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giovedì 17 settembre 2020

Numero 351 - La scuola ai tempi del Covid - 18 settembre 2020


 

 LA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID


Il tema della scuola è all'ordine del giorno.

Ho chiesto a Lorenzo Armenio, giovane autore di Edizioni Convalle - la sua prima opera è prossima all'uscita - di raccontarci in una pagina di diario com'è stato per lui il ritorno a scuola che è coinciso col primo giorno al liceo.

Ecco qui la sua esperienza sul campo.


***


14 settembre 2020

Per la prima volta dopo mesi devo preparare la cartella. Prima liceo allo Scientifico Paolo Frisi. 

Durante l'estate mi sono esercitato per iniziare al meglio questa nuova avventura. Questa mattina mi sono svegliato presto, per essere sicuro di non dimenticare niente. Peccato che mi sia svegliato fin troppo presto, dato che ero molto stanco, ma non potevo farne a meno, essendo stato sia eccitato che preoccupato. 

Dopo essere uscito di casa mi sono incamminato verso la nuova scuola. Era la prima volta che facevo un tragitto così lungo per andare a scuola, sì, perché alle elementari i miei genitori mi accompagnavano in macchina fin davanti alla scuola, mentre alle medie... Beh, vivo accanto alla scuola media, quindi non dovevo faticare troppo! In ogni caso sono arrivato davanti al liceo con qualche minuto di anticipo e ho aspettato l'unica compagna che conoscevo: Ludovica. 

Questa giornata sarebbe stata una novità sia dal punto di vista scolastico, che da quello sanitario. 

Il primo giorno di liceo è un'esperienza particolare: nuove aule, nuovi compagni e nuovi professori, ma con l'avvento del Covid-19 le cose sono cambiate. Le classi infatti vengono divise in due gruppi, per ridurre l'assembramento; i banchi sono separati e non ci si possono scambiare gli oggetti come matite, gomme... Insomma, una cosa alla quale faticherò ad abituarmi. 

Alla prima campanella tutte le classi prime si ritrovano nel cortile della succursale, per essere smistati. Uno a uno si viene chiamati e si ritirano il badge per segnare la presenza, il libretto dello studente e le credenziali per accedere al registro elettronico. Naturalmente, per rispettare le norme statali, vengono distribuite mascherine a chi non ne è provvisto, si devono indossare in caso la distanza di almeno 1 metro non sia assicurata. Una volta entrato nell'edificio, scannerizzo il mio badge personale e mi dirigo verso la mia classe: 1 DSA. Dato che io e la mia amica siamo rimasti in fondo al gruppo, ci siamo ritrovati a doverci sedere nei posti di fronte alla cattedra: la mia solita fortuna! 

La prima ora di lezione passa senza problemi: la professoressa di disegno e storia dell'arte ci spiega come si  svolgerà quest'anno scolastico, le materie che affronteremo e soprattutto lo studio che faremo. 

Suona la campanella e arriva la professoressa di inglese, che introduce la prima lezione, dando come semplice compito la visualizzazione di un film-documentario: Life in a day, di Kevin McDonald, un film che raccoglie clip video da tutto il mondo che testimoniano la vita quotidiana nel 2010. 

Ancora una volta suona la campanella e, dopo la solita presentazione, la professoressa di fisica ci illustra le regole da seguire per evitare un qualsiasi contagio, togliendoci qualsiasi timore. La campanella suona per l'ultima volta per questa giornata e possiamo tornare a casa. 

Qualche giorno fa ero intimorito dall'inizio in questa nuova scuola, per il livello di istruzione richiesto, per le voci sulla difficoltà nell'intraprendere il percorso e soprattutto per il fatto che mi sarei sentito spaesato con tutte le novità e regole per la sicurezza, ma questa prima giornata ha fatto scomparire qualsiasi mia paura, facendomi capire che l'importante è dare il massimo.

Nella vita si possono incontrare migliaia di difficoltà che possono sembrare invalicabili, ma con l'impegno, l'aiuto e il sostegno di chi ti vuole bene, questi ostacoli sembreranno solo sassolini nella scarpa.

Lorenzo Armenio

***


Insomma, bravo Lorenzo!

Alla fine, i bambini e gli adolescenti sono spesso più saggi di noi adulti con la loro capacità di adattamento alle situazioni più complicate e difficoltose.

Buona scuola, dunque, a Lorenzo e a tutti gli studenti!

Ah... nella foto è col mitico Pepe! ;-)


Alla prossima

dalla vostra

 Stefania Convalle





lunedì 19 maggio 2014

Numero 207 - Siamo un popolo di Artisti - 19 Maggio 2014


Siamo un popolo di Artisti, ogni giorno ne ho la riconferma!

Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo a Villa Tittoni, Desio, intitolato "Il giro del mondo in ottanta minuti".

Organizzato molto bene dall'Associazione 
"Coro Santuario del Crocifisso", 
è stato un  viaggio virtuale introdotto da una simpatica presentatrice e parte del Coro, che ha spiegato questo percorso tra parole, musica e immagini dal mondo.

Per ogni Paese scelto, veniva fatta un'introduzione letteraria/poetica, recitata una poesia  da una brava attrice di un autore simbolo della Terra in questione e poi arrivava il coro, con una canzone/ simbolo.

Per esempio: per l'Argentina, l'autore citato ed interpretato con le parole è stato Luis Borges e il brano musicale suonato e cantato è stato "Por una cabeza".

E sempre per l'Argentina, c'è stata una chicca che ha impreziosito lo spettacolo: sulle note del brano musicale, sono subentrati due ballerini di Tango argentino, 

Sara Bongini e Giuseppe Murru, 
che hanno incantato il pubblico... 
Hanno dovuto fare il bis!;-)

Io, questa volta, me ne stavo seduta tra il pubblico e mi sembrava di rivivere il mio Poetango che mi ha dato tante soddisfazioni nei mesi passati e che la serata di ieri mi ha fatto venire voglia di riprendere a portare in giro!

Mi sono goduta lo spettacolo 
e mentre ascoltavo i versi di grandi Poeti,  
le voci splendide e perfettamente accordate dal Maestro 
Mauro Maestri
(di nome e di fatto;-)...),
mi lasciavo trasportare dalla loro bravura e pensavo quanto questo Paese, il mondo intero, ma in Italia credo di più;-), sia pieno di artisti, gente normale che coltiva passioni quali la musica, la pittura, il ballo, la scrittura, la fotografia e altro ancora.

Osservavo il coro e immaginavo quali fossero le loro vite al di fuori e mi chiedevo: 
ma non sarebbe tutto più bello se si potesse vivere d'arte?

Non sarebbe tutto più armonioso se ognuno coltivasse il proprio lato creativo e fosse la prevalente forma di espressione per comunicare con gli altri?

Nel mio piccolo, penso che se ognuno di noi aprisse la scatola dell'arte che tiene dentro il cuore e la esprimesse, sarebbe più felice e più appagato.

Tornando allo spettacolo di ieri, voglio fare i miei complimenti a tutti coloro che sono stati in scena, senza però dimenticare la fondamentale importanza di chi sta dietro;-)
Voglio dire grazie, ad ogni elemento del coro, a chi ha recitato, a chi ha suonato la tastiera,  a chi ha diretto, ai ballerini che hanno completato la magia...
In due parole: 
EMOZIONE E COINVOLGIMENTO.

Standing ovation!



lunedì 14 aprile 2014

Numero 202 - Nuova puntata del Magazine - 14 Aprile 2014


Mettetevi comodi: 
è arrivato il nuovo numero del Magazine:-)
Oggi vi serve ben caldo:
1) Un nuovo consiglio per vivere meglio;-)
2) La nuova intervista con Brianza tv (bilanci e progetti)
3) Torna, a grande richiesta, Cinzia con le sue pillole d'arte!



IMPARA AD ASCOLTARE LA GENTE
Sono convinto da sempre di essere uno che sa ascoltare la gente. Ma anche se oggi sono diventato più attento di quanto non fossi una decina di anni fa, ammetto di essere solo un mediocre ascoltatore.
Essere un buon ascoltatore non significa semplicemente non interrompere gli altri quando parlano o finire la frasi per loro. Significa anche essere disposti ad ascoltare fino in fondo l'intero pensiero di chi sta parlando con noi invece di ascoltarlo aspettando con impazienza il nostro turno di ribattere.
In un certo senso, il fatto di non ascoltare gli altri è indicativo del modo in cui viviamo. Spesso ci comportiamo come se la conversazione fosse una gara di corsa. Sembra quasi che il nostro unico scopo sia di non lasciare il minimo spazio tra la fine del discorso dell'altro e l'inizio del nostro. Recentemente, mia moglie ed io ci trovavamo seduti al tavolino di un Caffé, orecchiando quel che la gente diceva intorno a noi. Pareva che nessuno ascoltasse quello che l'altro gli diceva, semplicemente parlavano tutti a turno senza ascoltarsi l'un l'altro. Allora chiesi a mia moglie se anch'io mi comportavo a quel modo. Con un sorriso, lei mi rispose: "Solo a volte."
Rallentare le risposte e diventare un buon ascoltatore ti aiuta a diventare una persona più serena. Ti libera dalla pressione, dall'ansia. Se ci pensi, vedrai che ti occorre un'enorme quantità di energia e ti costa un sacco di stress stare seduto sul bordo della sedia cercando di capire quando la persona di fronte a te (o all'altro capo del filo del telefono) avrà finito di parlare, per poter interloquire a tua volta. Ma se mentre aspetti che le persone con cui stai comunicando finiscano di parlare, ascolti semplicemente con maggior attenzione quel che ti stanno dicendo, noterai che la pressione se ne va. Ti sentirai di colpo più rilassato, e così pure il tuo interlocutore. Ti risponderà con più calma e lentezza, perché non si sentirà più in competizione con te per il "tempo a disposizione". 
Diventare un buon ascoltatore non solo ti farà diventare una persona più paziente, ma migliorerà anche la qualità delle tue relazioni con gli altri. A tutti noi piace parlare con qualcuno che ascolti veramente quello che stiamo dicendo.

(tratto da "Non perderti in un bicchier d'acqua - cento regole per imparare a vivere meglio" di Richard Carlson) 
...
And now, 
su questi schermi :-D
la nuova intervista realizzata da Brianza Tv:-))


...

Edvard Munch
(1863 – 1944)
a cura di

CINZIA in arte FIDANZACINZIA

IL GRIDO



“Camminavo lungo la strada con due amici – quando il sole tramontò.
I cieli diventarono improvvisamente rosso sangue e percepii un brivido di tristezza.
Un dolore lancinante al petto.
Mi fermai – mi appoggiai al parapetto, in preda ad una stanchezza mortale.
Lingue di fiamma come sangue coprivano il fiordo neroblu e la città.
I miei amici continuarono a camminare – ed io fui lasciato tremante di paura.
E sentii un immenso urlo infinito attraversare la natura.”

In questo modo Munch spiega la nascita di uno dei dipinti più celebri della modernità.

E’ un’immagine che mirabilmente sintetizza, attraverso una potenza visiva stupefacente, il senso dell’irreparabile perdita dell’armonia tra uomo e cosmo, spinto fino ad un punto di non ritorno.

“il fiordo neroblu”, “rosso sangue”, le “lingue di fiamma”, i due amici che proseguono inconsapevoli la passeggiata, abbandonando il pittore alla paura: la natura ed i colori esistono in funzione della percezione interiore, diventando specchio dell’anima.

Non c’è più equilibrio, le linee ondeggiano pericolosamente, quasi risucchiate da un vortice, il ponte sembra scivolare verso l’osservatore.

La creatura che si volta in primo piano, sbarra gli occhi e porta le mani alle orecchie per non udire un urlo che, contemporaneamente, è suo e del mondo circostante; è l’immagine di ogni essere umano, senza sesso, senza razza,senza età, ridotto ai minimi termini, al punto da ondeggiare esso stesso.

E’ la rappresentazione del dolore universale.

_._._._._

Munch scopre che alcune sue tele, se sistemate una vicino all’altra, esprimono un’affinità di contenuto, come pervase da un’unica melodia, come trasformate completamente rispetto a quello che, singolarmente, rappresentano.
Il risultato gli sembra una sinfonia.

E’ il caso dell’insieme di dipinti battezzato, inizialmente, Studi per una sequenza di stati d’animo: “l’amore”, in cui sono riuniti “La Voce”, “Vampiro”, “Il Bacio”, “Madonna” ed “Il Grido”.














.

Munch spiega in questo modo il legame tra le diverse tele:

“La lotta tra uomo e donna chiamato Amore.
A partire dagli inizi, in cui esso è quasi represso, fino al dipinto “Il Bacio”, dove la lotta vera e propria è cominciata.
La donna che si concede ed assume la bellezza addolorata di una “Madonna”.
Si riassume il mistero di un’intera evoluzione.
La donna nella sua diversità è per l’uomo un mistero.
La donna è allo stesso tempo una santa, una puttana ed un’amante infelice devota all’uomo.
Gelosia, un’immensa spiaggia desolata.
I capelli della donna si sono avvolti intorno a lui e hanno infiltrato il suo cuore (“Vampiro”).
L’uomo è distrutto dalla lotta.
Un’atmosfera malata nella natura è per lui un grande urlo – quelle nubi sanguigne come sangue che gocciola (“Il grido”). “

La pittura di Munch è una necessità vitale, un modo per approfondire e chiarire la sua vita, fonte principale d’ispirazione per le sue opere, lui stesso dice:

“In generale l’arte nasce dal desiderio dell’individuo di rivelarsi all’altro.
Io non credo in un’arte che non nasce da una forza, spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore.
Ogni forma d’arte, di letteratura, di musica, deve nascere nel sangue del nostro cuore.
L’arte è il sangue del nostro cuore.”



mercoledì 9 aprile 2014

Numero 201 - La gentilezza - 9 Aprile 2014


OGNI GIORNO PROVA A DIRE ALMENO A UNA PERSONA CHE IN LEI TROVI QUALCOSA CHE TI PIACE, AMMIRI O APPREZZI

Quante volte ti ricordi (o trovi il tempo) di dire agli altri che li ami, li ammiri o li stimi? Per molte persone, non è mai abbastanza. Quando infatti chiedo a qualche mio paziente quante volte gli capiti di ricevere da parte degli altri un complimento sincero, mi sento rispondere: "Non ricordo quando sia stata l'ultima volta che ho ricevuto un complimento." Oppure: "Quasi mai." O anche, un po' tristemente: "Non ne ricevo mai."

Sono molte le ragioni per cui in genere non esprimiamo verbalmente agli altri i sentimenti positivi che proviamo nei loro confronti. Ho sentito gente accampare scuse come: "Non hanno bisogno di sentirmi dire che li stimo - tanto già lo sanno." Oppure: "Ammiro molto quella donna, ma mi vergogno di dirglielo." Però se si prova a chiedere all'eventuale destinatario se sarebbe contento di ricevere qualche complimento sincero o comunque di suscitare negli altri una reazione positiva, nove volte su dieci la risposta è: "Ne sarei felice." Se il motivo per cui in genere non fai mai complimenti alla gente che ti circonda, è che non sai cosa dire, o che ti senti in imbarazzo o che hai la sensazione che gli altri già conoscano le proprie qualità, o ancora che semplicemente non hai l'abitudine a farlo, allora sappi che è il momento di cambiare rotta.

Dire agli altri che in loro apprezzi o ammiri qualcosa in particolare, è un "casuale atto di gentilezza". Non ti costa praticamente nulla (una volta che ci hai fatto l'abitudine) eppure ti ripaga con dei dividendi altissimi.

Molta gente passa tutta la vita a desiderare l'approvazione e la stima degli altri, specie dei genitori, mariti (o mogli), figli e amici. Tuttavia anche i complimenti che vengono dagli estranei possono essere molto graditi, se sono sinceri. Del resto a provare piacere non è solo la persona che riceve il complimento, ma anche la persona che lo fa. E' un gesto di affettuosa cortesia. Significa che i tuoi pensieri sono positivi nei confronti di qualcuno. E quando i tuoi pensieri sono ingranati in questa direzione, ti senti in pace con te stesso.

L'altro giorno ero dal droghiere e ho assistito a una incredibile dimostrazione di pazienza. La cassiera era appena stata aspramente redarguita senza alcun motivo da un cliente arrabbiato. Invece di reagire, la cassiera ha disinnescato la rabbia del cliente mantenendo la calma e la cortesia. Quando è arrivato il mio turno di pagare alla cassa, le ho detto: "Sa signora, sono rimasto molto impressionato da come ha saputo comportarsi con quel cliente." Lei allora mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto: "Grazie, signore. Ma lo sa che qui dentro lei è la prima persona che mi abbia mai fatto un complimento?" 

Ci avevo messo meno di due secondi a dirle quella piccola frase gentile, eppure è stato il momento più gratificante della giornata non solo per lei, ma anche per me.



Tratto da "Non perderti in un bicchier d'acqua - Cento regole per vivere meglio" di Richard Carlson 


martedì 1 aprile 2014

Numero 200 - La dura vita dello scrittore;-) - 1° Aprile 2014


La dura vita dello scrittore;-)

Ammettiamolo: non ci siamo scelti la professione più facile. E con questa prima frase mi sono autodefinita scrittrice :-D.
In effetti è così che mi sento; faccio tante cose, è vero, ne parlavo proprio ieri con il mio astrologo Stefano Vighi (persona extra-ordinaria nella sua professionalità e umanità);-) e si consideravano i vari interessi che attraversano la mia esistenza.
Però la scrittura rimane la Number One, la passione per eccellenza, quel quid che mi accompagna da tutta una vita.

Stamattina ne parlavo al telefono con la mia amica Ippolita, la Regina del Web:-), e le spiegavo il momento che sto attraversando, fatto di bilanci e riflessioni relative a questo percorso.
Percorso ad ostacoli: diciamolo.

Prendiamo il mio caso. Persona sconosciuta, col pallino della scrittura e grandi sogni, un bella manciata di ambizione, tanta determinazione e la voglia di arrivare al grande pubblico. Okay, da dove si comincia?

Non avendo santi in Paradiso, comincio a bussare alla porta di qualche casa editrice. Inizio da qualche grande, ok, lo ammetto, sono partita in quarta e infatti non mi hanno filato di pezza:-))) Così mi ridimensiono e mi avventuro nella giungla delle piccole case editrici dove devi girare armato di mille occhi bene aperti perché la fregatura accompagnata dalla lusinga è sempre dietro l'angolo.

Il sentiero è davvero difficoltoso e districarsi tra le varie Maghe Circe non è affatto facile. L'unica mia abilità sta nello stare alla larga da editori che ti chiedono di pagare per pubblicare, qualcosa non quadra - scrivo e devo anche pagare? :-\ Ma non dovrebbe essere il contrario?!?

Aiuto, svegliatemi, è un incubo!

Va beh, il pericolo numero uno l'ho sfangato, meglio di niente;-)

Ma l'agguato è dietro l'angolo e m'imbatto in alcuni editori che si definiscono tali ma non lo sono, che ne combinano di tutti i colori oppure ti tagliano le gambe, e la questione grave è che i diritti del tuo lavoro sono nelle loro mani (come dire che abbiamo dato i nostri figli in adozione e scopriamo che quei "genitori" sono pessimi: che senso di impotenza!!). Oppure ci sono editori piccoli, ma volenterosi che però non riescono a entrare nei grandi ingranaggi...

Ma si va avanti, tra cadute ed inciampi, la testa per fortuna è dura, la convinzione anche, e l'esperienza insegna, dopo tutto.

E ti insegna, prima di tutto, che "meglio soli che male accompagnati":-))) e le difficoltà misurano anche quanto sia grande il proprio sogno e quanto si sia determinati per concretizzarlo.

Ippi, la Regina del Web, mi ha detto che alla fine, la cosa che conta è il lettore che ti dice quanto sia stato bello-interessante-coinvolgente leggere il tuo libro.

Ed è vero.

La mia esperienza più importante è stata il portare in giro il tour di "Dentro l'amore" e "Storie in verticale", dove ho "calcato le scene" insieme a ballerini e attori, ideando un modello di presentazione credo originale, coniugando parole e tango. Sono stati mesi davvero magici, momenti che porterò sempre con me e ringrazio i lettori che mi hanno seguita in questa impresa, assistendo ai miei "spettacoli" e mostrando in maniera pratica il loro coinvolgimento acquistando il libro, perché, diciamolo, è quello il modo migliore per gratificare chi scrive;-)

A tal proposito, voglio raccontare un aneddoto che ancora oggi non mi spiego: alla fine di una presentazione, una signora è venuta da me e mi ha letteralmente ricoperta di complimenti - sei straordinaria-bravissima-spettacolare - ok, ok, adesso atterro, ma... com'è che poi se ne va senza il mio libro??? Ossignur, qualcosa non quadra!!! E' come se io entrassi in pasticceria, guardassi le torte, elogiassi il pasticcere, dicessi - che profumo! Che meraviglia! Ma i tuoi dolci devono essere una bontà! - e poi girassi i tacchi e me ne andassi senza comprare niente! Non c'è qualcosa di stonato in tutto questo?
Oppure quelli che danno per scontato che il povero scrittore debba regalare il libro: ma perché?!? Forse queste persone sono abituate ad entrare in libreria, prendersi il libro e uscire senza pagare? Mah! 

Comunque, a parte queste poche note stonate, nel percorso fatto prevale la buona melodia! E come dice la Regina del Web, quando un lettore mostra entusiasmo per un mio scritto, beh, volo alto:-) e la spinta per andare avanti arriva potente.

Momento di riflessione, questo. Momento di pausa per capire quale strada prendere, per cercare l'editore dei sogni: ci riuscirò? 

Ma la cosa più importante è che sto scrivendo di nuovo, quarto libro in lavorazione e mi piace, mi soddisfa e mi cattura e non vedo l'ora di sottoporlo a coloro che mi hanno letta nei lavori precedenti.

Alla fine, pensandoci bene, ciò che conta per uno scrittore è proprio questo. E quindi, avanti tutta!!









sabato 4 gennaio 2014

Numero 174 - Lavori in corso - 4 Gennaio 2013


Lavori in corso, cari amici del Blog;-)

Inizio il 2014 con l'uscita del volumetto di poesie; sono molto contenta di questo perché dopo un primo romanzo, la raccolta di racconti, ecco che le poesie chiudono un'Era che è stata ricca e travolgente;-)

L'anno nuovo è iniziato inoltre con una bella botta d'ispirazione, come non mi succedeva da tempo e sono a pagina 15 di un nuovo lavoro che è tutto un programma!;-) Mi sto divertendo molto a scrivere questo "esperimento letterario" e credo che non ci vorrà molto tempo perché anch'esso veda la luce;-)

Insomma, anno nuovo vita nuova? Nel mio caso la "vita nuova" è già iniziata da qualche tempo e quindi, avanti tutta e che continui così!
E, Signori miei, dietro la porta del 2014 c'è un panorama stupendo:  sta solo a noi godercelo!




martedì 31 dicembre 2013

Numero 173 - Scintille d'auguri;-) - 31 Dicembre 2013


Qualche giorno di assenza, faccio il mea culpa;-) ma davvero troppe le cose da seguire: persino un nuovo progetto di scrittura iniziato che mi sta catturando giorno dopo giorno! Finalmente, dopo aver cercato di capire quale direzione prendere nella narrativa, si è accesa la lampadina e si è aperto un mondo;-)

Però oggi non potevo mancare qui al Blog per farvi gli auguri per il nuovo anno che sta per arrivare: il 2014!


Non voglio perdermi in frasi retoriche delle quali è infestato il web e quindi voglio solo ricordavi i rituali;-) che non fanno mai male;-)))
Accendere una candela rossa:-) 
Prendere una ciotola e versarvi delle lenticchie secche, immergervi le mani come se ce le dovessimo lavare: porta soldi!:-)))
Mangiare della melagrana e dell'uva: prosperità;-)
Al countdown, spegnere la luce per salutare l'anno vecchio e accenderla all'arrivo dell'anno nuovo;-)
Non fare la polvere, né spazzare, il 1° dell'anno!!!! Esce tutta la fortuna entrata durante la notte;-)

Ma soprattutto, non fare bilanci sull'anno che se ne va, ne avere troppe aspettative per l'anno che arriva: serve a vivere meglio e più serenamente;-)

Qui e ora: parola di Zen:-)))


Buon anno  a tutti!

giovedì 19 dicembre 2013

Numero 171 - Auguri, Dany!! - 19 Dicembre 2013


Allora, Dany... I palloncini li ho messi...


La tavola è apparecchiata...


La torta è pronta!


Le danze si sono aperte;-)

MA TU QUANDO ARRIVI????

B.U.O.N. C.O.M.P.L.E.A.N.N.O.!!!

Beh, piccola festa virtuale a sorpresa;-) per la mia amica Daniela Fontana che oggi compie gli anni;-) 
Tanti auguri, cara amica, cara collaboratrice che ha scritto con affetto la prefazione di Dentro l'amore...
Festeggia il tuo compleanno coi botti e controbotti (virtuali;-)...) perché ogni rinascita va festeggiata come si deve!!

AUGURI DA TUTTI NOI DEL BLOG!