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sabato 23 novembre 2024

Numero 457 - Parlo di me, Camilla Terso - 23 Novembre 2024


Parlare di me?  Che dire…

Mi chiamo Camilla Terso, sono nata nella vigilia di natale del 1975 a Matera, e per una fatalità astrale, forse il passaggio della stella polare, se così si può dire, quella notte mi ha donato una vita alternativa, cioè la possibilità di vivere su una quattro ruote. In molti vi chiederete: perché dirlo subito? La risposta è semplice. La disabilità fa parte di me. Non capireste chi io davvero sia se ommettessi questa cosa.

Ad esempio, non comprendereste la gioia di essere portata in giro sulla sedia.
Ho la carrozzella a motore, certo, ma vi confesso che adoro essere spinta per la città. Mi rilassa.  Sto in silenzio e osservo ogni cosa, ogni passante, le loro espressioni e mi diverto a immaginare le loro vite. Impicciona? No, curiosa.
Inoltre la mia grande passione è viaggiare e ho la fortuna di poterlo fare spesso. Oltre a farlo realmente, lo faccio anche con la mente e questo accade soprattutto quando scrivo e invento storie, l’altra mia passione.  
Scrivere è una necessità. Lo diventa ogni giorno di più. A volte, quando il mio braccio sinistro fa qualche capriccio, mi spavento. Penso e chiedo al buon Dio, o chi per lui, di   poter farmi bloccare un piede, una gamba, qualsiasi altro arto, piuttosto che la mia mano sinistra. Sì, sono mancina. 
Scrivere non è solo un diletto, ma anche un aiuto nella vita quotidiana. Se devo prendere un appuntamento con parrucchiere, o con l’estetista, ancora più importante dal medico, la scrittura mi viene in soccorso. Perfino quando mi arrabbio. Poiché la rabbia blocca il mio linguaggio, i miei messaggi sono pugnali con la punta ben affilata. Questo è lo svantaggio di chi sa usare le parole appropriate, io, che ho come secondo nome “fiammifero”, con la tastiera divento pericolosa.
Il mio romanzo “LE CREPE DELL’AMORE” nasce da un compito in un laboratorio di Stefania Convalle. Una semplice foto di una casa in città. Un racconto di cinquecento parole. Chi l’avrebbe detto che un semplice compito sarebbe diventato il mio primo romanzo. Tutto ciò è stato possibile grazie a Stefania e Giuseppe che hanno creduto in me. Non li ringrazierò mai abbastanza.
Alla prossima opera (spero).
Camilla Terso 


E ora la parola all'editrice

Sono davvero felice di poter parlare di Camilla, nuova autrice di Edizioni Convalle!
Conosco Camilla da diversi anni, da quando ha iniziato a frequentare il mio laboratorio di scrittura on line. Ricordo che la prima cosa che mi disse all'epoca era che voleva che la trattassi come tutti gli altri allievi, senza farmi condizionare dalla sua condizione. 
Ho una grande ammirazione per lei come persona. Il suo coraggio e la sua determinazione mi hanno conquistata fin da subito, perché non molla mai e si è impegnata sempre tantissimo, senza lamentarsi, anche se - oggettivamente - a volte faceva più fatica degli altri per mettere per iscritto le parole dei suoi testi.
Poi, l'ho conosciuta di persona al Salone di Torino nel 2022.


Ricordo che quello che mi ha colpito all'istante sono stati gli occhi sorridenti ed empatici. Insomma: colpo di fulmine per me, per noi tutti! Inoltre, ci tengo a dirlo, il marito Spartaco ci è entrato nel cuore per la sua simpatia e l'amore che dimostra ogni istante per sua moglie.
Ma torniamo a Camilla e parliamo di lei come autrice.
Il suo percorso di questi anni è stato pieno di impegno da parte sua, ma poi è sbocciata e la forza della sua penna le ha fatto vincere una sezione del Premio Letterario "Dentro l'amore", nella sezione Racconti, e anche un secondo posto nella sezione "Lettera". 
Per essere presente alla serata, ha attraversato l'Italia - e non sapeva ancora che avrebbe vinto! - dalla Basilicata al Piemonte. 
Ma c'era! 
Che gioia per me vedere la sua emozione quando ha saputo di aver vinto!

E ora è arrivata alla sua prima pubblicazione con il romanzo "Le crepe dell'amore" dove emerge la sua penna che parla di sentimenti profondi, di legami dettati dal cuore. Ma sta già scrivendo altro, dove farà emergere il coraggio della sua penna che sta prendendo consapevolezza e forza, ogni giorno sempre di più. 
Glielo dico sempre: lei ha il compito di diventare la paladina di coloro che vivono su una quattro ruote. Ha coraggio e determinazione da vendere e la sua missione nella vita, a mio giudizio, è dimostrare che i propri sogni si possono realizzare in qualsiasi condizione.
Insomma, Camilla è un esempio per tutti noi e con la sua tenacia ci dimostra che lei vola, e sulla quattro ruote - a volte - ci siamo noi con la nostra pigrizia mentale e la scarsa determinazione.

Cara Camilla, io mi alzo in piedi davanti a te e ti applaudo.
Non ti fermare mai, hai un mondo da scrivere e io sarò sempre al tuo fianco!


Alla prossima
dalla vostra
 Stefania Convalle


domenica 20 ottobre 2024

Numero 455 - Parlo di me: Maura Hary - 20 Ottobre 2024

 



Come la protagonista del mio romanzo “Ero invisibile” non amo i riflettori né calcare il palcoscenico, perciò non mi dilungo mai a parlare di me. Ci provo.
Ho un figlio, due tartarughe (una però scappa sempre), colleziono giocattoli vecchi e libri per ragazzi provenienti da tutto il mondo.
Il blu e l'azzurro mi rilassano come la vista del mare, soprattutto se unita al profumo di salsedine e mirto.
Cucinare e la buona tavola occupano un posto importante nelle mia vita, anche perché credo che la felicità sia importante cercarla, ma più ancora godersela negli attimi in cui dobbiamo imparare a riconoscerla.
Sono una buona ascoltatrice, pianificare mi regala tranquillità e organizzare mi dà soddisfazione.
Cado costantemente nel tranello di cacciarmi in troppe attività, ma vorrei fare tutto perché sono curiosa e portata all'entusiasmo; cerco sempre il lato umoristico perché aiuta a vivere meglio e penso che il sorriso sia un ottimo passepartout.
Fatico a ricordarmi le scadenze, ma non i compleanni, sono allergica alle password e rimuovo con sorprendente facilità gli impegni poco graditi.
Sono approdata alla scrittura in tempi abbastanza recenti.
Mi hanno sempre affascinato le fiabe (Barbablu raccontato da mia nonna è al top), come i racconti di vita vissuta: amo la storia, sia con la maiuscola che con la minuscola.
Ho coltivato, col tempo, la passione per la letteratura per ragazzi, forse perché racconta una fase della vita da cui non mi sono mai completamente allontanata, poi ho scoperto che le storie mi piace anche scriverle e ora non riesco più a smettere.
Ho partecipato al premio “Dentro l'amore” e... ho vinto la sezione romanzi inediti!
È stata una grande soddisfazione vedere apprezzata la mia opera e così ho iniziato a conoscere Stefania e la casa editrice Convalle che ho capito essere una grande famiglia: ci sto entrando in punta di piedi e sono contenta di farne parte.
Anche se ho poca esperienza ho apprezzato la cura che viene dedicata a ogni testo: il mio l'ho dovuto rileggere molte volte, ma so che anche Stefania e Giuseppe non si sono risparmiati.

Maura Hary


E ora la parola all'editrice! ;-)

Ho conosciuto Maura Hary alla serata finale del Premio Letterario Dentro L'amore, quando si è portata a casa la vittoria col suo romanzo inedito "Ero invisibile", che poi è stato pubblicato - come prevedeva il bando - con Edizioni Convalle.


Io non l'avevo letto, non essendo parte della giuria, ma avevo ascoltato tutti i pareri positivi dei giurati incaricati per quella sezione. Un parere unanime! E in effetti, quando è arrivato il momento di lavorarci sopra per procedere con le varie fasi della pubblicazione, l'ho letto almeno 5/6 volte per i vari controlli ;-) - lo sapevo quasi a memoria! - e l'ho trovato meritevole della vittoria. Quindi rinnovo i miei complimenti a Maura, per aver raccontato una storia attuale, con un linguaggio in linea perfetta con i personaggi principali - giovani adolescenti - e per i tanti ingredienti che costituiscono e arricchiscono la trama. 
Quindi l'aspettiamo con nuove storie e Edizioni Convalle sarà felice di portare avanti il suo percorso letterario.
E mi raccomando! Se non l'avete ancora ordinato, fatelo subito! 


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle


 


lunedì 26 febbraio 2024

Numero 449 - Parlo di me: Marta Martello e Gianluca Nespoli - 26 Febbraio 2024


Parlo di me: Marta Martello

Per descrivermi chiederò collaborazione alla memoria e all'istinto. Da ragazzina fantasticavo di svolgere lavori, una volta adulta, come la maestra, la giornalista, la fotografa o l'investigatore privato. Ripensandoci mi viene da sorridere, perché non ho fatto nulla di tutto questo: sono stata per quarantadue anni una semplice impiegata. Il mio entusiasmo per la lettura è cominciato dopo aver letto i primi libri da ragazzina e, qualche tempo dopo, ho cominciato a sentire la necessità di scrivere dei racconti e delle riflessioni che chiamavo poesie. A diciassette anni ho composto i primi versi che un insegnante, della scuola da me frequentata, aveva apprezzato. Il commento di questo docente ha rafforzato la mia passione per la scrittura e, in particolare, per la poesia che rappresenta da sempre un punto fermo, quella costante che non può mancare. Scrivere per me è un bisogno primario; quando scrivo amo di più la vita che mi dona la possibilità di farlo. A venticinque anni mi sono sposata e due anni dopo sono diventata madre per la prima volta. Sono seguiti periodi difficili, ho attraversato il mare in burrasca ma, aggrappata al timone, ho tenuto la barca a galla. A farmi compagnia l'immancabile penna e gli improbabili fogli, che divengono fedeli compagni di viaggio. Insieme creiamo un varco di luce e in quel pulviscolo luminoso; proprio lì, ritrovo la speranza. Sono per lo più loro a venirmi incontro, le parole, che entrano nei miei pensieri e li prevaricano obbligandomi a scrivere subito, con urgenza, prima che l’ispirazione prenda il largo. 
Nel 2000 decido di frequentare il gruppo "La Spera" di Rho, composto da persone con la passione per la poesia ed è in questo contesto che incontro Gianluca Nespoli, coautore della silloge "Dialogo poetico" pubblicata nel dicembre 2023 da Edizioni Convalle, nonché mio marito dal 2003. Insieme ricostruiamo le nostre vite, torniamo a galla, creiamo nuovi versi in un percorso che ci porterà dalle tenebre alla luce. È durante questo nostro cammino che affrontiamo il percorso per adottare un bambino. Questa grazia ci verrà donata nel 2010, quando Gianluca diventa padre per la prima volta e io madre per la seconda. I miei figli sono sempre profonda emozione e ispirazione, così come dal 2023 anche il nipotino che ci ha resi nonni. Nel settembre 2022, appena approdata alla tanto sospirata pensione, avviene la svolta con Mariagrazia Conti che mi farà conoscere la CE Edizioni Convalle; seguirà l'incontro, in quel tempo solo online, con Stefania Convalle, iscrivendomi al suo Laboratorio di scrittura creativa. Qualche mese dopo comincio a pensare a un sogno che ho coltivato per anni, ma che avevo rimosso: pubblicare le nostre poesie. Nel 2023 ho provato una grande emozione che mi ha sopraffatto quando Stefania, credendo nei nostri scritti, ha deciso di pubblicarli. La gratitudine che ho per lei è tanta perché ci ha permesso di realizzare il sogno di una vita. Ringrazio anche Giuseppe Murru per la paziente e competente collaborazione. Un altro ringraziamento speciale va a Giovanna Agata Lucenti che ha scritto la prefazione, perché è riuscita a entrare nel cuore del dialogo poetico, come se ci conoscesse da sempre.

   Marta 


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Parlo di me: Gianluca Nespoli

Sono nato nel 1960 a Corsico, in provincia di Milano. Fino al 1995 c'è stato poco dal punto di vista creativo ma, da quell'anno, in concomitanza con alcuni avvenimenti della mia sfera privata, ho scoperto l'amore per la poesia, in modo del tutto inaspettato. Non è stato semplice. Mio padre, autore di tante sillogi poetiche, all'inizio mi aiutò insegnandomi i fondamenti di quest'arte. Voglio sottolineare che, da subito, crebbe in me uno stato d'animo mai riscontrato prima, la voglia e la sete di scrivere. Sapevo che si trattava di una sfida difficile ma, allo stesso tempo, mi sentivo entusiasta di cominciare quello che per me sarebbe stato un lungo e meraviglioso cammino. In pochi giorni nacquero le mie prime composizioni, scritti molto acerbi in cui s'intravvedeva la fatica di un autore che stava cercando di individuare il proprio posto nel mondo della lirica. In seguito, riuscii a trovare il mio stile e la mia impronta. La frequentazione di due gruppi di poesia diede un grosso slancio al mio lavoro, il quale si arricchì di un più chiaro e robusto stile di scrittura. All'interno di uno di questi gruppi, nel 2000, avviene l'incontro con colei che sarebbe diventata ben presto mia moglie. Inizia, in quel periodo, una collaborazione fatta di studio e di analisi del testo e di alcuni tra i più grandi poeti della letteratura italiana e straniera. Dopo diverso tempo questo tipo di impegno si conclude: i due gruppi si sciolgono. Ma il mio cammino va avanti, la scrittura prosegue arricchendosi di nuovi stimoli. Da quel momento in poi, assecondando l'ispirazione ed effettuando lo studio semantico di ogni singola parola, e attraverso lo studio costante della poesia classica e moderna, la mia scrittura si consolida nel tentativo di trasformarsi in qualcosa di universale. Nel 2023 presentiamo a Stefania Convalle una raccolta di poesie a quattro mani che, dopo un’attenta lettura dei testi, decide di pubblicare la nostra prima silloge, intitolata "Dialogo Poetico". È un'esperienza splendida e travolgente che ci sta regalando tante emozioni. Voglio esprimere il mio sentito ringraziamento all'Editrice Stefania Convalle, a Giuseppe Murru per tutto ciò che riguarda gli aspetti pratici della costruzione di questa silloge e alla poetessa Giovanna Agata Lucenti per la sua preziosa presentazione.

Gianluca 

 


💖💖💖

E adesso la parola all'editrice ;-)

Dopo due presentazioni così intense e precise, cos'altro aggiungere? Intanto vi mostro la copertina di questa silloge poetica di cui hanno parlato Marta e Gianluca.


Quando sono venuti nel Salotto di Edizioni Convalle per presentare la loro opera, ho avuto la conferma - ancora una volta - di aver fatto la scelta giusta pubblicando la loro opera.
Perché loro sono poesia, per come vivono, per come scrivono, per come si pongono, per come si amano e amano. Due persone già a me tanto care.
E allora, leggete le loro liriche, quel dialogo tra due persone che si sono trovate, hanno attraversato un mare a tratti con venti contrari, ma alla fine sono arrivati a una spiaggia bellissima: quella della consapevolezza di sé e della Fede.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle
 

sabato 26 agosto 2023

Numero 445 - Parlo di me: Andrea Cerra - 26 Agosto 2023



Chi sono? A essere sincero con voi, non ne ho la minima idea. Quel che posso dirvi è che fin da ragazzino l’avventura e il mistero mi hanno sempre attratto, a volte in modo quasi ossessivo. Ricordo di essere entrato più volte in ospedali e fabbriche abbandonate, alla ricerca di qualcosa che non avevo mai visto o di emozioni mai provate. Avevo tanta voglia di scoprire e forse per questo motivo, i miei personaggi preferiti sono sempre stati Indiana Jones e Dirk Pitt (di Clive Cussler).

In gioventù passavo molto tempo coi miei nonni, soprattutto nel periodo estivo, quando le scuole erano chiuse e i miei lavoravano. Fu proprio in uno di quei pomeriggi che, per via della pioggia, mi ritrovai da solo al secondo piano di casa loro, a cercare qualcosa per passare il tempo. Sulla libreria vidi una serie di piccoli libri gialli che riportavano tutti lo stesso nome: Agatha Christie. Le copertine mi piacquero subito e decisi di sfogliarne qualcuno. Infine, ne trovai uno che sembrava fare al caso mio perché erano racconti brevi e avrei forse potuto finirne un paio velocemente: "Tre topolini ciechi ed altre storie". Quello fu per me il momento in cui la lettura divenne più attraente. Avevo deciso in autonomia di leggere qualcosa, senza che qualcuno mi obbligasse a farlo. Nel giro di poco tempo, oltre a consumare tutto di Agatha, iniziai a comprare fumetti, tanti fumetti (eh sì, devo precisare che sono sempre stato molto pigro!) e infine, crescendo, tanti romanzi.

La scrittura invece, è stato qualcosa che è arrivato col tempo, un desiderio di esprimermi sbocciato solo dopo un grave incidente che mi ha... Beh, questo forse ve lo racconterò un’altra volta.

Dicevamo della scrittura: ricordo che a scuola, durante i temi, non scrivevo mai in brutta copia come tutti i miei compagni. Passavo la prima ora a cazzeggiare (si può dire vero?), poi iniziavo a scrivere a penna e consegnavo dopo venti minuti. Non ho mai preso un’insufficienza. Ero fortunato, perché non dovevo sforzarmi e non dovevo studiare (infatti sceglievo sempre come argomento “Tema libero”). Ma mai e poi mai avrei potuto immaginare di poter scrivere un libro… Ricordate? Pigro all’ennesima potenza! Figuriamoci trovare qualcuno che lo pubblicasse (grazie Ste!).

Ma passiamo invece al mio lato più intimo. Da bambino, come credo tutti a quell’età, sognavo a occhi aperti. Crescendo la razionalità ha preso il sopravvento e dopo ciò che mi è accaduto, il mio pensiero è scivolato fino al limite del cinismo. Ovviamente è una cosa che devo tenere a bada, non tanto per una questione morale, ma solo per non ferire eccessivamente le persone che mi circondano.

Mi spiace aver scritto poco di me ma, credetemi, è la parte che più mi rappresenta. Quella in cui sono io, senza tanti condizionamenti esterni. E se considerata noiosa questa fetta di me, vi garantisco che il resto sarebbe stato peggio.

Andrea Cerra

P.S. A proposito, non dimenticatevi mai di farvi un bicchiere di vino ogni tanto, perché una bottiglia di vino, contiene più filosofia che tutti i libri del mondo (Louis Pasteur).



E adesso la parola all'editrice ;-)

Allora (mi sto rivolgendo ad Andrea), cos'è tutta questa confidenza? ...Grazie, Ste!...

Scherzo, naturalmente :-)

Sapete che non sono una persona che si formalizza, né si mette dall'altra parte della scrivania. Anzi, tutto il contrario e quindi sono molto contenta quando con i miei autori si instaura un rapporto di simpatia e spontaneo: si lavora meglio, no?

Ma torniamo al protagonista di questo numero: Andrea Cerra.
Un giorno la Brassotti Agency e Associati mi ha proposto l'opera di Andrea: "Privato S."

Da lì è partito tutto: le mie preziose collaboratrici del Team l'hanno letto e valutato, me l'hanno raccontato e ne abbiamo parlato insieme. Insomma: è stato promosso (e non è facile per niente che questo avvenga). Così il romanzo è stato affidato a Silvana Da Roit (autrice e editor del team) che l'ha fatto brillare. E poi, e poi, e poi, tutto il resto che non vi sto qui a dire, ma il romanzo è arrivato bello come il sole per inziare il lungo viaggio per farsi conoscere.

Solo per dire due parole sull'opera: a me è piaciuta tanto! Andrea ha una bella penna e ha scritto un thriller per niente banale e fuori dagli schemi dei tanti che circolano. 

Voglio concentrarmi più su di lui: l'uomo.

Ci conosciamo da poco, ma il feeling è stato immediato.
Di lui mi piacciono l'estrema gentilezza, il garbo con il quale mi fa i trilioni di messaggi (:-D). Per come si pone - senza essere pretenzioso e con la testa sulle spalle - è un piacere portare avanti insieme la sua opera.
Poi è pure simpatico!
E' un po' misterioso, come avrete capito ;-) ed è anche pigro! Anche questo corrisponde a verità. Quindi è un uomo sincero: ué, ma ce l'ha tutte lui le qualità? 
Insomma, gli auguro un luminoso percorso nella scrittura, ha tutti i numeri per sfornare altre belle opere e per crescere in questo difficile mondo editoriale.

Quindi, caro Andrea, continua a scrivere e a metterti in gioco con estrema umiltà come hai fatto fino a qui.

Che altro dire... Vediamo come comincia questo thriller?


Se non l'avete, non vi resta altro da fare che ordinarlo qui:
https://edizioniconvalle.com/product/27520097/privato-s-


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle



 


domenica 19 marzo 2023

Numero 440 - Parlo di me, Salvina Alba - 19 marzo 2023

 

Sono nata in una soleggiata giornata di fine ottobre di tanti anni fa nella mia amata Sicilia e forse per questo nella mia personalità sono presenti varie caratteristiche contraddittorie: dalla malinconia dell’autunno alla voglia di sorridere, dall’attrazione verso gli altri popoli, che mi ha spinta a studiare le lingue straniere e a viaggiare, al desiderio di starmene tranquilla in casa mia. Sarà perché sono un’isolana, ma adoro la solitudine e da sola non mi annoio mai. Mi piace leggere, vedere film e serie tv, ascoltare musica, suonare il piano (male), a volte perfino disegnare e… mangiare tanti dolci. E ovviamente scrivere.

Non è facile per me descrivermi ma, se proprio dovessi farlo con poche parole, mi definirei un’insegnante che scrive romanzi. Sì, perché tanto tempo fa ho scelto questo lavoro e ho dedicato tutta la mia vita alla scuola, all’insegnamento, ai giovani che mi sono stati affidati nel corso di questi lunghi anni.

La scrittura è venuta dopo, ma non troppo. Scrivo infatti da oltre vent’anni, anche se ho sempre considerato questa attività un hobby, lo strumento giusto per evadere da una quotidianità che a volte annoia, a volte delude, a volte viene stretta.

Ho cominciato quando, cercando nuovi libri da leggere la sera ai miei figli piccoli, ho ritrovato in un vecchio quaderno una storia che avevo iniziato e mai finito diversi anni prima. Completarla è stato un atto voluto poiché avevo sempre desiderato scrivere e dovuto perché mio figlio ha preteso di conoscere la conclusione di quel racconto.

Da quel momento non ho più smesso e la pubblicazione del mio primo romanzo non è stata una sorpresa per nessuno. In fondo, ero sempre stata la classica ragazzina secchiona che adorava leggere e alla quale piaceva studiare e ottenere il massimo dei voti. Da quando ho imparato a decifrare consonanti e vocali, ho subito cominciato a divorare tutto ciò che trovavo attorno a me. La lettura mi ha accompagnata in tutti i momenti della mia vita, anche i più difficili, anche i più importanti, mi ha consentito di conoscere, apprendere, scoprire, viaggiare, vivere tante altre vite. Sono convinta da sempre che i libri impediscano di sentirsi soli.

Della scrittura invece adoro l’atto creativo, la possibilità di far sorgere dal nulla o quasi un mondo tutto mio, il senso di onnipotenza che mi regala la consapevolezza di essere il demiurgo delle mie storie, di poter plasmare tutto a mio piacimento, di poter esprimere le mie idee. Prediligo la narrativa psicologica, il monologo interiore, l’indagine dell’interno piuttosto che la descrizione dell’esterno. I miei autori di riferimento, Stendhal e Camus, provengono dalla letteratura d’oltralpe e forse non avrebbe potuto essere diversamente per una persona che ha insegnato francese per quarant’anni.

L’incontro con Stefania e la sua casa editrice Edizioni Convalle è stato frutto del caso, ma qualcuno sostiene che il caso non esiste e quindi, se ci siamo trovate, vuol dire che doveva andare così. Questo incontro fortuito e fortunato mi ha fatto conoscere una persona speciale e vulcanica e un gruppo unito e solidale che si sostiene reciprocamente. È una grande emozione pensare di farne parte anch’io, almeno un po’. La pubblicazione de "Il bosco di faggi", il mio quinto romanzo edito, un’opera a cui tengo molto, mi consente di proseguire la mia attività di autrice e questa è la cosa che desidero di più perché, in fondo, la mia ambizione più grande è lasciare un ricordo di me ai miei cari e far sì che il mio fantastico nipotino Alessandro, che oggi ha appena otto mesi, possa un giorno sfogliare i miei libri e, attraverso le pagine, ricordare la “nonna scrittrice”.

Salvina Alba


E ora la parola all'editrice ;-)

Nella mia esperienza da editrice, mi capita di conoscere prima l'autore e poi l'opera, o il contrario. E quando si legge prima l'opera, parlano le parole scritte ed è più difficile - secondo me - far breccia nel cuore di chi legge e valuta se l'opera in questione è nelle corde, nel mio caso, di Edizioni Convalle.
Il romanzo di Salvina Alba, "Il bosco di faggi", è stato per me un colpo di fulmine. Amo, in primis, la bella scrittura e leggendo quelle pagine l'ho trovata: corretta, introspettiva, profonda: come piace a me. Nella prima parte dell'opera, credo che la sua penna sia stata davvero abile a delineare il tratto psicologico del personaggio principale, come anche della situazione di vita, tra famiglia e lavoro, di questo ragazzo. E poi ho apprezzato la virata, nella seconda parte, verso il giallo, qualcosa che non ti aspetti e ti cattura perché ci si chiede: ma che succede? 
Di Salvina mi hanno molto colpito due cose: la penna (come già detto) e la sua gentilezza. Lei ha un cuore davvero gentile, che di questi tempi non è proprio cosa scontata. E io sono contenta che sia entrata nella famiglia della mia casa editrice! 
Il suo romanzo è proprio bello e invito chi non l'avesse ancora letto, a farlo, perché parla di Vita, parla dell'essere umano, toccando stati d'animo - quella parte oscura di noi - che forse è la più vera.


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle



 

 

domenica 12 marzo 2023

Numero 439 - Parlo di me, Barbara Galimberti - 12 Marzo 2023


 

Parlo di me.
Sembra facile parlare di sé stessi, eppure non è così, o per lo meno non lo è per me.
Da sempre, creare un personaggio e raccontare la sua vita mi è sembrato più agevole e in qualche modo più comodo. È stato quasi naturale mascherare le mie emozioni dietro le forti personalità dei protagonisti delle mie storie.
Trovarmi qui a scrivere di me stessa, anche se apparentemente semplice agli occhi di molti, per me, invece, è complesso, a tratti tortuoso, come lo è sempre stato nel passato e forse lo sarà nel futuro. Non sono mai stata una persona pronta a mettersi in prima fila, ma ho sempre preferito sedermi in un angolo, nascosta dagli sguardi delle altre persone.
Ma oggi, con le dita che corrono sulla tastiera, ho deciso che è arrivato il momento di raccontarmi per farmi conoscere da chi è lontano, ma anche per aprirmi un pochino di più verso chi vive quotidianamente nella mia vita.
Molte persone mi dicono che di me in realtà sanno poco, a parte che non bevo vino, non mangio funghi e tartufi.
Sono capace di ridere e scherzare con chiunque, ma difficilmente riesco a condividere le mie lacrime.
Per anni la danza mi ha permesso di abbandonare la mia mente e il corpo verso il mondo delle emozioni, da qualche anno anche la scrittura mi ha aiutata a proiettarmi in un universo parallelo e mi ha accompagnata a comprendere che lo sguardo degli altri, il loro giudizio, non è poi così importante per me stessa e non è necessario per realizzare i miei sogni. 
Il cammino verso la scrittura non è stato facile. La mia vita ruota intorno ai numeri, visto che insegno economia aziendale, e le parole sono sempre state affascinanti, ma in qualche modo ho avuto difficoltà nell’avvicinarmi a queste, proprio perché la staticità del numero è sempre stata più facile da gestire, rispetto la dinamicità delle parole, che racchiudono le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre domande e le risposte.
Oggi, la lettura e la scrittura sono quasi diventate indispensabili, sono parte della mia linfa giornaliera. Nelle parole trovo me stessa, con i miei limiti e le mie potenzialità. Ho imparato a non giudicarmi, ma anzi a stimolarmi a guardare avanti, a provare nuovi percorsi e nuove sfide.
Sono orgogliosa e felice di ciò che sto costruendo nella mia vita. Diciassette anni fa sono diventata madre, dopo un percorso non facile. Oggi, guardo mio figlio e vedo in lui la donna che sta crescendo e che sta rispondendo, giorno dopo giorno, alle mille domande della vita. Da tanti anni sono anche moglie e penso che il matrimonio, o comunque la convivenza, sia un viaggio dove si incontrano ostacoli, non sempre facili da superare, ma se rifletto sugli anni che verranno, accanto a me non riesco a pensare a un’altra persona, se non a mio marito. E, fortunatamente, sono ancora figlia e sorella. Quel passato importante che ha posto le basi per il mio presente e per il futuro.
I miei numeri, i miei ragazzi a scuola, con i loro sorrisi e i loro bronci, sono la mia quotidianità e le parole, quelle che dico e quelle che scrivo, rappresentano me stessa, a volte molto luminosa e altre ombreggiata. Ma sono convinta che continuerò a essere innamorata delle parole e questo forse mi porterà a scrivere per sempre.

Barbara Galimberti



E ora la parola all'editrice ;-)


Eccomi qui a parlare di Barbara Galimberti per raccontarvi quello che lei non vi ha detto parlando di sé ;-)
Vi svelerò qualche segreto...
Il primo: fa delle lasagne buonissime! E quando è venuta a casa mia per qualcosa inerente al suo romanzo - forse doveva ritirare qualche copia o forse dovevamo  presentare in una diretta on line il suo romanzo - si è presentata con le lasagne... Inutile dire che è entrata subito nella top ten delle autrici preferite di Edizioni Convalle :-D A proposito, cara Barbara (scusate se intanto ne approfitto per dirle una cosa), quando me le rifai???
Bene, passiamo al secondo segreto.
Dovete sapere che Barbara frequenta i miei laboratori di scrittura da più di due anni, all'interno dei quali gli "allievi autori" leggono in una diretta il loro compito (racconti vari etc). Ecco, lei si diletta a fare la milanese imbruttita, e vi posso assicurare che come lo fai lei... Nessuno! Insomma, più di una volta ci ha fatto davvero divertire. Ora non chiedetele di farlo in diretta mondiale perché è un po' timida, eh sì, e quindi lo fa solo per noi o quando le offro del vino e allora perde i freni inibitori :-D
Il terzo segreto ancora lo devo scoprire, ma quando accadrà ve lo verrò subito a spifferare, cari amici lettori di questo blog!
A parte questa parentesi scherzosa, vi racconto come ho conosciuto Barbara. Attraverso la scrittura, si è iscritta ai miei laboratori e abbiamo fatto un percorso insieme.
Il suo primo romanzo, "Anna", è nato proprio nel laboratorio. Avevo assegnato, come compito, di scrivere un racconto dove - nel suo caso - il personaggio principale fosse una postina. Quando alla lezione successiva l'ho letto, ho subito capito che c'era lo spazio per proseguire e farlo diventare un romanzo. Barbara è stata brava a seguire i miei consigli, anche qualche mese più tardi, quando dopo aver letto l'opera completa le ho suggerito alcuni approfondimenti, e alla fine il risultato è stato un'opera prima gradevolissima, ironica ma commovente. Un'ottima partenza, insomma!


Insomma, Barbara è una donna che ci sa fare coi numeri, però i numeri non sono così statici, come dice lei ;-) I  numeri sono magici e molto altro, ma questo è un altro discorso... Dicevo, Barbara ci sa fare coi numeri, ma è entrata nel mondo delle parole con successo! Ricordo che all'inizio ho fatto un po' di fatica a farle togliere la corazza che bloccava le parole più intrise di emozioni, ma alla fine, a furia di romperle le scatole, ce l'ho fatta. Ed è sempre un'emozione per me accompagnare una mia "allieva" fino alla pubblicazione!
Bene, per questa volta vi ho spifferato tutto!
Godetevi questa bella foto e noi ci vediamo alla prossima!


Alla prossima 
dalla vostra
Stefania Convalle



domenica 26 febbraio 2023

Numero 437 - Parlo di me, Luca Verzulli - 26 Febbraio 2023


 

Parlo di me: l’ho sempre trovato difficile come compito fin dall’elementari, quando ti chiedevano di comporre quei temi per stimolare noi poveri bambini a pensare alla nostra identità. Ma io non so bene chi sono; come non lo sapevo allora, non lo so adesso.
Mi è sempre stato più facile creare immagini di me, personaggi estrapolati da qualche posto che mi facevano compagnia, ho sempre vissuto un po’ qui con tutti voi e un po’ in un altrove più divertente. Difatti, una delle mie battute preferite del film “È stata la mano di Dio” del grande Paolo Sorrentino, è quella tra il piccolo Paolo e il fratello maggiore, che recita così:
Fratello di Paolo: «A un certo punto, lo chiama un giornalista. E Fellini gli risponde: Il cinema non serve a niente, però ti distrae. E secondo me il giornalista gli avrà detto una cosa tipo, ti distrae da cosa? E Fellini gli fa, dalla realtà, la realtà è scadente.»
Lo stesso Paolo Sorrentino disse che fu proprio questo il motivo che lo spinse a fare cinema, e io mi rivedo pienamente nelle sue parole, solo che io mi sono buttato sulla scrittura, ma chissà cosa mi riserverà il futuro. 
Mi ritengo una persona sensibile che vive di alti e di bassi, entrambi momenti produttivi e importanti poiché nei momenti alti sono sempre fuori casa a socializzare, fare amicizie e conoscenze in ogni dove; nei momenti bassi, invece, tendo a chiudermi e a isolarmi, talvolta ne ho un bisogno naturale, come per ripulirmi e scrollarmi di dosso alcune cose che non hanno un nome. Questo secondo periodo è molto introspettivo e creativo. Sono due esatte contrapposizioni che fanno entrambe parte di unico essere, forse è questo che rende difficile rispondere alla domanda: “Mi parli di te?”. 
Pochi capirebbero, allora tendo a presentare solo una parte di me, quella che al momento fa più comodo. L’esperienza dei miei 28 anni mi fa capire quando ho bisogno di uno o dell’altro e mi comporto di conseguenza.
Ho iniziato a scrivere all’età di 16 anni, annotavo i miei pensieri, poi ho iniziato a trasformarli in poesie e da lì ne ho collezionate tante da spingermi a condividerle con gli altri, auto-pubblicandomi una raccolta di poesie intitolata “Il peso specifico di una carezza” su Amazon Kindle. 
Da lì in poi divenni un mangiatore di libri, quando lessi “Che Dio ci perdoni” di Amy Michael Homes e “La boutique del mistero” di Dino Buzzati, mi illuminarono su cosa volessi fare: scrivere una raccolta di racconti. Iniziai verso i 21 anni e con molta calma e pazienza arrivai al giorno, come per il primo libro, nel quale era pronto per essere condiviso con un pubblico. Iniziai a cercare online qualche casa editrice che potesse coronare questo sogno; tra case editrici poco trasparenti ed altre che chiedevano grandi cifre economiche per stampare il proprio libro c’era lei, Edizioni Convalle, solo libri di qualità, la prima cosa che lessi. 
Iniziai a informarmi, spulciare tra i forum. Mi sembrava veramente una casa editrice come quella che cercavo, meritocratica, gestita da qualcuno che ha veramente una forte passione per ciò che fa, una persona che ci mette la faccia e rischia in un mondo molto difficile come quello dell’editoria. Naturalmente sto parlando di Stefania Convalle, che ha trasformato il mio sogno in realtà. Colgo quest’occasione per ringraziarla ancora una volta, ringrazio anche Giuseppe e tutto il team che ha visionato e valutato il mio manoscritto.

Luca Verzulli


E adesso la parola all'editrice ;-)

Luca è stato, per me, una vera e propria scoperta.
Quando è arrivata la sua opera a Edizioni Convalle, in un primo momento sono rimasta perplessa perché alcuni racconti erano davvero forti... Poi ho deciso di pubblicare "Spogliati" perché ho scorto tra le righe e dentro le storie narrate, qualcosa di non comune. Il disagio esistenziale dei personaggi, le loro problematiche, alla fine non sono altro che i lati oscuri di tutti, anche se estremizzati. I racconti scuotono il lettore, ma inducono alla riflessione e questo è quello che cerco, come editore. 
Mi chiedevo se fossero autobiografici, in qualche modo, e devo dire che un po' il pensiero mi preoccupava! Poi ho conosciuto Luca, è venuto alla Fiera della Microeditoria, e mi ha colpito la sua gentilezza, la sensibilità che ha nello sguardo, la profondità dei pensieri. Impressione che si è confermata quando è venuto a casa mia per la diretta del giovedì nella Pagina Facebook di Edizioni Convalle, quando abbiamo presentato la sua opera.


Mi riconosco nel suo modo interiore, quello da lui accennato in questo parlo di me. Una persona, oltre che un autore, che ha tanto da dire e da dare, soprattutto a livello umano.

E quindi, se non l'avete ancora letto, ve lo consiglio caldamente.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

domenica 19 febbraio 2023

Numero 435 - Parlo di me, Tatiana Vanini - 19 Febbraio 2023


Ciao da me, ovvero Tatiana! Sono nata nel millennio scorso (classe 1978), e vivo in Valle d'Intelvi circondata dai monti e dalla natura. Il mio paese, Casasco, conta ben 241 abitanti: la metà sono miei parenti, l'altra metà è imparentata con la prima, insomma siamo un paese/parente!
Ho tante passioni. La mia famiglia, marito e figli compresi, i gatti, gli gnomi e il Natale, ma soprattutto i libri e la scrittura.
Leggo tantissimo, divoro libri su libri, sia per svago personale che per recensirli sul blog Libri e Recensioni.
Ho un'anima ironica, di cui “Scacco di torre per l'ispettore Ovvius” è un esempio lampante, ma grazie alla guida attenta e paziente di Stefania Convalle, scrittrice ed editrice che ha creduto in me, sto scoprendo che possiedo una sorgente profonda, dove si annidano altre storie, con ritmi e andamenti diversi.
Nel prossimo futuro spero e mi auguro di pubblicare altri romanzi, con trame diverse, per esplorare più che posso la magia della scrittura, sempre con Edizioni Convalle.


E adesso la parola all'editrice...

Diciamo che Tatiana, in questo Parlo di me, è stata molto molto moooooooolto sintetica! :-D Devo quindi intervenire io a raccontarvela un po', anche se la conosco da poco e non l'ho mai incontrata personalmente. Vediamo cos'ho capito di lei, e poi Tatiana ci dirà se ho indovinato.
Non mi ricordo il momento esatto della nostra conoscenza, ma di sicuro il ponte è stata Barbara Galimberti che le aveva parlato di Edizioni Convalle. Tatiana ha iniziato, quindi, a leggere le nostre opere e a recensirle. Poi ha iniziato a frequentare il mio Laboratorio di Scrittura creativa e lì devo dire che mi ha parecchio sorpreso; conoscevo la sua penna come fantasy (nel frattempo mi aveva inviato delle opere da valutare per la pubblicazione) e invece, attraverso i compiti che assegnavo di lezione in lezione, ho scoperto una penna profonda e matura, con un ottimo potenziale. 
Nel frattempo ha partecipato al  mio Masterbook e lo ha vinto! E ho deciso di pubblicare "Scacco di torre per l'Ispettore Ovvius". 

Ho scelto di pubblicare quest'opera perché per me non è un Fantasy. Sapete che non amo questo genere e infatti in  Edizioni Convalle non ci sono, a parte qualche caso eccezionale. Scacco di torre etc ;-) potrebbe essere tranquillamente un giallo tradizionale, se ripulito di qualche dettaglio che lo rimanda al fantasy. In quest'opera ho scoperto un altro lato di lei: l'ironia. Chi mette ironia nella scrittura, solitamente è ironico nella vita, perché l'ironia - come la simpatia - è una di quelle cose che non si può fingere: o c'è o non c'è. E io amo l'ironia!
E poi, dovete sapere, che è un po' secchiona! :-D Quando assegno "i compiti" per la prossima volta, nel laboratorio di scrittura, lei dopo nemmeno un'ora me li ha già inviati, anche se ha a disposizione due settimane, anche se dovessi chiedere di scrivere un racconto di trecentocinquantamila parole :-D.
Un razzo, insomma!
E allora mi chiedo: perché correre sempre quando si può passeggiare tra le righe di una pagina da scrivere? Che la scrittura sia una via di fuga? In fondo, una via di fuga lo è per tanti, forse per tutti coloro che scrivono, e ognuno dentro di sé conosce il suo perché.
Di certo, Tatiana è talentuosa, la strada è ancora lunga - OVVIUS ;-) - ma i presupposti ci sono tutti perché possa addentrarsi in una letteratura che non preveda Gargoyle di fuga.
Cara Tatiana, la narrativa classica ti aspetta e so che non la deluderai.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

sabato 26 novembre 2022

Numero 418 - Parlo di me, Eleonora Duranti - 26 Novembre 2022


Alla richiesta della cara Stefania, “Scrivi qualcosa su di te. Qualcosa che faccia capire alle persone come sei e, soprattutto, chi sei!”, la mia risposta è stata automatica: “Certo, cara Stefania, con piacere! Sfrutterò il week-end e ti invierò il tutto entro i prossimi due giorni!”.
Ripensandoci ora, riconosco che la mia convinzione, sul momento, mi ha fatto onore. Peccato che fosse infondata. Completamente, infondata.
Già, perché malgrado il mio ottimismo e il mio entusiasmo, i famosi due giorni di calendario non mi sono mica bastati per buttare giù anche poche righe stringate su di me. Piuttosto, mi sono serviti per fissare lo schermo del portatile e farmi realizzare di aver detto una grossa, grossissima cavolata. 48 ore non mi sarebbero mai state sufficienti per analizzarmi e raccontarmi. Con molte probabilità, avrei fatto prima a cavare un ragno dal suo buco. E a me, i ragni, terrorizzano. Questa considerazione, perciò, suppongo possa dare una vaga, vaghissima idea sulle difficoltà che ho incontrato nella stesura del mio “Parlo di me”.
Tuttavia, pensa che ti ripensa, alla fine sono arrivata a una conclusione (d’altronde, gettare la spugna non rientra nel mio stile) e mi sono posta la domanda suprema: “Chi sono io?”
Io sono una ragazza come tante. Mi piacciono le lunghe, lunghissime camminate con la musica che pompa negli auricolari, i viaggi, la fotografia, i pomeriggi dalla nonna, le chiacchiere al telefono con le amiche, le sorprese… E i libri. Sì, per i libri ho proprio un debole. Da sempre. Ed è grazie/a causa loro, se ho coltivato l’arte, altrettanto suprema, della scrittura. E l’ho fatta mia.
“Frammenti” è stata la mia prima creatura. La cara Stefania l’ha definita così e, con il senno di adesso, non avrebbe potuto optare per un termine migliore. “Frammenti”, infatti, mi rappresenta; racchiude tutto di me in sé, fra le sue pagine e tra i suoi personaggi un po’ beati e un po’ dannati.
“Frammenti” è la prova tangibile del mio costante bisogno di scrivere.
Scrivere, per me, è una necessità, un’abitudine, un rituale. Un po’ come il tè delle cinque per Mister Bean e compatrioti. Di scrivere, non posso fare a meno. Tanto che, quando sono in ufficio e mi sto occupando di fatture e buste paga, il mio stomaco freme e le mie gambe iniziano a tamburellare contro la scrivania, quasi pretendano che avvii il countdown per il rientro a casa e la mia dose giornaliera di caratteri Times New Roman.
Si capisce, quindi, che non ho fatto della scrittura il mio lavoro. Non ancora, almeno. Però, ne ho fatto la mia passione. La mia passione più grande. Più travolgente. Più soddisfacente. E mi sforzo di assecondarla sempre e comunque e di non farla mai sentire ignorata. O scontata.
Molto altro, a essere sincera, non faccio. La mia routine si divide tra casa e lavoro ed è parecchio monotona, in confronto a quelle che animano il poliedrico universo di “Frammenti”.
È la scrittura, il mio lasciapassare per l’isola che non c’è; per questo, me la tengo stretta. È un po’ la bacchetta magica che trasforma la mia quotidianità, monotona e per nulla speciale, in un’avventura. In una bella, bellissima avventura.
Di questo superpotere, le sarò grata per sempre. Come lo sarò nei confronti della cara Stefania e della sua preziosa CE Edizioni Convalle. Grazie a loro, ho avuto l’opportunità di condividere i miei frammenti di vita con qualcuno che fosse esterno alle mie quattro mura, con qualcuno che fosse estraneo al mio piccolo mondo ordinario. Grazie a loro, “Frammenti” è uscito da un cassetto e ha imparato a volare. Sulla scia dell’eterno Peter Pan.


E ora la parola all'editrice ;-)

Quando ho conosciuto Eleonora, ho avuto la netta sensazione che la sua opera, "Frammenti", che avevo già letto ed editato, fosse proprio lei. L'opera e l'autrice erano perfettamente sovrapponibili. Non capita così spesso! Eleonora sembra una giovane donna che vive fuori dal tempo, nel senso che in lei vivono gli anni duemila, ma anche le atmosfere dell'Ottocento che troviamo nel primo romanzo breve della sua opera - Lettere - come anche la forza delle donne immerse nella Roma del 1492 di Mulieres; ma l'ho ritrovata nella modernità dei racconti delle raccolte che fanno parte dell'opera.
Ma la cosa che più mi ha colpito di lei è la totale assenza di presunzione. Parlavamo di "Frammenti" e sembrava non rendersi conto della perla che aveva scritto.
Lei è la sua scrittura e la sua scrittura è lei. Punto.


E così me la sono immaginata, mentre cercavo l'immagine giusta per la copertina, come quella donna che un po' defilata scrive, immersa nel mondo delle sue parole, solo per il piacere di farlo, solo per una passione che deve esprimersi in modo totale.
Poco importa, dico io, se la scrittura occupa spazi limitati delle sue giornate, mentre la vita chiede anche la consapevolezza che si abbia bisogno di svolgere un lavoro diverso. A volte penso che la dimensione più giusta sia proprio questa, per far restare la scrittura un rifugio dove rintanarsi per esplorare il mondo, senza che nessuno ci disturbi.
Sono davvero contenta di avere Eleonora in Edizioni Convalle, una culla per la sua opera, con l'augurio che cresca forte e saggia.


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle