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giovedì 7 novembre 2024

Numero 456 - Aspettando "Seduti allo stesso tavolo" - 7 Novembre 2024


 

Oggi vi racconto una storia che è la mia storia. E lo faccio quando mancano pochi giorni all'uscita del mio nuovo romanzo: "Seduti allo stesso tavolo". 
Questo romanzo è nato in un momento in cui ho messo tutto in discussione, è stato quasi una terapia ;-) Ho ragionato a voce alta, insieme al lettore, affidando i miei pensieri, le mie esperienze e le mie considerazioni ai protagonisti: Penelope, la scrittrice disillusa che sceglie la solitudine; Anastasia, una donna misteriosa, ambigua; Pietro, lo scrittore famoso che rappresenta il sogno mai raggiunto di Penelope, ma poi, questo sogno è davvero qualcosa per cui lottare o alla fine se diventasse realtà non sarebbe così appagante? 
E poi c'è lei, Mara, l'agente letteraria famosa. Mara che dall'alto dei suoi anni, esperta della vita e del mondo editoriale che conosce in ogni suo più nascosto angolo, saprà traghettare Penelope verso la riva della saggezza.
Insomma, in poche parole scrivere questo romanzo è servito a darmi anche delle risposte.

Mi fa piacere - e spero anche a voi - ripercorrere alcune delle opere precedenti, quelle che ho pubblicato con Edizioni Convalle.
Ne approfitto per sottolineare che la mia carriera parte molto prima rispetto al 2 Febbraio del 2017, data della nascita della mia casa editrice. Lo dico perché le malelingue - che sono sempre all'opera - hanno insinuato che pubblico perché ho la casa editrice. Non è proprio così ;-)
Allora vi spiego: la mia prima pubblicazione risale a Gennaio 2012, quando non avevo nemmeno per l'anticamera del cervello di fondare una casa editrice. Nel corso della mia carriera, quando ero solo autrice, ho pubblicato diverse opere con alcune CE. Inoltre "Dipende da dove vuoi andare" era stato acquisito dalla famosa Agenzia Thesis che poi l'ha pubblicato con la sua CE. E vi dico anche che mentre ero in parola con loro, una editor che mi seguiva, mi telefonò per chiedermi se avessi già firmato con loro perché aveva ottenuto la possibilità di far leggere il mio manoscritto presso una grande casa editrice, di quelle che tutti gli aspiranti scrittori sognano. Ebbene, ricordo di averle risposto che, anche se non avevo ancora firmato il contratto, avevo dato la mia parola alla Thesis e quindi non mi sentivo di rimangiarmela. 
Forse ho perso un'occasione, chissà...
Però, vedete, per me la parola lealtà e rispetto verso chi dà un'occasione ha un valore. 
Comunque, questo aneddoto l'ho raccontato per tutti coloro che non hanno rispetto per la mia carriera che parte da lontano e con grande orgoglio posso dire che mi sono sudata tutto, e la penso esattamente come la Penelope del romanzo ;-)
Ma torniamo alla carrellata di alcune delle mie pubblicazioni precedenti, non le metterò tutte - sono 21, compresa l'ultima - e quindi ho fatto una selezione, scegliendo tra le opere pubblicate da Edizioni Convalle.

Andiamo a ritroso.


"Volevo solo avere più tempo" 

In tutti i miei romanzi c'è l'amore, perché fa parte della vita, e quindi come potrebbe non esserci?
Antonio, il quasi ottantenne protagonista, è un personaggio di cui quasi tutti i lettori si sono innamorati e gli hanno voluto bene da subito; i più giovani avranno rivisto in lui il proprio nonno. I meno giovani avranno rivisto il loro padre, e i coetanei si saranno identificati. Secondo me Antonio è stato tanto amato perché lui stesso è capace di grande amore, sia come sentimento per una donna, sia per una ragazza che diventa come una nipote, sia per i suoi sogni e soprattutto per la Vita. Credo sia proprio questo che ha colpito al cuore i numerosi lettori, che ringrazio sempre.

Ma andiamo avanti, e vediamo quello che lo ha preceduto.


"Ti affido i miei pensieri. Abbine cura"

Questo è un volumetto al quale tengo davvero tanto perché contiene, come dice il titolo, i miei pensieri più intimi e profondi. Non so trovare le parole giuste per descriverlo, non si può raccontare, ma solo leggere. 



"A Nord del destino"

In questo romanzo la scrittura mi ha portato - sapete che è la scrittura stessa che mi guida e non il ragionamento o un progetto preordinato - a entrare nel cuore di una famiglia e delle persone più vicine, come un'amica del cuore o un vecchio amore, e scoprire gli scheletri negli armadi: chi non ne ha? 
Aurora, Amelia, Andrea (oddio! Tutti con la stessa iniziale! Giuro che non lo farò più...) e Giovanni, si dovranno spogliare e mettersi a nudo davanti a sé stessi e ai loro segreti, perché alla fine i conti devono tornare. 

Continuiamo questo cammino a ritroso e troviamo "Una straordinaria solitudine".



Questo romanzo, ambientato nel Golfo dei Poeti, dove ho abitato per diversi anni, è una storia d'amore che non conosce confini, di nessun genere. E quando dico di nessun genere intendo proprio che va oltre, perché l'amore è questo, un grande regista nella vita di ognuno di noi. Victor, Sophie, Maryanne. Italia, New York. La loro straordinaria solitudine assume un significato diverso per ognuno di loro.


"Il Manoscritto"

Eh, questo romanzo, quante cose ho da dire...
Partiamo dalle belle. Un romanzo ambientato a Trieste, città che conosco bene e tanti sono i ricordi dell'infanzia che mi legano a lei. Li ho voluti mettere nel romanzo e affidare a Emilia, la protagonista, un'agente letteraria milanese che si trasferisce a Trieste, dove troverà l'amore e tante risposte sulla sua vita. 
Dovete sapere che questo romanzo era stato scelto da una piccola casa di produzione cinematografica indipendente per realizzarne un film. Potete immaginare come ne ero stata felice! Però qualcosa è andato storto e pur essendo iniziate le riprese, con la presenza di attori importanti, tra l'altro, il tutto si è arenato, come spesso accade. 
Eh va beh, dopo la delusione, ci ho bevuto sopra: che potevo fare?
Ma rimane sempre un romanzo che, come tutto ciò che scrivo, contiene tanto di me.


"Lo specchio macchiato dal tempo"

Questo romanzo è stato un po' una scommessa. Dovete sapere che a me piace scrivere anche di dimensioni diverse, parlare di quel filo sottile che lega il mondo dei vivi a quello di chi non c'è più. Qui ho voluto stare ben salda alla realtà, anche se all'inizio non sembra ;-) Ma lo scoprirete leggendo. La cornice è la mia Milano alla quale ho voluto rendere un omaggio, facendo muovere i miei personaggi - Alice, Minerva, il Messaggero, Tommaso, Gabriel - nelle strade e le piazze simbolo, ma anche piccoli angoli conosciuti solo ai milanesi. La storia vede due mondi a confronto, che andranno a intrecciarsi per poi sciogliersi con tutte le soluzioni in mano. Sono ermetica? Un po' sì;-)

Ma adesso entriamo per un attimo nel mondo della Poesia.


"In ordine sparso. Come la vita"

Nella mia carriera ho scritto anche poesie, ma non mi ritengo una poetessa, penso di essere più una romanziera. Questa opera racchiude il mio percorso poetico, che comprende tutte le poesie scritte fino al momento della sua uscita. Qui troverete quella parte di me che osserva la Natura, l'essere umano nelle parti più intime a livello di emozioni. Credo si possa definire una poetica moderna, dal verso libero ma - a tratti - con una punta di ermetismo. Insomma, giudicate voi che è meglio ;-)


"SCRIVERE. Alla ricerca di sé e del proprio stile"

Qui troverete pillole di tecnica di scrittura e suggerimenti per approcciarsi alla scrittura creativa, ripercorrendo il percorso che faccio nei laboratori di scrittura che conduco da diversi anni e che ha formato tanti autori poi pubblicati. Un manuale molto semplice, alla portata di tutti coloro che si avvicinano a questo mondo.


"Anime Antiche"
 
Eh... Anime antiche... Qui ho voluto addentrarmi nel mondo delle vite precedenti, argomento a me caro. Troverete Muriel, una milanese innamorata dell'amore che però non trova l'anima gemella, per così dire. Incontrerà per caso Greg, un ragazzo carismatico che le dirà di essere un'anima antica, affermazione che farà sorridere Muriel, ma allo stesso tempo nascerà un rapporto particolare tra loro. In mezzo, un amore sofferto, quello tra la donna e Lorenzo, e poi un libro antico e un anello che diventeranno parte della storia in modo importante. Insomma, una grande storia d'amore, di quelle che viaggiano nel tempo. 

Andiamo avanti. Ma quanti sono? Direte voi. Eh, un bel po'. Com vi ho detto, con l'ultima opera siamo a quota 21 pubblicazioni. Ma tranquilli, non vi parlerò di tutte!


"Il silenzio addosso"

Cos'è quel silenzio addosso di cui si parla? Si tratta di quella parte di noi che teniamo nascosta sotto una metaforico cappotto che indossiamo. A volte è un cappottino leggero, a volte è pesante e spesso, come quello che s'indossa nel più freddo degli inverni interiori. Un cappottino pesante, come quello che indossa Chiara, una giovane donna che si porta dietro un grande dolore che però non vuole mostrare, ma cerca con le unghie e con i denti di rimettersi in piedi, trovando una stampella in Giulia, una chef milanese di mezza età. E poi troveremo Alessandro, il marito di Chiara; Fabio, chef milanese con le sue frustrazioni e Edoardo, libraio eremita. Le loro vite si incontreranno, portando quel raggio di sole che aiuterà a uscire dalle tenebre individuali. E poi troverete la Sciamana, una figura importante per Chiara: la saggezza incarnata.


"Dipende da dove vuoi andare"

Con questo romanzo entriamo nelle opere che sono state ripubblicate in una nuova edizione con Edizioni Convalle,  ma che avevano iniziato il loro cammino prima che io decidessi di diventare anche editrice.
Questo romanzo tratta un argomento purtroppo attuale, quello del femminicidio, ma lo fa da un punto di vista molto spirituale. 
Anna, la vittima, uccisa dal marito Luca, entrerà in contatto con Maria, giovane donna che conoscerà Luca, ignorando il suo vero essere. Un lotta contro il tempo per salvare Maria, dove Anna sarà una presenza fondamentale, ma dove anche troverete la mamma di Maria, Stefano e Laura (la sensitiva) che saranno al fianco della ragazza in questo percorso a metà tra il thriller e il noir.




"Una calda tazza di caffè americano"

Questo romanzo ha segnato il punto di svolta della mia scrittura, quando ho cominciato a lasciarmi andare e scrivere di pancia. 
C'è tanto di me, qui dentro, proprio per la struttura stessa del romanzo.
Molly mi assomiglia parecchio ;-) e Alan sarà l'amore della sua vita. Emily, la vecchia donna che la ospiterà negli Stati Uniti, sarà per lei quella mano delicata che assomiglia a quella di una madre. E Gabriella? Eh, Gabriella vi sorprenderà.



"Dentro l'amore"

Questa raccolta di racconti ha visto la luce nella la primavera nel 2013, e rieditata da me negli anni successivi con Edizioni Convalle.
In questa raccolta c'è il seme della scrittura che poi si sarebbe sviluppata ed evoluta negli anni successivi. Un titolo che esprime esattamente il mio modo di vedere la scrittura e la vita, perché è così che scrivo e vivo. Dentro l'amore.

Mi fermo qui perché non voglio andare oltre. Ci sono tante opere che non sono in questa carrellata: sono quelle scritte negli anni con altri autori, e anche la prima in assoluto che ancora non ho rieditato con Edizioni Convalle, però chissà, magari ci penso.
Vi risparmio di dirvi i riconoscimenti ottenuti negli anni, per me importanti, ma non voglio annoiarvi. Vi dico solo che quasi tutte le opere hanno ricevuto almeno un premio o riconoscimento, e questo mi rende orgogliosa perché, come a volte mi hanno detto, sono una donna che si è fatta da sola, e scusate se me lo dico da sola, ma ne vado fiera.

Ho voluto fare questo piccolo album virtuale da sfogliare per ricordarvi le opere principali prima che la prossima veda l'uscita imminente e quindi... Se qualche opera manca dalla vostra libreria, potrete provvedere, se avrete voglia di conoscermi a 360° attraverso i miei scritti. :-)

Insomma, grazie a tutti i lettori che mi hanno seguito negli anni e che continueranno a farlo, ma anche a quelli che arriveranno.

Grazie!

Potrete trovare ulteriori informazioni nel sito www.edizioniconvalle.com 
e nella Pagina Edizioni Convalle su Facebook, come anche su Instagram nel profilo Stefania Convalle



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

domenica 2 gennaio 2022

Numero 396 - Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole. Quarta puntata - 2 Gennaio 2022


 Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole

Quarta puntata


Riassunto delle puntate precedenti :-D

Se volete partire dall'inizio ;-) ecco i link dei numeri del blog dove, un passo alla volta, vi sto raccontando tutto (o quasi) di me, nel mondo delle parole e delle emozioni.

https://st62co.blogspot.com/2021/05/numero-376-ripercorrendo-la-mia.html

https://st62co.blogspot.com/2021/05/numero-378-ripercorrendo-la-mia.html

https://st62co.blogspot.com/2021/05/numero-379-ripercorrendo-la-mia.html


Questa quarta puntata potrebbe diventare lunga, mettetevi comodi :-D In effetti l'accelerazione è stata costante e sempre più intensa.

Nel 2015 pubblicai per la prima volta, con una casa editrice di Roma, il romanzo "Una calda tazza di caffè americano".


                                                        La copertina della  prima edizione

Ma facciamo un passo indietro: com'era nato questo romanzo?

Ricordo che ero nella mia Milano e passeggiavo in Galleria Vittorio Emanuele, finendo come sempre alla libreria Rizzoli. Entrai. Lo sguardo mi cadde su un blocco, un notes che si chiamava, in uno strano gioco di parole, "Il blocco dello scrittore". Potete immaginare la mia curiosità, non tanto perché avessi quel blocco lì - dello scrittore - che non ho mai sperimentato perché starei sempre a scrivere e le idee non mancano, ma perché parlava di scrittura. Così lo comprai. Dentro conteneva un po' di consigli vari, tra i quali uno in particolare: scrivere per dieci minuti al giorno senza fermarsi. 

Facile, no?

Ci volli provare.

E così entrai dritta dritta nella scrittura di pancia.

Qualsiasi cosa stessi facendo, una volta al giorno mi fermavo, andavo al computer, sceglievo la musica e mettevo la sveglia. Dieci minuti di scrittura senza fermarsi.

E così è nato il romanzo.

Chi l'ha letto lo sa: è in due parti. Nella prima, il risultato di questo esperimento, dove c'è molto, direi tutto di quei giorni, della mia vita. Quel "tutto di me" che poi è diventato il "tutto di Molly", la protagonista di quello che poi si è trasformato in un romanzo vero e proprio.

"Una calda tazza di caffè americano", un romanzo che segna il passaggio in modo netto verso quella scrittura che è diventata la mia modalità: scrivere senza un progetto, scrivere di pancia, scrivere lasciandosi guidare dalle emozioni in una forte immedesimazione nei personaggi. Ero Molly, ma ero anche Alan. 

La svolta. Ecco.

Ma prima di proporvi un passo del romanzo, voglio anche ricordare che in quell'anno decisi di dare vita al premio letterario Dentro l'amore.

Come sempre, quando le idee mi frullano in testa, le metto in pratica e mi butto. E così feci anche quella volta, senza particolari aspettative, anzi, pensavo che sarebbe stata la prima e unica edizione, e invece fu un successo. Una serata finale in un locale gremito, dove cominciai a mettere in pratica un'altra idea: quella di dare vita a una serata finale che fosse anche spettacolo, non solo premiazioni.

Indimenticabile.


Stava per cominciare la serata. In prima fila vedete anche Cinzia Zerba, vincitrice per la sezione racconti. Fu proprio in quell'occasione che ci conoscemmo e questo diede il via al nostro sodalizio artistico che ancora oggi prosegue con tanti progetti.


Qui si giocava a fare le interviste ;-) Da sinistra: Rebecca Martinez, Madrina del Premio e modella; me medesima ;-) e Anna Quartiroli, giornalista.


La prima giuria del Premio


Il tango


E per finire, alla fine di tutto, avevamo festeggiato il compleanno di Giuseppe, a sorpresa! 
Bei ricordi :-)

Fu un anno pieno di eventi importanti, ricco di esperienze come quella di Voghera, l'Iria Castle Festival.



Eventi da condividere sempre con amici artisti. Qui con me Renata Vismara, la ballerina, e Carola Nadal, artista argentina professionista che mi aveva concesso l'onore di averla nel mio Poe-Tango.






In questa foto anche Cinzia Zerba che era una delle voci narranti, brava come sempre.



E poi, ancora a Voghera, un'altra esperienza molto particolare, un Poe-Tango in un centro commerciale. 








Le voci narranti: Cinzia Zerba e Simona Saglimbeni. Insieme mi hanno accompagnato in tanti eventi.


Quante esperienze in quell'anno, il tutto stava diventando impegnativo ed entusiasmante.

Quanta gavetta, ma cosa c'è di più bello?

Eh, quante cose ci sarebbero da raccontare... 

"Una calda tazza di caffè americano" è poi stato ripubblicato in una nuova veste nel 2017, con Edizioni Convalle. Dopo sei anni, ad oggi, dalla sua nascita, conquista ancora lettori e prosegue il suo cammino insieme a tutte le mie opere, quelle uscite prima e quelle che sarebbero uscite dopo, in questa straordinaria avventura.


Per voi ho scelto un brano particolare. Non è l'inizio, non è la fine, è la vita che scorre.


Da "Una calda tazza di caffè americano"

Come si fa a dire grazie alla Vita quando ti tradisce così? Non so dire se la rabbia che sento è la maschera di un dolore che non oso attraversare. Ho paura.

Lui non sapeva che, ogni volta che salvava uno scritto dei nostri “dieci minuti”, io ero lì a leggere i suoi pensieri, le sue parole, il suo ricordare, il suo raccontare del passato e di quel nuovo oggi che sembrava appartenerci. Eravamo due PC collegati e, di clic in clic, ero stata nella sua mente e avevo osservato in silenzio quello che maturava nel cuore di quell’uomo apparentemente duro.

E quando il silenzio si è fatto più forte ho capito, senza che nessuno me lo dicesse, che quell’aereo di cui parlava il telegiornale era quello sul quale si trovava lui, quello che aveva preso per venire qui, a prendermi.

È difficile spiegare. Ma ho chiuso tutte le persiane e poi le finestre, cercavo il buio, la notte perenne, l’assenza di rumore. In quei momenti si fanno le cose più strane e non so perché ho mangiato anche se non avevo fame, ho preso una pentola, l’ho riempita d’acqua, ho acceso il fuoco, l’ho fissata aspettando che bollisse e ho buttato gli spaghetti, ho preparato un sugo come se lui fosse a cena con me, ho riempito un bicchiere di vino, ho bevuto tutto d’un fiato senza farmi domande, senza perché, senza ma né come, ho affondato la forchetta nel piatto e l’ho girata, girata, girata, fino a quando il boccone era pronto. E ho mangiato, tutto, fissando una lavagnetta davanti a me dove scrivo le cose che non devo dimenticare e dove avevo segnato con un gessetto polveroso, solo pochi giorni fa, Alan sta per arrivare, disegnando una faccina col sorriso, come fanno i bambini. Ero felice.

Il vino rimane quello che mi può consolare, anestetizza i pensieri, offusca lo sguardo e stordisce le orecchie, non sento il telefono che squilla, squilla, squilla. Ma io non voglio sentire, parlare, piangere o urlare. Voglio stare qui e mi sento un felino ammaccato in mezzo alla savana, cerco un riparo, mi lecco le ferite e aspetto, aspetto che passi, aspetto che il tempo, come dicono, mi faccia dimenticare.

Ma come si fa a dimenticare?

Forse gli amori giovani e ancora non radicati sono quelli che passano prima? Che follia! Non è vero. Non lo è stato in passato, per me, e non lo è ora.

L’amore è l’amore e non conta da quanto ami.

Alan, sei stato il mio ultimo amore, lo so. L’ultima occasione che mi ha dato la Vita. Sei stato un sorriso che ha squarciato il mio cielo, e ora, ora, dove sei?

So che sei con Emily e, se ci penso, mi sembra tutto talmente assurdo! Un anno fa non conoscevo nessuno dei due, me ne stavo tranquilla qui a galleggiare dentro a un mare di equilibrio, ma com’è facile trovarsi dove non si tocca più, in balia delle profondità e sentirsi di nuovo in pericolo, fragili e vulnerabili; e quella sensazione di essere invincibili, come fa presto a trasformarsi in una sensazione di sconfitta e di perdita, di nuovo. Ma questa è la Vita, la lezione l’ho imparata tanto tempo fa, prende e dà, prende e dà, e a me ha dato qualcosa di inaspettato. Volevo dirtelo appena fossi arrivato qui. E invece non lo saprai mai. O forse sì, lo saprai da dove sei.

E allora, Alan, mio amore, dimmi tu cosa devo fare. Ti ascolto. Sono seduta tranquilla su questa poltrona, le mani lungo il corpo, mi guardo intorno, cerco nelle ombre, non ho paura, fatti vedere, mostrati, lo so che sei qui, dicono che le persone amate non se ne vanno subito, ma restano fino a quando sono necessarie. E tu lo sei. Adesso più che mai.

Dimmelo tu cosa devo fare. Ora.

Le ombre si muovono mute, persino i pensieri attraversano la mia mente al rallentatore. Sembra tutto annacquato come i miei occhi e mi ricordo di Alan quando spaccava la legna al funerale di Emily; forse anch’io dovrei fare qualcosa del genere, non so, spostare i mobili, fare fatica, sudare, sfinire i miei muscoli: anche il cuore lo è.

Mi viene in mente Rebecca e una mattina d’inverno quando lei, ancora piccola, sui tre anni, mentre giocava e sembrava assorta in quello che stava facendo, senza neppure alzare lo sguardo mi chiedeva: Tata, cosa c’è? Si era accorta di come mi ero incantata, guardando nel vuoto per qualche mio momento difficile di allora. Piccola adulta, aveva colto questo frammento di me e, come se fosse grande, se ne interessava. Chissà perché questo episodio attraversa la mia mente. Piccola grande Rebecca. Ti ho voluto così bene da averne paura. Ma perché dico così? Non sto per morire, anche se la morte m’insegue attraverso gli altri. Mi accorgo di pensare alla morte. Un pensiero che non mi piace mi attraversa. Forse la vita non m’interessa più, pensiero inquietante che allontano subito, quasi con un gesto delle mani. Ma lui, pensiero ostinato, insiste e sembra sussurrarmi che al di là di questa vita ci sono le persone a me più care, e poi c’è Alan…

Alan – Alan – Alan – Alan – Alan – Alan – Alan.

Sto perdendo il controllo. Devo uscire. Mi alzo, non mi curo di quello che indosso, afferro le chiavi della macchina ed esco.

E guido, guido, guido, guido, chilometri, chilometri, chilometri, non so dove vado, autostrada, per dove? Non guardo, non m’interessa. E non so come mi ritrovo nei pressi del mare, è notte, non c’è anima viva in giro, solo qualche pescatore che prepara la barca, lascio l’auto in qualche modo, non m’importa, c’è vento, mi colpisce il viso, mi accorgo che non ho una giacca, le braccia nude, ma non sento freddo. Cammino lungo la battigia. Tolgo le scarpe, i piedi nell’acqua e cammino. Il mare è nero, ma la Luna è piena e luminosa. Qualcosa mi chiama, qualcuno mi chiama, non tra le onde, no, sarebbe la morte e ho deciso che devo vivere. Tra quelle barche, là, verso un molo deserto. Una figura. Metto a fuoco.

Alan, ecco, ti riconosco, sei arrivato. Sì, corro, so che hai risposto al mio richiamo, le barriere non esistono, tutto fa parte del Tutto. Non c’è Vita, non c’è Morte.

C’è solo l’Amore.

E allora eccomi, ti abbraccio. Sei qui per me e capisco che non sarò mai sola. Senza voce mi dici “vai avanti, niente ti può fermare, non guardarti indietro perché io sono solo un passo avanti a te, ma ti aspetto per quando sarà il nostro tempo. Intanto vivi. Respira. Sogna. E ama ancora.”



Alla prossima puntata

dalla vostra 

Stefania Convalle





sabato 22 maggio 2021

Numero 379 - Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole. Terza puntata - 22 Maggio 2021


 Ripercorrendo la mia carriera 
nel mondo delle parole. 

Terza puntata


Nella seconda puntata di questo viaggio, vi avevo raccontato di com'era nata la raccolta di racconti "Dentro l'amore" e di tutto il movimento ad essa collegato. 

In quegli anni si stava mettendo in moto un ingranaggio che si arricchiva di pezzi che avrebbero reso più articolato il mio percorso. Avevo deciso, dopo l'uscita di "Dentro l'amore", di aprire una Pagina su Facebook che è cresciuta piano piano, tante persone si sono avvicinate alle storie che raccontavo - più di diecimila a oggi - e tra loro una persona aveva bussato alla mia porta attraverso un messaggio: Maria Rita Sanna. 

Parlo di lei perché rappresenta quello che io intendo come percorso dentro l'amore...

Capii subito che era una donna con un fuoco dentro che però era sotto la cenere, una cenere costituita dalla sua timidezza, forse da poco autostima... Da lì partecipò al premio letterario che fondai due anni dopo, nel 2015, e incominciò a salire un gradino dopo l'altro, attraverso il mio laboratorio di scrittura che ancora segue,  fino a diventare quello che è oggi: una scrittrice di talento, premiata dal pubblico, e anche un'intrattenitrice con le sue interviste su Instagram. C'era un diamante da far brillare, si intravedeva tra le parole di quel primo messaggio. 

Grande soddisfazione, per me.

Ora quella Pagina si chiama Stefania Convalle - Vivere dentro l'amore, perché è quello che faccio: cerco di vivere così.

Ma tornando al mio percorso di autrice, in quegli anni si era affacciata nella mia vita anche la Poesia. Nascevo come autrice di prosa, certa di non essere in grado di scrivere versi, quando un mio amico poeta, volendomi convincere che potevo cimentarmi anche in poesia, evidenziò una parte di una mail che gli avevo scritto, dicendomi: «Vedi? Hai scritto una poesia senza rendertene conto!» 

Parlava delle parole che poi sono diventate poesia in "Oggi sono felice".

E così, grazie a lui e alla mia amica di sempre Emma Barberis, poetessa ma non solo, cominciai a scrivere poesie.

Nella foto, il primo incontro con Emma, dopo un lungo scambio di mail.

Nacque così, nel 2014, "Storie in verticale" che pubblicai con lo stesso editore che si era occupato di "Dentro l'amore" nella prima edizione. 

La cosa curiosa è come in quel periodo, mentre scrivevo racconti e poesie, ci fosse una sorta di collegamento tra loro. Nei racconti mettevo tanto della mia vita, ovviamente romanzando, e quelle storie trovavano la loro espressione sia in prosa che in versi. 

Ricordo la prima presentazione di questo piccolo volumetto di poesie. Chi altri poteva essere a farlo se non proprio lei: Emma Barberis.




Una presentazione, uno dei miei Poe-Tango che ricordo con nostalgia.

La poesia da quando si è affacciata nella mia vita, non mi ha più abbandonata. Forse esprime la parte più malinconica di me, quella parte che poco esprimo, qualcosa che rimane molto nel mio privato, che le persone a me più vicine conoscono bene.

Le poesie di quella prima raccolta sono nella mia ultime silloge poetica che raccoglie tutte le mie poesie, edite e inedite, scritte fino alla fine del 2020. 


La poesia viaggia con me e in questi anni è in lei che ho riposto le mie emozioni più intime e personali. In quel linguaggio in codice, fatto di immagini, di richiami: di emozioni.

Ho pensato a quale poesia regalarvi in questo numero.

La scelta è difficile, perché nei miei versi ci sono tanti frammenti di vita ai quali sono legata, nel bene e nel male.

E allora scelgo questa, che prende il titolo dal leitmotiv della mia vita. Una poesia che scrissi quando da poco era nato l'amore per Giuseppe, il mio compagno da ormai quasi dieci anni.

Per lui



DENTRO L’AMORE

 

 Mi manchi già

dal pianerottolo.

 

Sonno d’amore

torno a dormire.

 

Nelle lenzuola

ancora la notte.

 

L’ora dei forse

è finita

quando ti ho chiesto:

cosa faresti senza di me?

 

Ti cercherei.





Alla prossima puntata

dalla vostra 

Stefania Convalle




sabato 15 maggio 2021

Numero 378 - Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole. Seconda puntata - 15 maggio 2021


 Ripercorrendo la mia carriera nel mondo delle parole

Seconda puntata

DENTRO L'AMORE


Sono stati anni difficili, quelli che hanno visto nascere i racconti contenuti nella raccolta "Dentro l'amore".

Anni nei quali ho messo in discussione, di nuovo, tutta la mia vita. 

Dopo la morte di mia madre, nel 2005, è come se io mi fossi improvvisamente fermata a riflettere sulla mia esistenza.

Ne parlo spesso, di lei, del legame forte. Mamma, figlia: è normale. Ma lei, artista, mi ha insegnato a respirare il bello della vita, quello sguardo poetico che ci dovrebbe accompagnare sempre. La sua poesia, quella che era dentro la sua anima, la esprimeva attraverso la musica. E quando suonava il pianoforte, era felice.

Quando se n'è andata ho preso davvero consapevolezza che la vita è una e non sappiamo quando finirà, e quindi il nostro dovere è cercare di realizzare noi stessi.

Ho iniziato un lungo cammino che non è certo stato indolore, dove ho imparato a vivere da sola, io che sola non ero stata mai... Ho imparato a essere donna, ma anche uomo, quando serviva. Ho fatto i lavori più disparati, compreso pulire le case altrui, e quanto ho imparato da questo sul comportamento degli esseri umani! 

Poi ho cominciato a fare la tata e ho incontrato Rebecca che, posso dirlo: mi ha salvato la vita. Stare con lei tante ore al giorno, da quando aveva sei mesi, vederla crescere, ha fatto crescere anche me e mentre io medicavo le sue ginocchia sbucciate quando cadeva e la incoraggiavo a camminare, lei curava le mie ferite e mi dava l'esempio che bisogna sempre rialzarsi, dieci, cento, mille volte. Tutte le volte che è necessario.

E intanto scrivevo.

Nei racconti sognavo, sognavo un nuovo amore. Ma raccontavo anche, romanzando, le delusioni con gli uomini sbagliati. 

Ma piano piano i racconti cambiavano, perché cambiavo io. Ero più forte e stavo imparando a non buttarmi via.

Tutto questo è dentro questa seconda opera.

Dentro l'amore.

Un titolo che voleva rappresentare quel mondo dove stavo vivendo, l'amore per me stessa, l'amore per Rebecca, l'amore per la vita.

E il cammino editoriale è ripartito. Un nuovo editore. Una nuova esperienza. 

Ricordo di aver scelto per la prima presentazione  proprio il giorno 11 luglio 2013, perché in quel giorno di otto anni prima mia mamma se n'era andata. Ho voluto ricordarla così, dedicandole quel primo grande risultato, per me. 

Una presentazione che vedeva anche il battesimo del Poe-Tango, la formula che mi ero inventata per portare in giro le mie opere. L'amore per le parole, l'amore per il tango argentino. Eh sì, perché nel frattempo avevo conosciuto Giuseppe - proprio a una lezione di tango ;-) - e così il viaggio di Dentro l'amore avrebbe coinvolto entrambi.


La prima intervista in assoluto prima che iniziasse la serata.


La presentazione del libro che aveva fatto per me la mia insegnante di Zen Shiatsu.


Le letture dalla voce di Patrizia Musto che mi ha accompagnato in tanti eventi.


Il tango. Stefania Colombo, ballerina che ha condiviso poi tante tappe del Poe-Tango.


I fiori.


Il ricordo: avevo chiesto ai partecipanti alla serata di scrivere su questo cartoncino cosa fosse per loro l'amore... Questo poster è ora incorniciato a casa mia.


Il brindisi (non poteva mancare :-D)

Quanti ricordi. Quante emozioni.

E da lì è iniziato il primo tour, il Poe-Tango per portare in giro Dentro l'amore.

Un viaggio che mi ha regalato tanta esperienza e gli incontri con le persone, tutte nel mio cuore.

La tappa che più porto nel cuore? Quella a Volterra, in un teatro piccolo ma entusiasmante!


La presentazione con il mio caro amico Francesco Meccariello.


Le letture di Patrizia Musto, di nuovo insieme.


Il tango, Stefania Colombo e Giuseppe.


I fiori.


La cena alle undici di sera, come gli artisti ;-) e festa di compleanno a sorpresa per Patrizia e Stefania che compivano gli anni: insomma, alla fine tutte le scuse per brindare sono buone, quando faccio gli eventi ;-)

Quante cose ci sarebbero da raccontare...
Magari ve le racconterò davanti a un bel bicchiere di vino (tanto per non smentirsi ;-) )

Dentro l'amore è una raccolta di racconti dove c'è tanto di me. Gli anni più difficili. Ma quello che ho imparato è che la luce in fondo al tunnel c'è sempre. 

Ora Dentro l'amore è in una nuova edizione, quella della mia casa editrice.


Vi regalo un racconto. Avevo pensato a "Gli occhi non invecchiano mai", premiato come vi ho raccontato nella prima  puntata di questo viaggio nei ricordi, ma poi ho scelto quello che forse rappresenta più la mia "me" di quegli anni.


LUNA CALANTE: ti sfido

 

Improvvisamente sento il conto alla rovescia.

Forse perché ho visto mio padre non riuscire più a tenere un bicchiere in mano da solo.

Forse perché l’ho visto salire su un’autoambulanza mentre gli dicevo stai tranquillo, è solo per qualche giorno, vai dove ti curano meglio.

Sì, un posto da dove non uscirà vivo.

Forse perché quando mi alzo al mattino e mi guardo allo specchio, vedo gli anni nei miei occhi e anche se tutti mi dicono – caspita, non ci credo alla tua età, fammi vedere un documento – quegli anni ci sono e la paura di invecchiare, pure.

Mi alzo ogni mattina alle sei e vado da Rebecca – piccolapiccolapiccola – un anno appena. E per fortuna c’è lei nella mia vita, un cucciolo a cui posso dare tutto l’amore che ho dentro che straripa da questo mio corpo rompendo argini di ossa, muscoli, sangue, ANIMA. Ieri mi sono commossa quando l’ho vista ripetere un gesto che le avevo insegnato, lanciare bacini con la manina, lo so, una sciocchezza, si vede che sto invecchiando, ma ogni volta che mi sorride e vuole venire in braccio, penso: per fortuna c’è lei.

Già, però… Quando scrivo? Finisco alle cinque e poi cane, spesa, casa, yoga, Tai chi, amiche: quando scrivo?

Ma scrivo a lui che non risponde. Battaglia persa, lo so. E infatti sogno mille uomini che mi distraggano da quei maledetti occhi. Che stupido, non ha voluto vivere questo amore.

E allora scrivo, scrivo, scrivo, sì, ma quando? A notte fonda, quando Rebecca dorme nel suo lettino a casa sua e anch’io dovrei dormire perché altrimenti, domattina, chi si alza?

Scrivere è fatica, ma è una droga.

Ero già a letto, diligente e responsabile baby sitter che si concede le giuste ore di riposo, ma ecco che ho sentito il conto alla rovescia arrivare. Non c’è tempo, non c’è tempo. Devi farlo ora, alzati, accendi il computer, scrivi, scrivi, scrivi.

Accendo il computer, mi faccio un caffè.

Dormono tutti, vicini di casa – sopra, sotto, a fianco – ah no, quella coppia del piano di sopra non dorme, il figlio sta piangendo. Ecco, il conto alla rovescia mi ha appena ricordato che un capitolo si è di certo chiuso: non avrò bambini miei.

Le mie dita corrono veloci sulla tastiera del pc, scrivo veloce, penso che sarà a causa del pianoforte che ho studiato, ma non abbastanza – potevo, potevo, potevo –

ma

quante cose volevo, potevo e ancora potrei, eppure manca la forza e manca il tempo.

Il tempo: la più grande ricchezza di un uomo.

Time out. Gioco fermo. Come ora è la mia vita, corre dentro le cellule, ma non fuori. Però riesco ancora a vedere un mandorlo in fiore. Anche la natura non si ferma, è primavera, vietato essere infelici, è la stagione dei colori, lucido gli occhi, li spalanco e mi viene in mente quel modo di dire “quante primavere” si sono vissute. Io quarantasette e torna il tic tac, il conto alla rovescia, non c’è tempo da perdere.

Via le cose inutili, basta ammucchiare i ricordi per spolverarli ogni tanto. Basta, basta, basta.

Cos’è stata la mia vita? Un torrente, ma quante volte ho trovato le rapide! Non mi lamento, in fondo mi piacciono, ti tolgono il fiato. Quando ho trovato delle piccole anse, ho ripreso un respiro calmo e poi via di nuovo. E quando mi sono incagliata in qualche ostacolo, ecco che una corrente improvvisa, forte e impetuosa, mi ha rimessa in circolo e – rapide, rapide, rapide – amori vissuti fino allo spasmo, emozioni a mille.

Ora, però, vorrei un lago tranquillo, non una palude, ma acque trasparenti e placide.

Il mio corpo è cavo, svuotato da troppe delusioni, ma il conto alla rovescia mi ha dato uno spintone – ehi, muoviti! La vita non ti aspetta! – Potrei vendere tutto quello che ho, partire per qualche paradiso lontano, inventarmi un lavoro, vivere di poco, ma nel sole, mare, caldo perenne. Chi mi trattiene in fondo?

Le mie paure.

Basta, ho deciso, domani lo faccio. Domani.

Sì, domani.

Ora, però, spengo il pc e torno a dormire. 

è quasi l’alba.




Alla prossima 
dalla vostra
Stefania Convalle