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giovedì 11 maggio 2017

Numero 274 - Dialogo surreale da Blogger a Blogger ;-) - 10 Maggio 2017


 DA BLOG A BLOG
(anche i blog hanno un’anima)

Una conversazione surreale, davanti a una calda tazza di caffè americano fumante, tra due blog:  
LaDoppiaVitaDeiLibri e Dietro la porta di Stefi.


Dietro la porta di Stefi: Benvenuto nel mio blog, accomodati pure e fai come se fossi a casa tua. Posso offrirti una tazza di caffè americano? Sono contento di fare due chiacchiere con te, in totale relax. Raccontami come sei nato, LaDoppiaVitaDeiLibri. Sono curioso.


LaDoppiaVitaDeiLibri: Ah, cominciamo bene! Non bevo caffè, ammetto di essere un tipo da tazza di tè.
La mia nascita è stata impulsiva e improvvisa. La mia creatrice dopo aver letto un libro che le era piaciuto molto ha fatto l’errore di cercare delle recensioni per condividere quell’entusiasmo.
E'  stata molto sorpresa nel notare che ciò che a lei era piaciuto, per alcuni rappresentava invece un difetto. Quindi ha creato me per poter esprimere la sua opinione e valorizzare ciò che molti invece danno per scontato.
E tu invece? Cosa celi dietro la tua porta?



Dietro la porta di Stefi: Caspita, iniziamo con una bella domandona! Cosa celo? Mistero dei misteri. Il mistero alberga l’anima di colei che mi ha ideato, a volte faccio fatica a starle dietro ;-) Sono nato come un Magazine, un luogo dove si potesse conversare di tutto un po’, dall’argomento più “leggero” a temi più profondi;  anche per parlare di letteratura, che poi è l’occhio del ciclone, dove tutto pare calmo e tranquillo. Ma sarà così? Sara questo il vero mistero? Ma dimmi ancora di te,  di questa creatrice mossa dal fuoco dell’arte: che tipo è? Tu che la conosci bene, raccontamela un po’…


LaDoppiaVitaDeiLibri: In realtà, ti dirò che probabilmente non c’è nessuno che la conosca proprio bene, ha mille sfaccettature. Di lei posso dirti che è una persona molto positiva, grintosa, odia chi si piange addosso e non reagisce. E' molto attiva e fa sempre mille cose contemporaneamente. Per me è stressante starle dietro. Mi apre negli orari più impensati, batte sui tasti come un’ossessa, cancella e riscrive perché è una perfezionista e finché non è sicura che il concetto da esprimere sia chiaro, non si ritiene soddisfatta... insomma, essere il suo blog è faticoso.

Anche la tua fa così?


Dietro la porta di Stefi: sfondi una porta aperta, anche la mia mi sembra una pazza, a volte! Io pensavo, quando mi ha creato nel mondo del web, di fare una vita tranquilla: un post ogni tanto, due commenti qua e là, qualche fotografia… Insomma, una cosa molto soft! E invece mi sembra di vivere dentro un frullatore di idee! Però, te lo devo confessare… A volte mi commuovo per qualche numero “intenso”, sento l’anima sia nelle sue parole, sia in quelle di altri folli come lei che rispondono, commentano, o le affidano i propri scritti. A volte penso che se possiamo fare compagnia a qualche navigante di questo etere, combattere la solitudine di tante persone, non sia tanto sbagliato… Senti, siediti dai. Ti faccio un tazza di tè, visto che non sei un caffeinomane.  Raccontami qualche emozione del tuo essere blog.



LaDoppiaVitaDeiLibri: (che tipo strano… non si è neanche accorto che mi ero già seduto)

Sicuramente in primis c’è l’emozione nel veder apprezzate le recensioni della mia creatrice. Lei cerca di curarle il più possibile, così come fa con me e questo, mi fa sentire coccolato.
Quando scrive sento che riversa dentro di me tutti i suoi stati d’animo, tutte le emozioni che la lettura le fa provare. è un fiume in piena impossibile da arginare… povera tastiera!
Inoltre, cosa non da poco, io sono il primo a leggere ciò che scrive, sono l’unico custode delle sue emozioni finché non decide di renderle pubbliche, ti sembra poco?!
In fondo noi siamo fortunati, pensa a quelli che vengono trascurati o addirittura chiusi!
C’è qualcosa di lei che cambieresti?



Dietro la porta di Stefi: (devo essere un po’ stanco per tutto questo lavoro, continuo a dirgli di sedersi e invece è già seduto, penserà che sono un po’ stordito. Beh, potrebbe anche essere una questione di anzianità, non sono proprio nato ieri; sono sul campo già da qualche anno…)
Cambierei qualcosa di lei? Mah, non saprei risponderti. Credi che le persone possano cambiare? Ma forse non è questa la domanda. In tutti i casi, anche se non mi fa dormire la notte con tutto questo via vai dietro questa porta, tè, caffè, commenti, romanzi a puntate – insomma: un traffico della miseria! – la trovo una vita interessante e sicuramente mai noiosa. E poi, tutto sommato, non è un impegno quotidiano. Fortunatamente “lei” ha un sacco di altre cose da seguire e spesso mi faccia lunghi riposini, quindi direi che la vita, da queste parti, non è mai così male.
Ma dimmi un po’, progetti per il futuro?


LaDoppiaVitaDeiLibri: ti dirò, per un attimo ho sperato in un po’ di riposo perché lei è impegnata come beta-reader per due romanzi ma, probabilmente, tra i suoi avi deve esserci un giocoliere perché riesce sempre a tenere tutto in equilibrio e so per certo che non intende darmi pace. Anzi! Nel frattempo sta anche lavorando a due progettini molto carini ma per ora non posso rivelare niente, capirebbe che sono stato io a parlare e rischierei grosso!

Una cosa è certa, il tempo per  le recensioni ahimè non mancherà mai.
Dimmi tu ora, da blog navigato, hai dei consigli da darmi?



Dietro la porta di Stefi: …Quanti misteri… Ma poi, cosa diavolo è un beta-reader?! Non è che invece di essere un Blog terrestre, sei un alieno?


LaDoppiaVitaDeiLibri: effettivamente, guardandomi intorno mi rendo conto che per certi aspetti, forse un po’ alieno lo sono!

Nella vita, anche quella di un Blog, un po’ di mistero non guasta mai, non trovi?
Per rispondere alla tua domanda il beta-reader è una figura a cui ricorrono soprattutto i self-publisher, o coloro che prima di presentare il loro lavoro ad una casa editrice vogliono essere sicuri che funzioni.
Il beta-reader legge la stesura del libro per poi dare il proprio parere all’autore portando alla luce eventuali incongruenze o parti non chiare che allo scrittore possono sfuggire perché conoscendo e avendo bene in mente la storia, tutto può sembrargli sufficientemente esaustivo.
Così come potrebbe accadere che in alcuni punti il libro cali nel ritmo.
Per evitare questo, alcuni di loro sottopongono la lettura al beta-reader che, sempre in modo corretto e senza snaturare il libro o lo stile narrativo, segnala, propone, suggerisce eventuali aggiustamenti.
Tutto molto terrestre direi…



Dietro la porta di Stefi: beta-rider, interessante… Mi viene in mente la mia lei che fa una cosa del genere sia nei laboratori di scrittura creativa (e poi mi fa lavorare perché mette qui i testi dei suoi allievi) sia come editrice: aiuta gli autori a evolversi nella scrittura, scoprire magagne dei testi, cercando di aiutarli a dare unicità al proprio stile e firma. Una robetta da niente… Ogni tanto la osservo e mi chiedo chi glielo faccia fare di dedicare tempo e occhi senza risparmiarsi mai… Poi, sai, a volte – per fortuna la maggior parte – le persone capiscono e non dimenticano, ma a volte le delusioni sono dietro l’angolo, come pure l’ingratitudine. Ma si sa, la vita è così, almeno quella degli “umani”. 

Comunque, caro Blog, tanto terrestre non mi sembri. E se noi fossimo inconsapevoli di essere degli alieni, e fossimo qui al servizio dei terrestri? Immagina se d’un tratto tutti i Blog del pianeta cominciassero a scrivere in autonomia… Una specie di rivolta dei Blog! Se mi sentisse la mia lei, potrebbe scriverci un romanzo… Beh, in effetti non è una cattiva idea ;-) Si vede che… a stare con lo zoppo, si comincia a zoppicare :-D
Torniamo a noi: vuoi sederti? :-) Scherzo, lo vedo che sei seduto, anzi, ormai sei proprio sdraiato, perfettamente a tuo agio. Vuoi altro tè?


LaDoppiaVitaDeiLibri: Che vuoi farci, i momenti di relax sono talmente rari che quando posso approfitto e poi devo dire che il tuo divano è davvero comodo!

Una rivolta dei Blog… interessante! Effettivamente la tua lei potrebbe fare un’esperienza con il genere fantasy. Però mi raccomando, assicurati i diritti prima di parlargliene!
Hai ragione, l’ingratitudine è sempre dietro l’angolo. Alcune persone pensano che tutto gli sia dovuto, altre non si rendono conto (o fanno finta) di quanto lavoro e impegno ci sia dietro un grande ma anche piccolo progetto.
A volte la voglia di emergere fa commettere gravi errori, ma pur essendo solo un semplice Blog, sono dell’idea che prima o poi tutto torni, sia il bene che il male.
Anche la mia creatrice così come la tua, è una di quelle che si spende per gli altri. Probabilmente dovrebbero iniziare a farsi un po’ furbe e diventare più selettive, non credi?


Dietro la porta di Stefi: ardua impresa, se sono così nel Dna, poco c’è da fare;-)

Comunque, senti, ho un’idea folle: lo facciamo noi un numero di noi stessi? Un numero del Blog deciso da noi. Glielo facciamo trovare on line :-D
Se tu potessi decidere da solo di cosa parlare, senza freni, senza paletti, libero, cosa scriveresti?


LaDoppiaVitaDeiLibri: oh mamma! Potremmo combinare dei grossi guai lo sai?
Ci sono tante cose di cui parlerei, ma farlo senza freni ci farebbe mettere nei pasticci! Non ti facevo così temerario!
Parlerei delle persone, di come sono cambiate, di come il mondo o forse le circostanze personali le hanno rese spesso frustrate, tristi, e portate a non saper più sorridere.
Parlerei dell’empatia che ormai manca… della superficialità dilagante… dell’ingratitudine.. della cattiveria gratuita.
Tutte cose positive insomma!
E tu invece?


Dietro la porta di Stefi: parleresti, dunque, delle tante miserie umane, mi par di capire. Da Blog quale sono, osservatore del genere umano, credo che sceglierei di tacere in proposito: come si dice, a volte “il silenzio è d’oro”.

Se potessi scrivere un numero del Blog in autonomia, credo che lascerei una lunga lettera alla mia lei suggerendole di assecondare quell’inquietudine che la spinge ogni giorno sempre di più a cercare un posto tranquillo dove vivere in pace, a contatto con la Natura, con la terra, le piante, gli alberi da frutta, il cielo, il vento, il mare, il sole e le stelle di una notte buia, di quelle che ti mostrano tutte le costellazioni; le direi di ritrovare il giusto passo, il respiro libero e lasciare l’affanno alle sue spalle. Le direi di non cercare più quello che, alla fine, rappresenta solo l’effimero di questa vita; le direi di scrivere e scrivere soltanto. Circondarsi di pochi amici, gli amici veri. E di godersi la vita nella sua essenza.
Ecco, credo che lei direi questo.
E forse, dopo, salirei sulla mia astronave per tornare alle Pleiadi, da dove provengo.




LaDoppiaVitaDeiLibri: (certo, perché adesso vorrebbe farmi credere di essere realmente un alieno)
Parole sagge! La mia creatrice a riguardo ha un’altra idea. Anche lei ama la natura, il silenzio e la pace ma pensa che condurre quello stile di vita costantemente ne farebbe perdere tutto il fascino. Quello che ora bramiamo, se lo avessimo sempre a disposizione probabilmente diventerebbe una routine e smetteremmo di apprezzarla come facciamo ora.
Ehi maa cos’è questo rumore? E tutta questa luce? Rispondi, che succede?!
Ma dove sei finito…
(perdindirindina, ma allora… era veramente un alieno!!!!)


Grazie a Serena, la Blogger  de LaDoppiaVitaDeiLibri
per aver giocato con me;-)
Visitate il suo Blog!
http://www.ladoppiavitadeilibri.it/

e per quanto riguarda noi...
Alla prossima!














lunedì 4 luglio 2016

Numero 237 - L'arte e Genialità di Claudio Gurra - 4 luglio 2016



Ho incontrato per la prima volta Claudio Gurra durante un evento da lui organizzato al quale mi aveva invitato in veste di autrice: House Concert.

Immediatamente ho visto in lui la famosa scintilla artistica che brilla nello sguardo di pochi, negli occhi degli artisti veri.

Ho avuto modo di conoscerlo meglio durante altri eventi, e anche nel mio Premio Letterario "Dentro l'amore" (seconda edizione) dove ha ricevuto una menzione speciale per la sua poesia "La canzone della lontananza" che, per me, è stata la vera rivelazione del Premio, una poesia difficile, ma con dentro quel pizzico di ricerca e di innovazione che ha gettato il cuore oltre l'ostacolo.



Successivamente ho avuto modo di essere ospite a un altro House Concert organizzato proprio nella sua casa di Idro e lì ho avuto davvero modo di vedere come le pareti intorno a me e tutto ciò che contenevano, trasudassero arte a 360°!

Claudio Gurra scrive, compone, suona, dipinge, inventa: CLAUDIO GURRA, MA CHI SEI???;-))

Gliel'ho chiesto: raccontati per noi.

Claudio Gurra racconta Claudio Gurra (forse)

Raccontare se stessi è sempre molto imbarazzante e rocambolesco.
Si riesce solo ad avere una visone parziale della propria inutilità.
I ricordi si perdono nei meandri dell’ego e l’ego, esilarante come non mai, prende il sopravvento sulle parole.
Ma per tempo o fortuna che sia, io non ho molto da dire riguardo a me stesso;
così almeno sarò breve.

Nel Regno del Ragno ¿Un Tuffo oppure una Caduta?
Questo il Dilemma!

Tra un pianoforte, un dobro e un minimoog; scrivo canzoni e musica per film immaginari.
Il Blues, a forza d’annusarlo, è divenuto in me Mutante.
Negli anni ho composto innumerevoli brani, registrato in studio e suonato live.
Durante il cammino ho avuto la fortuna e l’onore di collaborare con ottimi musicisti tra cui Tablo, Lois Effe & il cantautore francese Jean Marie Pons.
Tra una canzone e l’altra, ho stilato il Manifesto de 
LA MIOPISMO.
La Miopismo è un movimento artistico-culturale ch’innalza l’estro alla vita.
Tra un canto e l’altro, tela su tela, carta su carta, cera che c’era; dipingo.
Cabina - tecnica mista 70X50

Dipingo poiché i colori vibrano d’armonia e suonano ed in più danzano.
Leto P. (il Cane Calesse) - tecnica mista 100X80

Quando lo spirito è saturo di sensazioni, invece, scarabocchio con le parole delle frali poesie che preferisco chiamar Miopi Deliri. Anche la parola è musicalità.
Lavoro a molti progetti diversi tra musica, pittura, poesia e inoltre mi occupo dell’organizzazione d’eventi musicali… e La Miopismo è.

Claudio Gurra



- Okay okay, Claudio, ma se ti dicessi di descriverti a me come se io fossi una bambina di 7 anni, cosa mi diresti?

- Chi sono io? Non serve nemmeno a me saperlo. Da quando son nato, sino ai 10 anni, mi consideravano un bambino con fantasia; un bambino simpatico.

Dagli 11 anni ai 20 uno stravagante/ribelle.
Io non sono un artista. Sono un uomo semplice.

Dai 20 ai 30 un sognatore al di fuori dalla realtà e dalla società.

Dai 30 anni in poi... un artista.
Oggi (nonostante gli anni) suono, scrivo canzoni, compongo brani strumentali, dipingo e racconto storie.



Agua in Do La Mi Re - tecnica mista 120X100 

Il pianoforte è stato il mio primo strumento. Iniziai a suonarlo a 10 anni. Tardi!
Nel tempo, poi, mi interessai ad altri strumenti: chitarra, dobro slide - adoro slide blues - banjo tastiere, 
elettronica e chissà.
Non faccio nulla di eccezionale. E' un gioco.
Sempre suono, scrivo canzoni, compongo brani strumentali, dipingo e racconto storie (soprattutto per bambini).
La Miopismo non è un'associazione culturale, ma, nel tempo, potrebbe diventarlo; lo spero.
Nell'agosto 2009 stilai il manifesto per comprendere ciò che sono e la direzione da seguire.
Quindi ora, come sempre, suono, scrivo, compongo, dipingo e registro su nastro, su digitale.
Sempre quella.
Ogni giorno appena mi sveglio e la mia mente si indirizza a ciò.
Vivo tra le montagne.
Preferirei il mare, come molti, ma nonostante tutto, la mia vita è ancorata alla creatività che non ha nulla a che star con l'arte. Vivo e sopravvivo.
Io insegno. Sono maestro nelle scuole elementari o primarie che sia.
I bambini mi insegnano ed io devo molto a loro perché mi aprono la strada alla vita.
Una vita che prima o poi, anche se la prendo per la coda, dovrà finire.

Firma - tempera su carta

Grazie, Claudio. Personalità caleidoscopica, è un piacere, per

me, partecipare ai tuoi House Concert e al tuo Idro Buskers

Festival che hai organizzato con tanta passione e al quale

avrò l'onore di partecipare con i miei libri.

Voglio concludere questo numero del Blog dedicato a 
Claudio Gurra, facendovi ascoltare una sua interpretazione di una canzone a me cara, "Luci a S. Siro".
Ha cantato per noi artisti e il pubblico presente all'ultimo House Concert al quale ero invitata, e il suo modo di vivere questo brano è stato per me una rivelazione!
Ascoltatelo perché merita.


Alla prossima

dalla vostra

Stefania Convalle




domenica 17 gennaio 2016

Numero 232 - Talent scout - 17 Gennaio 2016



Nel mio delirio di onnipotenza ;-) ironicamente parlando, mi piace andare in cerca di persone talentuose e dar loro una mano, nel mio piccolo, per farle conoscere attraverso questo blog, i miei eventi, le mie pagine su Facebook.

Chiamatemi Maria De Filippi Bis;-) Scherzo!!

Va beh, torniamo seri. Attraverso, appunto, Facebook, ho conosciuto Carlo Baroni, artista davvero particolare.

"Appassionato di goticismo e introspezione, lettore avido, refrattario alla vita mondana e al divertimento, autore di numerosi racconti e poesie che spaziano dal fantasy al sentimentale, predilige le ore notturne per scrivere i suoi intensi lavori. Il suo sogno è dedicare l'intera vita all'arte.
Alla domanda: perché scrivi? Risponderebbe semplicemente: per esistere e continuare a esistere."
(Dal sito: Scrivere)

Nella sua carriera appena iniziata, ma promettente, già una pubblicazione frutto di un primo posto ad un premio letterario organizzato dall'Associazione Culturale Luna Nera.


Così recita la prefazione scritta da Carmine Valendino e Roberta Borgianni:
"Il sistema stilistico adottato da Carlo Baroni è sicuramente sperimentale e il registro linguistico risulta essere sferzante e tagliente, ne è anche riprova, quasi a voler incedere a un flusso continuativo, la rinuncia dell'uso degli a capo, a differenziare i periodi sintattici. Anche le figure retoriche e formali, per esempio le frasi brevi e frammentate, sono efficaci a rendere in modo adeguato i cupi personaggi, i bagliori sinistri e sconvolgenti che trovano descrizione nei singoli racconti. Le immagini d'ambiente e le figure umane, che di volta in volta entrano in scena, sembrano proiettate all'interno di un set cinematografico: non mancano infatti zoommate a cogliere i particolari, né mancano le riprese a tutto campo per dare una visione d'insieme, né infine mancano le riprese d'alto a dare una sensazione ancora più agghiacciante all'impianto scenografico o a rendere i personaggi ancora più dilaniati e tormentati che si muovono freneticamente, come instabili fantasmi. L'atmosfera è cupa, distorta, da apocalittico horror, in una ipotetica fine della specie umana, in cui gli ultimi dispersi superstiti si aggirano ormai disumanizzati e totalmente privati di coscienza, di morale e d'altri umani connotati. 
Eppure, in quell'incessante delirio, oltre al sesso, vissuto ormai solo come esperienza bestiale, fine a se stessa, c'è ancora modo di esprimere pietà, nonostante la morte che imperversa e nonostante quello che sembra essere un totale abbrutimento bestiale e non più umano.
Per assurdo, i protagonisti allucinati di questi racconti hanno un che di poetico, un'anima, per certi versi, ancora pura, sotto la patina di sporcizia e di primitivo istinto di autoconservazione."


Carlo Baroni ama la notte, il buio, e scrive scrive scrive. E ha un romanzo pronto, inedito, che ho avuto il piacere di leggere in anteprima.
Posso dirvi poco, devo proteggere la privacy dell'opera, quindi il titolo è top secret. Però penso che Carlo Baroni non avrà niente in contrario se esprimerò qualche impressione dopo averlo letto, senza svelare troppo, senza tradire la suspance.

Un lungo romanzo. Ed io che non amo i lunghi romanzi, vi dirò, ero un po' preoccupata prima di iniziare. E invece...
E invece è volato via in un soffio, catturata dalla storia, dalla genialità dell'autore che propone al lettore una visione micro e macro della condizione dell'essere umano.
Come si legge nella prefazione relativa alla raccolta di racconti, l'autore zoomma, ma dà anche una visione dall'alto. E a pensarci bene, è proprio così.
M'immagino un Carlo Baroni che accovacciato sulla Luna, la regina della notte che lui tanto ama,  guarda la Terra con un grosso cannocchiale e con abilità ci parla del macro, della situazione drammatica in cui versa il pianeta, della follia del genere umano... Ma piano piano,  a fasi alternate con un'abilità da scrittore esperto, restringe il campo e arriva al micro. C'introduce nella storia di piccola e varia umanità, attraverso lo sguardo su una coppia dove il vuoto interiore e morale raggiunge apici che passano attraverso orgasmi e scambi di coppia, erotismo specchio di un malessere... Male di vivere e crisi esistenziali, notti insonni e "spugne gettate" sul valore della Vita. 
Il finale sarà la chiusa degna di un malessere che non trova soluzione, ma che lascia il lettore nell'attesa di una svolta.

Di più non posso dire, perdonatemi.

Ma posso dire che quando sarà in circolazione, sarà un libro da leggere, che vi consiglio. Il lettore potrà perdersi  sotto questa grande lente d'ingrandimento sulle umane debolezze e sulle follie dell'essere umano stesso. E chissà, forse ognuno di noi potrà fare qualche riflessione su di sé e sulla propria vita, nel bene e nel male.

Ritengo Carlo Baroni una penna che i grandi editori, e sottolineo grandi, non dovrebbero farsi scappare.



Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle

lunedì 28 dicembre 2015

Numero 230 - E poi l'inferno - 28 Dicembre 2015


DOPO IL BUIO

Quando tutto ti parrà nero,
quando crederai di odiare il mondo
quando ti sembrerà di morire
quando ti mancherà il respiro
quando non avrai più lacrime
allora...
Guardati intorno e capirai
quanto sei fortunato.

Romano Lenzi


Nelle prime pagine del romanzo, ultimo arrivato nella mia biblioteca, leggo questa poesia che ben riassume e ci introduce nella storia. 

TITOLO
E poi l'inferno

AUTORE
Romano Lenzi

EDITORE
Rapsodia

Romano Lenzi: mi chiedo come mai questo autore mi ispiri simpatia da subito, e la risposta arriva presto: è di Livorno, dove ci sono metà delle mie origini da parte di padre ;-)
Inizio il suo romanzo e subito mi trovo a mio agio nello stile e nella storia che approccia un tema per me inusuale: il mondo del calcio, il mondo dello sport.

Mi sorprendo di come Romano riesca a rendere interessante un tema che certo non è in cima alla mia lista;-) ma ci riesce perfettamente e quasi mi dispiace quando la storia prende una via dove lo sport non è più il fulcro. O forse lo è, ma dal punto di vista delle delusioni, dei fallimenti  o delle magagne che si possono trovare in questo ambiente.

Si assiste ad una contrapposizione del Bene e del Male che come in ogni situazione, nessuna esclusa, si affrontano in un duello che può rivelarsi, a volte, mortale.

Da chi dipende?

Da noi stessi. E questo romanzo ce lo insegna. 
(O ce lo ricorda).

La storia: un calciatore all'apice del successo sacrifica se stesso e la sua salute per salvare la propria squadra dalla retrocessione. 
Si ritrova così, a 29 anni, a dover guardare in faccia una brutta realtà fatta di vuoti creati da un entourage che si defila ben presto, evidenziando rapporti di convenienza che si sgonfiano  di fronte agli eventi che colpiscono il giovane; 
una vita tutta da ricostruire dove l'unica cosa positiva pare l'amicizia con una ragazzina, ma la concatenazione degli equivoci porta il ragazzo sull'orlo del baratro dove scoprirà pentoloni colmi di brutte sorprese. 
Non voglio raccontarvi la storia per filo e per segno. Come sapete cerco sempre di dire poco e niente, perché i libri vanno letti e non voglio certo togliervi il piacere di scoprire, pagina per pagina, il romanzo in questione.

Vi dirò perché mi è piaciuto.

Mi è piaciuto perché è scritto in modo semplice, scorrevole, tenendo un ritmo che mantiene viva l'attenzione.
Mi è piaciuto perché descrive un mondo che conosco poco e ne svela alcuni risvolti poco edificanti, ma interessanti perché mostrano il rovescio della medaglia;
Mi è piaciuto perché parla di sport e del suo valore intrinseco, a patto che coloro che lo praticano mantengano ben saldi i principi morali di qualcosa che dovrebbe aiutare i ragazzi a vivere ciò che, in fondo, è una metafora della vita stessa;
Mi è piaciuto perché parla d'amore, a vari livelli, tra diverse persone; 
Mi è piaciuto perché mostra la debolezza umana, ma anche la capacità di risollevarsi sempre e insegna che, per quanto possa sembrare brutta una situazione, c'è sempre una via d'uscita: dipende da noi;
Mi è piaciuto perché parla di risalita personale, di capacità di adattamento alle varie situazioni che ci propone la vita nella sua imprevedibilità.

Secondo me, Romano Lenzi, con questo libro ha fatto
un bel goal!

Ma chi è questo scrittore che ha già all'attivo altri quattro romanzi?


Un signore con un bel po' di vita alle spalle e per questo con tanta esperienza, tanto vissuto pieno di eventi che l'hanno segnato profondamente, ma anche tanti bei regali che ha raccolto lungo il cammino.

Dice che non si sente vecchio, anche se lo è.
Secondo me non è vecchio manco per niente;-) 
Vecchio è chi si ferma e lui non mi pare abbia questa intenzione!

Ha già diverse presentazioni in programma, sia a Perugia, dove ora risiede, sia nella sua Livorno. (Chissà mai che non ci si possa incontrare proprio lì;-)...)

Alla mia domanda: 
cosa sogni?

Risponde...

Vivere con mia moglie fino all'ultimo secondo
La felicità della famiglia di mio figlio
Il bene dei miei nipotini
(e perché no)
Leggere qualche nota positiva sui miei romanzi, ma solo se veramente sincera, non costruita o dovuta.

Beh, caro Romano, 
per quanto mi riguarda, questa recensione rappresenta il mio pensiero al 100%.
Hai scritto un bel romanzo che io consiglio a tutti, uomini, donne, ragazzi, ragazze. Una storia che può interessare ogni persona, una storia che può insegnare qualcosa a qualsiasi lettore si avvicini al tuo 
"E poi l'inferno"
Una storia appassionante.

E per quanto riguarda gli altri sogni che hai elencato, sono sicura che li realizzerai tutti!
Noi di questo Blog te lo auguriamo con tutto il cuore.

...

Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle