venerdì 13 marzo 2026

Numero 497 - VENTICIQUEMILA grazie, ma cosa c'è dietro a questo numero? - 13 Marzo 2026


Ho scelto questa fotografia, che risale al 2013, come copertina di questo numero per ciò che evoca.
Mi trovavo in Sardegna per una vacanza e dove alloggiavo non c'era connessione, ma potevo stare senza scrivere due parole? E quindi andavo nella piazza di Buggerru e, seduta su una panchina (di cemento-durissima!), entravo per qualche minuto nel mondo della scrittura.
Mi viene in mente la parola: PASSIONE.
Edizioni Convalle non era nemmeno nei miei pensieri, mi occupavo della mia carriera di autrice e mi davo da fare, come sempre.
Questo mio essere una persona che si rimbocca le maniche, sempre e comunque, è una caratteristica che mi ha accompagnato tutta la vita e quindi quando è iniziata l'avventura di Edizioni Convalle non mi sono risparmiata MAI, insieme a Giuseppe - mio futuro marito 💝 - che ha condiviso con me fatiche, gioie e dolori, di questa impresa.
Dei dolori non voglio parlare, perché sono passati, metabolizzati, e chi se li ricorda più... Anche perché, diciamolo, chi ci ha fatto soffrire non merita nemmeno di essere ricordato.
Quindi voglio parlare di questo numero: 25.000.

25.000

Di cosa?

Qualche giorno fa, in occasione del nono compleanno della mia casa editrice, ho chiesto a Giuseppe: «Ma quanti libri sono stati venduti, fino a questo momento?»
«25.000 circa.»
«Ma davvero?»

Bene, a qualcuno potranno sembrare pochi. A chi conosce il mondo della piccola e media editoria potranno sembrare un numero di tutto rispetto. 
Ma se mi fermo a pensare che a febbraio 2017, quando aprivo la mia casa editrice, non potevo sapere a quale compleanno sarei arrivata, e che sono partita da zero, con le mie - nostre - forze, beh, quasi mi commuovo a pensare che migliaia di persone in Italia abbiano acquistato un libro di Edizioni Convalle e sappiano che esiste questa bella realtà.

💖💖💖

A volte ci penso a quanti dei nostri libri si trovano tra gli scaffali e sui comodini dei lettori, persone che ovviamente non conosciamo tutte, però i loro occhi si sono posati su quelle pagine che contengono amore, la sana fatica di portare qualcosa alla luce di bello. E non mi riferisco solo all'autore, ma a quello che fa l'editore - soprattutto piccolo -  che è una missione in nome di una passione condivisa con altri.

Questo mi porta a fare alcune considerazioni sugli autori che affollano questo mondo, e mi riferisco a tutti, non in particolare agli autori che fanno parte di Edizioni Convalle.

Come ho detto prima, la mia carriera parte da lontano e ne ho macinate di parole, esperienze, chilometri per portare avanti il mio percorso letterario. Ho fatto parte di alcune case editrici piccole che hanno avuto fiducia in me e mi hanno fatto fare un passo avanti in questa lunga strada, fino ad approdare a un'agenzia importante. Però, poi, con la nascita della mia creatura avevo deciso di convogliare le mie energie creative nella mia stessa casa editrice, per supportarla. 

Ma questo è un altro discorso.

Quello che volevo approfondire è la figura dell'autore, perché secondo me assistiamo a una certa deriva che fustiga il talento e ogni giorno - basta aprire i social - si assiste al festival del bon ton dove schiere di persone che sono (o si credono) autori si fanno i complimenti reciprocamente al solo scopo di compiacere l'altro che magari, lusingato da frasi che sembrano uscire da un manualetto (sono tutte uguali), acquista il libro di tal dei tali. Insomma, un cane che si morde la coda.
Bene: lasciatemelo dire. Questo buonismo da tre soldi non serve a niente, né alla propria immagine, né alla personale crescita.

Scrivere non è per tutti, e non tutti lo sanno fare.
Se io so cucinare mediamente bene le cotolette alla milanese, non per questo mi definisco CHEF. 
La scrittura è una cosa seria, e non ha a che fare con l'ego. Anzi...
La scrittura è umiltà. 

Ce ne sarebbero di cose da dire in merito, ma diventerebbe un numero del blog tra i più lunghi della storia e quindi viro in altra direzione, anche se il campo è il medesimo.

Facciamo un passo indietro.
Sono stata e sono autrice. E da nove anni e due mesi anche editrice. 
Devo dire che da quando sono nel doppio ruolo ho imparato moltissime cose, ho capito cosa vuol dire stare dall'altra parte della scrivania e le dinamiche (e le fatiche) dell'essere editore.

Quello che io vedo, specialmente negli ultimi anni, è che invece gli autori, cioè coloro che propongono la propria opera a una casa editrice, a volte escono dal binario, anzi, diciamo che deragliano...
In primis, il grande spartiacque è la buona educazione.
Se un autore è educato, lo è come persona nella vita e sa come comportarsi.
Poi ci sono i maleducati, ai quali indico subito - se si rivolgono a me - la porta d'uscita.

Quando ci si rivolge a una casa editrice proponendo la propria opera, si invia secondo le regole richieste, senza raccontare la propria vita, ma lasciando parlare l'opera stessa e basta, che è ciò che conta.

Se poi i presunti autori si autoincensano, oddio! Si apre proprio il portone! Anche perché di solito questi atteggiamenti viaggiano insieme a una scrittura che lascia a desiderare, oltre a essere piena di errori.

Va beh... Purtroppo questo è il problema che deriva dalla possibilità di pubblicare senza selezione: basta pagare.
Ma è arte?
No.

Se poi le opere vengono acquisite dalla casa editrice, lì succedono due cose. 
Ci sono autori educati, che sono e restano umili, che non si montano la testa, che sono consapevoli che il mondo editoriale è duro e che la gavetta non finisce mai.
Come anche imparano in fretta che il pubblico non ci conosce e che ogni copia venduta è un grande risultato.
Con autori che sanno come comportarsi, allora sì che si costruisce un percorso sano e sereno, ci si sostiene e si condividono idee, iniziative, successi e ci si appoggia l'uno all'altro quando ci sono le inevitabili delusioni.
Ma si va avanti sempre, in nome - come dicevo prima - di una sana passione.

Poi ci sono autori che hanno qualche problema con l'ego e con la buona educazione, ma anche - nei casi più gravi - con un senso di onestà intellettuale.

In questi anni, anche confrontandomi con altri editori spesso più grandi di me, ho capito che tutto il mondo è paese e che anche loro subivano attacchi offensivi e irriconoscenti da primedonne. Insomma, anche questo aspetto è normale e ormai ci siamo abituati al fatto che ogni tot accade. I coltelli nella schiena, alla fine, li usiamo per mangiarci una pizza 😂.

Ma torniamo al dato importante di quel numero:

V.E.N.T.I.C.I.N.Q.U.E.M.I.L.A

Mi fa piacere condividere con voi il percorso di un'opera da quando viene proposta a un editore, parlando di come operiamo noi.

1) L'editore impiega tempo a leggere e non tutti leggono tutto, e in pochi (forse solo noi e altri tre o quattro :-D) danno una risposta, anche se negativa. Perché Edizioni Convalle, per inciso, non dice sì a tutti per avere pubblicazioni, anche perché siamo FREE e perché selezioniamo fortemente quanto viene pubblicato, perché le opere sono firmate col mio cognome (Edizioni Convalle).

2) Se l'opera piace, e l'autore candidato si pone con educazione (vedi sopra), si procede e si inizia - con i dovuti tempi - tutto l'iter per la pubblicazione.
Le opere vengono lette e editate con attenzione. E questo lavoro che richiede ore e ore, e ancora ore, è gratuito per l'autore. Non è cosa scontata perché spesso e volentieri si paga, oppure alcune CE neppure lo fanno, diciamolo, e pubblicano così come arriva il file, a volte pieno di errori.

Solo per questo, gli autori sconosciuti che approdano a CE come la mia, dovrebbero dire grazie tutta la vita.

Personalmente tratto ogni romanzo che devo pubblicare come se fosse il mio, leggo e rileggo, a volte più dell'autore stesso, alla ricerca di refusi o migliorie da apportare. Ci ho rimesso gli occhi, lo so bene 😉 Ma poi quando l'autore è felice, la sua emozione mi ripaga.
E poi c'è l'impaginazione, il controllo conseguente, e poi la ricerca della copertina, e tutto l'iter burocratico per la pubblicazione in carne e ossa e le varie operazioni da fare per inserire i libri nei circuiti e assolvere agli obblighi di legge, quali il deposito legale nelle biblioteche di competenza.
Poi si stampa e il libro arriva sul tavolo dell'editore, in carne e carta... E di conseguenza a casa dell'autore.

Conservo nel cuore tanti bei ricordi legati alla nascita vera e propria dell'opera, che rimane il sogno di tanti, che sono felice di esaudire e cosa che continuerò a fare.

Tornando alla concretezza, fino a quel momento editori come noi non hanno guadagnato 1 euro, e le spese sono anche collegate a mantenere in vita una piccola/media azienda che ha dei costi, come per esempio avere un sito, un servizio e/commerce.
Gli editori come noi investono su nomi sconosciuti, senza sapere se il loro dispendio di denaro e tempo, sarà mai ripagato. 
E questo credo sia un buon motivo per non dimenticare mai della fiducia accordata da un editore e l'obbligo morale di fare la propria parte e di comportarsi in modo corretto e leale.
Concetto che possiamo riassumere in due parole: rispetto e gratitudine.

A proposito della gratitudine... Non sono i grazie, le parole, ma i comportamenti che la dimostrano o la negano.

Quando l'opera è pronta per intraprendere il suo viaggio, noi cerchiamo di camminare insieme agli autori che hanno persino il nostro numero di cellulare, cosa rara. Anche se a volte, e torniamo alla questione buona educazione, capita di pentirsi di aver concesso tale confidenza ;-)
Comunque, andando verso la chiusa di questo lungo numero, come editrice mi piace quando gli autori non dimenticano mai la vita vera, non si montano la testa e capiscono bene che devono impegnarsi a farsi conoscere insieme alla propria opera. 
L'editore è come se fosse l'ostetrica, ma è la mamma che fa crescere suo figlio.

L'editore ha tante cose di cui occuparsi, tanti autori, tante opere, ha una piccola azienda da portare avanti, ha da seguire i social, iniziative ed eventi vari da organizzare o a cui partecipare, e una miriade di cose a cui pensare. Ah, dimenticavo, ha anche una vita privata!
L'autore ha solo la sua opera da far conoscere e deve fare la sua gavetta, che - come ho detto prima - non finisce mai. Ne so qualcosa. 

Voglio anche aggiungere che Edizioni Convalle non promette mai quello che sa di non poter dare. Non diremo mai quelle frasi tipo il vostro libro sarà presente in tutte le librerie, perché sappiamo bene che non è vero.
Però noto che talvolta, sedicenti autori credono anche all'asino che vola... Mah...

Comunque, torniamo al punto.
Questo traguardo per noi è davvero fonte di orgoglio e ringrazio 25.000 volte chi ha contribuito a mettere un libro sopra l'altro. 
Il dato è già cambiato, in soli due mesi in più, ma alla fine conta il fatto che questa realtà abbia solide radici e tanta consapevolezza di come gira questo mondo.

Io cerco solobelleopere e autori di un certo tipo. 
Il resto non m'interessa.

Voglio vivere serena, tranquilla, coltivando la mia passione e condividendola con chi sposa i miei ideali, senza se e senza ma
Grazie, dunque, agli autori che rispecchiano i miei valori e ai nostri lettori che ci sostengono ogni giorno.

Sì, sì, chiudo, dai 😄
Se avete letto fino alla fine, siete degli eroi.



Alla prossima
dalla vostra
Stefania Convalle





4 commenti:

  1. Eroe, sei tu!
    25000 grazie a Edizioni Convalle
    Silvana Da Roit

    RispondiElimina
  2. Wow che traguardo! 25000 volte complimenti 👏

    RispondiElimina
    Risposte
    1. complimenti a noi tutti :-) ognuno di noi ha dato il suo contributo e tu bello importante!

      Elimina