Come si misura la cultura?
Vediamo, analizziamo, prendiamo un metro e misuriamo quello
che sappiamo.
La cultura è sapere da dove nascono le parole, latino e
greco, tomi e tomi scritti dai capostipiti?
Risiede, forse, nell’aver studiato, letto
fino a consumarsi gli occhi, essere entrati in mondi del passato?
Oppure la cultura è la vita stessa che affrontiamo ogni
giorno?
Ho fatto solo il liceo scientifico e sono stata pure
rimandata ;-) nell’ordine: in ginnastica, poi in matematica, persino in
inglese:
oh my God, che schiappa!
oh my God, che schiappa!
Però mi piaceva la filosofia, l’italiano così così, ma perché
la professoressa non mi ha fatto appassionare alla materia.
Ero timida e un po’ schiva, e lei voleva studenti che alzassero la mano ad ogni suo starnuto.
Ero timida e un po’ schiva, e lei voleva studenti che alzassero la mano ad ogni suo starnuto.
Ho letto tanto e di tutto. Ma non abbastanza.
Per sapere,
per conoscere.
Forse è proprio vero che più si sa e più si sa di non sapere.
Guardo i libri, le grandi opere e mi dico
“cavoli, questo
non l’ho letto, questo mi manca: mi basterà una vita intera per colmare lacune
su lacune?”
Lacune, le lacune intellettuali, contano più di quelle
dettate dall’ignoranza di un’umanità che ignora l’altro?
Ignorare l’altro, no,
questo mi manca.
L’altro non lo ignoro, anzi, lo guardo, lo osservo, lo studio…
lo amo.
Cerco di capire.
Ma non dimentico che su un mobile di casa mia ho in bellavista
“Alla ricerca del tempo perduto”.

