sabato 20 novembre 2021

Numero 392 - Parlo di me: Milena Mutti - 20 Novembre 2021






 

Parlo di me… 

Caspita non è così facile, dovrei scrivere due puntate diverse di quel film sorprendente che è la vita: “Chi ero io?” e “Chi sono io?”. 

Fra le due puntate c’è una netta linea di demarcazione, un evento inaspettato che ha segnato la fine di una vita tranquilla, sicura, e l’inizio di una nuova vita tutta in salita, una salita che sto affrontando con cautela, incertezza e umiltà, stando attenta a non lasciarmi sopraffare dalle vertigini, e cadere giù.

Nelle mie vene scorre sangue montano, ho trascorso un’infanzia spensierata e allegra tra giochi all’aria aperta, bambole, gatti e corse in bicicletta. Ho studiato in collegio dalle suore, protetta e guidata da regole ferree, e da lì sono passata con naturale curiosità ed entusiasmo a vivere in città, condividendo un minuscolo appartamento con alcune compagne di università, con pochi soldi e tanti sogni. Ho sempre amato lo studio in generale, la musica, il nuoto e gli sport di montagna, la natura e gli animali tutti. In una seconda vita – magari! – vorrei lavorare come zoologa e girare il mondo studiando e curando le specie animali in pericolo. Sono cresciuta credendo fermamente nell’amicizia e in generale nei sentimenti veri e profondi che legano e collegano gli esseri viventi, e questi al mondo infinito e misterioso di cui facciamo parte. Ho sempre cercato di vedere il lato positivo della vita e delle persone, e di essere ottimista e fiduciosa anche di fronte alle delusioni e alle esperienze dolorose: guarì guarì guarirà, se non guarisce oggi guarirà domani, dicevano le nonne quando ci facevamo la “bua”, no?  Ecco,  questo è sempre stato in un certo senso il mio motto vincente.

Ma poi sul più bello, nel mezzo del cammin di nostra vita, succede l’evento inaspettato e irreparabile; la strada pianeggiante e luminosa diventa all’improvviso ripida e buia, e inizia la seconda puntata della mia vita. E decido che quel motto non mi piace più, che la nonna mi ha detto una bugia, o che la mia “bua” è un po’ troppo profonda per essere guarita dalla magia di una filastrocca. 

E allora come faccio a difendermi, a scalare il pendio, a non lasciarmi cadere? 

Devo indossare una giacca a vento bella pesante, agganciare i ramponi agli scarponi, imbragarmi per bene, aggrapparmi agli appigli lungo la parete scoscesa, guardare avanti, almeno con un occhio, e procedere pian piano. Uno dei ganci a cui mi affido d’istinto si chiama scrittura, inizio a scrivere pensieri, lettere, e soprattutto poesie, che sgorgano spontanee dal profondo della mia anima e mi regalano un po’ di pace e compagnia. Nasce così la mia opera prima, che fotografa con spietata sincerità la fase dell’esistenza in cui mi trovo ora: la silloge “Il Sole che tramontò a Est”, dove il Sole è un figlio, l’Est sono i suoi 18 anni e il tramonto è la fine del suo viaggio. 

Sono quindi una poetessa per caso, ma chissà, forse il caso mi porterà a scrivere ancora,  la vita resta pur sempre un film sorprendente.

Milena Mutti




E ora la parola all'editrice...


Ricordo che un giorno mi arrivò da valutare per la pubblicazione una silloge poetica. Era quella di Milena Mutti.

Ricordo anche che Milena mi raccontava la sua storia di madre e le sue parole mi toccarono il cuore. Leggere le sue poesie è stato - ed è ogni volta che lo faccio anche adesso - una botta al cuore. Ogni verso trasuda di vita vera, emozioni vere, dolore vero. E lei, che si è trovata a rifugiarsi nella Poesia per motivi diversi da qualsiasi spinta creativa fine a sé stessa, ha composto liriche che mi fanno dire che è una vera e grande poetessa.

La Poesia percorre strade molto strane, a volte.

Nel suo caso la Via è stata ed è dolorosa, ma la Poesia - a volte - è anche una cura per l'anima. E voglio pensare che sia questo il caso.

Dopo qualche mese di conflitti personali, se fosse giusto o no farlo, Milena ha deciso di portare a termine questo progetto editoriale ed è uscito "Il Sole che tramontò a Est".


Personalmente nutro una grande ammirazione per Milena, per la sua forza e il suo coraggio. Donna con una grande dignità, combatte ogni giorno il suo personale dolore, ma credo abbia preso la strada giusta, quella di parlarne e di portare in giro la storia di suo figlio e di lei, mamma, che lo cerca ogni giorno.

E sono sicura che è dentro la Poesia che lo potrà trovare, a ogni alba, a ogni tramonto.

Un libro da leggere perché ha tanto da insegnarci, in quanto si va oltre la storia personale: le liriche assumono un significato universale, sul senso della vita e sulla forza dell'amore. Una poetessa, Milena, che si mette a nudo e questo ce la fa amare ancora di più.




Alla prossima

dalla vostra

Stefania Convalle








martedì 9 novembre 2021

Numero 391 - Chi ti credi di essere? - 9 Novembre 2021


In una bella giornata d'estate una mia carissima amica, Tania Mignani, mi ha regalato un libro: "Chi ti credi di essere?" di Alice Munro.
Quando l'ho aperto, ho letto la sua dedica che mi ha toccato il cuore.
Per questi due motivi - chi me l'ha regalato e la dedica - ho amato e amo questa opera a prescindere.






Felice, ho iniziato a leggere l'opera di questa scrittrice famosa e premiata con il Nobel nel 2013, piena di curiosità.

Devo dire che la cosa che mi ha lasciata perplessa è che si parla di questa opera come di una raccolta di racconti dove il filo conduttore è dato dal titolo: chi ti credi di essere? 
Amo i racconti e ho letto il primo, ma quando ho proseguito  mi sono resa conto che la storia proseguiva nel secondo, nel terzo e così via, perché si narra della vita di Rose, la protagonista, da quando è ragazzina. 
Quindi la prima cosa che mi sento di dire è che quello che ho letto è un romanzo. 

Mentre leggevo, pagina dopo pagina, continuavo a domandarmi se questa scrittrice fosse o no nelle mie corde. E pensavo a cosa avrei potuto scrivere in un'eventuale recensione, perché trattasi comunque di Premio Nobel.

Poi, una sorta di illuminazione mi ha servito la soluzione a questo dilemma.

Leggere questo romanzo è stato come uscire a bere un caffè con una vecchia amica, una persona che parla bene, magari - a tratti - un po' logorroica ;-) ma che riesce in qualche modo a coinvolgerti nelle vicende della sua vita.
Mi sono proprio vista seduta in qualche caffetteria, ad ascoltare le vicissitudini, le confidenze, le paure, le insicurezze, i sogni, di questa ipotetica amica.
Mi sono anche vista, a dire il vero, perdermi nelle sue chiacchiere quando i nomi diventavano tanti da ricordare, o quando lei infarciva di dettagli a volte inutili i racconti, perdendo un po' il filo del discorso, o forse farlo perdere solo a me che sorseggiavo il caffè...
Però è un'amica alla quale ti affezioni, con la quale condividi stati d'animo e quel senso di ricerca dello scopo della vita, in un perenne peregrinare nella propria esistenza. 
A volte avrei voluto dirle: Ehi, non divagare, mi sto perdendo! Oppure: Ma adesso chi è tizio o caio, mi stai confondendo!

Ecco, leggere questo romanzo è stato così. Pagine che mi hanno attratta, pagine che mi hanno annoiata. Però ho avuto anche l'impressione che l'autrice si sia parecchio divertita a scrivere questa opera, non perché ci sia qualcosa da ridere, ma perché si avverte che la penna scorreva libera, come se scrivesse per raccontare la sua storia senza crearsi il minimo problema se il lettore, poi, si sarebbe perso in qualche strada laterale delle vicende narrate.

La conquista del mio cuore di lettrice non c'è stata, devo essere sincera, ma è rimasta la curiosità di leggere qualche sua successiva opera, anche solo per capire se lo stile ha subito qualche evoluzione sposando un concetto per me sacro non una parola di più non una parola di meno di quanto serve. Credo, infatti, che se ci fosse stato un leggero alleggerimento, tutto si sarebbe arricchito di maggiore pathos ed emozione, cioè di quegli ingredienti che lasciano il segno in chi legge. Almeno così la penso io.

Insomma, il Nobel a questo giro lo darei senza se e senza ma a Tania e alla dedica che ha scritto per me.
(E non scherzo).

E già che ci siamo dico anche che Tania Mignani scrittrice non ha niente di meno.
Provare per credere.





Alla prossima 
dalla vostra
Stefania Convalle



















 

domenica 17 ottobre 2021

Numero 390 - Risultati della Sesta Edizione del Premio Letterario "Dentro l''amore" - 17 ottobre 2021


Si è svolta ieri sera, 16 ottobre 2021, la finale della sesta edizione del Premio Letterario "Dentro l'amore". Anche quest'anno abbiamo dovuto optare per una finale on line, in diretta, dalla Pagina di Edizioni Convalle di Facebook.

Chi la vuole guardare nella sua interezza, anche perché è stata una serata dove l'emozione ha bucato lo schermo, come si dice, può farlo: ecco il link di riferimento.

https://www.facebook.com/solobelleopere/videos/386628466487089


Intanto, però ve la racconto un po', mentre comunico i risultati finali delle varie sezioni.

Come vedete dalla foto in alto, non ero sola a gestire questa maratona in video ;-) Il regista era il mio cagnolino Pepe :-) Ma si è stancato presto ed è andato a dormire nella sua cuccia :-D

Al mio fianco, come sempre, Giuseppe Murru, che mi ha supportato come tecnico del suono, musiche e stacchetti vari, applausi e chi più ne ha più ne metta, come anche i nostri tipici siparietti modello "Sandra e Raimondo", ma ci vengono proprio spontanei, siamo così anche nella vita di tutti i giorni!

Intanto voglio fare un cappello dicendo alcune cose.

In primis, voglio di nuovo ringraziare la giuria che mi ha seguita in questa ennesima avventura, dedicando tempo e attenzione a tutti gli elaborati arrivati e alle fotografie in gara. In collegamento telefonico Emma Barberis, giurata che mi accompagna dalla prima edizione del lontano 2015, ha fatto delle belle considerazioni su questa edizione del premio. Anche lei emozionata, come tutti noi, ha condiviso con me tutto il percorso, un tassello in più nella nostra "storica" amicizia. 


Grazie, dunque a tutta la giuria al completo:

Assessore alla cultura Massimiliano Longo

Francesco Meccariello

Nello Vangelisti

Valentina Severgnini

Valeria Gatti

Andrea Loddo

Emma Barberis

Rossana Usai

Un altra cosa da dire, che dico sempre in qualsiasi competizione si sia coinvolti, è che l'importante è mettersi in gioco, condividere una passione comune, al di là del risultato.

Quindi complimenti a tutti coloro che hanno partecipato a questa edizione! 

Ora andiamo a vedere per ogni sezione com'è andata.

Sezione A  - Il primo capitolo

Lo scopo della sezione era valutare, oltre la buona scrittura, la capacità di incuriosire il lettore con un incipit degno di nota e coinvolgente, che invitasse a voltare la pagina.

Cominciamo ricordando coloro che hanno ottenuto la Menzione Speciale, da me assegnate in accordo con Emma Barberis.

Cinzia Baroni con Tigli

Daniela  Nicoletti con La verità arriva da lontano

Emanuela Carmelita Tomiato con 1804

Pinuccia Sassone con Il pugnale nel petto

E adesso vediamo come si sono classificati i finalisti dal 10° al 4° posto: 

10° Tania Mignani con La scimmia urlatrice

  9° Corrado D'Angelo con Baracoa

  8° Maria Rita Sanna con I tamburi

  7° Laura Scartabelli con Le spinte del cuore

  6° Martina Campagnolo con A piccoli passi tra le radici

  5° Elena Caio con William

  4° Laura Tarchetti con L’ora d’aria

Il podio:

  3° Simonetta Grassi con Incipit senza titolo

  2° Barbara Galimberti con Anna

   1° Giulia Landini con Casa Mia

Ecco la vincitrice! (Mentre aspettavo il verdetto ;-) )

§§§

Passiamo alla sezione B - Le interviste impossibili

Da un'idea nata nei laboratori di scrittura che conduco, dove oltre a praticare tanto la scrittura, studiamo la letteratura, cosa fondamentale per chi scrive. Uno dei modi che mi sono inventata ;-) è far svolgere le interviste impossibili, interviste immaginarie ai grandi protagonisti del mondo dell'arte in tutte le sue forme. Ho voluto dunque proporre questo esperimento anche nel Premio Letterario e devo dire che la risposta è stata ottima. Sono arrivate tante interviste, tutte diverse e belle. Così ho deciso di fare una pubblicazione a parte, un'opera che le conterrà tutte, comprese quelle che hanno ottenuto menzioni e le finaliste. 
Vi mostro quella che sarà la copertina. Non so dire con esattezza quando l'opera sarà disponibile all'acquisto - il lavoro è tantissimo - ma lo scoprirete seguendo la Pagina di Edizioni Convalle su Facebook o il sito www.edizioniconvalle.com


Grazie al fotografo Claudio Bosi che ha ideato per noi questa immagine inserita nella copertina.

E ora ricordiamo coloro che hanno ottenuto la Menzione Speciale:

Silvana Da Roit con intervista a Simone de Beauvoir

Giusi Li Vecchi con intervista a Vivian Maier

Adelia Rossi con intervista a Anna Magnani

E adesso vediamo come si sono classificati i finalisti dal 10° al 4° posto: 

10° Giovanna Agata Lucenti con intervista a Hemingway

  9° Simonetta Grassi con intervista a Miss Loie Fuller

 8° Alessandra D'Angella con intervista a James Morrison

  7° Giulia Landini con intervista a Hitchcock

  6° Martina Campagnolo con intervista a Italo Svevo

  5° Stefano Buzzi con intervista a Jim Morrison

 4° Emanuela Carmelita Tomiato con intervista a Claude Monet

Il Podio:


3° Federica Madeddu con intervista a Bukowski

2° Tiziana Mazza con intervista a Hitchcock

1° Elena Caio con intervista a Bukowski

Bukowski stremato dopo l'intervista con Elena Caio :-D

§§§

Occupiamoci ora di una sezione molto particolare:

Sezione C - Lettera a un angelo o a qualcuno che non c'è più

Questa è una sezione nata per dare la possibilità di scrivere una lettera a un angelo o a qualcuno a noi caro che non è più nella nostra vita terrena. Una sezione dove ci voleva coraggio e tanto tanto tanto cuore. L'emozione arrivata leggendo le lettere è stata enorme e devo dire che, ieri sera, ho fatto fatica a non farmi sopraffare dalla commozione mentre leggevo le tre lettere finaliste. 

Una classifica si doveva fare, ma forse, in questa sezione - come mi diceva Tania Mignani questa mattina - hanno vinto tutti, tutti coloro che hanno avuto il coraggio di mettere nero su bianco quello che avevano nel cuore. Ed è vero.

Ricordiamo i nomi di coloro che hanno ricevuto la Menzione Speciale per la loro lettera:

Giulia Landini

Pinuccia Sassone

Carmine Scavello

E adesso vediamo come si sono classificati i finalisti dal 10° al 4° posto: 

10° Giovanna Agata Lucenti

  9° Maria Rita Sanna

  8° Laura Scartabelli

  7° Silvana Da Roit

  6° Roberta Dall'Osto

  5° Andrea Giulia Folli

  4° Martina Campagnolo

Il Podio:

3° Milena Mutti con Lettera a un angelo che non c'è più
2° Tania Mignani con Lettera a rovescio
1° Valter Manunza con Star Tac


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Sezione D: Fotografia

La fotografa Rossana Usai ha guardato sotto tutte le angolazioni le fotografie in gara e alla fine ha deciso per cinque finaliste. Vediamo la classifica finale.

Al 3° posto, a pari merito:
Giusy Li Vecchi
Maria Rita Sanna
Daniela Unali

Al 2° posto:
Tiziana Mazza

E al 1° posto la foto di Carmine Scavello

Il premio di questa sezione era la copertina dell'Antologia di questa edizione.
Ecco a voi, dunque, la copertina!


Tutte le foto finaliste saranno presenti nell'antologia.

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Sezione E - Raccontami la tua città

Ho inserito questa sezione per fare una sorta di Giro d'Italia tra i luoghi di nascita o di adozione dei concorrenti. Il racconto doveva contenere cenni del luogo dove si svolgeva la vicenda. Ne è uscito un quadro variopinto e coinvolgente della nostra bella Italia.

E ora ricordiamo coloro che hanno ottenuto la Menzione Speciale:

Luigi Besana

Adelia Rossi

Laura Sala

E adesso vediamo come si sono classificati i finalisti dal 10° al 4° posto: 

10° Elena Caio

  9° Federica Madeddu

  8° Stefano Buzzi

  7° Giovanna Agata Lucenti

  6° Cinzia Trovato

  5° Claudia Gabrieli

  4° Silvana Da Roit

Il podio: 


3° Alessandra D'Angella con Terra Madre

2° Elisabetta Motta con Mia bella Roma

1° Barbara Galimberti con Cara Milano


§§§

Sezione F - Haiku

In questa edizione ho voluto dare spazio alla forma poetica degli Haiku che amo tantissimo per la loro eleganza, essenza, e che ci fanno capire che non conta la quantità delle parole ma la scelta di ognuna di esse per creare dei piccoli capolavori.

E ora ricordiamo coloro che hanno ottenuto la Menzione Speciale:

Giovanna Agata Lucenti

Christian Polli

Carmine Scavello

Adelia Rossi

E adesso vediamo come si sono classificati i finalisti dal 10° al 4° posto: 

10° Emanuela Carmelita Tomiato

  9° Cinzia Baroni

  8° Claudia Gabrieli

  7° Maria Rita Sanna

  6° Roberta Crepaldi

  5° Maria Grazia Conti

  4° Luigi Besana

Il podio:


3° Elisabetta Motta

2° Francesco De Sabata

1°  Martina Campagnolo


Haiku di Mario Chini

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Ultima sezione, la F - Letteratura e Cibo

Ho voluto introdurre questa categoria perché amo il cibo :-D e non sono l'unica ;-) infatti nella prosa spesso troviamo protagonisti che mangiano.  Mi piaceva proporre una sezione dove il cibo fosse qualcosa di più: uno dei protagonisti, per esempio. Ma anche dare la possibilità all'autore di guardare il cibo da diverse angolazioni: quando è piacere, quando è consolazione, quando è privazione o abbondanza, quando è patologia. Leggere i racconti è stato un viaggio in questo mondo che ha coinvolto, divertito e commosso.

E ora ricordiamo coloro che hanno ottenuto la Menzione Speciale:

Maria Elisabetta Ancarani

Maria Grazia Conti

Giulia Landini

E adesso vediamo come si sono classificati i finalisti dal 10° al 4° posto: 

10° Cinzia Zerba con La regoletta

  9° Emanuela Carmelita Tomiato con Riso

  8° Cinzia Baroni con Avanti vita

   7° Luigi Besana con La vigilia

   6° Giuliana Degl'Innocenti con L’approdo dei sogni

   5° Miriam Donati con La caseoula spiegata a mia nipote

   4° Camilla Terso con Cuoco di comunità

Il Podio: 

3° Claudia Gabrieli con Banchetto nuziale

2° Riccardo Simoncini con La fiamma del mandarino

1° Maria Rita Sanna con Polvere


Maria Rita Sanna, la vincitrice

Un finale che è la festa del cuore, perché così ha sempre scritto Maria Rita Sanna. Un esempio di costanza, impegno, tanto cuore e mai una volta si è montata la testa, nonostante i tanti riscontri nella sua carriera. 

E poi, in qualche modo, quella bandiera della Sardegna ci unisce per tanti motivi, fin dalla prima volta che me la donò sul palco a una finale in teatro. E ieri sera, durante la telefonata che le ho fatto, mi ci sono avvolta dentro.

Premio letterario 2017 in teatro

e ieri mi ci sono avvolta durante la telefonata a Maria Rita.



Insomma, tra un'emozione e l'altra siamo quasi arrivati alla fine.
Ricordo che i primi classificati hanno vinto un gioiello Morellato (a parte Carmine Scavello che vince la presenza della sua foto in copertina!).



I secondi e terzi classificati di ogni sezione vincono, rispettivamente, un buono sconto del valore di 30 euro e di 20 euro per l'acquisto di opere Edizioni Convalle, sconto calcolato sul prezzo di copertina e quindi non cumulabile con altri sconti. L'antologia del Premio, però, non è soggetta a sconti e quindi non può essere ordinata utilizzando il buono.
A tutti i finalisti  e a chi ha ricevuto la menzione verrà inviata la pergamena, appena saranno pronte, insieme (per i primi tre classificati) alle note critiche firmate da Emma Barberis e Rossana Usai.

Vi ricordo che l'antologia del premio sarà a tiratura limitata, quindi provvedete ad effettuare il vostro ordine scrivendomi in privato.
Nell'antologia saranno presenti tutte le opere relative alle menzioni e ai finalisti, comprese le foto, TRANNE le interviste impossibili che saranno tutte raccolte nella pubblicazione LE INTERVISTE IMPOSSIBILI in programma a breve.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito nella diretta per tutta la sua durata, condividendo con me ogni più piccola emozione.
Stamattina Tania Mignani ha detto: abbiamo vinto tutti, hai vinto tu.
E condivido il suo pensiero.
Fino a quando la scrittura sarà una cosa pulita in un mondo editoriale fatto di squali e arrivisti, credo che potremo dire di aver vinto.
Alla prossima edizione!


Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle



domenica 12 settembre 2021

Numero 389 - Matthew McConaughey, Greenlights - 12 Settembre 2021


Nelle mie scorribande in libreria mi sono imbattuta in questo libro. Mi ha subito colpito, forse per la copertina, forse perché mi piace l'attore, forse per il titolo.

Non lo so.

Ma l'ho comprato e l'ho iniziato. Dapprima con qualche riserva, che potremmo anche definire puzza sotto il naso. A volte siamo un po' snob nei confronti di autori che non arrivano direttamente dalla letteratura ma li conosciamo per altri motivi. Lui è famoso come attore, ma di tutto quello che c'è dietro - la sua storia - non ne sappiamo nulla.

Non è una semplice autobiografia, è molto di più.

Vi dico solo che me lo sono mangiato. Un libro che mi ha ipnotizzato e vorrei riuscire a trasmettervi le tante cose che ho trovato.

Ci provo.

Conosco Matthew McConaughey prevalentemente per la commedie romantiche, all'americana, quei film che guardi quando vuoi rilassarti e sorridere. Mi piacciono e trovo che lui sia un bravo attore. La sua interpretazione più bella e toccante, basandomi su quello che ho visto, l'ha offerta nel film Interstellar: come dimenticare alcune scene di grande intensità, una su tutte quando rivede la figlia ormai vecchia, al suo ritorno dallo Spazio. Struggente.

Ma qui, nel libro, ho trovato un scrittore dalla penna brillante, che ci racconta della sua vita fin dall'adolescenza nell'America rurale e operaia, forse quella parte meno conosciuta. Quando si pensa agli Stati Uniti si pensa a New York, alle grandi città, ma in realtà quella più vera è forse quella delle pianure, dei deserti, dei grandi spazi disseminati di località dove la vita di provincia è ben diversa da quella delle metropoli. Lui nasce lì e ci presenta la vita di un americano medio, figlio di una coppia che deve sbarcare il lunario, a tratti con momenti sopra le righe (secondo me) come metodo educativo a suon di bastonate. 

Ma non c'è traccia di risentimento nelle sue parole quando parla del padre, anzi, quasi lo ringrazia per quello che gli ha insegnato. Come diventare un uomo.

Ed è proprio l'uomo che lui racconta. Parla della sua vita e lo fa con una penna che richiama quella di John Fante, con il suo sguardo ironico sulla vita, ma ricorda anche quella di Carver nel descrivere la provincia americana con un occhio che sfocia nel cinismo.

Matthew si racconta, ci racconta, e lo scopriamo poeta, filosofo, scrittore.

Mostra le sue debolezze e le sue fragilità di fronte al successo, alla determinazione per raggiungerlo, ma al disorientamento quando all'improvviso la sua vita non è più solo sua, ma diventa quasi dei suoi fans.

"Di un'onesta incrollabile e di una schiettezza eccezionale, Greenlights ci invita a confrontarci con le lezioni che Matthew McConaughey ha imparato nel corso della propria vita, e a scoprire che il punto non è vincere, ma capire." 

Così definisce l'opera Mark Manson e mi trova d'accordo. (Adesso gli telefono e glielo dico ;-) ). Leggendo la vita dell'attore, ci confrontiamo con le sue esperienze che diventano in qualche modo universali, perché le paure, i dubbi, le domande, la ricerca delle risposte, sono quelle di tutti gli esseri umani che vivono la vita con intensità, mettendosi in gioco, lottando, stringendo i denti o gettando la spugna. Ed allora ecco che traiamo ispirazione e una nuova visione di fronte al viaggio che tutti cominciamo al momento della nascita.

Affascinanti i suoi greenlights, i semafori verdi che incontriamo sulla strada dell'esistenza, che sono le occasioni fortunate, quelle buone, rappresentate da circostanze ad hoc, incontri giusti. Ma ci sono anche i semafori gialli e rossi, e attraverso i momenti bui e difficili che il protagonista affronta, impariamo che anche questi ci offrono una grande occasione di crescita personale, sempre che si sia capaci di guardare dentro sé stessi; possono diventare anch'essi greenlights.

E così, percorrendo le strade sterrate e le autostrade che si presentano davanti a noi, impariamo a cavalcare l'onda, ma anche a fermarsi a meditare. 

"Uno spirito libero ma profondo, uno che decide di andarsene in giro in camper quando è al culmine della fama, o che si ritira in meditazione quando la vita gli sembra troppo facile." (Rolling Stone)

Tanti, i bei passaggi di questo libro. Sia quando racconta episodi della sua vita, sia quando riporta il contenuto di pagine di diario o appunti scritti su post.it.

Come, per esempio, quando racconta di una certa parte in un film che lui voleva a tutti i costi, quando ancora faceva la gavetta, alla sua determinazione nel cercare di convincere il regista ad affidargliela. Alla fine viene convocato per il provino.

Eccolo qui:

"Una macchina nera passò a prendermi alle undici del mattino per portarmi allo studio di Fairfax. Sul posto c'erano già una truccatrice, una costumista, un direttore della fotografia e una troupe di una trentina di persone. Verso l'una entrai sul set, un'aula di tribunale con dodici attori seduti sui banchi della giuria. Ero nervoso, ma preparato. Tutti fecero silenzio e presero posto.

«Quando sei pronto cominciamo, Matthew» disse Joel.

Feci un respiro profondo e pronuncia l'arringa conclusiva esattamente com'era scritta nella sceneggiatura, fino all'ormai classica battuta finale: «E ora immaginate che sia bianca.»

Fui bravo, non grandioso. Mi ero ricordato tutte le battute, avevo fatto le pause giuste, mi ero preso il mio tempo e avevo raccontato bene la storia. Passabile, certo, ma niente di speciale.

«Sei stato grande, Matthew» disse Joel. «Adesso però dimentica la sceneggiatura e di' quello che diresti tu.»

Qui sta il genio di Joel Schumacher. Devi essere tu. Sei tu il personaggio. Amavo quella sfumatura. Cosa avrei detto e fatto io? Come mi sarei sentito di fronte a una ragazzina violentata da tre uomini spregevoli? Che cosa avevano ucciso dentro di lei quel giorno? E se fosse stata mia sorella? E se fosse stata mia figlia?

Lasciai la sceneggiatura fuori dal set e dal mio cervello. Cominciai lentamente, poi il mio sguardo si fece via via più intenso e, a mano a mano che sentivo montare la rabbia, dipinsi nella mia mente quelle immagini terribili. E alla fine dissi ciò che vedevo. Non ero ancora diventato padre, ma quella è l'unica cosa che ho sempre saputo di voler essere, e immaginai che fosse stata violentata mia figlia. Mi scordai che era una prova. Mi scordai del tempo. Dissi e feci cose che un avvocato in tribunale non direbbe né farebbe mai. Imprecai e sputai. Dipinsi immagini raccapriccianti dell'innocenza perduta di una bambina con parole di una violenza tale che mi avrebbero mandato in prigione insieme a quelli che stavo accusando. Mi venne la nausea. Diventai feroce. Cominciai a sudare. 

Fui perfetto.

Due settimane dopo a mezzanotte, c'era la luna piena, mentre ero sul set di Stella solitaria a Eagle Pass, in Texas, in mezzo al deserto, ricevetti una telefonata. Erano Joel Schumacher e John Grisham.

«Allora, lo vuoi fare Jake Brigance?»

«Sì, cazzo, che lo voglio fare!»

Corsi via nella notte finché non mi trovai a un chilometro da qualunque essere umano, Poi, con le lacrime agli occhi, caddi in ginocchio, guardai la luna piena, protesi la mano destra verso il cielo e dissi: «Grazie»

GREENLIGHT"

Concludo questa recensione con il testo di un post.it dei quali sono riportati gli originali nel libro:

Non è la freccia a cercare il bersaglio, ma il bersaglio ad attirare la freccia.

Dobbiamo essere consapevoli che ciò che attraiamo nella nostra vita non è casuale, e nemmeno una coincidenza.

Il ragno attende nella sua tela l'arrivo della cena.

Sì, dobbiamo inseguire quello vogliamo, andare a cercarlo, tracciare il nostro sentiero, ma a volte non serve che facciamo succedere le cose.

Le nostre anime sono infinitamente magnetiche.

E aggiungo anche il testo di quest'altro post.it:

Quando impari a conoscere il buio, non ti sembra più così scuro.

Insomma, non so se sono riuscita a farvi venire voglia di leggerlo. Spero di sì, perché quello che ho ricopiato per voi è solo la punta dell'iceberg.



Alla prossima

dalla vostra 

Stefania Convalle




domenica 5 settembre 2021

Numero 387 - Il percorso - 5 Settembre 2021


Il 17 Luglio di quest'anno mi trovavo in vacanza in Liguria, ai confini con la Toscana, e una mia autrice di Pisa è venuta a trovarmi. Il giorno successivo sarebbe stato il mio compleanno e Giuliana mi ha portato un regalo: la sua prima opera in assoluto, quella che pubblicò con un'altra CE nel 2014.

"Il percorso" di Giuliana Degl'Innocenti

Posto questa foto che ho scattato ora, proprio qui al pc. Ho affiancato il romanzo vicino a un'immagine che ho trovato tra quelle di Giuliana su Facebook, una foto di sua madre Marta (che tra l'altro le somiglia tantissimo).



Questa opera, come Giuliana stessa dichiara, nasce da una sua personale esigenza: di figlia.

"Il percorso" vuole essere, secondo me, un gesto d'amore di una figlia alla madre. Un madre mai conosciuta perché volata in cielo quando Giuliana era nata da pochi giorni.

Giuliana racconta la sua storia, partendo dai nonni materni, dal lontano 1936, e conosciamo così le personalità della sua famiglia e la vita di Marta, la donna che nel 1974 l'avrebbe data alla luce.

Ed è singolare sentire raccontare la storia dalla creatura che ancora non c'era, fino a quando - dopo essere stata concepita - continua la narrazione dal grembo della madre.

Non mi sento di definirlo un vero e proprio romanzo, ma una cronaca familiare, come sedersi su un divano insieme e ascoltare un'amica che ti racconta la sua storia, tratteggiando i nonni, gli zii, la futura madre col suo primo marito che sarebbe stato il padre della sorella maggiore, ma non quello di Giuliana, essendo l'uomo venuto a mancare da giovane.

E poi, dopo la nascita, il racconto dell'infanzia e poi dell'adolescenza di Giuliana attraverso ricordi, piccoli episodi della scuola, primi amori.

Conosciamo una bambina e poi una ragazza e poi una donna che ha vissuto serena grazie agli zii, Alba e Roberto, che si sono presi cura di lei dopo la morte della madre, praticamente da subito.

Ecco, è come stare sedute insieme e ascoltare la vita di un'amica che condivide con te i suoi ricordi, e  non solo i ricordi da lei ricordati (scusate il gioco di parole), ma quelli del racconto degli zii (mamma e papà adottivi) che a un certo punto le hanno raccontato le sue origini e le hanno parlato di sua madre.

Tanti i momenti di commozione, leggendo queste pagine, che però non cadono mai nel melodramma. Assolutamente no. Chi conosce Giuliana di persona sa che è una donna che non ama smancerie o atteggiamenti da psicodramma. No, lei racconta la sua storia senza giudicare, né farcire con troppa enfasi. La racconta e basta ed è lì che definisco queste pagine una grande dichiarazione d'amore verso la madre, mai conosciuta, ma sempre nel cuore. 

E personalmente credo, anche sempre vicina.

Ma c'è un'altra figura che secondo me spicca in tutta la sua bontà e generosità d'animo: Alba, la zia che la prende con sé da neonata. Alba è una donna eccezionale, mamma per definizione, mamma dentro, mamma: punto. E credo che Giuliana, nella sfortuna, sia stata immensamente fortunata e che grazie a lei e allo zio Roberto - marito di Alba - sia diventata la donna che è: equilibrata e forte. E se ritengo, leggendo il romanzo, che in Giuliana ci sia tanta grinta e determinazione ereditata geneticamente dalla madre, penso anche che la dolcezza del suo carattere, quello che mostra in privato, provenga dalla zia Alba. 

Due donne meravigliose: Marta, che ha voluto con tutta sé stessa la nascita di Giuliana, e Alba, che ha salvato la piccola dall'orfanotrofio.

Questo l'impatto emotivo leggendo l'opera.

Dal punto di vista letterario, è stato interessante per me leggere l'opera prima di Giuliana, che ora è un'autrice di Edizioni Convalle, e ritengo sia una penna davvero interessante e capace. Già qui, nel suo primo romanzo, si nota la dimestichezza con la penna, quel modo naturale che sceglie per dialogare con il lettore stesso, seguendo la linea della spontaneità e genuinità, qualità che fanno parte di lei anche nella vita. Giuliana non è costruita, lei è lei e si mostra per come è, senza maschere, senza proteggersi (a volte), un po' come me, direi, e forse è per questo che il nostro rapporto è molto bello.

Comunque, dicevo, che già in questo romanzo si comincia ad annusare una predisposizione per la scrittura di romanzi veri e propri. E infatti Giuliana è una romanziera di talento.

Ricordo che con Edizioni Convalle ha già pubblicato due opere di valore: 

"Estate '36", che ha vinto la sezione narrativa inedita nel 2019 nel premio letterario da me fondato, "Dentro l'amore"; ed è così che ci siamo conosciute. 




E poi ha pubblicato con noi nel 2o2o un altro stupendo romanzo: "La giostra delle possibilità".


E non è finita, perché in autunno uscirà, sempre con Edizioni Convalle, una nuova edizione del suo secondo romanzo pubblicato prima che ci conoscessimo, ma sveleremo tutto a suo tempo.


Per concludere...

Grazie, Giuliana, per avermi donato un pezzo di te così prezioso che ho cercato di trattare con estrema delicatezza. 

Secondo me, la tua mamma o forse dovrei dire le tue mamme, ti hanno messo sulla mia strada. 

A volte è proprio il Destino.




Alla prossima 

dalla vostra 

Stefania Convalle