
In questi anni della nostra
conoscenza ho "scoperto" poco a poco Silvana Da Roit. Qualche anno fa aveva
iniziato a frequentare il mio laboratorio di scrittura e si vedeva già il suo
talento, ma poi quando mi aveva dato da leggere il romanzo "I tunnel di Oxilla" ho avuto la conferma che lei era già una scrittrice, si vedeva chiaramente da
come scriveva. Tant'è vero che le avevo detto: "Ma perché fai il laboratorio?
Non ne hai bisogno!".
Ma facciamoci raccontare da
lei le varie fasi del suo cammino.
Cara Silvana, sei pronta per
raccontarci tutto, ma proprio tutto? Tu sei estremamente riservata, fai finta
che nessuno ci legga e parti da quando è iniziata la tua passione con la
scrittura: come e quando?
Questa passione, al contrario
di tante persone che dicono di scrivere da sempre, è nata in epoca recente e in
modo fortuito. Io e mio marito siamo appassionati di storia locale e anni fa
abbiamo aperto un sito che tratta la storia della valle Ossola. Notando la mia
tendenza a raccontare qualcosa che andava oltre i fatti storici, lui stesso mi
ha proposto di romanzare, utilizzando il materiale che avevamo raccolto, le
vicende dei passaggi sotterranei della nostra città.
Mentre scrivevo scoprivo
il piacere della scrittura, ma nello stesso tempo mi rendevo conto di alcune
criticità, della mancanza di tecnica. Così nel 2019 mi sono iscritta al
Laboratorio di scrittura creativa di Stefania Convalle. Ricordo ancora la prima
lezione, l'emozione profonda che sentivo nell'ascoltare le sue parole. Dopo
anni mi ritrovo ancora nel laboratorio, non ci rinuncerei per nulla al mondo.
In questi anni sei cresciuta
sempre di più, affermando il tuo stile e pubblicando ben cinque romanzi, che
sono stati tutti apprezzati dai lettori e dagli addetti ai lavori. Il tuo
ultimo romanzo s'intitola "Spacco tutto", detto in senso buono: è questo
atteggiamento determinato e grintoso che ti guida?
In ogni persona convivono più
aspetti, ognuno fa da contrappeso all'altro. Io sono paziente, riflessiva,
reattiva come un cammello nella sua pacifica indolenza. Guai se non fossi anche
determinata e grintosa, capace di rivoluzionarmi, organizzarmi nel lavoro. E
per lavoro intendo anche quello della scrittura. Insomma, il mio dire Spacco
tutto è un trasformare senza distruggere.
Tu vivi a Domodossola, vicino
alle montagne.
Come si vive in Val D’Ossola e com'è la situazione dal punto di
vista culturale? Insomma: raccontaci le tue disavventure letterarie.
Le montagne ti educano alla
misura, alla pazienza, al senso del limite. E forse anche per questo la cultura
non è mai rumorosa, non fa clamore, pur essendo vive molteplici iniziative. Dal
punto di vista letterario, non è sempre facile. I luoghi piccoli hanno un
grande cuore, ma anche spazi stretti. Ci si conosce tutti, ci si osserva, e a
volte chi scrive viene visto come qualcuno che si mette in mostra, viene quindi
spontaneo cercare uno spazio istituzionale in cui organizzarsi, perdendo però
di vista quelli che erano stati gli afflati originari. Per carattere, quando mi
accorgo di avere perso la strada, mollo tutto e vado avanti per conto mio.
Giusto o sbagliato che sia, è così.
Le disavventure letterarie?
Quelle ci sono ovunque. Qui magari assumono un tono più discreto, ma non meno
pungente: porte chiuse con gentilezza, entusiasmo che dura quanto un post sui
social, oppure quella sensazione che la narrativa non di genere sia una
creatura strana, difficile da collocare. Ma io continuo a credere che proprio
da questi luoghi marginali possano nascere storie necessarie.
Il mondo letterario a volte è
cattivo. Come hai superato – se ti è capitato – gli sgarbi più o meno
importanti?
Sì, il mondo letterario sa
essere cattivo.
A volte per superficialità, per fretta, per gerarchie
invisibili. Ci sono sgarbi che arrivano con silenzi, possono essere una
risposta che non arriva, un riconoscimento che non viene dato, a volte un
giudizio espresso con leggerezza su qualcosa che per te è importante.
Come li ho superati? Non
sempre bene, almeno all'inizio. Ci ho sofferto, come chiunque. Poi però ho
capito che la scrittura non può dipendere dallo sguardo degli altri. Scrivere è
un atto solitario e insieme ostinato, continui perché non puoi farne a meno.
E poi ho imparato a fare una
cosa semplice, quella di tornare al testo. Alla pagina. È lì che si
ristabilisce tutto.
In questi anni, viste le tue
capacità, abbiamo fatto un percorso insieme per portarti a essere una
collaboratrice di Edizioni Convalle.
Cosa ti ha dato questa esperienza e cosa
ti dà, visto che ancora oggi sei un prezioso appoggio per me.
Questa esperienza mi ha dato e
dà moltissimo, non avrei mai aspirato a tanto. Prima di tutto mi ha fatto
capire che la scrittura non è solo ispirazione, ma anche lavoro, artigianato,
responsabilità. Collaborare con Edizioni Convalle significa guardare i libri
anche dall'altra parte, non solo come autrice. È un modo diverso di stare nella
letteratura, più concreto, più generoso, meno centrato su di sé.
E poi mi ha dato un senso di
appartenenza. Perché scrivere è bellissimo, ma può essere anche molto
solitario. Avere una casa editrice e un percorso condiviso è come avere una
piccola comunità di senso.
Quali generi vorresti
sperimentare, nel futuro, per le tue nuove opere?
Più che sperimentare generi
diversi, mi interessa sperimentare registri e tonalità narrative. Sono partita
dal romanzo storico e da storie legate alla mia valle, ai suoi luoghi e alle
sue memorie, spesso anche attraverso figure femminili. Con "Spacco tutto" ho
sentito però il bisogno di spostarmi, non tanto nei temi, che restano profondi
e importanti, quanto nel modo di raccontarli. Ho scoperto che anche l'ironia
può essere una forma di verità, un modo leggero e insieme incisivo per parlare
del tempo che passa, della fragilità, della vecchiaia.
Vorrei continuare così,
cercare una voce capace di unire profondità e brillantezza, leggerezza e
densità emotiva.
Quali sono i tuoi progetti
futuri? Stai scrivendo la tua prossima opera?
Sì, sto scrivendo, anche se in
questo periodo mi trovo in una fase un po' particolare, fatta di raccolta e
ripartenza.
Sto correggendo una raccolta
di racconti, anche per non perdere nulla di ciò che ho scritto e imparato in
questi anni grazie al laboratorio. Sono testi nati lungo il percorso, come
piccole tappe che meritano di trovare una forma compiuta.
E poi ho iniziato anche un
nuovo romanzo. È ancora all'inizio, in quella fase in cui la storia si muove
piano, prende fiato, si fa desiderare… Ma devo darmi una mossa, se non vorrò
finire per intitolarlo Lumachina.
E così siamo arrivati alla fine di questa bella intervista, ma prima di chiudere questo numero mi fa piacere ripercorrere qualche momento importante della tua carriera.
Partiamo dal più recente traguardo: il Marchio della Microeditoria di Qualità per il romanzo "Spacco tutto". Qui un momento della premiazione.
Al Salone di Torino 💖
Tra l'altro, ADORO quella maglietta!
Scegliere una foto tra le innumerevoli presentazioni in libreria e firma-copie è arduo, così ho scelto questa che è stata scattata a Monza, forse uno dei primi firma-copie.
Ma vogliamo parlare delle tante manifestazioni a cui ha fatto parte col suo super-accessoriato gazebo?
Che dire poi delle sue presentazioni nei borghi? Che atmosfere suggestive...
Ci sono talmente tante foto che richiederebbero un numero del Blog di sei chilometri 😂
Concludo con questa fotografia della serata finale dell'ottava edizione del Premio Letterario Dentro L'amore, che si è svolta a Domodossola e che abbiamo condotto insieme.
E qui mi fermo, ma potete vedere le tante foto
sul profilo Facebook di Silvana.
💖
Biografia di Silvana Da Roit
Silvana Da Roit nasce nel 1960 a
Domodossola, nella provincia del Verbano Cusio Ossola. Dal 2015 scrive articoli
sul sito I racconti del viandante, storie della valle Ossola per parlare della sua
terra. Segue il Laboratorio di Scrittura Creativa di Stefania Convalle dal
2019, entrando poi a far parte del Team che affianca l’editrice.
Partecipa a due edizioni del Premio Letterario “Dentro l’amore” ottenendo buoni
piazzamenti tra i finalisti. Ha pubblicato nel 2020 “I tunnel di Oxilla”, nel
2021 “Niente come prima”, nel 2022 “La scatola di latta” e nel 2023 “Ho contato
fino a Cento”, editi da Edizioni Convalle; co-autrice, inoltre, dell’opera “La
vita in uno scatto”. Ha partecipato a opere a scopo benefico, insieme ad altri
autori. “Spacco tutto” è il suo quinto romanzo (2024) che si è aggiudicato il Marchio della Microeditoria di Qualità nel 2025.
https://edizioniconvalle.com/product/25219806/i-tunnel-di-oxilla-978-88-85434-54-7
https://edizioniconvalle.com/product/25219826/niente-come-prima
https://edizioniconvalle.com/product/25219850/la-scatola-di-latta
https://edizioniconvalle.com/product/28506893/ho-contato-fino-a-cento
https://edizioniconvalle.com/product/33745395/spacco-tutto
💝
Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle
Grazieeee
RispondiEliminaSilvana