lunedì 16 febbraio 2026

Numero 493 - Conosciamo meglio Silvana Da Roit, concorrente di 800 Metri di Parole - 16 Febbraio 2026


 

In questi anni della nostra conoscenza ho "scoperto" poco a poco Silvana Da Roit. Qualche anno fa aveva iniziato a frequentare il mio laboratorio di scrittura e si vedeva già il suo talento, ma poi quando mi aveva dato da leggere il romanzo "I tunnel di Oxilla" ho avuto la conferma che lei era già una scrittrice, si vedeva chiaramente da come scriveva. Tant'è vero che le avevo detto: "Ma perché fai il laboratorio? Non ne hai bisogno!".
Ma facciamoci raccontare da lei le varie fasi del suo cammino.
 
Cara Silvana, sei pronta per raccontarci tutto, ma proprio tutto? Tu sei estremamente riservata, fai finta che nessuno ci legga e parti da quando è iniziata la tua passione con la scrittura: come e quando?
 
Questa passione, al contrario di tante persone che dicono di scrivere da sempre, è nata in epoca recente e in modo fortuito. Io e mio marito siamo appassionati di storia locale e anni fa abbiamo aperto un sito che tratta la storia della valle Ossola. Notando la mia tendenza a raccontare qualcosa che andava oltre i fatti storici, lui stesso mi ha proposto di romanzare, utilizzando il materiale che avevamo raccolto, le vicende dei passaggi sotterranei della nostra città. 
Mentre scrivevo scoprivo il piacere della scrittura, ma nello stesso tempo mi rendevo conto di alcune criticità, della mancanza di tecnica. Così nel 2019 mi sono iscritta al Laboratorio di scrittura creativa di Stefania Convalle. Ricordo ancora la prima lezione, l'emozione profonda che sentivo nell'ascoltare le sue parole. Dopo anni mi ritrovo ancora nel laboratorio, non ci rinuncerei per nulla al mondo.
 
In questi anni sei cresciuta sempre di più, affermando il tuo stile e pubblicando ben cinque romanzi, che sono stati tutti apprezzati dai lettori e dagli addetti ai lavori. Il tuo ultimo romanzo s'intitola "Spacco tutto", detto in senso buono: è questo atteggiamento determinato e grintoso che ti guida?
 
In ogni persona convivono più aspetti, ognuno fa da contrappeso all'altro. Io sono paziente, riflessiva, reattiva come un cammello nella sua pacifica indolenza. Guai se non fossi anche determinata e grintosa, capace di rivoluzionarmi, organizzarmi nel lavoro. E per lavoro intendo anche quello della scrittura. Insomma, il mio dire Spacco tutto è un trasformare senza distruggere.
 
Tu vivi a Domodossola, vicino alle montagne. 
Come si vive in Val D’Ossola e com'è la situazione dal punto di vista culturale? Insomma: raccontaci le tue disavventure letterarie.
 
Le montagne ti educano alla misura, alla pazienza, al senso del limite. E forse anche per questo la cultura non è mai rumorosa, non fa clamore, pur essendo vive molteplici iniziative. Dal punto di vista letterario, non è sempre facile. I luoghi piccoli hanno un grande cuore, ma anche spazi stretti. Ci si conosce tutti, ci si osserva, e a volte chi scrive viene visto come qualcuno che si mette in mostra, viene quindi spontaneo cercare uno spazio istituzionale in cui organizzarsi, perdendo però di vista quelli che erano stati gli afflati originari. Per carattere, quando mi accorgo di avere perso la strada, mollo tutto e vado avanti per conto mio. Giusto o sbagliato che sia, è così.
Le disavventure letterarie? Quelle ci sono ovunque. Qui magari assumono un tono più discreto, ma non meno pungente: porte chiuse con gentilezza, entusiasmo che dura quanto un post sui social, oppure quella sensazione che la narrativa non di genere sia una creatura strana, difficile da collocare. Ma io continuo a credere che proprio da questi luoghi marginali possano nascere storie necessarie.
 
Il mondo letterario a volte è cattivo. Come hai superato – se ti è capitato – gli sgarbi più o meno importanti?
 
Sì, il mondo letterario sa essere cattivo. 
A volte per superficialità, per fretta, per gerarchie invisibili. Ci sono sgarbi che arrivano con silenzi, possono essere una risposta che non arriva, un riconoscimento che non viene dato, a volte un giudizio espresso con leggerezza su qualcosa che per te è importante.
Come li ho superati? Non sempre bene, almeno all'inizio. Ci ho sofferto, come chiunque. Poi però ho capito che la scrittura non può dipendere dallo sguardo degli altri. Scrivere è un atto solitario e insieme ostinato, continui perché non puoi farne a meno.
E poi ho imparato a fare una cosa semplice, quella di tornare al testo. Alla pagina. È lì che si ristabilisce tutto.
 
In questi anni, viste le tue capacità, abbiamo fatto un percorso insieme per portarti a essere una collaboratrice di Edizioni Convalle. 
Cosa ti ha dato questa esperienza e cosa ti dà, visto che ancora oggi sei un prezioso appoggio per me.
 
Questa esperienza mi ha dato e dà moltissimo, non avrei mai aspirato a tanto. Prima di tutto mi ha fatto capire che la scrittura non è solo ispirazione, ma anche lavoro, artigianato, responsabilità. Collaborare con Edizioni Convalle significa guardare i libri anche dall'altra parte, non solo come autrice. È un modo diverso di stare nella letteratura, più concreto, più generoso, meno centrato su di sé.
E poi mi ha dato un senso di appartenenza. Perché scrivere è bellissimo, ma può essere anche molto solitario. Avere una casa editrice e un percorso condiviso è come avere una piccola comunità di senso.
 
Quali generi vorresti sperimentare, nel futuro, per le tue nuove opere?

Più che sperimentare generi diversi, mi interessa sperimentare registri e tonalità narrative. Sono partita dal romanzo storico e da storie legate alla mia valle, ai suoi luoghi e alle sue memorie, spesso anche attraverso figure femminili. Con "Spacco tutto" ho sentito però il bisogno di spostarmi, non tanto nei temi, che restano profondi e importanti, quanto nel modo di raccontarli. Ho scoperto che anche l'ironia può essere una forma di verità, un modo leggero e insieme incisivo per parlare del tempo che passa, della fragilità, della vecchiaia.
Vorrei continuare così, cercare una voce capace di unire profondità e brillantezza, leggerezza e densità emotiva.
 
Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai scrivendo la tua prossima opera?
 
Sì, sto scrivendo, anche se in questo periodo mi trovo in una fase un po' particolare, fatta di raccolta e ripartenza.
Sto correggendo una raccolta di racconti, anche per non perdere nulla di ciò che ho scritto e imparato in questi anni grazie al laboratorio. Sono testi nati lungo il percorso, come piccole tappe che meritano di trovare una forma compiuta.
E poi ho iniziato anche un nuovo romanzo. È ancora all'inizio, in quella fase in cui la storia si muove piano, prende fiato, si fa desiderare… Ma devo darmi una mossa, se non vorrò finire per intitolarlo Lumachina.

E così siamo arrivati alla fine di questa bella intervista, ma prima di chiudere questo numero mi fa piacere ripercorrere qualche momento importante della tua carriera. 


Partiamo dal più recente traguardo: il Marchio della Microeditoria di Qualità per il romanzo "Spacco tutto". 
Qui un momento della premiazione.

 



Al Salone di Torino 💖 
Tra l'altro, ADORO quella maglietta!


Scegliere una foto tra le innumerevoli presentazioni in libreria e firma-copie è arduo, così ho scelto questa che è stata scattata a Monza, forse uno dei primi firma-copie.

Ma vogliamo parlare delle tante manifestazioni a cui ha fatto parte col suo super-accessoriato gazebo?


Che dire poi delle sue presentazioni nei borghi?
Che atmosfere suggestive...


Ci sono talmente tante foto che richiederebbero 
un numero del Blog di sei chilometri 😂

Concludo con questa fotografia della serata finale dell'ottava edizione del Premio Letterario Dentro L'amore, che si è svolta a Domodossola e che abbiamo condotto insieme.




E qui mi fermo, ma potete vedere le tante foto 
sul profilo Facebook di Silvana.

💖

Biografia di Silvana Da Roit

Silvana Da Roit nasce nel 1960 a Domodossola, nella provincia del Verbano Cusio Ossola. Dal 2015 scrive articoli sul sito I racconti del viandante, storie della valle Ossola per parlare della sua terra. Segue il Laboratorio di Scrittura Creativa di Stefania Convalle dal 2019, entrando poi a far parte del Team che affianca l’editrice. Partecipa a due edizioni del Premio Letterario “Dentro l’amore” ottenendo buoni piazzamenti tra i finalisti. Ha pubblicato nel 2020 “I tunnel di Oxilla”, nel 2021 “Niente come prima”, nel 2022 “La scatola di latta” e nel 2023 “Ho contato fino a Cento”, editi da Edizioni Convalle; co-autrice, inoltre, dell’opera “La vita in uno scatto”. Ha partecipato a opere a scopo benefico, insieme ad altri autori. “Spacco tutto” è il suo quinto romanzo (2024) che si è aggiudicato il Marchio della Microeditoria di Qualità nel 2025.



https://edizioniconvalle.com/product/25219806/i-tunnel-di-oxilla-978-88-85434-54-7



https://edizioniconvalle.com/product/25219826/niente-come-prima



https://edizioniconvalle.com/product/25219850/la-scatola-di-latta



https://edizioniconvalle.com/product/28506893/ho-contato-fino-a-cento



https://edizioniconvalle.com/product/33745395/spacco-tutto

💝

 Alla prossima
dalla vostra 
Stefania Convalle



 

 



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