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lunedì 1 aprile 2013

Numero 36 - Poetessa romant.erotic new entry - 1° Aprile 2013


Ho "scovato" una poetessa nascosta nel web;-) 
Silvia Benedetti: poetessa e fotografa (magari, se ci dà il permesso, le dedichiamo anche un numero del Blog per mostrare i suoi bei ritratti fotografici di nudi), mi ha fatto leggere alcune sue poesie che definirei romantiche con una punta di erotismo molto garbato, poesie che mi sono piaciute al primo colpo e che ho deciso di condividere con voi.




                                           
                      La promessa del tuo corpo
lecca i mie nervi.
Il ventre
mi morde il respiro.

E danziamo.

Azzurro
trascini il mio sguardo
nel tuo.

Farei catene intorno
per non andare,
farei un tempo eterno
per le mie dita
sciolte nella tua bocca.

Più tardi
stordita
offro la gola all'alba.



Esserti
come un respiro 
nella bocca.

Donna d'acqua
solcarti
annegarti
dentro al mio corpo
e correrti
aprirti
con le mani che sanno
e non sanno
amarti, 
con gli occhi 
leccarti
raccoglierti,
quel che resta dell'onda
sullo scoglio.

Noi
azzurri
mai stanchi
del profumo
rotondo
della nostra pelle.



C'è un'alba di latte
sulla tua bocca
che accarezza il volto
mansueto della morte.
Ti amo 
sopra e sotto
la tua pelle amara
accoccolato
nella mia anima conchiglia.
Ti amo
nelle corse del respiro
sui tuoi occhi
nell'averti ed esserti ed averti
nelle parole trasparenti
nei nostri corpi chiusi
mentre nitrisce il fiume.

Ti amo nella notte
che sono cento notti
 se tu manchi.


Complimenti, Silvia! E ora la parola ai lettori del Blog;-)

venerdì 22 marzo 2013

Numero 26 - La poesia erotica - 22 Marzo 2013

Questa settimana abbiamo passeggiato un po' nei prati della poesia: abbiamo conosciuto una poetessa misteriosa, abbiamo lanciato Daniela Fontana con il suo libro fresco di stampa "Il colore dei papaveri" (Aljon Editrice), abbiamo ricordato Alda Merini, ci siamo regalate dei momenti di video-poesia; voglio terminare questo primo giro, ma ce ne saranno altri, con una poesia erotica che amo molto, ve la propongo nella lingua originale perché trovo che sia di una musicalità meravigliosa; la traduzione non è all'altezza, ma è d'aiuto per capire il significato di alcune parole.

Attendo le vostre impressioni!




Recorriéndoti
(Gioconda Belli)

Quiero morder tu carne,

salada y fuerte,
empezar por tus brazos hermosos
como ramas de ceibo,
seguir por ese pecho con el que sueñan mis sueños
ese pecho-cueva donde se esconde mi cabeza
hurgando la ternura,
ese pecho que suena a tambores y vida continuada.
Quedarme allí un rato largo
enredando mis manos
en ese bosquecito de arbustos que te crece
suave y negro bajo mi piel desnuda
seguir después hacia tu ombligo
hacia ese centro donde te empieza el cosquilleo,
irte besando, mordiendo,
hasta llegar allí
a ese lugarcito
-apretado y secreto-
que se alegra ante mi presencia
que se adelanta a recibirme
y viene a mí
en toda su dureza de macho enardecido.
Bajar luego a tus piernas
firmes como tus convicciones guerrilleras,
esas piernas donde tu estatura se asienta
con las que vienes a mí
con las que me sostienes,
las que enredas en la noche entre las mías
blandas y femeninas.
Besar tus pies, amor,
que tanto tienen aun que recorrer sin mí
y volver a escalarte
hasta apretar tu boca con la mía,
hasta llenarme toda de tu saliva y tu aliento
hasta que entres en mí
con la fuerza de la marea
y me invadas con tu ir y venir
de mar furioso
y quedemos los dos tendidos y sudados
en la arena de las sábanas. 


(Mi avventuro nella traduzione; la nostra amica Raquel ci dirà poi se è calzante;-)...)

Percorrendoti
(Gioconda Belli)

Voglio mordere la tua carne
salmastra e forte,
cominciando dalle tue braccia belle
come i rami di ceibo,
e proseguendo per il petto dove sognano i miei sogni
questo petto-grotta in cui nascondo il mio capo
risvegliando la tenerezza
questo petto che risuona di tamburi e di vita incessante.
Fermarmi lì a lungo
ingarbugliando con le mani
quel boschetto di arbusti che ti cresce
morbido e nero sotto la mia pelle nuda,
avanzare poi verso il tuo ombelico
verso quel centro da cui nasce il tuo fremito,
e continuare a baciarti, morderti
fino ad arrivare lì,
in quel luogo
- raccolto e segreto -
che si rallegra della mia presenza
che avanza per accogliermi
e viene a me
in tutta la sua durezza di maschio ardente.
Discendere poi alle tue gambe
salde come le tue convinzioni di guerrigliero
quelle gambe che sostengono il tuo corpo
con le quali vieni a me,
con le quali mi sostieni,
che intrecci la notte con le mie, 
morbide e femminili.
Baciare i tuoi piedi, amore,
che tanta strada devono ancora fare senza di me
e ancora scalarti
fino a premere la mia bocca contro la tua,
fino a riempirmi tutta della tua saliva e del tuo alito
fino a quando tu entri in me
con la forza della marea
e m'invadi col tuo andare  e venire
di mare infuriato
e ci abbandoniamo distesi e sudati
sulla sabbia delle lenzuola.