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martedì 6 maggio 2014

Numero 205 - Siamo capaci di ascoltare? - 7 Maggio 2014

 
Mi piace come ascolti.
Fai venir voglia di parlare.
G. Carofiglio

Prendo in prestito questa citazione, che ho anche postato sulla mia Pagina di Facebook "Dentro l'amore", per parlare di un tema, l'ascolto, che si dà per scontato: ma siamo davvero capaci di ascoltare gli altri?
Non interrompere gli altri quando parlano e non finire la frase per loro.

Solo qualche tempo fa mi sono reso conto che spesso interrompevo gli altri mentre parlavano o finivo la frase per loro.
E ho anche capito quanto deleteria fosse questa abitudine, non solo per il rispetto e l'amore che dagli altri ricevo, ma anche per il terribile spreco di energia che ci vuole per stare contemporaneamente nella testa di due persone.

Prova a pensarci un attimo.

Quando fai fretta a qualcuno, lo interrompi e cerchi di finire la frase per lui (o per lei), in realtà devi seguire il filo non solo dei tuoi pensieri, ma anche quello della persona che che stai interrompendo.
Questa tendenza (fra l'altro comunissima tra la gente con molti impegni) finisce per incoraggiare ambedue le parti a parlare e pensare più in fretta. Il che rende la gente nervosa, irritabile, scontenta.

E' francamente estenuante.

Ed è anche causa di molti bisticci, perché se c'è una cosa che irrita la gente, è proprio che gli altri non la stiano a sentire.
E come puoi ascoltare quel che ti dice una persona, se addirittura parli al posto suo?

Una volta che cominci ad accorgerti che interrompi gli altri mentre parlano, vedrai che in fondo questa fastidiosa tendenza non è altro che un'innocente abitudine di cui praticamente non tieni più conto. Il che è una buona notizia, perché significa che non devi fare altro che coglierti sul fatto quando te ne dimentichi.
Ricordati (se possibile prima che la conversazione cominci) di essere paziente e di aspettare.
Dì a te stesso: devo permettere all'altro di finire il suo discorso, prima di intervenire. 

Noterai subito un miglioramento nei tuoi rapporti con gli altri. La gente con cui comunichi si sentirà subito più rilassata vedendo che tu stai ad ascoltare quel che ti dice. 
E anche tu ti sentirai più rilassato, quando smetterai di interrompere gli altri. Polso e battito cardiaco si faranno più regolari e comincerai a godere le tue conversazioni con la gente, invece che cercare di sbrigarle in due secondi.
Ecco un modo semplice per diventare una persona più rilassata e cordiale.

Tratto da
"Non perderti in un bicchier d'acqua"
Richard Carlson



lunedì 28 aprile 2014

Numero 204 - Segui il tuo cuore - 28 Aprile 2014



Rispolvero un brano di un breve romanzo che anni fa ebbe molto successo; estrapolo il passo per me più bello e quello che è rimasto nel cuore di tanti lettori. Un passo sempre attuale perché momenti come quelli descritti li attraversiamo tutti, prima o poi, una o più volte nella vita.
Il consiglio è saggio, per come la penso io, e ve lo ripropongo.
E colgo l'occasione per farlo di nuovo mio, in questo momento nel quale mi sento di "ascoltare" e ascoltare ancora.



SEGUI IL TUO CUORE

Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati  del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.

Tratto da
"Và dove ti porta il cuore" 
di 
Susanna Tamaro



martedì 22 aprile 2014

Numero 203 - Coltiva una pianta - 22 Aprile 2014



COLTIVA UNA PIANTA

A prima vista, può sembrarti un consiglio un po' stupido o per lo meno strano. A cosa diavolo può servire coltivare una pianta?

Uno degli scopi della vita spirituale e uno dei requisiti della pace interiore, è imparare ad amare incondizionatamente. Il fatto è che è molto difficile amare una persona, qualsiasi persona, incondizionatamente. La persona che cerchiamo di amare a un certo punto inevitabilmente dirà o farà qualcosa di sbagliato, in qualche modo non soddisferà le nostre aspettative. Così noi ci innervosiamo e mettiamo condizioni al nostro amore: "Ti amerò, ma tu devi cambiare. Devi comportarti come piace a me."

Certa gente sa amare meglio i suoi animaletti domestici che le persone. Ma anche amare un cucciolo incondizionatamente non è facile. Che succede quando il tuo cane ti sveglia nel cuore della notte abbaiando inutilmente?
O se ti rovina  il tappeto buono del salotto con qualche incidente? Lo ami sempre tanto? Le mie bambine hanno un coniglietto. E' stato davvero duro amare quel coniglietto, dopo che mi aveva fatto un bel buco nel cancello di legno pregiato!

Una pianta, invece, è facile da amare così com'è. Quindi coltivare una pianta ci offre l'occasione di esercitarci ad amare incondizionatamente.

Come mai praticamente ogni tradizione spirituale sostiene l'amore incondizionato? Perché l'amore ha un enorme potere di trasformazione. L'amore incondizionato 
genera sentimenti di serenità tanto in chi lo dà, che in chi lo riceve.
Scegliti una pianta, dentro casa o sul terrazzo, o in giardino: comunque una pianta che vedi tutti i giorni. Esercitati ad amare e curare questa pianta come se fosse il tuo bambino (tra l'altro è più facile curare una pianta piuttosto che un bambino: niente notti insonni, niente pannolini, niente pianti disperati). Parla con la tua pianta, dille che le vuoi bene. Ama la tua pianta sia che fiorisca, sia che non fiorisca, che viva o che muoia. Amala e basta. Osserva come ti senti quando offri a questa pianta il tuo amore incondizionato. Quando offri questo tipo di amore non sei mai agitato, nervoso o irritato. Sei semplicemente in uno spazio amoroso. Esercitati in questo tipo di amore ogni volta che vedi la tua pianta almeno una volta al giorno.
Dopo un po', sarai capace di estendere il tuo amore assoluto e incondizionato anche ad altri esseri. Nota com'è bello amare  e pensa un po' se puoi offrire un amore del genere anche alle persone che ti circondano. Prova ad amarle senza pretendere che cambino o che siano diverse, per poter ricevere il tuo amore. Amale così come sono. La tua pianta può essere un'ottima maestra e può insegnarti la forza dell'amore.

da "Non perderti in un bicchier d'acqua"  di Richard Carlson

mercoledì 22 gennaio 2014

Numero 189 - Saggezza - 22 Gennaio 2014


Del resto, Seneca trovava questi orizzonti persino nella vecchiezza quando scriveva a Lucilius: "Abbracciamo la vecchiaia, amiamola! E' piena di gioia per chi sappia impiegarla".
D'accordo: si potrebbe dire forse la stessa cosa di tutto. Ma anche senza rileggere il classico De Senectute di Cicerone, anche senza citare le massime degli epicurei e degli stoici, anche senza ricordare il dolce sonetto scritto nella sua serena casa d'Anversa da Plantin-Moretus, il gioioso conversare è una delle soddisfazioni della sera.
Bisogna riconoscere però che i vari giochi di società stanno eliminando questo piacere. Ed è venuta la radio che ha imposto il silenzio per far udire solo la sua voce. Ma siccome pochi hanno qualcosa da dire e pochissimi si accontentano di ascoltare, le belle conversazioni languono.
Invece, nulla vi è di più piacevole del dolce conversare tra amici, intorno a un tavolo, ricordando gli assenti senza far loro troppo male...
E poi a tavola non s'invecchia...
Del resto il miglior modo per invecchiare è non avere nemmeno il tempo di accorgersene...

Tratto da IL LIBRO DELL'ANIMA di Nino Salvaneschi

Cosa direbbe oggi, dove non c'è solo la radio a creare l'ostacolo per avere delle belle conversazioni?!?


martedì 21 gennaio 2014

Numero 188 - Abbandona il passato - 21 Gennaio 2014


Tante persone utilizzano il loro triste passato come alibi per non realizzare nulla di buono nella vita. Talvolta, la sofferenza diventa una sorta di diga che impedisce alla nostra esistenza di fluire liberamente o costituisce una profonda ferita che deturpa la nostra esistenza. 

Si può, invece, trasformare il dolore in una energia positiva che ci dia la forza di guardare avanti. Spetta soltanto a noi decidere che cosa fare della sofferenza che ci portiamo dentro. 
Non è forse meglio alzare la diga e lasciare che l'energia libera di scorrere ci induca a muoverci? 
Usiamo il calore e la luce diffusi dalla fiamma per illuminare il cammino e per riscaldare il nostro cuore! Dobbiamo avere il coraggio di abbattere gli ostacoli e continuare il nostro percorso. E' più facile continuare ad attribuire al passato le colpe delle nostre odierne sventure piuttosto che crearci un nuovo futuro. Proviamo a chiedere se preferiamo vivere nel passato o nel presente. 
Non è forse meglio rimboccarsi le maniche e crearsi nuove opportunità?

      Bernie Siegel

sabato 18 gennaio 2014

Numero 186 - Ama e fa' ciò che vuoi - 18 Gennaio 2014


Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama e fa' ciò che vuoi. 
Se tu taci, taci per amore; se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore.
Sia in te la radice dell'amore; e da questa radice non può derivare se non il bene.

        Sant'Agostino

venerdì 17 gennaio 2014

Numero 182 - Impara a gustarti una tazza di tè - 17 Gennaio 2014


Per godersi pienamente il tè occorre essere sempre completamenti calati nel presente. 
Solo nella consapevolezza del presente le tue mani possono sentire il piacevole calore della tazza. Solo nel presente puoi assaporare l'aroma, sentire la dolcezza, apprezzare la delicatezza. Se stai rimuginando cose passate o preoccupandoti per il futuro, perderai completamente l'esperienza di goderti la tazza di tè. 
Con la vita è la stessa cosa. Se non sarai calato pienamente nel presente, ti guarderai intorno smarrito e lei se ne sarà già andata. Perderai così il sentimento, l'aroma, la delicatezza della vita. Sarà come se la vita ti passasse velocemente davanti. Il passato è passato. Fanne tesoro e lascialo andare. Neppure il futuro è qui. Fa' pure dei piani per il futuro, ma non sprecare il tuo tempo a preoccupartene. Non vale la pena preoccuparsi. 
Quando avrai cessato di rimuginare ciò che è già accaduto, quando avrai cessato di preoccuparti di ciò che potrebbe accadere, allora sarai calato nel momento presente. Allora comincerai a sentire la gioia nella vita...
    Thich Nhat Hanh

giovedì 16 gennaio 2014

Numero 181 - Credi nei miracoli - 16 Gennaio 2014


Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il pensiero possa modificare la vita, la sua vita comincia a mutare. Di tanto in tanto, si sente deluso. A volte, si addolora. E allora sente i commenti "Com'è ingenuo!"
Ma il guerriero sa che ne vale il prezzo. Per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore. Tutti coloro che credono lo sanno.

    Paulo Coelho

martedì 14 gennaio 2014

Numero 180 - Non confonderti con la tua storia - 14 Gennaio 2014


Occorre anzitutto essere centrati sul nuovo che deve venire, e non sulla propria storia. L'idea più sbagliata è infatti che "io sono la mia storia". Invece il passato è la nostra parte morta.
Niente di ciò che riguarda il tempo trascorso ha davvero importanza. Ciò che abbiamo fatto, quel che ci è successo, ormai se n'è andato. 
Guardiamo i bambini, i nostri maestri: ogni attimo li separa dal precedente. Ridono un secondo dopo aver pianto, perché niente si sedimenta, niente diventa zavorra: la loro mente è completamente operativa, agisce, non è impigliata in rimpianti, rimorsi, ripensamenti, e in tutti gli alibi che trattengono gli adulti.
(Raffaele Morelli)

lunedì 13 gennaio 2014

Numero 179 - Dimentica la felicità - 13 Gennaio 2013


Dimentica la felicità, non è possibile conquistarla in modo diretto. Pensa piuttosto a cosa ti piace, a che cosa ti diverte di più quando la fai: falla e lasciati assorbire; allora la felicità sorgerà in te spontaneamente. Se ti piace nuotare, nuota e gioisci; se ti piace spaccare la legna, spacca e gioisci. Fa' qualsiasi cosa che ti piace fare e lasciati assorbire. Mentre stai assorto in quel fare, improvvisamente sentirai accadere in te quell'atmosfera, la calda e soleggiata atmosfera della felicità. D'un tratto ti sentirai avvolto dalla felicità.
(Osho)

Tratto dal libro FELICITA' - un anno di pensieri positivi.

Che ne dite se ne propongo qualcuno nel blog?