Oggi conosciamo meglio Tatiana Vanini, concorrente del Torneo di
Scrittura “800 Metri di Parole”, appena concluso, e autrice di Edizioni Convalle.
Ma facciamoci raccontare da lei la sua storia attraverso le risposte alle
domande di questa intervista.
Cara Tatiana, eccoci qua per farti conoscere meglio dal nostro pubblico.
Sei pronta?
Quando è nata la tua passione per la scrittura?
In tempi lontani, nello scorso millennio. Scherzi a parte, è davvero un
amore che è iniziato molti anni fa. Ad accendere la passione è stata la lettura
di “Poirot e i quattro” di Agatha Christie. Avevo otto anni e, quando l’ho
finito, mi sono detta: “Anch’io voglio scrivere.” Il resto è storia.
Il primo, “Scacco di torre per l’Ispettore Ovvius”, è nato per una serie
di coincidenze. La prima è stata un giorno di pioggia, la noia e il voler
spiegare a mia sorella Tecla il gioco dell’assassino, che facevo da piccola coi
miei amici. Da lì è nato un racconto dove sono comparsi Ovvius, Trent e il
Conte Artemis per la prima volta. Siccome Ovvius mi è stato subito simpatico,
nei giorni seguenti altri racconti lo hanno visto protagonista e, sempre Tecla,
se n’è uscita con una domanda: “Perché non scrivi un libro intero su Ovvius?”
Ecco, quindi, che è uscito il primo romanzo.
Per “L’ispettore Ovvius al Cover Book Hotel” invece non c’è stato nessun
caso, ma una scelta consapevole, ecco forse spiegato il motivo per cui, in
questo secondo romanzo, Ovvius e compagni sono più maturi, meno macchiette. Tra
l’altro questo secondo giallo è arrivato dopo un percorso nel laboratorio, dove
ho preso coraggio nel dare alla mia scrittura altre possibilità, più ampie e
profonde, seguendo proprio le tue indicazioni, Stefania. Nella nuova opera
Ovvius va in vacanza e mi sono divertita a inserire dinamiche e storie di
paese, delle mie zone. Infatti, alcuni fatti narrati sono accaduti davvero. Amo
particolarmente questo romanzo, lo considero il ponte tra l’autrice che ero e
quella che sono oggi.
La tua scrittura è versatile, lo abbiamo visto anche grazie alle gare che
ho lanciato nel tempo e alle quali hai sempre partecipato con entusiasmo.
Ricordo la prima edizione del Masterbook che ti ha vista vincitrice! Un
elemento che spesso ritroviamo è l’ironia. Quanto serve nella vita di tutti i
giorni lo sguardo ironico, appunto?
Per me è fondamentale. Saper ridere, in primo luogo di sé stessi, è
importante per riuscire a superare tutte le difficoltà. Una cosa che la vita mi
ha insegnato fino a oggi è che sempre, in ogni circostanza, si può trovare un
modo per divertirsi e ho scelto di essere felice. Sì, ho scelto, perché la
gioia è, a mio parere, la scelta più coraggiosa che si possa fare.
Tu vivi a Pellio Intelvi, una località che si trova nell’Alta Valle
Intelvi. Quale influenza ha nella tua scrittura vivere in un luogo tra le
montagne e in qualche modo lontano dalla metropoli: ci vuoi dire i lati
positivi e negativi per una persona che scrive?
I lati positivi sono molteplici: lo sguardo che spazia su boschi,
montagne e lago, la possibilità di uscire a passeggiare in tranquillità a ogni
ora del giorno, il conoscere tutti e poter trovare sempre qualcuno da salutare
o con il quale scambiare qualche parola.
Di negativo sono le distanze. Per chi vive in Valle spostarsi in auto per
chilometri diventa necessario: per andare a scuola, fare compere diverse da una
semplice spesa, per un cinema, ma nulla mi convincerebbe mai a trasferirmi,
tranne forse vivere in un atollo nei Caraibi.
Da qualche tempo ti occupi della gestione della Biblioteca di Pellio, che
ho visto personalmente ed è carinissima. Avere questo ruolo ti permette anche
di avere uno sguardo particolare su chi ama leggere. Raccontaci qualche
aneddoto di questa tua esperienza.
Oh, cielo! Ne ho così tanti che potrei scriverci un libro, anzi, magari
lo faccio, sei avvisata!
Devo dire che i nostri utenti sono lettori appassionati, ma anche rigidi.
Se amano un genere, non c’è verso di fargli provare altro. Poi vogliono libri
comodi da tenere in mano, che non appesantiscano le braccia, che abbiano
caratteri grandi. Insomma, sono esigenti. Adesso ti faccio ridere, perché in
ormai due anni di attività ne capitano davvero di tutti i colori.
Un giorno entra una signora, si guarda intorno e mi dice: “Ha un libro
leggero?”
Io penso leggero nel senso di genere, insomma qualcosa di poco
impegnativo, divertente, un libro d’evasione. Propongo diverse opere, ma ricevo
un secco no, perché: “Intendo un libro di poche pagine, magari cinquanta,
perché sa, io non sono una grande LEGGITRICE.”
Già dalla parola usata, mi sarebbe venuto istintivo rispondere che si
capiva, ma sono gentile e quindi ho cercato di trovarle qualcosa di breve, ma
davvero la realtà supera molto spesso ogni fantasia.
Anche tua sorella Tecla scrive e condividete, quindi, questa passione.
Raccontaci com’è avere una passione in comune con un familiare così stretto,
perché non è una cosa che si vede di frequente.
Devo dire che è bellissimo. Possiamo passare ore a parlare di scrittura e
capita spesso che ci divertiamo a testare le nostre capacità come scrivere
racconti usando tempi diversi, narrazioni in prima o in terza persona. Come me
anche lei ama sperimentare, provare a cimentarsi con cose diverse e davvero la
scrittura in questo, regole grammaticali a parte, offre la massima libertà.
Prossimi progetti nella scrittura? Siamo curiosi (anche se io qualcosa
so, ma i lettori no).
Certo che sai. Vediamo, c’è un libro che è nelle tue mani e che dovrebbe
vedere la stampa in questi mesi, il mio primo passo serio in un genere diverso,
molto immerso nel mio territorio, nelle zone a me care, tra passato e presente,
per parlare di qualcosa che è successo e magari non tutti sanno.
Poi sto lavorando a una raccolta di racconti, utilizzando e selezionando
quello che è uscito grazie all’esperienza nel laboratorio di scrittura, una
vera fucina di idee e suggestioni. Ho deciso che saranno sì racconti, ma uniti
con un taglio da romanzo, qualcosa che spero catturi e tenga incollata
l’attenzione del lettore.
Che dire, il problema, che forse problema non è, è che scrivo tutti i
giorni qualcosa. Una storia, un prologo, un’idea che mi viene. Per ora
l’ispirazione non mi è mai mancata, anzi, forse ho così tante idee che a volte
dovrei prendermi più tempo e imparare la calma.
La scrittura mi permette di vivere talmente tante vite che considero
questa passione un vero e proprio dono.
Grazie, Tatiana, per questa interessante intervista, ma prima di salutarci voglio condividere una foto di quando sono stata ospite della Biblioteca di Pellio.
Io sono quella in mezzo alle due top model, le Vanini Sisters. 😎
Tatiana
Vanini vive a Casasco in Valle d’Intelvi ed è responsabile della Biblioteca di
Pellio (Alta Valle Intelvi), con la sorella e la madre.
Direttore editoriale dell’associazione culturale Libri e Recensioni, scrive recensioni per www.librierecensioni.com e per Thriller Café. Con Edizioni Convalle ha pubblicato “Scacco di torre per l’Ispettore Ovvius” e “L’ispettore Ovvius al Cover Book Hotel”.
Direttore editoriale dell’associazione culturale Libri e Recensioni, scrive recensioni per www.librierecensioni.com e per Thriller Café. Con Edizioni Convalle ha pubblicato “Scacco di torre per l’Ispettore Ovvius” e “L’ispettore Ovvius al Cover Book Hotel”.
https://edizioniconvalle.com/product/26386442/scacco-di-torre-per-l-ispettore-ovvius
https://edizioniconvalle.com/product/35504122/l-ispettore-ovvius-al-cover-book-hotel
Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle







