrittrice! 
Tutte esperienze nuove che mi hanno fatto riprovare qualche brividino ;-)

Ho provato anche la paura di avere qualche problemino di salute, l'attesa di un controllo, l'immediato senso delle priorità che subito si stabilisce quando c'è lo spauracchio di una malattia, si capisce d'improvviso cosa conti e cosa no.

I rapporti umani sono stati qualcosa di travolgente, quest'anno.
Tanti tanti tanti nuovi amici, persone che sono entrate nelle mia vita e l'hanno arricchita, dandomi tantissimo in uno scambio tra me e loro ricco e motivante.
Tanto affetto, tanta stima, tanta gratitudine mi ha investita lasciandomi senza parole, ma con una sensazione di pienezza nel cuore indimenticabile! Sapere di avere aiutato tante persone a realizzare i propri sogni, come quelli di stringere tra le mani la prima pubblicazione, beh, non ha prezzo!

Naturalmente qualche colpo basso c'è stato, qualche doppia faccia, qualcuno che ha usato me e quello che faccio, ma si sa, fa parte del gioco della vita e ormai l'ho imparato.
E con mia massima gioia ho imparato a mandarli a quel paese! ;-)

In tutti i casi, inezie rispetto a quello che di bene ho avuto.

Sono stata me stessa sempre, nel bene e nel male, e questo voglio continuare a fare, perché penso sia ciò che conti davvero.

Mi approccio al nuovo anno con tanti buoni propositi, il primo: mangiare di meno! ;-) 
A parte le battute, continuerò per la mia strada insieme alle persone che condividono il mio stesso sogno, i miei stessi progetti e soprattutto, i miei stessi valori, perché la vita è un attimo e sicuramente non la voglio sprecare con nessuno che sia niente di meno che "persona vera".

Ho tanti progetti e sarà anche questo un anno impegnativo. Ma il lavoro non mi ha mai spaventato, anzi...

Però spero di riuscire a mantenere il proposito di dare spazio anche a me e alle mie esigenze.
Una importante: scrivere.

E quest'anno so che anche il nuovo romanzo in lavorazione vedrà la luce.

Tanta fortuna a tutti!

Dalla Vostra
Stefania Convalle













mercoledì 27 dicembre 2017

Numero 301 - Ritorno al passato - 27 Dicembre 2017



Ecco il mio regalo di Natale.
Un po' kitsch, vero?

Oppure rappresenta solo la mia malinconia per il passato?

Intendiamoci,quando ero piccola questi telefoni erano già fuori uso, ma esisteva ancora la cornetta bella corposa e la ruota per comporre i numeri.

Bei tempi.

Belli i tempi in cui tutto era più "umano" e non si viveva in un'Era che assomiglia a un tritacarne dove viviamo in una perenne ansia da prestazione.

Sarà il Natale, sarà che comincio ad avere i miei anni, sarà che comincio a capire i nostri nonni quando dicevano: ai miei tempi...

Eh sì.
Lo capisco.

E così, l'altro giorno, in un negozio dove mi trovavo per fare la spesa, ho visto questo telefono che mi ha riportato in un batter d'occhio ai tempi andati.
"Lo voglio", mi sono detta.

E oggi è arrivato e troneggia nella mia anticamera, al posto di un super telefono provvisto di fax.

Machissssssenefrega del fax?
Ne farò uno all'anno.

Voglio questo telefono, cornettona gigante, 
quasi fossi negli anni '30.

Ma si può tornare indietro?
Non dico negli anni trenta, certo che no.
Ma quando  la tecnologia non ci aveva mangiato 
in un sol boccone!
Quando ancora si trovava il tempo per una chiacchierata al telefono, con la cornettona, chiuse in una stanza a parlare con l'amica, concentrate solo sulle chiacchiere, confidenze, risate o sfoghi, non importa, ma era un tempo "dedicato"...

Forse sono stanca di tutto questo corri corri che mi ha portato via il "mio" tempo.
Quello per stare con me stessa.
Quello per leggere.
Quello per scrivere.
Quello per badare alla mia casa senza viaggiare per le stanze col cellulare in mano.

Quello per vivere il sabato e la domenica come si vivevano una volta: 
adesso è sempre lunedì, come mai?

Rivoglio il mio tempo.

Forse la "mia" rivoluzione comincia da qui.
Da quel telefono che adesso mi guarda sonnolente e  pacato.
Quello stesso telefono che mi dice: "Stacca la spina - non la mia neh (è un telefono milanese ;-) ) - e goditi una bella chiacchierata con le tue amiche."

Anno nuovo (in arrivo)
Vita nuova (in arrivo)
Telefono nuovo (arrivato)

Ragazzi, mi sa che si cambia vita ;-)


Alla prossima
dalla vostra

Stefania Convalle





giovedì 27 luglio 2017

Numero 287 - Lo Zen - 26 Luglio 2017



Ma quanto tempo è passato dall'ultima volta qui: un mese?!?
Questo già dimostra in quale frullatore io viva in questo periodo, impegni su impegni, ma una piccola pausa di qualche settimana fa è stata illuminante. 
Ero in centro e sono entrata nella libreria Virginia e C0.


Dopo aver conversato con Raffaella e   aver fatto razzia di libri, come al solito quando entro in questo mondo, lo sguardo  si è posato su un vecchio libro che mi guardava insistentemente ;-).


Raffaella, alla quale non sfugge un singolo battito di ciglia, ha detto: “Prendilo! Te lo regalo.”
“Veramente?”
Ero sorpresa, non capita proprio tutti i giorni!
Pare che lei abbia una teoria e cioè che i libri hanno dei genitori e che “LO ZEN” di Alan W. Watts   stesse aspettando proprio me.


Dovete sapere che nella mia vita ho fatto diverse cose, e una di queste è frequentare il Monastero “Il Cerchio” di Milano per diventare operatrice Zen Shiatsu. Per tre anni ho praticato e imparato molto sui meridiani energetici, medicina cinese, stati Kyo e Jitsu. 
Una goccia nel mare. 
Ho osservato molto, ascoltato, vissuto lateralmente la vita dei monaci.
Non mi sono fatta monaca buddista :-) sono solo diventata una shiatsuka e la pratica mi ha aiutata a muovere corde molto profonde di me che ho riversato nei miei libri.


Proprio in questi giorni, rileggendo "Una calda tazza di caffè americano" 

che è dal tipografo or ora per una nuova edizione con la Edizioni Convalle, ho ritrovato tante cose del mio percorso attraverso le discipline orientali. e ripassare certi passaggi del romanzo è servito a ricordare qualcosa che avevo perso di vista: la capacità di gestire il tempo e le proprie ansie.


Ma torniamo a "LO ZEN" che mi ha fatto ripercorrere le varie tappe di una strada che avevo già conosciuto, ho riletto concetti filosofici e non, soprattutto non, di questa corrente di pensiero.
La cosa che mi ha colpita, e in qualche modo rincuorata, perché a volte mi viene il sospetto di aver dimenticato tutti quegli insegnamenti, è che lo Zen non prevede che si sia santi! Eh no, una delle cose importanti è che lo Zen ha i piedi ben piantati in terra. La testa nella bellezza del Cielo, ma i piedi   non perdono per un solo istante il contatto con la realtà.
Perché se è vero che lo Zen ha ispirato, per esempio, la poesia di Basho, la cerimonia del tè, la tranquilla e semplice architettura giapponese, è anche vero che ha prodotto il rigoroso codice dei Samurai.
L’aspetto paradossale dello Zen sta in questa capacità di combinare la pace del Nirvana con l’intensa attività della battaglia e le attività comuni della vita quotidiana.” Senza dimenticare mai il proprio “centro”. Rigore, disciplina, ma anche e soprattutto tanta elasticità.
Ciò che soprattutto conta è acquistare un certo atteggiamento mentale che si chiama   immobile saggezza… Immobile non significa essere rigidi, pesanti e privi di vita come una roccia o un pezzo di legno. Significa il grado più alto di mobilità intorno a un centro che rimane immobile. La mente raggiunge allora il più alto grado di alacrità, attenta a dirigere la sua attenzione dovunque sia necessario… Vi è un centro immobile, che però procede, spontaneamente, insieme alle cose che gli si presentano innanzi. Lo specchio della saggezza le riflette istantaneamente l’una dopo l’altra, rimanendo in sé intatto e non turbato.”
Ho ricordato che lo Zen è molto concreto e il fulcro sta proprio nel non perdere di vista la vita che si vive, momento per momento.
Fluire insieme alla vita, senza cercare di afferrare l’onda del mare che muterebbe al solo contatto delle nostre dita.


I Maestri Zen si servono dei famosi Koan, quesiti surreali senza apparente o logica soluzione, che hanno il compito di spingere ad uscire da schemi preordinati allargando la mente, farci comprendere che la vita, tutto sommato, se vissuta senza resistenza ma con consapevolezza, è più semplice di quanto si creda.
Il famoso “qui e ora” non dev’essere solo una moda da occidentali apparentemente illuminati, ma dev’essere veramente un qui e ora, dalla testa ai piedi, non perdendo mai di vista il proprio centro.
Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli disse: "Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i principi ed i suoi scopi." 
"Posso offrirti una tazza di tè?" gli domandò il maestro. 
Ed incominciò a versare il tè da una teiera. Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò. "Ma cosa fai?" sbottò il filosofo. "Non vedi che la tazza è piena?""Come questa tazza"disse il maestro” “anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture, perché le si possa versare dentro qualcos’altro. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tazza?”


Questo libro è servito a dare una rinfrescatina a quello che avevo imparato, a farmi ricordare che vivere Zen non è essere santi, ma è respirare con il respiro della vita. Non perdere il centro, essere elastici per schivare e far passare senza fare muro le aggressioni che possono arrivare dall’esterno, senza perdere il proprio personale equilibrio attraverso un radicamento al nostro centro, autodisciplina e, perché no, tanta autoironia!
Grazie, dunque, a Raffaella per avermi donato questo libro che in un momento molto intenso della mia vita, ci sta bene come il cacio sui maccheroni!


Scrittrice, sì. Editrice, sì. Donna sempre in pista, sì.
Ma…
Ma ho ricordato che  le onde del mare vanno ammirate e non afferrate, perché in quel preciso momento non esistono più e il panorama è cambiato.
Qui e ora. La soluzione di tutto?



 Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle








venerdì 30 dicembre 2016

Numero 263 - Arrivederci al 2017 :-D - 30 Dicembre 2016


E mentre ci prepariamo all'ultima magica notte del 2016, per accogliere il 2017, mi prendo qualche minuto per lasciarvi i miei auguri dal blog.

Questo blog, "Dietro la porta di stefi", nasceva più o meno quattro anni fa, quando la Pagina di Dentro l'amore, su Fb, non c'era ancora.  All'inizio, come tutte le cose, era partito in quarta; poi, chiedeva tanto impegno e forse la risposta che avevo a quei tempi da parte del pubblico non mi spingeva a fare di più, portandolo piano piano a chiudersi in un bozzolo, per dedicare tutto il tempo alla Pagina di Fb che cresceva e dove la risposta era immediata.

Diciamo che per un certo periodo questo Blog è andato in letargo.

Il 2016, però, tra le tante belle cose, mi ha restituito anche la spinta a ridare nuova linfa a questo spazio che è diventato in pochi mesi un bel punto di riferimento, seguito e apprezzato da tantissime persone!

Questo mi ha fatto capire che quando seminiamo, e lo facciamo con impegno e cuore, ecco che i frutti arrivano, anche se apparentemente tardivi, ma arrivano... O forse arrivano, come tante cose nella vita, quando siamo pronti per accoglierli.

Quest'anno che si avvia alla sua conclusione è stato davvero avvincente, un'avventura! 366 giorni senza tirare il fiato! Ma questo mi accade da un po', più gli anni passano e più sembra io voglia vivere intensamente, senza perdere un attimo! Non oso pensare quale ritmo potrò mai tenere a 80 anni, di questo passo ;-)
Come sempre, ci sono state cose belle e meno belle, ma soffermandomi un po' a pensarci su, credo sia stato l'inizio di un raccolto di una semina che ho fatto in tanto tanto tanto tempo da sempre; impegno, costanza, tenacia, perché alla fine, è così la vita. Gli anni, belli o brutti, ce li costruiamo noi, non pensate? Certo, ci sono questioni che vanno al di là del nostro controllo, purtroppo... "Quel" giorno in più dell'anno bisestile è stato nefasto dal punto di vista degli addii a persone che ci hanno lasciato... 
Ma anche questa è la vita, lo sappiamo.

Il 2016 ha visto la concretizzazione di progetti che mi frullavano nella testa da tempo, quali, per esempio, il laboratorio di scrittura. E quante soddisfazioni da questa esperienza che spero sarà in costante  crescita! Sono convinta di avere con me persone che diventeranno sempre più solide e importanti nella loro scrittura, un vivaio di talenti dove si lavora insieme con entusiasmo e grandi sogni!
Qualche porta si è chiusa, per mia scelta e non, ma si va avanti fedeli a se stessi e alla propria filosofia di vita, cercando di "imparare sempre la lezione", anche quando ci ha fatto male, e poi, tutto sommato, a pensarci bene, i veri dolori sono ben altri.

Il 2016 mi ha fatto conoscere persone eccezionali che amo tutte e che so faranno parte di tanti miei progetti perché sono abbastanza folli da accompagnarmi per tutte le avventure che andremo ad intraprendere nel 2017.


Due grandi sfide mi aspettano nei prossimi 365 magici giorni: la nascita della Casa Editrice più folle del pianeta (Edizioni Convalle), una casa editrice che nasce col cuore d'autore e che sa e ben conosce le dinamiche della piccola editoria: proverò a fare qualcosa di diverso, perché so cosa significhi affidare il proprio sogno a un editore. E io voglio  avere rispetto di ogni sogno che mi verrà affidato!

E altra sfida non meno importante, l'uscita del nuovo romanzo che è lì che scalpita, "Dipende da dove vuoi andare". 
Beh, adesso dove voglio andare è ben chiaro;-) e quindi credo sia il caso che veda la luce.
Essere stata scelta dall'agenzia letteraria Thesis e uscire con la casa editrice GoWare, è una gratificazione non da poco per me come scrittrice.

E' un romanzo che mi darà la possibilità di portare in giro tematiche sulle donne e insieme alle donne.

La terza edizione del Premio Letterario "Dentro l'amore" sarà quasi un ponte tra le due cose. Un premio letterario totalmente rinnovato, ambizioso, che vorrà dare spazio come sempre all'arte in tutte le sue forme. La parola, la recitazione, la danza, il canto e chissà cos'altro...


Beh, direi che non c'è un minuto da perdere!
Giusto questo paio di giorni per festeggiare e rilassarsi e poi via come treni!


Auguri a tutti, grazie per esserci sempre, per tutte le cose belle che sempre mi dite e scrivete, per l'incoraggiamento, gli apprezzamenti, sono la mia benzina!
Grazie per la fiducia, per credere in me.

E che non vi venga in mente di abbandonarmi neh!!! :-D

BUON 2017!!!! (è questo qui sotto, mi sembra carino, gli voglio già bene :-)...)



venerdì 16 dicembre 2016

Numero 259 - Senza - 16 Dicembre 2016


SENZA
di
Stefania Convalle

Non so stare senza scrivere.
Chi,  più di te, scrittore, può capirlo? Si scrivono romanzi, e quando le storie  che abbiamo raccontato volano via  per la loro strada  e vivono dentro i cuori di chi le legge, quando torniamo nelle nostre vite,  che ne è di noi?
Chi vive per scrivere entra in una crisi di astinenza che solo dal di dentro si può comprendere.
Le giornate volano vie frenetiche, piene di successi da inseguire, burocrazie da attraversare, avversità in un mondo che vuole profumare d’arte, ma che vive grazie a leggi che ad anime come noi poco appartengono.
Voglia di fuggire, da chi, da che cosa, non lo so, forse da noi stessi, forse dalla propria follia, da quella visione di un mondo fatto di parole e sensazioni che mettiamo qui sulla carta e che ci regalano una vita che vale cento, mille altre vite.
Bruciamo in fretta, come le idee che attraversano le nostre sinapsi, collegano neuroni che straripano di storie da raccontare, vogliamo troppo da noi stessi, o forse no. In fondo quello che vogliamo davvero è solo scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Nell’infernale mondo della comunicazione, quando puoi raggiungere tutto, tutti, sempre, adesso, in un attimo, con dei mezzi che farebbero invidia agli alieni che abitano l’Universo, ecco che  basta una tastiera, uno schermo illuminato, un po’ di  musica, un bicchiere che contenga qualche liquido magico, per volare, sì, per volare via.
E già mi sento meglio, tra tanti come e perché, urgenze, scadenze, planning pieni di righe e appuntamenti, telefonate da fare, moduli da compilare, cose da fare e che farò, non farò, chissà, potrei morire domani e cosa resterebbe di me? Un’agenda piena di impegni?
No, voglio che resti l’unica cosa che so di fare bene, tra i tanti sbagli di una vita vissuta e vissuta fino in fondo, piena di cantonate, colpi di testa, ricca  di sogni  avverati, okay, anche questo è giusto dire… Ma cosa resterebbe di me se la vita finisse adesso, ora, qui, in questa notte di Luna che ai nostri occhi è ancora un disco perfetto, ma che annuncia già l’abbassarsi delle maree, dimmi, cosa resterebbe di me? Solo le parole, le parole che si succedono, una dietro l’altra, come una magia, come qualcosa che non si può contenere, arginare.
E allora andiamo avanti, continuiamo a raccontare di noi, della vita che ci appartiene, di un sogno che possiamo vivere solo qui, nero su bianco, o bianco su bianco, perché resta solo un foglio. Ma un foglio, anche solo un foglio qualunque, se ben piegato lungo le linee giuste può diventare un aeroplano, di quelli che ci hanno insegnato i nostri nonni a costruire, di quelli che possono far volare in alto, lontano, al di là della vita stessa, al di là delle nostre dipendenze che ci tolgono fiato  e che ci fanno vacillare davanti a una giornata storta, un piccolo aeroplano di carta che vale più di un biglietto per l’Australia perché ci permette di volare in un attimo con la sola fantasia, con le parole che sappiamo usare, gestire, domare come si doma una tigre.
Così mi sento, una tigre, sì, questa sera  mi sento una tigre, anzi no, una pantera, mi hanno sempre affascinato le pantere, fin da quando vidi quel  vecchio film, Il bacio della pantera, e io mi sento come lei, questa sera, come Nastassja Kinski, dentro quel film; mi sento quella donna, anche se non ricordo come vada a finire una storia vista tanti anni fa. Ma ricordo i suoi occhi, il suo sguardo che mi assomiglia, quello di un animale in gabbia, dentro la gabbia delle macchine del mondo moderno che ti stritolano, piano piano, senza che tu te ne accorga, e fanno di te carne trita da gettare in pasto alle belve che popolano questo pianeta che sta ansimando.
E allora ecco che qui, solo qui, in una piccola stanza dalle pareti invisibili, qui e solo qui posso sedermi a un tavolo e cominciare a viaggiare attraverso la mia voglia di infilare una lettera dietro l’altra, alla ricerca delle parole, quelle giuste, quelle rotonde e piene, quelle belle anche solo da guardare, ammirare, perché le parole sono delle piccole opere d’arte; quelle che fanno vibrare le anime come le nostre, come la mia, come la tua. 
Quelle che ci liberano. E che si librano, e volano volano volano per planare lì, dove sei tu adesso, lettore. Non so dove, ma so che ci sei. E so che le stai aspettando.
Andiamo avanti, scrittore come me, lettore come me, andiamo avanti.
Raccontami di noi.


lunedì 8 settembre 2014

Numero 210 - A volte ritornano...;-) - 8 Settembre 2014



Cucù! Sono tornata!

A volte i periodi di pausa fanno bene, servono per riprendere a carburare, per capire cosa vogliamo portare avanti e cosa no in questa vita frenetica che ci assorbe l'energia come un'aspirapolvere...

L'estate è passata senza che dedicassi tempo a questo Blog (ero impegnata a far piovere in tutta Italia;-)...Noooooooo, scherzo neh!), però facevo una capatina ogni giorno, un po' per rileggere qualche "puntata", un po' per vedere l'andamento, e ciò che mi ha sorpresa è che, nonostante i mesi "vuoti", ogni giorno il blog continuasse a ricevere delle visite!

"Guardarlo" dall'esterno mi ha fatto osservare il lavoro fatto nei mesi precedenti, più di un anno passato insieme a voi, giorno dopo giorno toccando i più svariati argomenti e credo che, comunque, "navigare in questo mare" sia stato interessante per molte persone.

In questi mesi ho terminato il nuovo romanzo, un lavoro che mi ha riempita di soddisfazione perché credo di aver scritto la mia cosa migliore e comunque andrà, io ne sono orgogliosa. Ora "il malloppo" è al vaglio di diversi editori; a questo punto della mia carriera mi sento pronta per un salto di qualità, quindi mi sono giocata l'Asso e vediamo che accade. 


Nel frattempo i progetti sono tanti, come sempre, ma in mezzo a tutto questo darmi da fare ho capito che io mi sento una scrittrice. Sì, credo  sia il mio lavoro, quello per il quale sono nata.

In questi giorni, su Facebook, mi è capitato di leggere post che esprimevano un parere sul definirsi "scrittori".
Forse ad alcuni potrà apparire un modo presuntuoso di definirsi, o forse un termine abusato. 
E' vero, tutti scriviamo e soprattutto in Italia! Tutti scrivono, tutti hanno un libro nel cassetto, tutti scrivono poesie, tutti pubblicano - se ne hanno voglia - basta trovare un piccolo editore accondiscendente ed il gioco è fatto. 

Però non tutti sono "scrittori", perché scrittore, per me, non è colui che scrive - tutti lo sappiamo fare - ma colui  che possiede un suo stile che si eleva, colui che ha qualcosa di diverso da dire, colui che è capace di arrivare al cuore delle persone; colui per il quale la scrittura non è un passatempo, MA... un modo di essere, un modo di vivere. Scrittori lo si è 24 ore su 24 e io così mi sento.

E quindi, sì, mi definisco scrittrice, il mio lavoro è questo, tutto il resto è passatempo!

Sono di nuovo qui, nel Blog che è stata la mia casa per un po', sono tornata per riprendere il filo della matassa, ritrovare "vecchie amiche" che hanno contribuito a rendere vivo e vivace questo luogo: Cinzia, Marilena, Michela, Emma, Laura, Cosetta, Daniela, Raquel, Danilù e tutte le altre persone che hanno partecipato coi loro aneddoti e pensieri a rendere frizzante questo posto che giudico particolare ed unico:-)) Spero tornerete tutti, lettori del passato, commentatori preziosi, e che altri nuovi andranno ad aggiungersi.

Qui si parla senza peli sulla lingua, basta che lo si faccia con garbo;-)


Vento in poppa! Vamos! 

E giusto per scaldare i motori... cosa vi ha lasciato questa strana estate?

lunedì 26 maggio 2014

Numero 208 - Chiacchierando tra me e me - 26 Maggio 2014


Qualche giorno fa, ripercorrevo questo anno e mezzo trascorso insieme, a partire da quella prima porta rossa;-) Quanta strada e quanto lavoro: 208 numeri creati per voi, quasi 30.000 visualizzazioni da tutto il mondo, di questo Blog!
Guardavo alcuni numeri creati in passato, come quello dedicato al bucato steso al sole, o alle panchine, o alle finestre... Delle vere chicche, lasciatemelo dire;-)

E ricordavo le tante persone passate da questo Blog, quelle che hanno lasciato un parere, un'opinione; quelle che hanno contribuito con loro lavori; quelle che hanno usato questo luogo come vetrina per le proprie opere.

Direi che è stato ed è un Blog molto "vissuto".

Periodicamente penso che dovrei chiudere la porta perché ho troppe cose da fare, però poi mi dispiace, vedendo quello che ho creato qui e del quale vado fiera!

E quanti amici mi hanno aiutata in questa impresa! E quante persone ho avuto modo di conoscere, nel bene e nel male;-) Ho capito per chi conta ancora il valore di "dare la propria parola", ho apprezzato tanti personaggi, ho visto lati nascosti di altri. 
Ho capito su chi si può davvero contare oppure no. 

E' stata una scuola di vita. Ottima esperienza!

E come dice il Tao, è stato chiaro come nel BENE ci sia un pizzico di MALEe viceversa... Come nel BIANCO ci sia una punta, la radice, del NERO e viceversa. 
Come in tutto e tutti ci sia un lato oscuro.

A questo proposito, in questa chiacchierata di un lunedì di Maggio che s'incammina verso l'Estate, voglio farvi leggere anche qui la mia ultima poesia, fresca fresca di qualche giorno fa.
Me ne stavo tranquillamente a passeggio 
col mio cagnolino-one Rocky  costeggiando un campo, quando ho notato dei papaveri e sono nati questi versi...
                                                 

PASSEGGIANDO

Stamattina
quel papavero nel campo
mi ha salutata.

Sono una di loro.

Il mio prediletto
rosso caldo
impertinente
petali di seta
e quella punta di nero centrale...
Il lato oscuro.

Proibito coglierlo
costringerlo in un vaso
togliergli la terra.

E' nato libero
come me.



Lato oscuro...

Chi tra voi ha il coraggio di raccontare il proprio?

Buona settimana!


Le mie Pagine più seguite su FB:
https://www.facebook.com/DentroLamore
https://www.facebook.com/ilmisterodeitarocchi