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venerdì 3 marzo 2023

Numero 438 - Esperimenti di scrittura - 3 marzo 2023


Continua l'esperimento di scrittura che abbiamo fatto nei laboratori che conduco: una sorta di simulazione di una redazione di una rivista. 
Un modo diverso di allenare la penna!
In questo numero vi propongo l'idea di Silvana Da Roit, caporedattrice per gioco, per così dire.
La foto che vedete in testa a questo numero è la copertina della sua rivista immaginaria. Leggiamo insieme gli articoli che lei ha affidato ai vari redattori della sua squadra.

LO SCAFFALE INFINITO
Periodico mensile di proposte di lettura
gennaio 2023

Cari lettori,
lo scaffale infinito torna anche quest'anno per continuare a stuzzicare la vostra voglia di leggere, indicando romanzi che hanno a che fare con gli articoli pubblicati.
Che cosa c'è di meglio che affrontare il nuovo anno con liste di buoni propositi, già dai primi giorni di gennaio? Se anche voi siete parte di questo pubblico, leggete l'arguto pezzo di Marco Lazzaro e, come diceva Renzo Arbore, meditate, gente, meditate!
Rispetto agli scorsi anni abbiamo introdotto due novità: un angolo dedicato ai proverbi, curato da Adelia Rossi, e una rubrica che propone scrittrici nate nel mese corrente, in questo caso gennaio, seguita da Cinzia Zerba.
Buon gennaio e buona curiosità a tutti.
Silvana Da Roit


Propositi 2.0
Marco Lazzaro

Anche il 2022 è finito.
Ora non ci rimane altro che sederci in riva al fiume e vedere passare i cadaveri di tutti quei propositi che ci eravamo prefissi come obiettivo.
Che cosa possiamo fare per evitare di compiere, anche quest'anno, la stessa strage?
La risposta è più semplice di quello che pensi.
Partiamo dal principio.
Che cosa ci spinge quando, arrivati all’ultimo dell'anno, decidiamo di farci così male da pensare a elenchi di progetti per un intero anno?
È probabile che colti dall'euforia dei festeggiamenti iniziamo a credere di poter affrontare anche i mulini a vento, così ci lanciamo in utopistici propositi come portare la pace nel mondo o altri più abbordabili - ma altrettanto tosti – come da domani mattina, fare una corsetta appena svegli.
Si deduce che la prima cosa che sbagliamo è il tempismo.
Perché aspettare il trentuno dicembre per fare progetti, quando abbiamo un intero anno per procrastinare le nostre ambizioni all'anno successivo?
Quindi, ecco il primo proposito da mettere in atto: scrivere i propositi appena vengono in mente, magari calendarizzarli, così da non dimenticarseli lungo la strada.
Non sarà facile, ma se pensiamo a qualcosa di concreto sono sicuro che troveremo un sacco di errori da non ripetere o di cose da fare meglio in futuro, e quelli saranno dei perfetti candidati per la nostra lista ideale.
Secondo proposito: porre un freno a tutti i tentativi di migliorare il proprio carattere. Quella è una questione che non va rimandata all'anno dopo. Se pensi di avere un problema perché posticiparlo e non affrontarlo subito?
Usciti dalla palude del rimandare, possiamo ora concentrarci su ciò che possiamo in concreto pensare di realizzare.
Il primo punto è banale.
Siamo capaci tutti ad ascoltare Rihanna, no? Perché non provare a trovare un nuovo artista da supportare? E lo stesso concetto si può applicare a qualsiasi arte. Si può leggere un libro di un autore emergente o trovare qualche mostra nelle vicinanze per aiutare un illustratore o un pittore a farsi conoscere.
Il secondo proposito è quello di provare una cucina diversa dal solito. Non sei mai andato in un ristorante stellato? L'anno nuovo potrebbe essere l'occasione per provare un'esperienza diversa, oppure sei tra i pochi rimasti a non aver mangiato il sushi? Cerca un ristorante con una proposta alla carta e buttati a capofitto su sapori alternativi che potrebbero anche aiutare a espandere i tuoi orizzonti.
Ora che abbiamo sfamato anima e stomaco non ci resta che pensare alla sfera sociale. Tutti coloro che non vivono in una caverna nascosta nelle foreste del Molise hanno a che fare con una cerchia di persone più o meno vicine.
Per spiazzare piacevolmente gli altri non c'è nulla di meglio di un regalo. Un pensiero fatto a un parente o a un amico può migliorare la loro giornata, soprattutto se non sanno che è un proposito che hai letto su un articolo, quindi, taci.
Un'altra idea è quella di organizzare una bella vacanza in un posto in cui non sei mai stato, con qualcuno a cui tieni. Questo potrebbe rafforzare il legame con le persone scelte, ma anche farti conoscere una cultura o un modo di vivere differente da quello che conosci.
L'inizio dell'anno è un buon momento per pensare alla propria carriera lavorativa ricordandosi che, a meno di non essere ricchi ereditieri, il posto di lavoro è il luogo in cui passiamo gran parte della giornata, quindi essere soddisfatti è fondamentale.
Potresti partecipare a qualche corso online per aumentare le tue competenze, oppure cercare di migliorare i rapporti con i colleghi.
Se questo però non dovesse essere nelle tue corde, oppure piuttosto che pensare al lavoro preferiresti imparare da autodidatta a sdraiarti sul letto di chiodi di un fachiro, allora ti consiglio di focalizzarti sui tuoi hobby.
Però, non mettere troppa carne al fuoco. Potresti non avere il tempo libero necessario a seguire tutto quanto e finiresti col sentirti frustrato, ci siamo capiti?
Avete preso nota?
Ora che abbiamo considerato tutte queste idee, prendiamole e buttiamole via.
Al giorno d'oggi la vita è troppo frenetica per ragionare su queste cose e bisogna cogliere il momento.
L'unico consiglio valido è quello che, a meno di impedimenti di forza maggiore, non c'è miglior momento per fare qualcosa di quello attuale.
Quindi, il segreto per non dover pensare a uno sterile elenco di volontà per il nuovo anno è, nientemeno, quello di aver cercato di realizzare più desideri possibili in quello passato.
 
Proposta di lettura
Non buttiamoci giù di Nick Hornby, se non altro per il consiglio esplicito nel titolo rivolto come augurio a tutti.


Ogni gatta ha il suo gennaio
Adelia Rossi
 
Devo ammettere che questo proverbio, a quanto pare molto conosciuto, per me è qualcosa di completamente nuovo.
Vogliamo provare a comprenderne il significato? Magari molti lettori lo conoscono già, ma tanti altri come me, forse, ne sono all’oscuro, inoltre, come per ogni giornalista che si rispetti, ritengo che la curiosità sia uno degli elementi base di questo lavoro.
Ho condiviso con questi meravigliosi esseri, i gatti, parte della mia vita, comprenderete pertanto il grande interesse che nutro per loro.
Da ragazzina seguivo mia madre, gattara per vocazione, nei suoi continui spostamenti alla ricerca di mici da sfamare e quant'altro, e mi divertivo ad annotare su fogli volanti quel crescendo di emozioni per poi riportarle su un quaderno, che ancora oggi fa bella mostra di sé sulla scrivania dell'ufficio.
Non lo sapevo, ma già da allora il seme della scrittura si era interrato in me.
La fortuna di scrivere per un giornale, inoltre, mi offre la possibilità di parlare di loro, i mici, e di narrarvi di quelle figure che, come mia madre, dedicano tempo ed energia a prendersi cura di quegli straordinari esseri. 
Ogni gattara che si rispetti non ha orari e nemmeno concetti!
Questo proverbio, in realtà, l'ho inventato io. Mi era uscito così, di botto, una domenica mattina in pieno inverno quando sorpresi mia madre tutta infagottata dentro strambe vesti.
Sacrificare il tempo non mi pesa, ricevo in cambio più di quanto può darmi un qualsiasi essere umano, diceva sempre, e questo le bastava a farla ricredere su eventuali ripensamenti dettati talvolta dalla fatica. Aveva colonie ovunque e, quando credeva di avere finito, c’era sempre altro che l’attendeva altrove.
Era una paladina, mia madre, apparteneva a un pianeta sino allora quasi sconosciuto.
Ogni mattina prima di uscire da casa per recarsi al lavoro, controllava che nello zaino non mancassero i croccantini, poiché lungo il percorso poteva sempre trovare randagi di strada, dimenticati e spesso anche maltrattati. Aveva sempre sentito dire che i gatti erano esseri indipendenti, opportunisti e talvolta traditori. D'altronde si diceva anche che Giovanna d'Arco fosse una strega e spesso l'ignoranza fa grandi danni.
Ci sarebbe tanto da dire su questi esseri, ma sono felice se, anche solo per un attimo, ho risvegliato il vostro interesse. Scrivetemi, con il permesso della redazione ritaglieremo uno spazio dove anche voi, lettori, potrete dire la vostra e, perché no, presentarci i vostri gatti.
Se si decide di fare una buona azione si porta fino in fondo, siete d'accordo?
Ma non vi siete accorti che manca qualcosa? Il proverbio! Ditelo, pensavate me ne fossi dimenticata, vero? Invece, eccomi qua.
Allora, il proverbio ogni gatta ha il suo gennaio è dovuto al fatto che proprio in questo mese le gatte entrano in calore dando così inizio alla fecondazione. Questo avviene al Sud, mentre al Nord diventa il mese di febbraio per il semplice motivo che la temperatura più rigida non garantirebbe la sopravvivenza dei piccoli. Ancora una volta mi accorgo quanto la natura sia previdente e soprattutto non abbia bisogno della mano dell'uomo per gestirsi. Sono certa che in questo concorderete con me.
Vi saluto e vi lascio in compagnia dei nostri Miao.
 
Proposta di lettura
Casper, il gatto pendolare di Susan Finden. 


Donne che vestono di giallo
Cinzia Zerba
 
Amici lettori, buon anno e ben ritrovati!
Oggi per la rubrica Dimmi in che mese siamo e ti parlerò di una scrittrice conosceremo Patricia Highsmith.
Prima di parlarvi di questa autrice, desidero percorrere una breve carrellata di scrittrici che, prima e dopo di lei, hanno dato vita a gialli intriganti e thriller ad alta tensione.
Mi pare ovvio partire dalla regina del giallo, la britannica Agatha Christie che, dopo aver creato Hercule Poirot, esce nel 1930 con un giallo la cui protagonista è Miss Marple: la prima donna investigatrice nella storia della letteratura.
Per dovere di cronaca, però, si deve ricordare che Carolina Invernizio, nata a Voghera nel 1851, già nel 1909, con alle spalle una sessantina di pubblicazioni di romanzi gialli, storici e d’appendice, si cimentava con le investigazioni al femminile uscendo con il libro “Nina, la poliziotta dilettante”, riscuotendo notevole successo soprattutto in America Latina.
Nel 1990 compare sulla scena dei thriller americani una giovane e promettente Kay Scarpetta, personaggio nato dalla penna della giornalista e scrittrice Patricia Cornwell: il medico legale che ormai da decenni conduce le investigazioni con il collega e cognato Marino e tiene col fiato sospeso milioni di lettori. I libri venduti, infatti, sono tantissimi e si può dire che attualmente sia una delle più amate scrittrici viventi di thriller al mondo.
Se guardiamo al nord Europa non possiamo non parlare della svedese Åsa Larsson, che pubblica nel 2003 il libro in cui compare per la prima volta l'avvocatessa - investigatrice suo malgrado - Rebecka Martinsson; come anche dell'autrice sua connazionale Camilla Läckberg, la quale, a partire dal 2002, inizia a vendere milioni di copie in tutto il mondo, grazie alla sua Erika Falck, una scrittrice che insieme all'ispettore Patrik Hedström risolve intricati e misteriosi casi nella città in cui entrambi abitano.
Penelope Poirot, invece, è il personaggio creato da Becky Sharp, un'immaginaria discendente anglo-belga del personaggio creato da Agatha Christie. Le prime traduzioni sono disponibili nel nostro Paese già dal 2016.
Nel panorama editoriale italiano, invece, spicca il personaggio di Alice Allevi, brillante e maldestra allieva di medicina legale, che si ritrova, come il prezzemolo, sempre in mezzo a delicati casi di omicidi, nato da un’idea di Alessia Gazzola, e da cui è stata tratta una fortunata serie televisiva. Stessa storia per la commissaria Lolita Lobosco, invenzione della pugliese Gabriella Genisi, che dal 2010 si prodiga per la risoluzione dei casi sui tacchi altissimi delle sue Louboutin, e che di recente abbiamo visto anche sul piccolo schermo.
In questo nutrito panorama di autrici troviamo, come accennavo all’inizio, Patricia Highsmith, statunitense, nata il 19 gennaio 1921 e considerata una delle più abili scrittrici di thriller psicologici al mondo.
Purtroppo, non riscuote grande fama e successo in Patria, soprattutto per i temi scomodi trattati, come la condizione omosessuale o la perversione a cui l’essere umano può arrivare, quale l'attrazione verso il male, mentre viene molto apprezzata in Europa e dai registi. Nata a Fort Worth, in Texas, ama da sempre la scrittura e nel 1950 esordisce con il libro thriller “Sconosciuti in treno” che le vale l'attenzione di Hitchcock, il quale ne fa una trasposizione cinematografica intitolata “L’altro uomo”.
Sono molte le sue opere che diverranno dei film, come “Il talento di Mister Ripley”, “Carol”, “Delitto in pieno sole”. La Highsmith, però, non dimostra grande entusiasmo per la produzione cinematografica derivante dalle sue opere; piuttosto schiva, anticonformista e annoiata dalla routine, cambia spesso città fino a trasferirsi dapprima in Inghilterra, poi in Francia e negli ultimi anni in Svizzera sino alla sua morte avvenuta nel 1995, dove conduce una vita al riparo dalla notorietà, spesso in compagnia delle donne che amò.
Trattandosi del primo articolo dell'anno, quale miglior lettura potrei proporvi di questa autrice, se non “I due volti di gennaio”?
Scritto nel 1964, edito da Bompiani nel 2000, neanche a dirlo diventò un film nel 2014, ed è la storia ad alta tensione di Chester e Colette, marito e moglie americani in fuga perché truffatori. L'uomo, riconosciuto da un poliziotto che è sulle loro tracce, è costretto a ucciderlo, ma all'assassinio assiste anche un’altra persona: Rydal, un americano che vive in Grecia per sfuggire al suo passato ingombrante. Quest’ultimo si offre di coprire l'omicidio e aiutare i due nella fuga, nascondendoli. In un crescendo di fascinazione e seduzione, i tre non riescono più a controllare i loro istinti, fino a quando Chester si accorge che tra Colette e Rydal sta nascendo una forte attrazione… Il resto non ve lo svelo, se vorrete sarà la vostra lettura del mese.
Noi ci ritroviamo a febbraio, buona lettura!
 
Proposta di lettura
I due volti di gennaio e Il talento di mister Ripley di Patricia Highsmith

 The end

Il mio commento da Coach alla rivista simulata:
Silvana Da Roit, caporedattore per una manciata di giorni ;-) è riuscita a mettere insieme penne molto diverse tra loro, andando ad affidare ciò che riteneva più congeniale per ogni redattore.
Troviamo quindi un articolo di Marco Lazzaro che, con la consueta ironia che appartiene al suo stile, ha lanciato messaggi utili per ognuno di noi, strappandoci un sorriso qua e là per lo stile spiritoso. 
E poi troviamo la penna di Adelia Rossi. Quale argomento migliore poteva affidarle Silvana, se non qualcosa che riguardasse i suoi amati gatti? In modo simpatico e personale, Adelia parla di proverbi a modo suo ;-) in modo originale.
Che dire poi dell'articolo di Cinzia Zerba, abile nel fare ricerche nell'ambito letterario, regalandoci un panorama interessante sul mondo del giallo... 
Bella, anche, l'idea di Silvana di chiedere ai suoi redattori un consiglio di lettura a fine articolo.
Nell'insieme, tre penne diverse, sapientemente guidate da Silvana Da Roit che ha saputo trarre il meglio da ognuno di loro.

A voi lettori di questo blog il giudizio, un pensiero, una critica nel bene e nel male serve a crescere.
Nei prossimi giorni posterò nel Blog (uno alla volta) gli altri esperimenti.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle


 
 


sabato 11 febbraio 2023

Numero 434 - Esperimenti di scrittura - 11 febbraio 2023


 

Proseguiamo con l'esperimento di scrittura che sto facendo nei miei laboratori. 
Come avete visto nei numeri 430 e 432 di questo Blog, ho proposto una simulazione di un numero di una rivista creata da un caporedattore che aveva il compito di decidere quale tipo di giornale sarebbe stato, creando poi il numero con articoli o altro, scritti dai redattori assegnati.
Vi ricordo e sottolineo che è un esercizio del laboratorio, NON è una rivista vera. Però sono stati così bravi che un po' alla volta ve li faccio leggere!
La foto che vedete in testa a questo numero è la copertina della rivista immaginaria che ha impostato Tania Mignani, caporedattrice per questo esperimento. Una rivista dove l'arte è protagonista.
Buona lettura!

ART’è (mozione)


Benvenuti tra le pagine della rivista online Art’è(mozione). 
L’arte declinata in emozioni 
Non aspettatevi recensioni dell’ultimo film in cartellone o del best seller ai primi posti di vendita. 
Non troverete monografie su autori o artisti. 
Non vi racconteremo della mostra più frequentata o della pièce teatrale del momento. Vi racconteremo solo le emozioni che l’arte ci ha donato. 
In questo numero: 
Barbara Galimberti ci parlerà di cinema raccontandoci un Natale un po' speciale. Ci farà accomodare insieme a lei, sul divano, sorseggiando una calda tisana e...  buona visione con i film del cuore di Barbara. 
 
Dove sarà capitata, questa volta, la nostra infiltrata speciale Camilla Terso
Indovinate un po'… Nel laboratorio di scrittura creativa della Coach Stefania Convalle. Sarà riuscita la nostra infiltrata a carpire qualche “segreto” dal laboratorio più seguito di Facebook? 
 
E infine la musica. Attraverso le parole di un commovente e intenso racconto di Barbara Romano, incontreremo Sally, la protagonista dell'omonima canzone di Vasco Rossi.

Non vi resta che girare pagina ed entrare nel meraviglioso mondo di Art’è(mozione).


Piangere a crepapelle
Divano, tisana e… il nostro film del cuore.
Barbara Galimberti
 
Dalla vita ci si aspetta di tutto, ma non certo ciò che è successo qualche giorno fa.  
Abbiamo aperto le finestre e mentre in gran parte dell’Italia il sole splendeva con tutta la sua maestosità, una Milano ricoperta di neve ha sorpreso noi cittadini. La luminosità del bianco ci ha fatto tornare indietro nel tempo, in quel lontano 1985, quell’anno ancora oggi ricordato per una straordinaria nevicata. E così, Milano si è chiusa in sé stessa come allora, in attesa che le sue strade possano ritrovare la forza per riaprirsi alla vita quotidiana. 
Sono bastate quarantott’ore e il bianco Natale ha invaso le strade milanesi. 
Piano piano le famiglie si sono riunite, dopo le corse frenetiche alla ricerca degli ultimi regali, mentre la corposa neve ha chiuso i portoni degli immensi palazzi milanesi. 
La sensazione di freddo, il desiderio di un focolare e di un abbraccio, troppo spesso dimenticato nella frenesia di tutti i giorni, ha riportato ad accendere i nostri televisori, certo più moderni e accattivanti rispetto a quelli del passato, ma sempre capaci di far avvicinare le persone, i fratelli alle sorelle, i nonni ai nipoti, gli uomini alle donne o agli amici di vecchia data.  
Una pellicola si è avviata nuovamente, dei volti conosciuti sono tornati su uno schermo, mentre le note di una colonna sonora ci hanno accompagnato verso quel calore ancora tanto desiderato. 
Tra cartoni animati, film d’avventura e magia, anche l’amore ha ritrovato il suo spazio. Quell’amore puro che la modernità troppo spesso non ha più voglia di raccontare. 
Così, la stessa televisione ci ha permesso di rivedere Love Story, famoso film di un lontano 1970, facendoci rivivere l’amore di Jennifer e Oliver e portandoci a perdere le nostre lacrime nel loro crudele e assurdo destino, avvicinandoci a un dolore acuto e profondo raccontato da quei due ragazzi così lontani nel tempo, ma così vicini alla nostra vita. Accucciati sul divano sotto una logora coperta, cambiando un semplice canale, la voglia di emozionarci ci ha fatto avvicinare a un amore più moderno, sempre pronto a toccarci nel cuore. E così il nostro grande schermo ci ha ancora permesso di viaggiare indietro nel tempo a Notting Hill, dove due giovani, così diversi tra loro, per un caso fortuito, al quale ancora noi crediamo con tutta la nostra forza, si sono incontrati. Ed è da quell’incontro che un amore moderno, non per questo meno commovente, ci ha permesso di piangere e ridere a crepapelle. Il magico sorriso di Julia Roberts e il fascino di Hugh Grant sono riusciti, ancora una volta, a coinvolgerci nella loro storia, diversa da quella di Love Story, ma altrettanto emozionante, dove lacrime e sorrisi ci hanno riportato ad ascoltare le nostre emozioni.  
Commozioni solo femminili? Fortunatamente, l’amore è un sentimento neutro e le emozioni vengono vissute in mille modi e da chiunque. 
Chissà se riusciremo negli anni futuri a ricordare questo magico bianco Natale, dove risate, lacrime e vecchi film ci hanno aiutato a ritrovare il calore di un abbraccio, la voglia di ridere e di coccolarci con le lacrime nate da una vecchia pellicola. 



Infiltrata Speciale: viaggio nel…
LABORATORIO DELLE PAROLE  
 Camilla Terso
 
Un libro, un compagno fedele nei nostri momenti vuoti, l’unico modo di viaggiare stando nelle nostre mura domestiche. Però vi siete mai chiesti cosa c’è dietro? Come le parole scritte su un foglio diventino emozioni forti?  
L’abbiamo chiesto a Stefania Convalle, autrice, editrice e talent scout.  
La chiamiamo al telefono dopo averci fatto assistere, eccezionalmente, a una delle sue lezioni online. Lezioni che durano anche ore. Si mostra accogliente con i suoi partecipanti, ma a tratti severa. Si vede che crede in ciò che fa. 
«Salve Stefania, grazie per averci fatto partecipare a una lezione del tuo laboratorio online e per averci concesso di fare quattro chiacchiere con te. Visto che abbiamo appena assistito, al laboratorio ci viene subito da chiederti: come nasce questa idea?» 
«Grazie a voi per   aver pensato a me per questa intervista. Tutto inizia dall’esigenza di condividere questo amore per la scrittura.  In principio, per un paio di anni, il laboratorio si è svolto in presenza. Precisamente nel salotto di casa mia. Poi la voce si è sparsa e i partecipanti sono aumentati e anche la loro provenienza geografica è cambiata, così ho iniziato a farli tramite gruppi WhatsApp. A pensarci ora mi sembra tutto così lontano. Infatti per le lezioni facevo lunghi messaggi vocali.  L’iniziativa è andata sempre meglio e sono dovuta passare a Facebook. Ho partecipanti da tutta Italia, da nord al sud.» 
«Aprire una casa editrice è stato un gesto coraggioso. Perché la scelta di diventare editrice?» 
«Non ci ho pensato poi molto. Da autrice ho conosciuto le pecche della piccola editoria ed essendo stata per molti anni dall’altra parte ho pensato di poter capire meglio gli autori.» 
«Come riesci, nei tuoi laboratori a stimolare la scrittura creativa?» 
«Inizia tutto con un’immagine, una musica, magari un brano classico di solo melodia per non confondere i pensieri, o una scena di un film. Poi, basta lasciarsi andare e le parole arrivano tutte insieme, di pancia, senza riflettere troppo, una dopo l’altra e la storia si scrive da sé. Nella scrittura creativa non si programma nulla. In seguito, a mente fredda, si passa alla fase due: il lavoro di limatura. Dove bisogna, assolutamente, rispettare le regole della lingua italiana e in questo sono molto esigente con me stessa e con gli altri.» 
«Cosa provi quando un tuo alunno arriva a pubblicare un libro?» 
«È una soddisfazione personale. Come quando mandi un figlio all’università e si laurea. Se i miei alunni arrivano a pubblicare con me vuol dire che scrivono belle cose, spesso molte di queste opere nascono proprio da un compito che assegno nel laboratorio. Perciò frutto di un percorso. Ognuno dei miei autori fa un percorso personale. Non per tutti la pubblicazione è immediata, come ogni cosa ognuno di noi ha tempi diversi. A volte sono terrorizzati da quel foglio bianco perché scrivere è soprattutto mettere a nudo le proprie emozioni e regalarle al personaggio.» 
«Grazie, Stefania, per la tua disponibilità. Ti salutiamo con la certezza di leggere ancora molte belle opere firmate Edizioni Convalle.» 
«Grazie a voi.» 


Ho incontrato Sally,
Era dentro una canzone
Racconto di Barbara Romano
 
A passi lenti, inspirando l'odore pungente della salsedine, calpesto la sabbia umida del bagnasciuga che aderisce alle mie scarpe.  
Circondata dalla solitudine e dal vento gelido del mare d'inverno, lascio che il suono ancestrale dello sciabordio delle onde penetri il mio essere, in profondità.  
I gabbiani volano bassi, tra cumuli di nubi scure che si rincorrono nel cielo cinerino, mentre una figura esile percorre con passo incerto la passerella di legno che attraversa la spiaggia, fino alla battigia. 
Sally cammina per la strada 
senza nemmeno guardare per terra 
Rimane immobile, di fronte all'immensità della distesa d'acqua. D'istinto mi avvicino, in preda a una sensazione di ineluttabilità che sprigiona da questo incontro inatteso. 
Come per un muto accordo, indugiamo qualche istante in una sorta di silenziosa contemplazione. 
Poi lei si volta.  
Nei suoi grandi occhi, che spiccano nel viso scarno ormai sfiorito, vedo riflessi infiniti mondi e universi, che emergono e si confondono l'uno nell'altro.  
Che cosa ne è stato del tuo tempo passato?  le chiedo senza parlare, annichilita dall'incontenibile tristezza che trabocca dalla sua persona e si insinua furtivamente in me. 
Sally è una donna che non ha più voglia 
di fare la guerra 
Mi porge una fotografia, sbiadita dal trascorrere degli anni. Ritrae una giovane donna dai capelli neri e dagli occhi intensi, dello stesso blu vivido che sto guardando adesso.  
«Mi è capitato di essere una figlia sostitutiva, concepita sette mesi dopo la morte prematura del mio fratellino, e ho anche avuto la sventura di nascere femmina. Temo che mia madre non me l'abbia mai perdonato.» 
La voce flebile raggiunge esitante le mie orecchie, quasi avesse timore di materializzarsi. Ascolto, rapita, il suo racconto. 
«Forse per questo motivo, ho cominciato da bambina ad affondare le mani nella terra, modellando la creta d'istinto, per rispondere a una chiamata che mi ossessionava, alla quale non ho potuto sottrarmi. So di aver avuto un carattere ribelle, anticonformista e indipendente, ma non riuscivo a rinunciare alla scultura. Mi rendo conto che, allora, si trattava di un mestiere inconcepibile per una donna. Ci siamo trasferiti a Parigi perché potessi studiare e dedicarmi alla mia passione.  Lì ho conosciuto il mio Maestro, l’uomo che ho amato oltre me stessa, nonostante l'opposizione della mia famiglia. Sono stata la sua allieva prediletta. Vent'anni maggiore di me, era legato a una donna da cui aveva avuto un figlio. Aveva promesso di sposarmi, ma non lo ha fatto. E non ha mai lasciato la sua compagna. 
Sally ha patito troppo 
Sally già visto che cosa ti può crollare addosso 
Sally è già stata punita per ogni sua distrazione o debolezza 
Per ogni candida carezza data per non sentire l’amarezza  
Allora l'ho abbandonato io, ed è stato l’inizio della fine. Ho preso a lavorare giorno e notte, con rabbia e disperazione, dimenticando di mangiare, di lavarmi. A volte, accecata dalla furia, ho distrutto le mie opere a colpi di martello, nel tentativo di cancellare anche me stessa.  
Quando è morto mio padre, l’unico che mi abbia amata, sono stata richiusa dai miei familiari in un ospedale psichiatrico, dove sono rimasta per trent'anni senza ricevere visite, e non ho più potuto scolpire.    
Ma ora ho capito che, forse, sono stata una vittima e figlia reietta della mia epoca. Forse mi sarebbe bastato nascere cinquant'anni più tardi.» 
Si allontana leggera, quasi evanescente, nella luce rossastra del crepuscolo. 
Sally cammina per la strada sicura 
ormai guarda la gente con aria indifferente 
ma forse, Sally, è proprio questo il senso, il senso del tuo vagare 
forse davvero ci si deve sentire  
alla fine, un po’ male  
Mi accorgo di avere ancora in mano la fotografia. Sul retro leggo, stupita, una data: 1884. 
Perché la vita è un brivido che vola via 
è tutto un equilibrio sopra la follia 
gocce dal cielo che si confondono con le gocce nel mare. 
Senti che fuori piove 
senti che bel rumore 
Il suono della pioggia si dissolve in un applauso, mentre le ultime note della canzone vibrano ancora nell'aria.  
E un pensiero le passa per la testa 
forse la vita non è stata tutta persa 
forse qualcosa s'è salvato 
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato 
forse era giusto così. 
Senti che bel rumore


The end

Il mio commento da coach alla rivista (simulata):
Tania Mignani ci propone una rivista che scava nelle emozioni scatenate da un film, o scrivendo un racconto. E aggiunge un'intervista per parlare di scrittura. A proposito dell'intervista, specifico che è frutto dell'invenzione e della penna di Camilla Terso che ha immaginato di intervistarmi e ha immaginato (dimostrando di conoscermi bene!) le mie risposte. 
Il risultato dell'insieme è molto delicato e pieno di sensibilità, com'è lei, la caporedattrice per questo compito: Tania Mignani.
Le redattrici, Barbara Galimberti, Camilla Terso e Barbara Romano,  hanno sposato le idee di Tania e hanno regalato a noi lettori dei pezzi colmi di immagini e sentimento.
A voi lettori di questo blog il giudizio, un pensiero, una critica nel bene e nel male serve a crescere.
Nei prossimi giorni posterò nel Blog (uno alla volta) gli altri esperimenti.


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle


lunedì 30 gennaio 2023

Numero 430 - Sperimentazioni di scrittura - 30 Gennaio 2023


Vi chiederete cosa rappresenti questa foto, sembra la copertina di una rivista, vero? 
Tranquilli, non mi sono messa a fare anche la giornalista ;-) ma insieme a coloro che seguono i miei laboratori di scrittura abbiamo giocato. 
Ho creato dei piccoli gruppi, come quando andavamo a scuola e facevamo "Il giornalino della scuola", vi ricordate? 
Nel nostro caso, ogni piccolo gruppo era costituito da un caporedattore che aveva il compito di decidere quale tipo di rivista si sarebbe inventato, creando poi il numero con articoli o altro, scritti dai redattori assegnati.
Una simulazione alla buona di quello che potrebbe essere parente lontanissimo di una redazione di un giornale.
Quindi, tornando alla foto che vedete, che apre questo numero del Blog, è la copertina scelta da Tiziana Mazza, caporedattore per finta ;-) , e a seguire la sua costruzione di un ipotetico numero con un suo contributo iniziale e tre articoli che lei ha assegnato ai suoi collaboratori.
Quindi buona lettura e a voi il giudizio, un commento è sempre gradito!

ESPERIMENTO DI SCRITTURA
Facciamo finta di essere una redazione.

Questa è la rivista immaginata e realizzata nel laboratorio di scrittura da Tiziana Mazza e le sue collaboratrici.

Almanacco di Gennaio
a cura di 
Tiziana Mazza
 
 
Il mese di Gennaio deve il suo nome a Ianus, il dio romano Giano protettore della porta celeste, è il primo dei dodici mesi dell'anno, secondo il calendario gregoriano, ed è costituito da trentun giorni. Come Giano aveva la funzione di aprire la porta della vita, Gennaio apre la porta all'anno nuovo.
 
1 Gennaio 2002 - In Italia e in altri undici Paesi entra in circolazione l'Euro, la moneta unica europea che sostituisce le vecchie valute nazionali. Si conclude così il processo di unificazione economica-monetaria sottoscritto il 7 febbraio 1992 con il Trattato di Maastricht ed entrato in vigore il 1° novembre 1993.
 
2 Gennaio 1920 - Nasce Isaac Asimov, biochimico e scrittore sovietico che ha formulato le tre leggi della robotica: un robot non può recare danno agli esseri umani - un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani - un robot deve salvaguardare la propria esistenza.

3 Gennaio 1954 - Nasce la televisione italiana. A seguire l'evento, migliaia di telespettatori sparsi su tutto il territorio italiano, radunati davanti a quindicimila apparecchi, per lo più ubicati in locali pubblici. Il costo di un televisore è pari a cinque volte lo stipendio medio di un operaio. 
 
4 Gennaio 1967 - I Doors pubblicano il loro album d'esordio, intitolato come la loro band: The Doors. Una musica dalla potente carica rivoluzionaria, esaltata dalla voce dell'indimenticabile Jim Morrison. Nel 2017, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'uscita del disco, la città di Los Angeles proclama il 4 gennaio il Doors Day.

5 Gennaio 1932 - Nasce Umberto Eco, scrittore, saggista e intellettuale. Il suo romanzo d'esordio, Il nome della rosa, è diventato in poco tempo un best-seller internazionale, tradotto in quarantasette lingue e portato al cinema, nel 1986, dal regista Jean-Jacques Annaud. A vestire i panni di Guglielmo da Baskerville, l'attore Sean Connery.
 
6 Gennaio - Epifania. Una leggenda narra che i Re Magi, mentre si recavano verso la grotta di Betlemme, chiesero a una vecchietta di accompagnarli, ma questa si rifiutò. In seguito, però, si pentì e si mise in cammino per cercarli. Bussò a ogni porta e donò dei dolcetti a tutti i bimbi, nel dubbio che potessero essere Gesù.
 
7 Gennaio 1797 - Il Tricolore viene adottato per la prima volta. È la bandiera ufficiale della Repubblica Cispadana. Inizialmente si presentava divisa in tre fasce orizzontali. Con la nascita della Repubblica Cisalpina, si passò alla disposizione a fasce verticali, partendo dall'asta con il colore verde. All'inizio del XIX secolo si optò per un quadrato rosso contenente un rombo bianco che, a sua volta, racchiudeva un quadrato verde. La versione definitiva arrivò con la Costituzione, che stabilì l'ordine e la tonalità dei colori.
 
8 Gennaio 1928 - Nasce Domenico Modugno, famosissimo interprete della canzone Nel blu dipinto di blu, con la quale il cantante ottenne un successo planetario dopo aver vinto il Festival di Sanremo nel 1958. Questo brano conosciuto ai più con la parola che apre il ritornello, Volare, è diventato in breve tempo una delle canzoni italiane più famose nel mondo e con il maggiore riscontro commerciale.
 
9 Gennaio 2007 - Steve Jobs, durante la conferenza di apertura del Macworld, presenta il primo iPhone.  Da quel momento Apple ha rilasciato ogni anno nuovi modelli di iPhone e aggiornamenti di iOS con nuove caratteristiche, funzionalità e miglioramenti grafici.
 
10 Gennaio 1863 - Inaugurazione della metropolitana di Londra, la prima ferrovia sotterranea al mondo, anche se inizialmente lo era solo in parte. Nel ventesimo secolo la linea cominciò a prendere la forma attuale, the tube, soprannome ancora in uso, per la caratteristica forma tubolare dei tunnel. Attualmente la metropolitana di Londra, con i suoi 402 Km di linea autonoma collegati a 274 stazioni, è la più estesa d'Europa e seconda al mondo, dopo quella di Shangai.
 
11 Gennaio 1999 - Muore Fabrizio De André, uno dei più grandi cantautori di sempre, noto come il poeta degli emarginati, della libertà e dell'ironia dissacrante. Quarant'anni di carriera artistica, vissuta all'insegna dell'anticonformismo e dei temi del pacifismo e della nonviolenza.  Fra i suoi brani più noti e più cantati: La canzone di Marinella, Il pescatore, La guerra di Piero.

12 Gennaio 1976 - Muore Agatha Christie, regina incontrastata del romanzo giallo. Nel 1920, con il suo romanzo d'esordio Poirot e il mistero di Styles Court, inaugurò la fortunatissima saga dell'investigatore belga Hercule Poirot, a cui fecero seguito le avventure di Miss Marple, l'acuta vecchietta in grado di risolvere i casi più difficili della Polizia inglese. Agatha Christie è, dopo Shakespeare, la scrittrice inglese più tradotta di sempre.
 
13 Gennaio 1970 - Nasce Marco Pantani, a tutti noto come il pirata. Grande scalatore, vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali in linea del 1995 e un Giro d'Italia e un Tour de France nello stesso anno, il 1998. La sua carriera consta di ben 46 vittorie.

14 Gennaio 1690 - A Norimberga, in Germania, viene inventato il clarinetto. Il termine, derivato da clarino, appare per la prima volta nel 1732 e indica uno strumento appartenente alla famiglia delle trombe.
 
15 Gennaio 2001 - Inizia l'era di Wikipedia. Nel messaggio pubblicato sul frontespizio s'invita il visitatore a spendere cinque-dieci minuti del proprio tempo per inserire un articolo, o meglio, una voce. Nasce così la più grande enciclopedia al mondo che cambia radicalmente l'approccio alla conoscenza.

16 Gennaio 1957 - Muore Arturo Toscanini, stimato come uno dei più valenti direttori d'orchestra di sempre e uno dei più rigorosi interpreti di Verdi, Beethoven e Wagner. Divenne un simbolo della cultura italiana nel mondo, anche grazie alle prime trasmissioni radiofoniche e televisive che lo videro protagonista.
 
17 Gennaio 1929 - Nasce Braccio di ferro, il marinaio più famoso dei fumetti, Popeye, nella versione originale. Nel 1933 arrivò il debutto al cinema a cui seguirono numerose serie di cartoni animati. Nel 1980 Braccio di ferro ispirò un film diretto da Robert Altman con protagonista un giovanissimo Robin Williams.
 
18 Gennaio 1904 - Nasce Cary Grant, premiato dalla rivista Premiere come la più grande stella del cinema maschile di sempre. Il suo indubbio fascino contribuì a consacrarlo nello star system accanto alle più belle attrici dell’epoca, da Marlene Dietrich in Venere Bionda a Ingrid Bergman in Notorius, passando per Grace Kelly in Caccia al ladro di Alfred Hitchcock.
 
19 Gennaio 1984 - Moser stabilisce il record dell'ora grazie a una bicicletta con ruote lenticolari, che permette di migliorare l'aerodinamicità del mezzo. Il suo utilizzo, dopo il record di Moser e l'oro dell'Italia nella 100 km alle Olimpiadi di Los Angeles, è consentito dall'Unione Ciclistica Internazionale solo nelle gare a cronometro e nel ciclismo su pista.
 
20 Gennaio 1993 - Muore Audrey Hepburn, diva leggendaria dall'innata eleganza del portamento. Indimenticabili le sue interpretazioni nei film Vacanze romane, accanto a Gregory Peck; Sabrina, accanto a Humphrey Bogart e William Holden; e Colazione da Tiffany, accanto a George Peppard.
 
21 Gennaio 1951 - Arriva il 13 al Totocalcio. Ideato nel 1946, il sogno di riscatto sociale e di una vita migliore sono legati al numero 12, fino a che gli organizzatori pensano a una modifica, introdurre il tredicesimo risultato, si vince con il 13 e con il 12. Le probabilità di ottenere la vincita massima salgono a 1 su 1.594.323.
 
22 Gennaio 1775 - Nasce André-Marie Ampère, un nome legato alla storia dell'elettromagnetismo e inciso sul ferro della celebre Torre Eiffel. A lui si deve il nome ampère all'unità di misura della corrente elettrica.
 
23 Gennaio 1932 - Esce il primo numero della Settimana Enigmistica. Un giornale in bianco e nero di sedici pagine con parole crociate, rebus, passatempi, vignette e spazi umoristici. Arricchita di qualche gioco, La settimana enigmistica è rimasta pressoché immutata fino a oggi.
 
24 Gennaio 1977 - Nasce Michelle Hunziker. Svizzera di nascita, ma italiana d'adozione, arriva in Italia nel 1995, dove trova l’amore e la fama in TV. Spesso, sui rotocalchi, per vicende personali, Michelle Hunziker ha saputo conquistare il pubblico con una grande carica di simpatia.
 
25 Gennaio 1924 - Vengono disputati i primi Giochi Olimpici Invernali a Chamonix-Mont-Blanc. Sedici gare in sei discipline: Biathlon, Bob, Curling, Hockey su ghiaccio, Sci, Pattinaggio. L'Italia non vince nessuna medaglia.
 
26 Gennaio 1925 - Nasce Paul Newman, uno degli attori più affascinanti della storia del cinema. Innumerevoli le sue pellicole di successo, tra cui La gatta sul tetto che scotta, Lo spaccone, Exodus, Intrigo a Stoccolma e Nick mano fredda. Appassionato di automobilismo, giunse secondo alla 47ª edizione della 24 ore di Le Mans.
 
27 Gennaio - Giorno della Memoria.  La scelta del 27 gennaio si riferisce al giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i pochi sopravvissuti allo sterminio, rivelando al mondo intero la follia del genocidio nazista.

28 Gennaio 1958 - Nasce il Lego. Nel 2008, in occasione dei cinquant'anni di vita del mattoncino in plastica colorata, sono stati organizzati eventi, mostre ed edizioni speciali di quello che resta uno dei giocattoli più amati in assoluto.
 
29 Gennaio 1951 - Dal Salone delle feste del Casinò di Sanremo, Nunzio Filogamo annuncia l'inizio della prima edizione del Festival della canzone italiana. Gli spettatori in sala, che hanno pagato 500 lire per sedersi ai tavolini, sono più interessati a consumare che ad ascoltare i cantanti. Vince questa prima edizione Grazie dei fiori, cantata da Nilla Pizzi.
 
30 Gennaio 1873 - Jules Verne pubblica Il Giro del mondo in 80 giorni, uno dei romanzi più celebri nella storia della letteratura d'avventura, da cui ebbe origine una nuova concezione del viaggio, antesignana del moderno concetto di turismo.
 
31 Gennaio 1865 - Muore Don Bosco. Viste le drammatiche condizioni dei giovani dell'epoca, molti dei quali impiegati per lavori pesanti ancor prima dei dieci anni, Don Bosco fondò l'opera dei Salesiani, ispirata all'insegnamento di San Francesco di Sales, che in poco tempo si diffuse in tutto il mondo. Il 1º aprile 1934 Don Bosco venne dichiarato santo da papa Pio XI.

Tiziana Mazza




NON SOLO SCI

Alla scoperta della montagna e dei suoi divertimenti

Le Dolomiti di Brenta

 a cura di

Laura Scartabelli


Parlare delle Dolomiti di Brenta è un po' come addentrarsi in un mondo magico e non solo per gli scenari mozzafiato che offrono, ma proprio per l'incanto che avvolge queste montagne, facendo da sempre sognare adulti e bambini.

Il Brenta è un gruppo montuoso di eccezionale valore naturalistico, anche per il fatto che si trova distante dai grandi centri abitati e dalle principali vie di comunicazione e quindi, proprio per questo, è sinonimo di relax.  Per gli amanti dello sci, le Dolomiti di Brenta rappresentano un vero e proprio teatro di discese spettacolari e molte sono le offerte dei vari comprensori sciistici. Le proposte degli albergatori si rivolgono a chiunque voglia sperimentare le meraviglie della zona, con particolare riguardo verso le famiglie; molte infatti sono le strutture turistiche che organizzano i Family festival, cioè percorsi di vacanza, nei quali sia gli adulti che i bambini hanno il loro personale coinvolgimento.

Ma queste montagne non sono solo piste innevate sulle quali sciare. Chiunque vi soggiorni, viene avvolto dall'aura magica della leggenda del Salvanèl, un folletto dispettoso il cui scopo era quello di proteggere la natura e che non tollerava gli uomini che non la rispettavano. Nessuno sa di preciso quanti anni visse il Salvanèl. La leggenda narra, addirittura, che non invecchiò mai e c'è chi giura di vederlo ancora vagare per i boschi della Val di Non.

Questa e altre leggende similari sono spesso oggetto di storytelling, intrattenimenti letterari per bambini, che catapultano i piccoli ospiti in un bellissimo e fantastico viaggio, con conseguente soddisfazione dei genitori che possono così rilassarsi in una delle tante attività offerte dai centri benessere degli alberghi presenti sul territorio.

Se la domanda è perché scegliere di soggiornare nelle Dolomiti di Brenta, la risposta è semplice: per respirare aria pulita e dare al tempo una dimensione diversa. Ecco quindi che trascorrere una vacanza in questi luoghi fa dimenticare l'attimo in più che tutti noi cerchiamo quotidianamente. Qui si può, perché il trascorrere delle ore ha una dimensione così accogliente che i lunghi attimi, dei quali sono composte, hanno la capacità di rigenerare corpo e mente.

E se la domanda è perché scegliere proprio il mese di gennaio per una vacanza in montagna, la risposta è altrettanto semplice: perché gennaio è il gradino che si affaccia sul nuovo anno e iniziarlo con la visione e la percezione della bellezza di questi paesaggi è certamente benaugurante per i restanti mesi a venire.  

La magia di questi luoghi, però, non è solo sinonimo di leggende per bambini, è anche molto altro. Gli Ski sunrise, per esempio, sono magiche esperienze mozzafiato che vale la pena di sperimentare. Si tratta di godere l'alba attraverso un percorso fra i boschi e le piste del paesaggio dolomitico. Il tutto abbinato a una ricca colazione dolce e salata con i sapori tradizionali locali.

E se per caso questa esperienza, unitamente alla giornata sugli sci, non bastasse, c'è qualcosa di più esclusivo e romantico: il tramonto in quota con sci e fiaccole. Al momento della chiusura degli impianti, si può salire in telecabina e godersi lo spettacolo delle Dolomiti di Brenta al tramonto, dopodiché, consumata un’apericena nei rifugi più romantici, sci ai piedi e fiaccola in mano, si scende accompagnati dai maestri di sci.

Se tutto questo ancora non fosse abbastanza convincente per prenotare la prossima vacanza in questi luoghi paradisiaci, ecco un ulteriore suggerimento, forse il migliore: le Dolomiti di Brenta parlano al cuore. E sono parole d’amore.

Laura Scartabelli



ANNO NUOVO, MODA NUOVA

a cura di

Pamela Pirola

 

Saranno i saldi imminenti, sarà la sensazione di potersi concedere quel capo tanto desiderato ma anche inaccessibile come costo, fatto è che il cosa andrà di moda nella prossima stagione? è ormai la domanda che tutte le donne si pongono. E noi della redazione di A.D. 2023 siamo qui per rispondere dopo aver preso parte a tutte le passerelle di Milano, Parigi, Londra e New York degli stilisti più influenti e anche di quelli emergenti.
 
Colore di tendenza
A spopolare ci sarà un colore ben preciso l’azzurro - celeste in tutte le sue tonalità.
Basta nero e grigi. Ormai si fa spazio a romantici giochi di sfumature dei colori pastello e di stampe degradé di grande effetto.
Vivono un momento di rinascita anche tutte le tinte neutre, rubate alla sabbia e ai boschi autunnali, soprattutto se applicate ad abiti e outfit all'insegna del minimalismo.
 
Must have secondo le sfilate
In passerella abbiamo visto capispalla che non possono non essere presenti nel nostro armadio, anzi che diventeranno un must have.
Il classico cappotto color cammello, un capo intramontabile, realizzato in materiali diversi e con sfumature che vanno da quelle più calde e avvolgenti fino ad arrivare a quelle più tenui. Lasciato aperto per un effetto più leggiadro o chiuso con una cintura a vita alta. Un capo che non passa mai di moda e che è soprattutto versatile. Lo si può indossare con jeans e sneakers oppure con un completo giacca-pantalone.
Altro must have della prossima stagione sono i pantaloni cargo, ricchi di tasche. Pantaloni resi celebri da icone come British Spears o Christina Aguilera. Rigorosamente indossati con gilet, giacche di pelle o maxi cardigan.
 
Tinte fluo e altre tendenze
Le tinte fluo troveranno spazio nei nostri armadi. Verde, arancio, blu elettrico, rosa shocking e giallo. La primavera sarà un'esplosione di colori. Usati a piccole dosi o in total look, le tinte fluo porteranno una ventata di freschezza e buonumore, spazzando via ogni traccia del grigiore invernale. Via libera ai colori!
In ascesa anche l'intramontabile camicia bianca in stile minimal e soprattutto abbinata al denim in versione used, impreziosito da borchie, tulle o sfilacciato.
Per finire non smettono di affascinare le frange su vestiti e accessori per un ritorno al romanticismo.
 
Le ballerine: nuova tendenza per la primavera – estate
La moda ci riporta letteralmente con i piedi per terra - dopo anni di tacchi vertiginosi e stravaganti - proponendo le ballerine e modelli ultra flat. Che siano di raso, di pelle o ricoperte di cristalli, saranno le it shoes che ci accompagneranno con passo deciso nella nuova stagione. Perfette per un colloquio di lavoro ma anche per una gita fuori porta: insomma all'insegna della comodità.
Il nostro modello preferito? Quelle iconiche di Chanel color crema con la punta di vernice nera. Un acquisto impegnativo ma che non passerà mai di moda.
 
Borse: le big bag
Dopo interminabili stagioni caratterizzate da tiny bag, adesso brand e fashion designer puntano sui volumi extra large. A prender posto nelle wishlist saranno borse maxi a spalla in tinta unita o con stampe esagerate. Modelli realizzati con svariati materiali o in vernice lucidissima, con manici di pelle o di catene. Tutte a prova di Mary Poppins. E voi, care fashion addicted, avete già deciso quale sfoggiare? Se le avete già nel vostro armadio è ora di usarle. Perché si sa, nella moda prima o poi tutto ritorna. E sono sicura che anche voi avrete una tiny bag!
Il nostro modello preferito? La Neverfull di Louis Vuitton. Una borsa intramontabile ed estremamente capiente tanto da poter essere usata come bagaglio a mano.
 
E ora non ci resta che augurarvi buon fashion shopping!

Pamela Pirola



LA BELLEZZA RINASCE A GENNAIO: 

PAROLA ALL’ESPERTO

I consigli di Linda Silvia Scarpenti, Beauty Specialist della linea di prodotti di skincare naturali e innovativi, del brand tedesco Schönheit in der Apotheke

a cura di

Linda Silvia Scarpenti

 

Gennaio, il mese dei buoni propositi, dove la voglia di rinascita la fa da padrona.
Dopo aver detto stop a bagordi, abbuffate e svogliatezza, e aver ingranato la marcia giusta, prenderci cura di noi stessi sarà un gioco da ragazzi.
È arrivato il momento di riprendere in mano la situazione e tornare a seguire una sana e corretta alimentazione, non solo per preservare la forma fisica ma anche la salute dell'intero organismo.
Cibi sani e antiossidanti, ricchi di minerali e vitamine; sette o otto bicchieri di acqua al giorno; minore consumo di alcol e caffeina. Tutte buone regole che andrebbero seguite sempre.
Anche il riposo è importante: dormire almeno otto ore al giorno aiuta il corpo a mantenersi idratato, proprio perché durante il riposo notturno le cellule si rinnovano, dando quindi giovamento anche alla pelle.
E, allora, perché non prendersi cura anche di quest'ultima in un momento di rinascita?
Prima, però, ognuno deve fare i conti con il proprio tipo di pelle, per quanto idratare sia la parola d'ordine.
Se avete una pelle grassa, un aumento della produzione di sebo contribuisce infatti ad alterare il naturale equilibrio cutaneo. Scegliete prodotti a basa acquosa.
Perché in inverno si raggiunga un'idratazione di massima efficacia, occorre esfoliare delicatamente la pelle, rimuovendo così quelle cellule morte che impediscono all'epidermide di respirare e alla crema idratante di fare il suo lavoro. La vostra pelle apparirà, quindi, più luminosa e vitale.
Se il tipo di pelle è secca o mista, invece, utilizzate prodotti adatti che non rischino di seccarla ulteriormente come il sapone, per esempio, soprattutto quello non specifico per il viso.
Occorre prediligere le alternative cremose, che non contengano alcol isopropilico o denaturato, soprattutto se la vostra pelle è di tipo sensibile.
Un segreto per idratare la cute in inverno è applicare la crema sul viso e sul corpo con la pelle leggermente umida.
La dispersione dell'umidità è anche dovuta ai prodotti eccessivamente profumati; quindi, la scelta della crema deve essere fatta sui prodotti idratanti ed emollienti come quelli a base di aloe vera o vitamina E.
A chi mi chiede, poi, quale sia la crema protettiva più idonea per chi va in montagna, rispondo che anche in questo caso per proteggere la pelle dal freddo è necessario tenere presente innanzitutto le caratteristiche della propria epidermide: quelle più esposte sono le pelli secche, proprio perché caratterizzate da un film idrolipidico cutaneo meno consistente e, per questo, più soggetto all'azione di vento e gelo. Più si sale con la latitudine, maggiore deve essere l'effetto protettivo. Importante, comunque, è che abbia un alto fattore di protezione (SPF50), oltre a contenere vitamine - ricavate da frutta e verdura o prodotte in laboratorio - che sono indispensabili per nutrire i tessuti del nostro corpo.
La vitamina C, con le sue proprietà anti-invecchiamento per le cellule, si trova alla base di numerosi sieri cosmetici e creme.
Di pari importanza la vitamina A, indispensabile per la rigenerazione e la crescita dei tessuti, e quella di tipo E, con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.
Bene! Siamo arrivati fin qui, parlando di voglia di trasformazione, di rinascita, di buoni propositi. Di piccoli sforzi per il raggiungimento di grandi mete. Che ne dite, dunque, se adesso parlassimo di make-up e ci regalassimo una nota di maggior spensieratezza?
Spesso mi si chiede quale sia il trucco più adatto nei mesi invernali e se gli accorgimenti utilizzati differiscano tra pelli giovani e mature. Beh, le peculiarità di un bel trucco sono due: la prima è quella che duri tutta la giornata, la seconda che abbia un effetto naturale. E per ottenere un make-up perfetto, la base è fondamentale.
I prodotti di questa nostra nuova linea sono adatti a tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili, e sono formulati per migliorarle attivamente, senza occludere i pori di quelle più giovani o appesantire quelle più mature.
Per gli occhi, il marrone è un colore che è tornato in auge, come tutti i colori nude, grazie ai look make-up no make-up. Anche per gennaio il trend non cambia: essenziale avere con sé una palette dai toni nude, per creare smokey eyes naturali e accattivanti.
Per le labbra, il rossetto rosso è un must-have, da aggiungere a tutti i vostri beauty di gennaio, anche per le più titubanti. A differenza di quanto si pensi, il rossetto rosso sta bene a tutte, essendo indicato per tutte le tipologie di incarnato.
Sì, è vero. Quando parlo di bellezza, mi piace pensare a una missione impeccabile, e non impossibile.
N.B. Il nome del brand tedesco è di fantasia.

Linda Silvia Scarpenti

The end 

Il mio commento da coach alla rivista (simulata):
Tiziana Mazza ha svolto bene il compito di immedesimiamoci in un caporedattore. Ha scelto una tipologia di rivista al femminile, proponendo articoli su bellezza e moda, ma aggiungendo come proprio contributo un delizioso e istruttivo almanacco di Gennaio; ma anche uno spazio dedicato alla montagna, intesa come turismo e tempo libero. 
Le redattrici Pamela Pirola,  Linda Silvia Scarpenti e Laura Scartabelli, sono state brave a rispondere alle direttive di Tiziana, scrivendo pezzi pertinenti alla tipologia di rivista scelta.
Suggerimento: secondo me rivista di moda e bellezza  non dovrebbe significare solo restare in superficie, dedicando articoli e attenzione esclusivamente all'apparire. Uno spazio per un approfondimento (in tema) che regalasse anche uno spazio culturale (il trucco nella storia, per esempio, o quanto conti l'apparire e seguire le mode, o cose così) avrebbe dato quel valore aggiunto alla "rivista", quella profondità che attrae donne che, sì, sono interessate alla moda etc etc, ma non solo a quello. 
Detto questo, complimenti a Tiziana e alla sua squadra per l'esperimento realizzato con cura e passione! 
A voi lettori di questo blog il giudizio, un pensiero, una critica nel bene e nel male serve a crescere.
Nei prossimi giorni posterò nel Blog (uno alla volta) gli altri esperimenti.


Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle