Amo ricevere libri come regalo, quando c'è qualche ricorrenza. Mi piace anche perché mi fa piacere osservare quale opera è l'oggetto del regalo, se è frutto di un pensiero relativo a ciò che potrebbe piacermi.
In questo caso, qualche mese fa, un'amica cara, nonché autrice della mia casa editrice, mi ha fatto arrivare un romanzo che è tra i suoi preferiti: "Per puro caso" di Anne Tyler. Me ne aveva parlato e mi aveva incuriosito la storia. E dopo qualche giorno è arrivata la sorpresa!
Naturalmente l'ho iniziato subito.
Intanto, per chi non sapesse chi è Anne Tyler, vi dico che è una scrittrice americana, ha scritto una miriade di romanzi, alcuni sono diventati anche film famosi. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1989.
Oggi ha più di ottant'anni e vive a Baltimora. Sono andata, per curiosità, a cercare una sua foto e ho trovato un bel sorriso e simpatico. Un po' come ho trovato il suo romanzo: con un bel sorriso e simpatico.
In questo caso, qualche mese fa, un'amica cara, nonché autrice della mia casa editrice, mi ha fatto arrivare un romanzo che è tra i suoi preferiti: "Per puro caso" di Anne Tyler. Me ne aveva parlato e mi aveva incuriosito la storia. E dopo qualche giorno è arrivata la sorpresa!
Naturalmente l'ho iniziato subito.
Intanto, per chi non sapesse chi è Anne Tyler, vi dico che è una scrittrice americana, ha scritto una miriade di romanzi, alcuni sono diventati anche film famosi. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1989.
Oggi ha più di ottant'anni e vive a Baltimora. Sono andata, per curiosità, a cercare una sua foto e ho trovato un bel sorriso e simpatico. Un po' come ho trovato il suo romanzo: con un bel sorriso e simpatico.
"Per puro caso" è un romanzo corposo, ma pur non amando i romanzi di questa mole, la lettura è stata una pillola quotidiana di piacevolezza. Qualche pagina al giorno e sono arrivata alla fine oggi.
Ma vi chiederete: cosa c'entra la foto scelta per questo numero, perché il romanzo della Tyler fotografato accanto a quello di Tania Mignani?
Ve lo spiego subito!
Quando ho iniziato a leggere il romanzo, dopo qualche pagina ho detto a Tania che mi sembrava di leggere una sua opera: due stili che viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda, come anche la modalità di raccontare storie normali (o quasi), stando dentro la quotidianità. Una sorta di cronaca familiare con tutte le dinamiche di coppia, o tra genitori e figli.
Quindi ho detto a Tania: ma sembri tu!
Lei mi ha risposto: seeeeeeeeeeeeeeeeeee (e ha riso).
Insomma, il romanzo di Tania, "In perfetto disordine" potrebbe essere stato scritto da Anne Tyler e il romanzo di Anne Tyler potrebbe essere stato scritto da Tania Mignani.
Ma torniamo al romanzo in questione.
La storia si potrebbe riassumere in poche parole: casalinga e madre di tre figli, dentro una comune famiglia americana degli anni novanta, sentendosi poco valorizzata e quasi invisibile davanti ai figli adolescenti e al marito concentrato sul suo lavoro di veterinario, decide all'improvviso di andarsene. Non lo fa con un programma organizzato, ma durante una passeggiata lungo il mare, nel bel mezzo di una vacanza, cammina cammina cammina, fino ad allontanarsi concretamente e mentalmente dalla vecchia vita.
Fino al finale che non vi svelo.
Ma non è che tra evento scatenante e finale, succedano miriadi di fatti, direi proprio di no. C'è il piacere di raccontare, come davanti a un caffè in compagnia di un'amica, la propria vita, attraverso aneddoti, emozioni, pensieri.
Insomma, la protagonista - Delia - diventa quasi un'amica e il lettore vuole essere partecipe di ciò che le succede ogni giorno nel suo quotidiano.
Devo dire anche che Delia è un personaggio che procura sentimenti ambivalenti nel lettore, almeno nel mio caso.
Da una parte si appoggia la sua decisione di andarsene e si comprende lo stato d'animo che scatena tutto ciò perché da donna posso dire che il sentire di Delia è comune a tante di noi. Nello stesso tempo, a volte ci si chiede come faccia, una madre di famiglia, ad andarsene così, d'un tratto, facendo perdere le tracce di sé al marito, figli e tutto il parentado.
Una storia che si legge con la piacevolezza di un tè caldo in un pomeriggio freddo d'inverno, con la curiosità di sapere come andrà a finire: cosa farà, alla fine, Delia? Un romanzo che lascia una scia piacevole, anche perché tutta la narrazione è condita da una buona dose di ironia.
E "In perfetto disordine"?
Mi sorprende pensare che la B è qualcosa che le due scrittrici hanno in comune.
"Per puro caso" è ambientato tra Baltimora e Bay Borough; "In perfetto disordine", tra Bologna e una puntatina a Berlino.
Ma a parte questo particolare curioso, riporto una parte della prefazione che scrissi all'epoca per il suo romanzo:
Leggere le opere di Tania Mignani è
come ritrovarsi seduti insieme a lei in un bel giardino, in una sera di fine
estate, quando l’aria è più fresca, le luci si avvicinano all’autunno e davanti
a un tramonto si sente la sua voce morbida e accogliente parlare d’amore,
l’amore che tutti conosciamo, quello tra un uomo e una donna, quello che è
attraversato da una miriade di emozioni.
Si resta affascinati dalla sua
penna con la quale, ancora una volta, riesce a porgere al lettore storie di
vita dove ognuno può ritrovare un pezzetto di sé.
Una mano, quella di Tania, autentica e sincera. Una penna che non si atteggia, ma che asseconda la sensibilità dell’autrice regalando pagine e pagine di profondità e conoscenza dell’animo umano.
Un cammino tra momenti di felicità dei protagonisti, ma anche di disperazione descritta alla perfezione, dove fa capolino l’ironia pungente di colei che narra, un’ironia amara che arriva a essere dissacrante proprio perché inserita in passaggi dove sarebbe così facile calcare la mano e virare verso il melodramma… Ma lei non lo fa.
Una mano, quella di Tania, autentica e sincera. Una penna che non si atteggia, ma che asseconda la sensibilità dell’autrice regalando pagine e pagine di profondità e conoscenza dell’animo umano.
Un cammino tra momenti di felicità dei protagonisti, ma anche di disperazione descritta alla perfezione, dove fa capolino l’ironia pungente di colei che narra, un’ironia amara che arriva a essere dissacrante proprio perché inserita in passaggi dove sarebbe così facile calcare la mano e virare verso il melodramma… Ma lei non lo fa.
In conclusione mi chiedo: ma non è che Tania Mignani è Ann Tyler in incognito? :-D
In tutti i casi, la sintesi è che la penna di Tania è di un alto livello e le auguriamo di vincere il Pulitzer per la Narrativa. Chissà...
E poi, aggiungo, osservando la foto della copertina di questo numero, che ritrae le due opere a fianco: non si direbbe che si tratta di due copertine di case editrici di dimensioni così diverse! Che ne dite?
Io dico che Edizioni Convalle è un gioiellino, eh lo so, sono l'editrice, cos'altro potrei dire... Però chi mi conosce sa che sono obiettiva e autocritica, non me la canto e me la suono, per intenderci... E sono più che orgogliosa di quello che è Edizioni Convalle, dentro e fuori. E non è cosa da poco.
A questo punto non mi resta che salutarvi, invitandovi a lasciare un commento a questo numero del blog, per dire la vostra. E se non avete letto i romanzi di cui vi ho parlato, fatelo! Leggete entrambi e poi ditemi se avrete avuto la mia stessa impressione.
Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

















































































