Lo specchio macchiato dal tempo

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martedì 23 febbraio 2021

Numero 367 - Parlo di me: Stefania Convalle - 23 Febbraio 2021


Questo "Parlo di me" è un po' diverso.

Fino ad ora avete letto quello che gli Autori di Edizioni Convalle hanno scritto per raccontarsi. Poi dicevo "la mia" in veste di loro editrice, raccontando la nostra storia, quel cammino fatto insieme.

Oggi, però, l'autrice sono io, e come dico sempre, prima di tutto sono una donna che scrive.

Proprio così, mi trovate nelle mie parole, in ogni mio romanzo, in ogni poesia. La parte più intima e segreta di me.

Che altro potrei dire?

Tutto e niente.

Nei miei occhi c'è ancora lo sguardo di quella bambina nella fotografia, in bianco e nero, perché quando ero piccola i colori non c'erano ancora nelle immagini ritratte, ma erano tutti nel cuore. Mancavano tante cose rispetto ad oggi, ma c'era più genuinità in ogni attimo.

Ecco, posso dire che la vita, che non è stata sempre buona con me - ma d'altronde ognuno porta il suo fardello - mi ha insegnato tante cose. Di sicuro, però, non mi ha incattivito l'anima. E di questo sono grata ai miei genitori che mi hanno insegnato l'amore verso il prossimo e mi hanno fatto diventare quella che sono.

Ho avuto un padre che ha sempre lavorato come un matto per dare tanto alla sua famiglia. Da lui ho imparato che bisogna osare nella vita, rimboccandosi sempre le maniche, e puntare in alto. Ho imparato anche il valore di un aiuto dato sottovoce. Non ho imparato, però, a dominare le emozioni: lui era bravo a controllare quello che aveva dentro, questo un po' gliel'ho sempre invidiato ;-)

Mia madre, al contrario, era un mare di emozioni, spesso in tempesta, perché aveva dentro di sé un universo talmente ricco e variegato che straripava in ondate di generosità nel donare l'amore che invadeva tutto di lei, ma anche in tsunami di lacrime di delusione, quando si sentiva tradita da un altro essere umano. Lei era una donna talmente elevata spiritualmente, anche se ancorata a terra, che a volte spaventava chi non era in grado di gestire una personalità come la sua. E allora, magari, aggredivano il suo carattere, perché non avevano capito chi avessero di fronte. Ma so che quando è morta, al suo funerale c'erano anche loro a piangere la sua assenza, perché avevano compreso chi avevano avuto di fronte. Lei ha lasciato talmente tante di quelle tracce d'amore, che se ne avverte ancora l'eco.

Questo ho imparato dai miei genitori.

Osare, mai arrendersi. L'arte di mia madre che quando suonava il piano toccava il cielo con un dito, come me quando scrivo. Il senso imprenditoriale di mio padre. E l'amore.

Il risultato sono io.

Donna.

Cancro ascendente Sagittario.

Mi richiudo nel mio guscio cancerino quando soffro, ma ho sempre pronta la valigia per nuove avventure, grazie al Sagittario. Il colpo di reni non mi abbandona mai.

Sono fortunata.

Sì, sono fortunata ad avere avuto tante possibilità nella vita. Ho potuto scegliere, ma avevo due strade: sedermi sulle certezze, oppure cercare di costruire qualcosa di mio.

Ho sempre scelto la seconda via.

Mi sono buttata nella mischia della vita. Posso dire di averla vissuta fino in fondo, questa vita. Ho amato, ho odiato, ho riso, ho pianto, mi sono arrabbiata, ci ho bevuto sopra ;-), mi sono commossa, mi sono emozionata, mi sono sentita scoraggiata, forte, debole, a volte vinta, a volte vincitrice, ho gridato, ho sussurrato. 

Ho vissuto.

Ho fatto tante cose giuste, ho fatto tante cose sbagliate. Gli errori sono stati i miei maestri migliori.

Non sono perfetta, ma d'altronde... chi lo è?

Però una cosa è certa: qualsiasi cosa abbia fatto, giusta o sbagliata, l'ho fatta col cuore. E sempre con lealtà.

Come creare una casa editrice.

Ma non voglio parlare di questo.

Voglio parlare della scrittura, che è diventata la mia vita. E qui posso dire che mi sono sudata tutto, ogni piccola cosa. Ogni risultato, ogni lettore che, poi, non mi ha più abbandonato. 

La scrittura mi ha salvato tante volte. Perché è lì che ho riposto tutto quello che mi si agitava nel cuore e nell'anima. Le mie inquietudini, la malinconia che mi cammina a fianco, la ricerca del senso della vita, di tutto ciò che sfugge a uno sguardo distratto. Ho trovato tutto lì, nelle storie inventate, nei personaggi che sono diventati i miei amici, i miei figli. Quelli che non ho avuto.

Purtroppo.

Ma si vede che il mio destino non era diventare mamma di un figlio mio.

Ma si può essere madri in tanti modi, lo dico sempre.

Che altro dire, se non che c'è ancora vita da vivere e anche se non si sa cosa accadrà domani, ci metterò tutta me stessa.

Stefania Convalle











venerdì 19 febbraio 2021

Numero 366 - Parlo di me: Daniela Nicoletti - 19 Febbraio 2021


 

Parlare di me è come spalancare due finestre su cieli e paesaggi differenti, scenari che hanno influenzato la mia vita e il mio mondo.

Prima finestra vista mare: sono cresciuta in una terra del Sud, baciata dal sole, dove ogni attimo vissuto è diventato bagaglio di conoscenza e richiamo dei ricordi. Lo sguardo s’incanta davanti a quel quadro in 3D nel quale mi abbandono e allargo le braccia per contenere l’immensa distesa blu del mare e del cielo. E mi rivedo, nell’abito bianco di cotone chiusa nei pensieri che solo l’acqua sa calmare, mentre lascio orme sulla sabbia che profumano di alghe e di semplicità. Io che parlo poco ma che osservo ciò che mi circonda, mentre prendo in mano una macchina fotografica, immagine latente del mio ieri. Io che mi ritrovo con la valigia alla stazione ferroviaria pronta per iniziare un viaggio, un’avventura, guardando occhi commossi prima di diventare pellegrina, senza più orizzonte, figlia di una terra che sa accogliere e aspettare.

Parto.

Seconda finestra: una montagna alta, troppo grande da abbracciare. E osservo l’altra me, appena arrivata nella nuova terra, immobile davanti alla roccia dura e rigida che solo il tempo potrà scalfire. Io che uso parole in italiano, senza dizione, pronte a smussare angoli e preconcetti tra la gente straniera, io che mi sento filo d’erba sotto le pendici.

Resto… non so per quanto.

In ogni caso, davanti a ciascuna finestra sono madre, moglie, donna. Donna che conosce il sacrificio, il dolore e che, con umiltà, ama e accarezza la vita, accettandone le sfide e le gioie. Sono forza e coraggio, gentilezza e lealtà e non ho paura di esternare le mie emozioni perché sono segni autentici della mia personalità. Tali sentimenti, muovendosi allo stato brado, sono quelli che caratterizzano il mio presente e la mia scrittura.

La scrittura già… la mia passione – quella sconosciuta – nata all’improvviso in una primavera di lacrime e silenzi che rappresenta lo spazio nel quale mi rifugio, raggomitolandomi con un’unica interlocutrice, la mia anima.

Durante quel momento intimo e personale, le parole e le lettere, andando avanti e indietro, lasciano una traccia sui fogli bianchi diventando macchie d’inchiostro pulsanti e vive. È in quell’istante che mi ritrovo a indossare i panni di una musicista e compongo la mia musica. Sì, perché la scrittura è la musica dell’anima, la fa vibrare, la eleva fino a farle raggiungere l’ispirazione. E io vivo quando scrivo, piango, rido, lasciando che ogni pensiero diventi poesia e storie da raccontare.

Ecco questa sono io. Semplicemente me.

Ringrazio la mia editrice Stefania Convalle per avermi invogliata a seguire i suoi laboratori di scrittura nei quali ho lasciato dar sfogo alle parole e per aver pubblicato il mio romanzo d’esordio “The letters”. Grazie.

Daniela Nicoletti



E ora la parola all'editrice ;-)

Sarà una storia lunga: sedetevi comodi. :-D
A volte penso che questo percorso in mezzo alle parole mi abbia regalato incontri con persone speciali e Daniela è una di loro.
Aveva partecipato alla terza edizione del premio letterario "Dentro l'amore", vincendo per la sezione poesie, con "Dal buco della serratura". Vittoria meritatissima.


Eccola al momento della premiazione :-)


E qui a serata conclusa, il feeling era già scattato :-)

Da  quella sera abbiamo approfondito la nostra conoscenza e Daniela ha deciso di intraprendere un percorso nei miei laboratori per entrare nel mondo della prosa. Mi è stato subito chiaro che lei fosse una romanziera nata, ma la cosa difficile è stata convincerla di questo! :-D Anzi, era entrata pure in un conflitto personale perché scrivendo prosa le sembrava di tradire la Poesia, suo primo e unico amore. Ma alla fine ce l'ho fatta a farle capire che la Poesia non si sarebbe offesa ;-) anzi, sarebbe stata felice di entrare in qualche modo nella Prosa di Daniela. Infatti, Daniela ha una prosa poetica, ma nel giusto modo, senza che la Prosa ne venga schiacciata.
E così ha cominciato a scrivere racconti e racconti che sembravano tutti primi capitoli di romanzi potenziali, perché la sua prosa ha proprio il respiro del romanzo. 
Nel frattempo si è portata a casa ancora il primo posto, sempre nella sezione poesia, nella quarta edizione del Premio Letterario "Dentro l'amore", con "La sigaretta se la fuma il vento".


Nella foto, la premiazione, in compagnia dell'Assessore alla Cultura di Monza.

Mi piace ricordare la vittoria di questa poesia perché ricordo bene il momento in cui è nata. 
Era Giugno 2018 e avevo deciso di andare in vacanza a Catanzaro Lido, dove abitava Daniela. Mi faceva piacere poter stare un po' con lei che, per l'occasione, mi aveva organizzato una presentazione.
A parte che ha quasi sempre piovuto -  :-O incredibile! A giugno, in Calabria! - conservo tanti bei ricordi di quella vacanza. Uno tra questi è la prima sera che ci siamo viste per un aperitivo e mentre mi Daniela mi faceva compagnia fuori dal locale per la solita sigaretta, mi ha detto, osservando che c'era un vento bello forte: "Stefania, fuma, perché altrimenti la sigaretta se la fuma il vento..."
Inutile dire che sono rimasta colpita da quel parlare poetico e le ho detto che non doveva dimenticare questa bella frase (io la vedevo come titolo di un romanzo, ma lei ci ha creato una poesia!) Quanti bei ricordi, quella vacanza!


Qui sopra, durante la presentazione organizzata dall'Associazione Kalabrian h2o, dove ho conosciuto persone stupende, tutte ancora nel mio cuore, come Nicoletta Mandaradoni, con noi nella foto.


Come dimenticare le nostre risate, mentre Daniela ci portava a spasso a conoscere la sua Calabria. Qui sopra eravamo a Soverato (E pioveva :-D).


Qui eravamo preda del vento :-O


E come dimenticare quella bella cena con tutti i miei nuovi amici di Catanzaro Lido! 

Ho divagato, me ne rendo conto, ma ci tenevo a farvi capire che quando si ha fortuna di condividere una passione, come quella della scrittura, con persone che poi diventano amiche sincere, beh, la vita merita davvero di essere vissuta.

Ma torniamo a Daniela Poetessa e Autrice.
Dopo aver sbancato con due vittorie il Premio Letterario, le ho detto: "Senti, a questo punto devi fare la giurata!" 
E così è stato, è stata al mio fianco come giurata per la sezione sillogi poetiche inedite nella quinta edizione del Premio.
Ha svolto il suo ruolo in maniera eccezionale, lasciatemelo dire, con grande senso di responsabilità e grande professionalità. Lei, avendo concorso a numerosi premi e avendo vinto svariate volte (oltre al premio Dentro L'amore), sapeva bene quanto cuore mettono i concorrenti e con una grande sensibilità ha svolto il suo compito.
E poi, dulcis in fundo, è sbocciata come romanziera in via ufficiale, col suo primo romanzo "The Letters", un'opera che ha riscosso un bel successo di pubblico, nonostante sia uscita in un momento difficile come quello della Pandemia. Ma avremo tempo per portare avanti questo bel romanzo ancora ancora e ancora.

Mi sono un po' allungata, me ne rendo conto ;-) ma volevo raccontarvi questa bella storia, una storia di passione per la scrittura e di amicizia.



Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle





 

giovedì 11 febbraio 2021

Numero 365 - Parlo di me: Fioralba Focardi - 11 Febbraio 2021


Parlare di me: devo dire che  non mi è facile, però ci provo.

Ho la fortuna di essere nata sulle rive dell’Arno, lungo le sue rive ho respirato l’arte in tutto il suo splendore.

La storia di Firenze, la mia Firenze, l’ho studiata ed era come se la conoscessi già. Mio babbo ci portava spesso ai musei nelle domeniche d’estate. Ai miei devo tanto, soprattutto mi hanno insegnato l’amore per la lettura; non c’era compleanno Natale ed Epifania senza ricevere libri. Non ho un  autore preferito, tutti riescono a lasciare qualcosa dentro di me.

La poesia mia, grande passione, mi ha sempre cercata, direi che mi dava sgomitate per uscire allo scoperto; e invece, dopo i primi anni adolescenziali, l’ho rilegata nelle segrete celle della mente. Ma un giorno ha deciso di uscire, vigliaccamente mi ha travolta, scardinando quella cella in cui l’avevo resa prigioniera. Scrivere poesie è un istinto: a volte lo credo, altre volte mi chiedo perché mi senta di mettere su carta ciò che provo. Capita che la mattina quando sono in doccia declami pensieri e li ripeta più volte cercando di imprimerli nella mente, per poi metterli nero su bianco, ma quasi sempre non li ritrovo, presa da altre parole. Ecco questa è la poesia per me, impertinente e maliziosa arriva sempre nell’esatto momento in cui non sei preparata, e penso sempre che quella che mi è sfuggita sia la poesia più bella. Dalla poesia ho ricevuto forza, mi piace leggerla, declamarla ma non impararla a memoria, perché ogni volta che la leggo trovo una sfumatura, una pausa diversa, ecco che allora ogni volta mi dona un’emozione diversa. Amo la musica, senza non avrei stimoli di concentrazione, anche quando studiavo l’ascoltavo. Oltre a scrivere pensieri, mi diletto nei romanzi ma lì, a differenza della poesia, sono lenta, non perché debba trovare l’ispirazione, ma dato che quasi sempre parto da fatti vissuti che poi si trasformano in parole, devo trovare ogni dettaglio, ogni informazione precisa. Il mio secondo romanzo, per esempio, è ambientato nel secolo scorso, fino ad arrivare ai giorni odierni attraversando varie fasi, che ovviamente devo analizzare nei minimi dettagli. Tutta colpa della mia professoressa Giovanna! 

Devo dire grazie a Stefania Convalle, che ho conosciuto di persona nel 2019 a Roma, e che mi ha spronata a creare la mia terza silloge "Un Soffio Sul Cuore". Credo che nell’ambito dell’editoria ci sia bisogno di donne coraggiose che investono anche sulla poesia, soprattutto nei poeti sconosciuti. E lei lo è.   

Fioralba Focardi


E ora la parola all'editrice ;-)

Ho conosciuto Fioralba durante la Fiera "Più Libri Più Liberi", eravamo a Roma ed era Dicembre 2019. L'ultimo evento pubblico di Edizioni Convalle, la pandemia era vicina, purtroppo. Ma ancora non lo sapevamo. Se ripenso a quei giorni in Fiera, mi sembra persino un'altra vita! 
Ma torniamo a noi, a Fioralba.
Ero al mio stand quando si è avvicinata una donna muy fascinosa, avvolta nel suo cappotto. Non ricordo esattamente le prime parole,  considerate che per cinque giorni ho visto un sacco di gente e conosciuto centinaia di persone, tra le quali ce n'erano alcune che poi sono entrate nella mia vita, nel mondo di Edizioni Convalle!
Fioralba è una di loro.
La sua parlata toscana mi ha attratta fin da subito, essendo io per metà, geneticamente parlando ;-) - di quella terra. Ci siamo messe a chiacchierare, e quello che mi aveva colpito tanto di lei era l'entusiasmo che metteva parlando di scrittura, quella luce vivace e sognatrice (ma concreta) che vedevo nei suoi occhi e la sua dolcezza, una dolcezza, però, piena di carattere.
Le ho parlato del Premio Letterario "Dentro l'amore" - era in corso la quinta edizione - e alla fine si è decisa a partecipare con la sua silloge poetica "Un soffio sul cuore" che - udite udite - si è classificata al secondo posto ed è stata da me pubblicata.


Una silloge meravigliosa.

Sono contenta che Fioralba sia entrata nella squadra di Edizioni Convalle, in primis perché è un'artista, e io amo circondarmi di artisti. E poi per la persona che è, parla e si pone in punta di piedi, ma dentro ha una grinta che spacca il mondo! E poi, cosa che non guasta, è molto simpatica col suo umorismo toscano!
Tra l'altro colgo l'occasione di questo numero del Blog per ringraziarla pubblicamente per aver letto e recensito alcune mie opere, spendendo parole bellissime. E poi per avermi fatto una intervista pubblicata nel suo blog 
https://leggendoscrivendochemalesifa.wordpress.com/ 
che vi invito a visitare perché colmo di belle cose... Come lei.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle

 


 

domenica 24 gennaio 2021

Numero 364 - Parlo di me: Nello Evangelisti - 24 Gennaio 2021


 

Parlo di me. “In che senso?” direbbe uno dei personaggi dei film di Carlo Verdone. Spesso c’è il rischio di costruirsi un’immagine ad hoc, soprattutto quando lo si fa per una rubrica e in forma scritta. Una sottile linea di timidezza alimentata anche da un difetto di pronuncia del fonema /s/ ha attraversato la varie fasi evolutive delle mia vita. Questa mia debolezza si manifestava da ragazzo, ma anche da giovane, con comportamenti un po’ impacciati e con improvvisi e incontrollati rossori al volto, più evidenti soprattutto quando mi dovevo relazionare con il gentil sesso. Tuttavia ancora oggi i miei amici d’infanzia marchigiani, quando mi capita di incontrarli, mi ricordano come un “leader” del gruppo. Per superare questa mia condizione psicologica giovanile cercai con caparbietà, nel corso degli anni, di far tesoro degli insegnamenti e delle idee  appresi attraverso le molte letture di libri e lo studio di autori importanti nei vari campi del sapere. Pure la conoscenza e l’amicizia di uomini e donne con cui condividevo esperienze lavorative o l’impegno culturale hanno contribuito ad arricchire la mia sensibilità. In questo modo si è formata la mia visione del mondo, sentendo dietro le spalle il vento del 1968 che spirava forte.

L’insegnamento nei diversi gradi di scuola l’ho vissuto con grande passione di ricerca per dare più incisività alla mia azione educativa e formativa  nei confronti dei bambini e dei giovani studenti. Credo molto nel potere della parola e del linguaggio consapevole del fatto che “il potere appartiene sempre a colui che sa rendersi padrone delle parole”. Considero la lettura dei libri e l’esercizio della scrittura un bisogno umano e sociale oltre che strumenti indispensabili per alimentare la conoscenza, sebbene oggi dopo tanto leggere e studiare  mi accorgo sempre più di non sapere niente. Una volta ho letto questa metafora riguardo alla conoscenza: “La conoscenza è come una sfera, più si ingrandisce più aumenta la sua superficie di contatto con l’ignoto”. Resta comunque valida la massima: “Se sai, sei ; se non sai, sei in balìa d’altri.” Ci tengo a precisare, per non sembrare troppo serioso e monotono, che mi piace molto fare dell’umorismo e rido volentieri alle battute spiritose quando sono in compagnia. Mi rende felice la buona cucina, gli incontri conviviali, e quando al ristorante leggo il menu, è come se  leggessi  una poesia scoprendo anche quanta bellezza ci sia.

Ringrazio Stefania Convalle, scrittrice e coraggiosa editrice, per avermi dato l’opportunità di pubblicare la mia prima raccolta di poesie e di racconti, "Oltre le emozioni", invogliandomi a proseguire su questa strada. Ora Stefania fa parte della sfera delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare e, grazie a lei, di conoscere persone che come me coltivano la passione della scrittura e della letteratura.


E adesso la parola all'editrice ;-)

Parlare di Nello Evangelisti è qualcosa che mi sgorga dal cuore per la stima e l'affetto che nutro per lui.
L'ho conosciuto grazie all'amica, e ora anche collega autrice, Tiziana Mazza che si è sempre data molto da fare per cercare buone cose da propormi in ambito letterario. E così sono venuta a conoscenza de La festa del libro, organizzata dal Comune di Asso, proprio da Nello Evangelisti. Ho partecipato due volte a questa splendida iniziativa nella stupenda cornice della sala del palazzo d'epoca del Comune. Il primo anno ho partecipato sia come editore, esponendo tutte le opere pubblicate fino a quel momento, sia come autrice; Nello, infatti, aveva presentato il mio romanzo "Il silenzio addosso" in modo intenso e con grande maestria, perché lui è così: t'incanta quando parla, ti coinvolge con il suo modo delicato ma potente. Approfitto di questo spazio per ringraziarlo anche per le belle parole che mi rivolge quando legge le mie opere.
Ricordo che proprio quell'anno in programma c'era anche un concerto di archi, l'atmosfera creata era bellissima, tanto da far muovere in me alcuni versi da modesta poetessa quale sono. La poesia è "In cerca del tempo" e dice così:

Svuoto cassetti e armadi
faccio spazio 
al Tempo 

al Tempo 
di un caffè 
caldo 
dolce 
morbido. 

Getto fogli 
appunti ed elenchi 
sogni di gloria, 
voglio il vuoto per accogliere 

il Tempo 

di un respiro 
calmo e tranquillo 
dentro una vita 
che è la sola 

e chiede Tempo 

di una pausa senza colpa 
mani libere 
aperte all’Adagio 
delle note di un violoncello 
che mi riporta 
lì 
dove il respiro è calmo 
la mente plana su ricordi sommersi 
e il rumore tace 

finalmente.


E il brano che me l'aveva ispirata, in particolare, era questo:


Lo ringrazio, quindi, pubblicamente perché in quel concerto sono riuscita davvero a staccare la mente dal turbinio in cui mi trovo sempre a causa overdose di impegni e relazioni sociali, regalandomi un momento di pausa dai pensieri. E credo che gli faccia piacere sapere che è stato l'artefice di un momento d'ispirazione. Per questo l'ho scritta in questo numero :-)

Grazie, Nello! 

Anche per la seconda mia partecipazione allo stesso evento, un anno dopo, dove abbiamo messo in scena Poe-Tango

E tu, caro Nello, hai letto anche una mia poesia 
"La geometria del tango", mentre Giuseppe con la sua ballerina si muovevano sulla musica delle parole. 

Che bei ricordi!


Insomma, sono tante le cose che abbiamo fatto insieme, come 
anche il Premio Letterario Dentro l'amore che condividiamo - Nello in qualità di giurato - da anni, ormai.

Belle avventure!

Ma quella più bella credo sia la pubblicazione di "Oltre le emozioni", la sua silloge poetica.


Una silloge poetica che Nello ha scelto di pubblicare con la mia CE, rendendomi fiera e orgogliosa. Una silloge poetica che va oltre, e ci fa gettare lo sguardo nel suo mondo interiore e in quello mentale, molto filosofico rispetto alla Vita e all'Essere umano.

Questa, forse, è stata una presentazione un po' diversa dalle altre, ma credo che con Nello ci sia stata una fusione di intenti che ci vedono impegnati, ognuno in varie direzioni, in nome dell'arte e solo dell'arte. 

Questo lo muove. Questo mi muove. 

Questo ci muove.


Alla prossima

dalla vostra

Stefania Convalle







  

  


venerdì 15 gennaio 2021

Numero 363 - Parlo di me: Angela Giovanna Amico - 15 gennaio 2021


 

Amo scrivere storie di personaggi inventati, raccontare dei loro affanni e dei loro sogni, dei successi e delle cadute, degli amori e delle delusioni... e far vedere le loro emozioni attraverso metafore e similitudini. Sono convinta che per far nascere dalla penna una scrittura autentica, occorra aver vissuto veramente i sentimenti di cui si racconta, solo in questo modo il lettore potrà riconoscere il proprio viaggio personale e trovare quella preziosa pagina che sembra scritta solo per lui. Così, a volte, metto nei personaggi un pizzico di me, non nelle storie, si intende, quelle sono tutte inventate, solo nei piccoli particolari che ce li fanno amare, o detestare... Chissà, nessuno è perfetto!

Quindi, se volete trovarmi… cercatemi nella fragilità di una bimba con le ginocchia sbucciate, nella caparbia di una donna che non ha paura di confrontarsi alla pari, che indossa volentieri un bel paio di scarpe con i tacchi, ma anche gli scarponi da cantiere, immaginate il mio sguardo sognante davanti alla luna che sorge sul mare e condividete rotte… timoni e speranze.

Questa è la parte poetica, poi c’è la vita reale, di un architetto-scrittore che in entrambe le forme espressive cerca la bellezza, che si commuove ancora attraversando lo spazio costruito secondo una sublime concezione estetica… e ancora si perde nel senso profondo di una parola che spicca il volo dalla carta della mente e vibra le sue ali, una melodia che mi è cara.  

Sì… perché mi è cara la scrittura, a volte rifugio, a volte rivalsa, e vivo l’incessante bisogno della mia mente di costruire il luogo delle parole.

Devi molto a chiunque ti abbia mai dato fiducia”, sosteneva saggiamente Truman Capote, quindi approfitto di questo spazio per ringraziare la mia Editrice Stefania Convalle per aver creduto in me e per aver pubblicato il mio romanzo d’esordio, e con lei la nostra scrittrice Veronica Rocca che è riuscita a emozionarmi con la sua prefazione. Grazie di cuore.

Angy


E ora la parola all'editrice ;-)

Come sapete, se conoscete un po' come svolgo il mio lavoro da editrice, do molto peso, nella selezione dei testi da pubblicare, alle segnalazioni di nuovi autori da parte di persone amiche. Così, un giorno, una carissima amica che conosco e stimo da quando era ragazzina, mi ha parlato di Angela Giovanna Amico e di un suo romanzo, che poi mi è stato inviato dall'autrice. 

Quando l'ho letto è stato evidente che avessi davanti unabellaopera, esattamente quello che cerco, e così ci siamo incontrate per conoscerci. Ricordo che Angela è arrivata all'appuntamento indossando un bellissimo paio di scarpe rosse: mi ha confessato che le portano fortuna! Effettivamente, da quell'incontro è partita la nostra collaborazione e dopo qualche mese quel romanzo ha visto la luce.


Quelle scarpette rosse sono state di buon auspicio ;-) perché il romanzo ha iniziato un cammino pieno di soddisfazioni e premi; ne ricordo uno, quello ottenuto alla Rassegna della Microeditoria: il marchio di qualità. Cosa non da poco!


Angela, con il suo sorriso, ha conquistato tutti. E con il suo romanzo si è fatta apprezzare da decine di lettori.
Quindi la domanda sorge spontanea: cara Angy, quando mi consegnerai la tua prossima opera? :-)
Noi ti aspettiamo.

Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle